Io e Mara

Scritto da , il 2020-03-26, genere trio

Io – Salve, mi chiamo Piergiorgio e ho 42 anni ma quando ho conosciuto mia moglie Mara ne avevo 28. La mia sessualità è sempre stata un po' ballerina, nel senso che mi capita di attraversare periodi in cui mi piacciono le donne ad altri, altrettanto lunghi, che sogno un bel maschione da carezzare e da cui farmi sbattere ben bene. Ho avuto anche una relazione di sei mesi con uomo, due anni prima di conoscere mia moglie. Un bravo chef di due anni più grandi di me e un po' sovrappeso. D’altronde hanno sempre solleticato la mia fantasia i lottatori di sumo. Quando li vedo esibirsi in TV il mio solo desiderio è di toglierli quello straccio copri pube e carezzargli il cazzo, per poi stendermi sopra e farmi inculare. Con lo chef ci siamo sedotti come ragazzini e ci incontravamo furtivamente. Ci baciavamo con passione, poi ognuno andava alla ricerca del cazzo dell’altro per poi inginocchiarsi e succhiarlo avidamente. Ci scopavamo di fretta, quasi sempre in piedi, e pur essendo entrambi passivi ero io che prendevo l’iniziativa e mi piegavo ai suoi piaceri. Un paio di volte siamo andati in hotel lontano dalla nostra città, e lui passava ore a truccarsi da donna, ma poi ero sempre io a fargli dei lunghi pompini e farmi aprire il culo dal suo cazzo.
Mara – Quando ho conosciuto Piergiorgio mi sembrava un ragazzo dolce e simpatico. Il nostro non è stato vero amore, ma piacere di stare insieme. Così abbiamo finito per sposarci, però presto ho capito che aveva delle ambiguità, come il fatto che mi chiedesse di mettergli in dito un culo mentre mi scopava, perché così gli veniva più duro. Poi ha iniziato a regalarmi dei vibratori, chiedendomi di usarli davanti a lui anche nel culo. Di fronte alle mie ritrosie iniziali ha detto che era semplice e mi ha fatto vedere come fare, finché non scopavamo più senza che lo penetrassi con un vibratore sempre più grande e venoso. Finché un giorno, con un giro di parole, mi ha chiesto di andare con altri uomini, ed io che in fondo sono un po' troia mi sono sentita stuzzicata, senza però farlo a vedere. Un rappresentante, sulla quarantina e leggermente brizzolato, che viene ogni settimana a trovarmi nel mio negozio, mi faceva da tempo una corte insistente, e mi sono sentita più volte tentata di accettare i suoi inviti. Quando l’ho detto a Piergiorgio a lui hanno brillato gli occhi ed ha esclamato: «Ma certo che devi accettare! Preparo io una bella cena per tutti, poi tu ti fai scopare come meglio credi». Quando però gli ho risposto che per i primi incontri era meglio andare nel suo albergo, ci ha pensato un po' su e mestamente ha detto: «Va bene, capisco. Però la mattina mi racconti tutto, nei minimi particolari». Così la mattina dopo, a colazione, mi costringeva a rivivere la notte d’amore. Quando dicevo che lui era disteso nudo sul letto e mi avvicinavo felpata per baciarlo ovunque mentre gli carezzavo le palle e il cazzo, per poi scendere a odorarlo e succhiarlo, la sua domanda era: «E dimmi, ti piaceva? Ti piaceva?». «Certo che mi piaceva! Se no non l’avrei fatto». Era la mia risposta. Così come quando raccontavo che, dopo avermi leccata a lungo, mi faceva girare per prendermi da dietro facendomi sentire il cazzo fino in pancia e gridare di piacere, la sua domanda era sempre quella, così come la mia risposta.
Io- Dopo un lungo convincimento mia moglie ha finalmente accettato di incontrarsi con un amante in un albergo. La mattina dopo mi racconta ogni cosa ed io mi eccito come un ragazzino immaginandomi in lei, per poi correre in bagno a masturbarmi. Ormai ho capito che non resisto più dalla voglia di farmi vedere da lei mentre faccio godere un maschio. Se portassi però in casa uno sbandato qualunque trovato in strada o in un bar lei non approverebbe, così insisto perché porti a casa il suo amante, nella speranza che a lui non dispiacciano poi le mie attenzioni.
