Sconfitta Vittoria

Scritto da , il 2013-01-06, genere masturbazione

Ricordo che una volta conobbi una ragazza che mi piaceva, continuava a rifiutarmi, a fare l'ambigua. Di sesso poi non se ne parlava nemmeno, temeva che le facessi male dio animale! Per natale mi chiese di farle una regalo, lei ne avrebbe fatto uno a me, personalmente con la situazione che s'era creata fra noi non capivo il senso di sta farsa, ma escogitai uno scherzetto divertente. Pensai di regalarle una maglietta bianca, quando l'ebbi comprata mi diressi subito a casa, mi tirai fuori il cazzo e celo strofinai bene sopra, in poche parole me lo avvolsi al cazzo ed iniziai a masturbarmi davanti ad un porno, mi feci anche una foto col cazzo avvolto nella maglietta, alla fine ci sborai dentro, al che la lasciai asciugare e una volta seccata la stirai. Avevo promesso a me stesso che il mio sperma avrebbe toccato il corpo di quella troia e così doveva essere. Il giorno dopo consegnai alla troia la sua maglietta, lei mi diede il suo regalo (inutile e riciclato credo) e se ne andò, appena arrivò a casa si fece subito delle foto col nuovo indumento e le pubblicò sui profili che aveva in vari siti web. Quando i miei amici ebbero visto le foto di lei mostrai a tutti la foto del mio cazzo avvolto nella maglietta...ma c'è un'altra strana storia di masturbazione che voglio raccontarvi! Riguarda un'altra ragazza.
Era estate ed era da un po' che la conoscevo, amica di amici. Ci scrivevamo, ammiccavamo, c'era qualcosa. Una situazione così però non mel' aspettavo proprio. Avevo 17 anni da poco, qualche mese prima avevo avuto il mio primo rapporto sessuale con una mia amica, ma poi la separazione fu inevitabile, racconterò la storia più avanti. Mi trovavo nello spogliatoio dei maschi nel centro sportivo che frequentavamo mi stavo rivestendo dopo essermi fatto una bella nuotata in piscina, avevo già addosso maglietta e pantaloni, quando la porta si aprì. Mi misi a sedere una delle panche in plastica bianca che si trovavano lungo le pareti e non potevo immaginare a quale scena stavo per assistere: la porta si aprì ed entrò lei, completamente nuda, lei Vittoria, quella con cui mi sentivo, quella a cui forse piacevo. Aveva gli occhi socchiusi, forse accecata dallo shampoo aveva sbagliato corridoio ed era finita dalla parte degli uomini, di sicuro mi resi conto in fretta che non l'aveva fatto apposta, aveva i capelli quasi asciutti, castani. Era riccia e magra, col naso forse un po' aquilino, ma nel complesso molto carina, almeno a parer mio, nuda com'era potevo constatare che aveva forse una terza di seno, capezzoli piccoli e scuri, ventre piatto, più in basso mi soffermai sulla figa, sotto pareva senza peli, sul pube invece c'era una pelliccetta scura non ancora asciutta, da quel che vedevo il tempio di Eros pareva ben modellato, piccolo e delicato, sopra di esso il pelo occupava una zona abbastanza ampia del suo pube, ma non pareva ben distribuito, cioè non sembrava molto folto, quasi un velo leggero sulla sua carne. Forse era perchè era ancora bagnata dalla nuotata, avrei voluto toccarla, baciarla dappertutto e soprattutto metterglielo in culo, ma tutto ciò che riuscii a dire fu “porco-dio”. Per istinto lei si coprì il seno con entrambe le mani, lasciandosi il disotto scoperto, non so perchè a volte una donna scoperta nuda si copra prima il seno che non il pelo, beh donna, a dire il vero aveva la mia età quindi. “Ma scusa, io ho...ho sbagliato...” continuava a balbettare, non riusciva a coprirsi con le mani, pareva un po' sconvolta, a un tratto si girò di spalle mostrandomi il culetto sodo ancora gocciolante di acqua fredda e se ne andò di corsa lasciandomi così, insoddisfatto in silenzio. Avevo avuto un flash della sua pelle chiara. Parlai della cosa con alcuni amici, lei per due giorni non mi scrisse sms, cercò su facebook