Esibizionismo a Berlino

Scritto da , il 2020-03-26, genere esibizionismo

Visto questo isolamento forzato torno a raccontare di mia moglie Laura.
Potete trovare quanto scritto in passato cliccando sul mio nick. Mi scuso anche per il mio italiano non particolarmente colto, ma non ho nessuna ambizione letteraria. Son qua per condividere un po’ di lussuria personale raccontando avvenimenti realmente accaduti. Per questo motivo non troverete scene porno. Solo emozioni di una coppia onesta.
Per farla breve, io e Laura siamo una coppia di vecchia data. Non abbiamo mai avuto amanti, ma al contrario ci confidiamo le nostre fantasie e le usiamo per tenere accesa la passione. Una cosa che è venuta fuori presto, nella nostra relazione, è che a Laura è sempre piaciuto farsi guardare. Che è stato il motivo che ci ha poi portato e vivere queste piccole avventure che racconto.

Laura è piccolina, proporzionata, coi seni piccoli e dritti ed il sedere tondo.
Ho scritto della volta al centro benessere. Son passati quasi dieci anni da quella volta alla nostra seconda esperienza. Nel mentre abbiamo avuto altre avventure, una volta ogni tanto, quando le stelle si allineano, ma proprio al centro benessere tra un impegno e l’altro non abbiamo avuto modo di tornarci prima. Ma questa giornata è rimasta memorabile (per me, almeno) e voglio raccontarla.

La seconda volta alla spa è successo due anni fa e come in passato, si trattava di passare qualche giorno in Germania, questa volta a Berlino.
Ovviamente prima del viaggio mi misi a cercare dei centri benessere con l’intento di trovarne di belli, ben recensiti, che piacessero a Laura e prevedessero la nudità (facile). Laura come al solito si diceva interessata, ma senza lasciar trapelare particolare entusiasmo. L’accordo era che se avessimo trovato una giornata fredda, l’avremmo trascorsa in una spa.
Ed ovviamente a Berlino non ci volle molto perché’ accada. Dunque, avendo visto le previsioni, dissi a Laura che una bella giornata a mollo ed al caldo in spa sarebbe stata l’ideale per combattere il freddo. Lei volle vedere i posti che avevo selezionato e si dichiarò contenta di andare al Liquidrom (che potete trovare con Google). Dopodiché’, con un tono di voce improvvisamente seducente mi chiese:
‘Ma vuoi vedermi nuda davanti ad altri uomini?’
‘Si’
‘E vuoi che mi vedano la fica?’
‘Si’ deglutendo.
‘Allora adesso me la depilo completamente’ e così dicendo si chiuse in bagno, lasciandomi con una erezione di marmo e non tornando più sull’argomento (a lei piace alludere e tenermi sulle spine).
(Specifico che nel corso degli anni il pube di Laura si è fatto via via più glabro, fino a restare, per il momento, con un minuscolo e curatissimo triangolino disegnato dal laser. Ma a lei eccita l’idea di presentarsi come nei porno, se pensa che qualcuno possa vederla. Da qui il suo fare..).

Il Liquidrom si sviluppa in lunghezza e ha un’area con ristorante bar (piccolino) con una vetrata che dà su una piccola piscina esterna, dove è ugualmente benvenuta la nudità o meno. Ha poi nascosta una grande e bella piscina relax che prevede l’uso del costume obbligatorio, con musica e luci soffuse, ed una zona saune dove al contrario, è d’obbligo la nudità.