Mara – Sono consapevole che a mio marito piace essere cornuto, anche se penso che sia anche bisessuale. Gli piace troppo il vibratore nel culo. Con lui non facciamo più l’amore, ma da tempo ho un’amante, Riccardo, che mi scopa ogni settimana con forza a più riprese. Lui ha risvegliato la porca che è in me, facendomi fare le cose più impensate. Mi lecca la fica e anche il culo, e mi dice come leccargli le palle e il cazzo. Il suo cazzo è medio lungo e tozzo, più della mia mano e di quello di mio marito. Quando mi scopa mi rivolta in più posizioni e dura a lungo sborrandomi copiosamente addosso e in faccia, arrivando a farmi urlare di piacere come non avevo mai fatto prima. Mio marito ha tanto insistito perché portassi Riccardo a cena a casa nostra per assistere alle nostre perfomance libidinose. Così dice. Io ho assicurato Riccardo che oltre a cucinare è innocuo e desideroso di farsi fare cornuto. Così ha accettato e questa sera viene a mangiare e dormire da noi. Si fa per dire.
Io – Ieri sera l’amante di mia moglie è venuto a cena da noi. Ci siamo! Io ho preparato una cena leggera e ho fatto bere loro solo due bicchieri di Prosecco. Dopo cena loro si sono stesi sul divano e hanno iniziato a toccarsi e strofinarsi. Io ho notato che Riccardo era un po' nervoso così sono andato in cucina a rassettare e far andare la lavastoviglie. Quando sono andato in camera loro erano già nudi e all'opera. Così portato tre coppe di campagne e quando l’ho data a Riccardo gli ho detto: «Tranquillo, voglio solo vedere come siete bravi a scopare». Lui l’ha bevuta e mi ha fatto un sorriso. Riccardo era seduto sul letto con le gambe piegate in terra. Mia moglie era inginocchiata e gli carezzava le cosce e leccava il cazzo. Poi l’ha preso tutto in bocca ed ha iniziato ad andare su e giù con la testa. Lui l’ha presa con una mano per la nuca per farle aumentare il ritmo, allora mia moglie ha sputato sulla cappella e si è esibita in un frenetico pompino. Io mi stavo eccitando come un segaiolo, che è poi quello che sono, e mi sono denudato. Riccardo ha tirato su mia moglie e l’ha fatta sedere con la fica sulla sua faccia, poi ha iniziato ha lapparle il clitoride con lei che mugolava come una gatta in calore. Dopo un po' mia moglie si è girata ed hanno iniziato un lungo e lento 69. Io vedevo mia moglie che avvolgeva con la lingua la sua cappella e poi scendeva per leccargli le palle, quindi risaliva per far sparire in bocca il cazzo. Ho iniziato a masturbarmi lentamente e Riccardo deve avermi visto, perché ha girato mia moglie per scoparla a smorza candela e l’ha fatta piegare in avanti per aprirle il culo alla mia vista. Poi mi ha invitato a partecipare. Mia moglie si è voltata per cercare di capire e lui ha sussurrato: «Ti piaceranno due cazzi insieme, fidati». Io, che avevo con me un po' di vasellina per ogni mia evenienza, ho lubrificato il culetto di mia moglie, e la troia ha iniziato a mugolare ancora di più quando le messo un dito e poi due nel culo. Poi lentamente le ho messo tutto il cazzo nel culo, e con Riccardo abbiamo preso a stantuffarla sempre più con frenesia. Dopo poco mia moglie ha iniziato ha lamentarsi implorando.
«Che bello! Due cazzi dentro di me. Sono proprio troia, perché mi piace da matti».
Sentivo il cazzo di Riccardo che spingeva verso il mio e quando ho avvertito che stava per venire mi sono abbandonato anch'io a un lungo orgasmo, mugolando con loro. Siamo rimasti distesi e appagati per un po' di tempo, finché mia moglie ha preso in mano i nostri cazzi e dolcemente ha iniziato a menarceli su e giù.
«Dì la verità, ti piace vedermi fottere?». Mi chiese con un sorrisino ironico.
«Sì, mi piace vederti godere mentre scopi come una troia».
«Mi avete riempito di sborra proprio come una troia, come piace a me».
Il cazzo di Riccardo tornò dritto e duro nella sua mano, mentre il mio faceva qualche resistenza. Mia moglie si portò sopra di Riccardo e s’impalò nella fica il suo cazzo dandogli le spalle.
«Siediti là su quella sedia, in prima fila. Ti faccio vedere come mi faccio scopare da un vero maschio». Mi disse poi in tono di sfida.