o di persona o rivolse la parola. Alla fine elaborai un piano, la situazione era eccitante, volevo scusarmi presentandomi a lei allo stesso modo, per fare pari. Il terzo giorno approfittando della solita ora in cui nel centro sportivo non c'era nessuno e gli spogliatoi erano vuoti chiesi ad un amico comune di chiedere a Vittoria di raggiungermi negli spogliatoi dei maschi. Io ero già nudo, sul muro c'era appeso un poster raffigurante una celebre porno star degli anni 80 nuda, iniziai a masturbarmi piano guardandolo, per presentarmi a lei col cazzo già quasi duro. Appena sentii dei passi mi tolsi le mani dal cazzo, lei entrò in tuta da ginnastica e si trovò davanti me nudo, chiuse la porta dietro di se. “beh che cazzo fai...” disse lei imbarazzata, “faccio pari, sei contenta, ora puoi tornare a rivolgermi la parola?” risposi sorridendo, si girò e chiuse a chiava la porta. “Beh mi vuoi?” chiesi io e d'istinto cercai di abbracciarla “Non ti avvicinare, altrimenti urlo. Ora fai quello che dico io, lo decido io quando siamo pari.” rispose con tono tranquillo, ero molto eccitato, iniziò a darmi dei semplici ordini: cammina avanti e indietro, girati...mi guardava con degli occhi che non dimenticherò mai. Passò a comandi più divertenti: scopriti il glande, muovi il cazzo su e giù, mi chiese di masturbarmi lentamente. Seguivo ogni sua indicazione alla lettera “ora toccati di profilo”, “girati”, “masturbati con due mani”,”più forte dai”, “trattieniti decido io quando devi venire”. Trascorsi circa 20 minuti a menarmelo davanti a lei, senza che lei facesse una sola mossa, speravo da un momento all'altro che si avvicinasse, ma restava immobile a guardarmi. Alla fine ero tutto rosso, mugugnavo cercando di trattenere i pesanti sospiri, diverse gocce di liquido preiaculatorio sulla cappella, solo allora si decise a dire “Bene ora quando non resisti più puoi venire...” mi trattenni ancora un po' per fare bella figura e mostrare tutta la resistenza possibile, sentivo che potevo resistere era solo un prurito da tenere sotto controllo. Ancora una volta cercai di avvicinarmi a lei e me lo proibì “e dove devo sborare dio porco?” dissi con un filo di voce “Su quella!” disse lei indicando il poster della porno star, mi misi davanti alla grande immagine, quasi a dimensioni reali, credevo di poter andare avanti ancora un po', ma dopo un po' il mio corpo si oppose. Schizzò quasi da solo, non potevo più controllarlo, il liquido imbrattò la foto, arrivò fino al viso, era carta molto sottile, un poster preso da qualche giornale per adulti, un seno fu praticamente perforato, gli schizzi colavano verso le gambe della foto e altri se ne aggiungevano, non so quanti ne feci in totale, forse dieci. Quando sentii che stavo per iniziare a gocciolare mi pulii il cazzo sulla parte bassa del poster, lei si avvicinò a guardare il risultato, mi fece una foto col cellulare: in piedi, nudo, con affianco il poster pieno di sperma, “Bene, ORA siamo pari. Lavati, fatti una doccia che puzzi.” disse sorridendomi e se ne andò lasciandomi solo, ero molto soddisfatto e sapevo di averla fatta eccitare non sapevo cosa sarebbe potuto succedere, forse me la sarei scopata! Ma mi sentivo stanco, appallottolai il poster, lo gettai nel cesso alla turca e mi feci la doccia lavandomi via la stanchezza e il sudore, quando ebbi finito di lavarmi il poster si era sciolto ed era ridotto in poltiglia, potevo tirare l'acqua. Quella sera uscimmo tutti insieme, io, i nostri amici e lei, ci ubriacammo e ne approfittai per baciarla. Mentre limonavamo in mezzo alla strada lei mi palpava il culo, provavo a toccarla anch'io, ma mi bloccava sempre, ne era contrariata, sapevo che quando le fosse passata la sbronza avrebbe fatto una scenata. A un certo punto le chiesi se voleva salire in casa mia, ma lei rifiutò, me ne tornai a casa sconsolato.
