Regionale Veloce

Scritto da , il 2020-02-14, genere esibizionismo

Il regionale veloce è partito da nemmeno 5 minuti quando nella carrozza entra una morettina tutta pepe, indossa una polo rosa che le scopre l'ombelico su quale brilla una piccola pietra, una gonna plissettata di jeans abbastanza corta da mettere in risalto le cosce lunghe e abbronzate snelle ma, ben tornite, ai piedi delle sneakers bianche un po' vissute, sulla spalla destra porta un piccolo zaino da cui spunta un telo mare variopinto e nella mano sinistra con una certa abilità, tiene una bottiglietta d'acqua e lo smartphone da cui ,attraverso la cuffia ascolta la musica, dietro di lei la tallona un tizio grassoccio che mentre saliva sul treno le aveva messo lo smartphone sotto la gonna per rubarle uno scampolo di intimità, lei se ne era accorta ma, fin troppo avvezza a quelle cose, aveva tollerato il suo innocente abuso.
Da dietro gli occhiali da sole, la ragazza getta lo sguardo a destra e sinistra per ispezionare il vagone sempre vuoto a quell'ora, metà di esso trova l'immancabile tizio di colore che a tutte le ore frequentano la tratta e decide di sedersi proprio li, mentre il suo molesto accompagnatore preferisce proseguire oltre.
Il terno riparte.
L'uomo, è ben curato sulla trentina a stento sembra notarla, guarda fuori e di tanto in tanto butta lo sguardo sul suo smartphone come se lei non esistesse, la ragazza non può proprio accettarlo, si mette comoda posa i piedi sul sediolino libero di fronte a se, l'aria entra dal finestrino leggermente aperto e l'orlo della mini risale pericolosamente mostrando le cosce, a quel punto lui non può far a meno di dare uno o due sguardi.
La ragazza non è severa su come tenere le sue ginocchia, a lui gli serve poco tempo per vedere il colore malva delle sue mutandine a pois bianchi, lei lo lascia tranquillamente guardare, lei ama ottenere attenzione, lo ama cosi tanto che il cavallo di quelle mutandine comincia a bagnarsi.
“mi annoio..” lei prende l'iniziativa, l'uomo non gli risponde
“...te lo succhio, hai voglia?” gli propone, lui la osserva con attenzione
Non sembra una troia o una tossica, sembra una normale ragazza italiana piuttosto carina, come tante che ha incontrato nel suo interminabile viaggio della speranza.
“ma quanti anni hai?” le chiede in un discreto italiano insegnatogli dai missionari nel suo paese
“ah sei uno di quelli?”
“quelli chi?”
“uno di quelli che chiedono l'età!”
“..,io non voglio guai” risponde lui e fa per andarsene lei lo prende per un braccio, ci pensa un attimo
“...ne ho 21!” taglia corto lei ,lui pare pronto ad abbandonare il suo intento di fuga
“allora lo vuoi questo pompino oppure cambio carrozza e cerco uno più disponibile?” lo avverte, il grassone è rimasto tra i due scompartimenti e sembra in agguato.
“ma sei seria?” gli chiede quasi come ammonirla, nota che qualcuno sotto la cappelliera ha appiccicato un adesivo della Lega su cui qualcun altro ha scarabocchiato parole irripetibili
“Perché no?” fa spallucce allora l'uomo si risiede dov'era.
“...e se arriva qualcuno?” risponde tentato, lo scompartimento è vuoto anche il ciccione sembra sparito, cerca di ignorare l'omino verde che a spada sguainata lo minaccia, sono settimane che non tocca una donna.
“ il controllore qui non c'è mai, se il treno è in orario la prossima fermata è tra 12 minuti...” cerca di tranquillizzarlo, lui ha l'impressione che non sia la prima volta che la ragazza si metta in certe situazioni.
Non fa una piega tutto previsto e calcolato, si rassegna da un ultimo sguardo in giro e le fa un gesto con la mano per darle l'avvio.
Lei tutta contenta, si siede al suo fianco lo aiuta a liberarsi dell'impaccio dei pantaloni della tuta che indossa, quanto basta per permettergli di arrivare al suo arnese, sotto l'uomo è completamente nudo.
“..mmm....lo sapevo!” sospira lei tenendogli in mano l'uccello enorme e già bello duro poi spalanca la bocca e lo accoglie le morbide labra colorate di un rosso ciliegia.
La ragazza è un po' acerba nella tecnica ma, ci mette tanto impegno, mentre lo succhia la mano di lui si gode un viaggio tra le sue chiappe sode e rotonde, superato il vano ostacolo delle mutandine trova prima il suo ano plissettato e nervoso e poi finalmente la sua fica glabra gonfia e fradicia di umori