Laura voleva iniziare dalla piscina relax col costume. Così mettemmo il costume e facemmo un giro che in realtà fu brevissimo, per via della conformità del luogo ed anche perché’ non è molto grande.
In ogni caso, quando vicino al bar e vetrata girammo per vedere dietro l’angolo, ci trovammo coi dei cancelli tipo metropolitana a sbarrarci la strada (da azionare col braccialetto) oltre i quali c’era la zona nudista. E davanti ai nostri occhi, poco più in fondo, una sauna completamente vetrata che dava anche sulla piscinetta/area esterna di cui ho accennato. Ed una ragazza bionda sdraiata al suo interno, sola e completamente nuda. Solo nelle fantasie di un ragazzino si può immaginare una visione del genere!
Rimanemmo come idioti a guardarla. Dopo qualche attimo tornammo in noi e Laura disse:
‘Oh.. mmm.. prima andiamo alla piscina coperta’
‘Certo’ risposi.
Ero stupito. La volta precedente non avevo visto niente del genere. C’erano persone nude e ci eravamo mostrati nudi, ma ragazze sdraiate in bella vista neanche per sogno. Certo, quel posto era fatto in modo differente, e poi era nel sud della Germania (più cattolica?) e forse contava anche il fatto che ci fossero più turisti. Ma ero comunque incredulo.
Andammo alla piscina relax che era molto bella. Grande, acqua calda, luci e musiche soffuse. Coppie a mollo a farsi le coccole. Niente di sospetto. Era un lunedì mattina ed erano tutti tedeschi, giovani e meno giovani. Pensavo alla bionda tutta nuda e immaginavo che sarebbe stata la mia visione erotica del decennio.

Laura prese tempo. Molto tempo.
Ma si stava benissimo e non volevo metterle pressione. Così aspettai, tra una coccola, una erezione per la bionda, e anche un poco (per me) di relax.
Dopo forse quaranta -lunghissimi- minuti a galleggiare al caldo, Laura mi disse nell’orecchio:
‘Per me possiamo andare’
‘Ok’
‘Vuoi vedere le saune?’
‘Beh, si!’
‘E vuoi vedermi nuda come quella di prima?’
‘Si!’
‘Allora andiamo’
Uscimmo dalla vasca, facemmo la doccia e ci togliemmo il costume, avvolgendoci negli accappatoi.
Andammo ai cancelli. Nell’area all’aperto c’erano alcune coppie nude di mezza età, cazzi e fiche al sole, altri coperti, tutti in completo relax, come niente fosse, e nella sauna trasparente ora c’era seduta una coppia di ciccioni. Il livello di nudità si confermava superiore alla precedente esperienza. Ero nervoso.
Girammo l’angolo che teneva nascoste le saune e davanti a noi c’era una sorta di largo ambiente, tutto in marmo, con delle panche di pietra lungo i muri su entrambi i lati. Dallo stesso lato della sauna trasparente c’erano 3 docce comuni, aperte, il bagno turco, e due saune un po’ più in là. Questi tre ambienti avevano la porta di vetro ma l’interno era nascosto. Sul lato opposto la mega panca era interrotta da cinque gradini per salire alla vasca d’acqua fredda, che dava anche sul corridoio per gli spogliatoi (usarla significava mostrarsi a chiunque sia nel corridoio che in area saune).
Sulle panche c’erano due ragazze giovani, nude, con le gambe incrociate, i seni sodi all’aria ed intente a parlottare e ad ammirare un ragazzo atletico che ogni due minuti faceva un tuffo nell’acqua gelata col pene rattrappito in mostra.
Laura decise di iniziare dal bagno turco. Ci dirigemmo ed uscirono proprio da lì una bella coppia giovane dai corpi scolpiti e tatuati. Si misero sotto le docce, rivolti verso di noi, coi sessi depilati in esposizione. Lei era una bella gnocca e stentavo a credere che mi mostrasse la fica così palesemente. Al contrario di Laura, la cui fica mostra sempre un timido clitoride far capolino tra le labbra, lei aveva due labbra carnose separate solo da una semplice fessura. Lui aveva un pene grosso e circonciso, con una grossa cappella fieramente esposta. Date le dimensioni non ero sicuro fosse proprio flaccido, anche se l’indifferenza ostentata mi disorientava. (Laura fu molto colpita da quella visione, mi disse poi). Ovviamente guardai per un tempo brevissimo, sia chiaro. Non poteva essere altrimenti. Nel mentre Laura procedeva a rimanere nuda a sua volta. Proprio lì, ad un passo da quei due. La copiai tentando di tenere la calma ed entrammo nel bagno turco.
Dentro era tutto vapore e non si vedeva niente. Laura sciacquò la panchina e ci sedemmo. Era bollente. Le luci vicino al suolo lasciavano vedere solo i piedi delle persone e il profilo delle gambe. Mi accorsi di avere le gambe aperte ed il pene sospeso per non appoggiarlo alla panchina. Guardai davanti a me. Mi sembrava ci fosse una donna. Mi chiesi se potesse vedere la silhouette del mio cazzo a penzoloni. Probabilmente sì. L’idea era eccitante ma non potevo pensare a queste cose. Misi una gamba sopra un ginocchio come un idiota e tentai di rilassarmi.
Avevo già visto più di quanto avessi immaginato e non ero a mio agio.
Dopo dieci minuti uscimmo e Laura fece come la coppia di prima. Andò dritta alle docce e si rinfrescò, girandosi intorno di modo da mostrare ogni lato del suo corpo. Io invece facevo respiri profondi fissando il muro e sperando nell’effetto dell’acqua fredda per rimpicciolire il mio pene.
Presi gli accappatoi ci sedemmo qualche minuto a dissipare calore dove prima stava il ragazzo atletico. Dopodiché’ Laura decise che era ora della sauna. Dopo una seconda perlustrazione, Laura suggerì quella con la temperatura più bassa.