Presero poi a dimenarsi a lungo con brevi colpetti di bacino di Davide, finché lui la afferrò per i fianchi e iniziò a sollevarla per farla ricadere sul suo cazzo. Ogni volta che il cazzo le rientrava in fica mia moglie emanava dei lunghi sospiri. Degli “ohh” sempre più acuti. Andarono avanti a lungo in quel modo e quando sentì che lui stava per venire si sfilò e avvicinò il cazzo alla bocca, pregando Riccardo di spruzzare una fontana di sborra. Lo schizzo la colpì sul naso e in bocca. Lei allora si chinò a leccare lo sperma rimasto sul cazzo, continuando a ciucciare fino a che ce n’era.
Quando si fu un po' ripresa io le portai una coppa di champagne per sciacquarsi la bocca. Lei mi ringraziò chiedendomi se mi era piaciuto lo spettacolo e si diresse verso il bagno.
«Sei una troia fantastica. Mi sei piaciuta alla grande».
«Allora perché il tuo cazzetto è rimasto moscio?»
Io non seppi cosa rispondere e portai anche a Riccardo una coppa di champagne che mi faceva gesto di avvicinarmi. Lui prese la coppa e la posò sul comodino, poi mi tirò per un braccio e mi fece stendere vicino a lui. Mi sorrise e mi portò una mano sul suo cazzo. Sentii l’afrore del suo sudore mischiato al sapore della fica di mia moglie e mi eccitai.
«Lo so che lo vuoi toccare. Fammelo tornare duro». Disse lui in un filo di voce.
Se lo volevo toccare? In quel momento desideravo quel cazzo sopra ogni cosa. Volevo godere come aveva goduto mia moglie per farle vedere che ero bravo anch’io a farmi sbattere. Con la mano destra iniziai a menargli il cazzo e con la sinistra a carezzargli il torace solo un poco villoso. Lui mi carezzava il collo spingendomi con la testa verso l’inguine, ma aspettavo che il cazzo fosse almeno a mezza cottura. Poi gli leccai i capezzoli e continuai a baciarlo sempre più giù fino a sentire l’odore acre del suo cazzo. Non esitai e lo presi in bocca in un sol boccone, poi iniziai un lento pompino. Lui mi dava il ritmo tenendomi una mano sulla testa, allora sputai più volte sulla cappella e la avvolsi con la lingua. Lo spinsi poi fino in gola per farlo riuscire, stringendolo con le labbra. Così per più volte, e quando mia moglie uscì dal bagno mi trovò chinato sopra Riccardo con il suo cazzo che entrava e usciva dalla mia bocca.
«Che ti piaceva essere cornuto lo sapevo, e stasera ti abbiamo fatto anche contento. Che eri culattone lo sospettavo, ma che ti piace spompinare i miei amanti mi coglie impreparata».
Io alzai la testa dal cazzo di Riccardo e la guardai in silenzio con sguardo implorante di scuse.
«Ti piace proprio tanto il cazzo?».
Io annuì con la testa.
«Tanto da prenderlo anche in culo?»
Sempre in silenzio mi girai, mostrando il mio culo a Riccardo e continuando a lavorarlo di bocca. Lui allungò una mano e cominciò a carezzarmi le chiappe, poi prese a giocare con il mio buchetto, prima con un dito poi con due e anche tre. A ogni spinta della sua mano sospiravo di piacere.
«Ti piace proprio?» Sogghignò Riccardo.
Io acconsentii con la testa, andando su e giù sul suo cazzo. Quando, con il suo lavoro di dita, sentii che era giunto il momento di prendere quel gran cazzo nel culo presi la vasellina e mi lubrificai ben bene, poi unsi a fondo anche il suo bastone nodoso.
«Puttanella! Vedo che eri già pronta a tutto. Ci speravi che stasera ti rompesse il culo». Mi riprese mia moglie. Io continuai ad annuire.
«Cosa vuoi che faccia? Che resti o vada via? Cosa ti arrapa di più». Domandò mia moglie.
«Lo vuoi proprio sapere?»
«Certo che lo voglio sapere! Puttanella».
«Mi piacerebbe tanto che tu mi guardassi, anzi che ti masturbassi mentre mi faccio inculare dal tuo amante».
«Sei proprio una puttanella pervertita! Ma non so se mi piacerà vedere due che s’inchiappettano, tra l’altro mio marito e il mio amante».
Io mi distesi sopra Riccardo, faccia a faccia. Tentai di baciarlo ma lui si girò, allora lo baciai sul collo. Presi poi il suo cazzo e lo puntai dritto sul mio buchetto. Riccardo mi fermò e in tono serio ordinò: «Se vuoi il mio cazzo nel culo devi dire a voce alta a me e Mara che sei una puttanella e che ti piace farti rompere il culo dai bei cazzi duri».