“...non aspettavi altro..” le dice, lei solleva un attimo lo sguardo e annuisce poi si avvicina ad un orecchio
“..cazzo...ti voglio subito dentro di me!” gli sussurra in un gemito
Le mutandine di lei finiscono nella tasca dei pantalone della tuta di lui ,che prima di metterle via gli da una lunga annusata, le fica delle ragazze italiane ha sempre un buon odore o almeno per la sua esperienza, l'accordo è questo, lui sta buono buonino e lei si siederà sopra al suo cazzo, tutti sono d'accordo e si baciano per sigillare il patto
“Sei pronta?”
“si...ma prima però...” le risponde lei porgendogli un preservativo
“e quello dove lo tenevi?”
“nell'elastico delle mie mutandine...quando prendo il treno non esco mai di casa senza”sorride lei maliziosa.
Indossato il guanto lei lo afferra, se lo punta tra le cosce e un po' alla volta lo fa entrare tra le pieghe ingorde della sua fica.
“ok...ci sono”comincia la scopata, è la ragazza a dare il ritmo, lui la tiene per i fianchi per non farla cadere mentre il suo cazzo le entra e esce dalla fica
“aaah!... aah! Aaaah!” lei è fuori di se
“...ti piace eh?”
“..si...si..si!” risponde senza calare il ritmo
“lo senti bene dentro di te?”
Le non riesce a parlare e si limita ad annuire mentre lavorando con le cosce e il bacino fa scorrere quei trenta centimetri di nerchia nella sua micina
“Tre minuti!” dice lei incalzando il passo
“...cosa?” risponde l'uomo perplesso
“...il treno...la stazione...tre minuti!” ripete lei ta un gemito e l'altro.
Lui è ancora lontano da aver finito, il tempo stringe, cosi ribalta la situazione la getta sul sediolino di fronte a loro le porta le ginocchia dietro le orecchie , l'uccello per un attimo è sgusciato fuori dalla tana umida della ragazza e il preservativo si è quasi tolto e lui decide di disfarsene del tutto e a crudo pelle contro pelle la chiava.
La sbatte senza curarsi delle sue indicazioni, restano due minuti e presto proteste diventano proteste e poi suppliche
“mi fai male...aah.... mi fai male...aaah aah! aaah!”
Lui stantuffa il suo cazzo dentro di lei finché lancia una sorta di ruggito selvaggio e le riempie la fica di sborra , mentre la il treno entra in stazione, una volta svuotato si siede di fronte a lei a riprendere fiato e ad osservarla.
Le fuma la figa, lo poverina è devastata dall'estasi, immobile cosi come lui la chiavata, il corpo scosso dagli microscopici spasmi dell'orgasmo multiplo che sta provando, dalle labbra della passera tumefatte e dilatate ,sibila l'aria e cola fuori in maniera abbondante parte dello sperma che le ha scaricato dentro
“capolinea si prega di scendere prego!” avvisa la voce dall'interfono,
“ehi Amica mia” lui la chiama e lei sembra riprendersi
“tutto bene?” le chiede aiutandola ad alzarsi, lei tenendosi alla sua spalla annuisce
“mi ridai le mutandine per favore!” dice con un filo di voce
“certo..”
Il treno è fermo le porte si aprono, l'uomo l'aiuta a scendere mentre altri passeggeri stanno salendo, la ragazza non si stacca dal suo braccio, arrivano a sedersi su una panchina, lei beve un sorso d'acqua dalla sua bottiglietta, prende un paio di boccate d'aria fresca a pieni polmoni che sembrano rinfrancarla, si stiracchia tutta soddisfatta.
“ma che bella giornata!” dice allegra poi controlla di non aver dimenticato niente e rimette lo zaino in spalla gli schiocca un bacio sulla guancia.
“è stato FICHISSIMO...Grazie!” gli dice ,lo abbraccia si danno la mano in maniere stranamente formale e corre via quasi inciampando sui propri piedi, ancora un pò incerta nel passo.
L'africano la guarda andar via appagato e meno nervoso di quanto lo era stato negli ultimi giorni, poi osserva qualcosa di molto curioso.
Ad aspettarla infondo alla banchina c'è il ciccione con cui era salita, lei lo prende per un braccio, sembrano molto in confidenza, parlottano per un attimo, il grassone l'ascolta sembra più dispiaciuto che geloso.
“Ciaoooo!” le urla lei per un ultima volta prima di prendere per mano il suo socio e sparire per sempre tra la folla della stazione.

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