Il giorno dopo successe ciò che avevo previsto, le scrissi chiedendo come stava e la risposta fu il seguente sms “Ciao, mi spiace per quello che è successo ieri sera, io non mi ricordo niente e forse è meglio così. A me piace un'altra persona, so che mi sono comportata da puttana, scusa.”. Il giorno stesso mi ubriacai come un pazzo con gli amici per dimenticare, andammo ad un concerto e ricordo che proprio quella sera in un angolo rividi la troia della maglietta, quella che non mel'aveva voluta mai dare. Stava seduta in disparte ubriaca appoggiata al muro, stava male, qualcuno doveva aiutarla? Mi avvicinai, avevano appena finito di suonare, “Oh chi si rivede...” le dissi e subito dopo le sputai in faccia, io e i miei amici ce ne andammo subito dopo. Però pensavo alla Vittoria. Passarono anni, la rincontrai per caso al terzo anno di università. Frequentavamo lo stesso corso, io non conoscevo nessuno, nessuno che avessi già incontrata ad altre lezioni, così mi avvicinai a lei. Iniziammo a parlare e a scherzare senza eccessivi problemi, forse non eravamo cambiati, lei aveva ancora quel corpo da ragazza che desideravo tanto. Una volta usciti dalla mensa la baciai, capiva cosa provavo, ci fu uno scambio di battute veloci, non ricordo bene, alla fine mi chiese di andare a studiare a casa sua. Ero sicuro che sapeva quello che desideravo, durante lo studio seduti sul letto continuavamo a guardarci, chiusi i quaderni ci baciammo di nuovo, non era cambiata fisicamente. Aveva gli occhiali e i capelli raccolti dietro la testa, sembrava una segretaria, iniziai a sbottonarle la camicetta bianca. “ora ti trucchi meno di una volta, stai meglio sai.” le dissi mentre mi sfilava la felpa. Aveva una gonna stretta e a vita alta, molto sexy, grigio scura, pareva le arrivasse quasi sotto il seno, basto tirar giù la cerniera per farla scendere fino a terra. Il cazzo mi tirava già, ci accarezzavamo con passione, forse stavo ricorstruendo qualcosa che avevo perduto, mi stavo riprendendo un pezzo della mia vita, ci fu un altro bacio molto intenso, le tolsi in reggiseno e rimase in mutande. Le sue tette erano come le ricordavo, non troppo grosse, ma belle, sapevano di giovane, si era ancora una ragazzina lo sentivo. “Cel'hai ancora la mia foto? Eh porco dio?!” le sussurrai palpandole il culo “Il file l'ho cancellato dal cellulare, ma l'ho stampata in alcune copie e le conservo sempre nel cassetto, non le ho mostrate a nessuno.” le tolsi le mutande, non aveva più il pelo come nel vecchio spogliatoio. Ora era tutta depilata tranne una sottile striscetta di pelo nero, così sembrava quasi più bimba, ero molto eccitato ed era visibile anche attraverso i miei boxer che faticavano a contenere la mia emozione. Però prima volevo mettere le cose in pari, la costrinsi a mastrubarsi davanti a me, io la osservavo impassibile mentre lei si sdraiava sul letto e apriva le gambe, proprio come aveva fatto lei anni prima. La mano le si posò prima sul pube, l'altra accarezzava già i capezzoli piccoli e già turgidi. Iniziò a toccarsi il clitoride, iniziò a penetrarsi con un dito, la invitai a farlo più forte, secondo me assomigliava vagamente a Sasha Gray, l'ho fatto notare a vari amici, ma nessuno ha mai condiviso il mio parere. Giunse all'orgasmo silenziosamente, ero pronto a calare su di lei, profumata di piacere e bagnata. Addosso non avevo che i boxer, misi subito il viso fra le sue gambe come un'ape che succhia il nettare, continuava a godere. Mi alzai in piedi davanti a lei distesa sul letto, le feci un cenno e iniziò ad abbassarmi lentamente l'elastico delle mutande “Oh vedo che anche tu ora ti depili” disse scendendo lungo il pube, ero ormai nudo col cazzo duro che puntava verso il cielo “allora, ti sembra cresciuto dall'ultima volta che l'hai visto?” le risposi tenendolo in mano, iniziò subito ad accarezzarlo e disse “Cel'hai sempre avuto lungo e grosso, lo sai...”