Dentro, davanti alla porta di vetro, sul terzo gradino, il più alto, stava seduto un uomo di mezza età, con la panza grossa, il pene invisibile e lo sguardo fisso nel nulla. Laura rimase nuda un’altra volta e aprì la porta davanti all’uomo. La sauna era più lunga che larga e si sviluppava parallela al muro, in modo da rimanere nascosta da fuori. Le panchine formavano una piccola elle.
Dentro rimasi di sasso. Sul secondo e terzo gradino, accanto all’uomo seduto, era infatti sdraiata la coppia tatuata di prima. Lui in alto, lei sul secondo. I piedi rivolti verso l’entrata e verso l’uomo seduto, le gambe distese, rilassate, non chiuse, i sessi completamente in mostra. Potevo vedere i dettagli della fica della ragazza a meno di un metro di distanza da me. Ero sbalordito. Non capivo se fosse davvero una normalità o se fossero degli esibizionisti. Laura iniziò a mettere giù l’asciugamano sul gradino più basso, proprio accanto a lei. Io andai quindi oltre, notando solo allora che alla fine delle panchine c’erano sedute quelle due ragazze giovani di prima ed un altro uomo. Come mi avvicinai le ragazze si alzarono in piedi e mi passarono accanto per uscire, nude, con l’asciugamano in mano. Credo notarono il mio pene inevitabilmente semi rigido. Me ne vergognavo ma me ne compiacevo allo stesso tempo. Era una tortura.
Misi giù per sedermi sul secondo gradino, nella L, per poter vedere il resto della stanza, come d’altronde facevo il tipo già seduto, e solo a quel punto mi resi conto che Laura non si stava sedendo ma sdraiando, anche lei rivolta verso la porta e l’uomo con la panza! Il mio cuore si fermò.
Aprì le gambe per tirarle su e poi con mio sollievo piegò ed unì le ginocchia e le caviglie, nascondendo la fica agli sguardi indiscreti.
Feci respiri profondi per calmarmi, coi comiti sulle ginocchia e la testa tra le mani, guardando per terra, cercando di coprire il mio cazzo irrequieto.
Quando alzavo gli occhi potevo vedere il monte di venere di quella ragazza. Le sue tette grosse e rilassate, il cazzo del tipo, appoggiato di lato, e poi i capezzoli eretti ed il pube bianco e nascosto di mia moglie. Ed il tipo seduto vicino ai loro piedi, che ogni tanto sbuffava per il caldo e guardava verso la ragazza e mia moglie. Dopo tutte quelle distrazioni mi accorsi che Laura era completamente depilata, ed io stesso non avevo ancora visto tra le sue gambe. Gelosia e lussuria mi tormentavano. Avevo il cuore a mille. Respiravo profondamente e tentavo di non immaginare niente.
Dopo qualche minuto di immobilità l’uomo vicino a me se ne andò, passando col suo membro a poca distanza dal viso di mia moglie. E dopo poco anche la coppia si tirò su e uscì velocemente, scendendo i gradini tra me e Laura, dove c’era più spazio, offrendole ancora una volta visioni ravvicinate.
Ora c’era solo quell’uomo vicino alla porta, immobile, imperterrito. E il silenzio. Le gambe di Laura vicino all’uomo. Goccioline di sudore. Io, il mio cervello in meltdown ed i miei respiri profondi per tenere la calma.
Aspettavo. Non potevo comunicare con Laura. Tentavo di non pensare a lei mi chiedevo se e chi sarebbe entrato.