A me piaceva sentirmi chiamare puttanella, e poi quello che aveva chiesto Riccardo era proprio quello anelavo da tempo. Così ripetei la frase a voce alta, prima a mia moglie e poi a Davide. Poi mi avvicinai all'orecchio di Riccardo e sussurrai: «adesso scopami caro». Subito dopo ripresi il cazzo di Riccardo e lo puntai di nuovo sul mio buchetto. Poi allargai le chiappe con le mani e mi lasciai andare giù. Riccardo diede due colpi di bacino e fu tutto dentro di me. Io urlai di dolore e Riccardo si fermò. Il dolore si tramutò in un gran calore che mi saliva dalle viscere.
«Quando ti senti pronto inizia a muoverti, vedrai che il dolore si trasforma in piacere». Mi suggerì Davide.
«Spaccagli il culo a questa troietta!». Lo incitò mia moglie.
Mi voltai e vidi mia moglie seduta sulla sedia a fica aperta che succhiava le dita per titillarsi poi il clitoride.
Provai una grande eccitazione, quello che avevo a lungo sognato si stava avverando. Iniziai a muovermi lentamente su giù poggiando le mani sul torace di Riccardo. Lui mi afferrò per i fianchi e mi sollevò un po' per poi farmi riscendere piano sul cazzo. Durò così per un po' fino a che anch'io cercai di seguire il ritmo mugolando di piacere.
«Guardate questo rotto in culo succhia cazzi come gode!» Commentò mia moglie.
Eh sì! Iniziavo proprio a godere. Passato il dolore iniziale sentivo i movimenti del suo cazzo dentro di me, e mi piaceva tantissimo quando stava per uscire e lui lo spingeva di nuovo dentro fino in fondo. Godevo e mugolavo con lunghi sospiri, finché non seppi più trattenermi e con enfasi gli dichiarai: «amore hai un cazzo meraviglioso, mi stai scopando divinamente!».
Riccardo allora mi rivoltò e mi fece mettere alla pecorina con le chiappe aperte. Sputò sul mio buchetto e mi sbatté più volte il cazzo tra le natiche, poi dopo qualche manovra trovò la via giusta. Sentii il suo cazzo farsi strada dentro di me e gli andai incontro muovendo il bacino all'indietro.
«Ti piace troietta? Ti piace farti sfondare il culo?».
Io sospirai e lui roteò più volte il bacino per farmi sentire meglio il cazzo. I miei sospiri si fecero più ripetuti e come inebriato cominciai a perdere il senso del tempo. Quando poi mi afferrò per i fianchi per iniziare una lenta cavalcata che si fece sempre più frenetica iniziai a implorarlo fino a gridare.
«Sì amore, sfondami il culo!».
«Giratevi, che voglio vedere in faccia la troia che gode mentre si fa rompere il culo». Gridò mia moglie.
Allora ci girammo con me rivolto verso di lei, poi Riccardo riprese a cavalcarmi.
«Prendi troia! Prendilo tutto!». Continuava a ripetere lui.
«Sì amore, lo voglio tutto dentro il tuo bel cazzone!».
Mugolavo, urlavo, ridevo, forse piangevo di piacere. Sentivo che a quel ritmo mi stava veramente sfondando il culo con il suo gran cazzo. Sentivo del bruciore nelle viscere però mi piaceva la sua foga amorosa. Un maschio possente stava godendo dentro di me e questo mia dava ancora brividi di piacere. Incrociai lo sguardo di mia moglie che mi guardava più sbigottita che eccitata, allora mi abbandonai del tutto e iniziai a venire con un orgasmo prolungato e sospirato. Riccardo continuò a mulinare il suo cazzo dentro di me, poi sentii la sua cappella ingrossarsi ed esplodere sperma caldo nelle mie viscere. Ci distendemmo esausti per qualche minuto poi sentii la voglia di baciarlo dappertutto. Gli leccai il torace e l’ombelico e poi gli succhiai il cazzo floscio che sapeva ancora del mio culo.
«Sei stato, o stata, una vera sorpresa». Commentò stupita mia moglie. «Pensavo che fossi bisessuale, ma da come ti piace il cazzo e farti sbattere sei quasi più puttana di me. Che è tanto dire.»
Io le andai vicino e la baciai dolcemente. «Grazie cara, per avermi permesso di essere stata stasera quello che sono, una vera puttana».
Lei mi fece girare e piegare in avanti per vedere quanto fosse aperto il mio buchetto, poi sconsolata commentò:«Sei proprio una troia sfinita, hai ancora la sborra che ti esce dal culo».



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