. Lo scappellò ed iniziò a succhiare la punta rossa e gonfia “si hai proprio un gran cazzone”, mi stavo già esaltando, come lo succhiava bene. Ci stendemmo uno sull'altro in una 69 appassionata, mi sembrava incredibile che lei fosse li ora a prendere in bocca il mio cazzo dopo il tempo che era trascorso. Credevo di averla dimenticata, invece ora era lì con me a baciarmi le palle, una volta mi hanno detto che se ti masturbi pensando ad una donna in particolare sai già che non potrai mai scoparla. Sentivo il suo sapore salato, le infilavo le mie dita bagnate in culo e in figa, ma anche lei si stava muovendo, mi stava infilando il preservativo senza che quasi me ne accorgessi, era pronta perchè io la penetrassi. La punta entrò con un spiro, col cazzo in mano tirai il goldone il più vicino possibile alla base del pene, seguì il primo colpo stendendomi su di lei, entrai fino a più della metà. Iniziai a strisciare come un verme su di lei, ogni tanto socchiudeva gli occhi, sussultava. Il suo petto pareva più arrossato per il contatto con il mio, i capezzoli turgidi, la schiena si inarcava ritmicamente, stava per godere ancora, mi girai e la misi a cavalcioni sopra di me quando fu il momento. Iniziò la sua cavalcata portandosi le mani alla fronte e alzando le braccia, alzando i capelli verso l'alto, vedevo così le sue ascelle tese e bellissime che emanavano un profumo squisito, il sudore del suo godimento! “Ahhhh io sarei a posto così anche...”sospirò dopo il secondo orgasmo “No no no dio can!” fu la risposta, la girai di spalle e le sputai sul buco del culo “No li sono vergine...” era inebriata, i suoi occhi confusi e grandi, “Rimediamo subito madonna puttana!” la bestemmia eccita sempre molto la fantasia sessuale lo sapete bene! Penetrai con un colpo secco quel bianco orefizio, le mie palle sbattevano contro la sua figa grondante di umori, le stavo facendo male, sentivo che stavo per venire e mi trattenni estraendo il pene. Glielo sbattei contro le ascelle tenendolo con una mano,poi la obbligai a leccarmi bene il buco del culo, ero eccitato come una bestia in calore. Se ero riuscito a infilarglielo tutto in culo ora dovevo romperle anche la figa, ripresi a sbattere li il mio fallo “Allora? Nei hai presi tanti eh? Dio bastardo, ma uno così grosso? Maledetto cristo annegato in un fosso!!!!” con queste parole lo spinsi dentro tutto “Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!” tutto dentro per solleticarle l'intestino! La stavo stantuffando per bene sempre con maggiore intensità, la base del pene iniziava a prudermi, ma non volevo arrendermi. Sentivo il suo odore deciso nell'aria, spingevo e stringevo i denti, fottendo lei mi sentivo come se stessi fottendo tutte le donne del mondo. Sentivo i nostri pubi che si strusciavano, era venuta ancora piano e senza far strepito. Mi alzai in piedi, mi tolsi il preservativo e preso il cazzo in mano mi tirai un segone: le sborai in faccia, una riga bianca sui capelli ormai un po' spettinati, una sulle tette, sulla pancia, sul petto, presi in fretta il cellulare e le feci una foto, piena di sperma, sfondata, col mio cazzo vicino alla testa “non ti preoccupare, me la terro nel cassetto del comodino, non la mostrerò a nessuno” mi sedetti sul letto e iniziai a rivestirmi, “vuoi che noi, vuoi uscire domani?” chiese lei “oh ma a te piace un' altra persona, mi spiace!” risposi, avevo avuto quello che volevo. “Tu tu...ok...sei un bastardo...” sussurrò, “Ma cara d-i-o-c-a-n-e è colpa tua.”risposi. Me ne stavo andando, procedevo verso la porta, lasciavo alle mie spalle lei nuda e sporca distesa sul letto, la vecchia radiosveglia rotta sul comodino partì all'improvviso, mi girai un attimo di soprassalto “we're sergeant Pepper's Lonely Hearts Club Band we hope you have enjoyed the show Seargent Pepper's Lonely Hearts Club Band we're sorry but it's time to go... Seargent Pepper's Lonely Seargent Pepper's Lonely Seargent Pepper's Lonely...” chiusi la porta che stavo ancora ridendo, non credo lei abbia mai capito di che canzone si trattasse (cosa per altro imperdonabile), col cervello che ha... non l'ho più vista.

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