Dopo altro interminabile silenzio un movimento: era Laura. Tirò su un piede dall’asciugamano e dopo un istante di indecisione cominciò a distendere la gamba! Rimasi nuovamente di sasso. Distese quella, e poi lentamente, inesorabilmente anche l’altra, adagiandole leggermente aperte, come la ragazza tatuata. Non potevo crederci. Mi aveva chiesto se volessi vederla sdraiata nuda, ma credevo mi stesse solo provocando, sinceramente. Mi aveva chiesto se volessi che mostrasse la fica, ma non mi ero immaginato in quel modo: pensavo sotto la doccia, come prima.
In realtà neanche lei aveva pensato minimamente di fare una cosa del genere, in principio. Ma mi raccontò più tardi che vedere quella coppia l’aveva spinta ad osare di più, sdraiandosi per davvero. Ed una volta la, durante quel silenzio, completamente nuda sulla panca accanto ad uno sconosciuto a cui a stento teneva nascosta la fica, si era bagnata. A quel punto l’eccitazione ebbe il sopravvento e le venne la voglia di rendere la fantasia realtà, sapendo di trovarsi in un luogo dove quelle azioni erano concesse impunemente. E sapendo che io avrei visto tutto.
Così mentre io aspettavo confuso dalle emozioni nel silenzio, lei si era eccitata ogni minuto di più. Finendo per arrendersi al desiderio e rilassare le gambe (con gli occhi rigorosamente chiusi) e lasciare che l’uomo sul terzo gradino vedesse da vicino la sua fica, depilata per l’occasione, e col clitoride via via più gonfio ed esposto.
E l’uomo con la panza non ebbe remore a guardarla tra le gambe, pure davanti a me!
Le stelle si erano allineate, rendendo possibili fantasie incredibili, ma ora mi trovavo in una situazione a cui non ero pronto e che non pensavo potesse accadere. Il tipo avrebbe potuto toccare mia moglie mentre io ero distante! E non so davvero se Laura a quel punto avrebbe rifiutato delle mani sul suo corpo. Era una situazione più critica delle altre nostre esperienze segrete.
Stavo impazzendo. Avevo il cuore in gola ed ero sia geloso che arrapato! Il tipo guardava e io avrei voluto porre fine a quello spettacolo, coprirla e portarla via. E contemporaneamente avrei voluto aprirle completamente le gambe proprio là, per punirla, e poi scoparla davanti al guardone. Se mi fossi toccato sarei venuto in un istante.
Lo show durò forse un interminabile, silenzioso, immobile minuto.
Ruppe l’incantesimo l’arrivo della coppia cicciona. Il tipo ammirò Laura senza problemi. La tipa divenne nera in volto e l’avrebbe fulminata, se avesse potuto. Ma entrambi non fecero una piega e si sistemarono tra me e Laura. Contemporaneamente il signore finalmente uscì velocemente dalla sauna.
Una volta uscito, Laura prima raccolse le gambe, e poco dopo si alzò a sedere e mi fece un segno per seguirla. Io uscii coprendomi il membro in grosso imbarazzo.
Ma Laura non aveva finito. Presa dall’eccitazione rimase nuda, camminò davanti agli altri e andò a farsi il tuffo gelato, salendo e scendendo gli alti gradini davanti a tutti, regalando una visione da cartolina.
Io evitai. Non ce la facevo più. Andai in bagno a farmi una doccia gelata (non volevo masturbarmi). Mi coprii. Ci sedemmo nelle sdraio. Poi mangiammo al bar parlando poco, facendo finta di niente. Con la tensione nell’aria. E dopo poco andammo in albergo a scopare furiosamente, come succede sempre dopo queste piccole avventure.
Non dimenticherò mai gli eventi straordinari di quel giorno.

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