Colline Emiliane 1pt.

Scritto da , il 2020-02-10, genere incesti

Primo anno di ingegneria il semestre appena passato prima delle vacanze estive, mi ero data un casino da fare, 7 esami in 5 mesi con la media del 26, meritavo un po di riposo, cosi avevo riempito il mio trolley, fatto il pieno alla mia piccola 500 ed ero andata dai mie nonni che vivevano in una cascina isolata tra le colline emiliane.
Nonna era entusiasta di vedermi mi voleva un gran bene ma, anche perché vivendo tutti noi a Milano, non aveva la possibilità di lamentarsi della famiglia e di quanto la trascurassimo con qualcuno in carne ossa, nonno da canto suo, era sempre stato molto riservato e poco incline a mostrare certi sentimenti, lo trovai in veranda seduto su una sedia di vimini, canotta e mutande da vero uomo libero ,sessantottino convinto e comunista, mi accolse con un cenno della testa accendendosi la sua pipa, a me non bastava, mi sedetti sulle sue ginocchia, mi lanciai al collo mitragliandolo di bacetti sulle labbra baffose per strappargli un sorriso e un abbraccio che arrivarono pochi istanti dopo il mio blitz.
“ti sei inquartata” mi disse posandomi una mano sul culo
“ma va! che dici?” risposi ridendo poggiando la mia schiena al suo petto, potevo sentire il suo pacco premermi tra le chiappe, nonno era giovanile e ancora molto vigoroso, la nonna era rimasta incinta a 18 anni mentre lui ne aveva 21 ed erano diventati nonni appena alla soglia dei trentanni, visto che mia madre mi aveva avuto a 19 anni, nove mesi dopo una gita a Venezia, non ho mai saputo chi fosse mio padre biologico, diciamo che in quella gita era stata molto promiscua.
“sarà ma queste mi sembrano più grandi del solito” aggiunse affermandomi entrambe le tette, nude sotto la leggera t-shirt ,facendomi gemere leggermente.
“ho una quarta coppa-D, sono sempre grandi!” gli feci di rimando
“queste le hai prese da nonna” aggiunse soppesandole
“...mmm..si... me lo ...dice anche la mamma..” aggiunsi mentre il viso mi avvampava
“e il reggiseno?” mi chiese sollevando il tessuto
“non l'ho messo, fa troppo caldo!” risposi mentre lui mi esaminava, i capezzoli sotto le sue dita sapienti reagirono subito ergendosi e diventando spessi e carnosi come due fragole mature, lui non perse l'occasione di di ingoiarne almeno uno, prima che nonna venisse ad interromperci.
“Voi due smettete di scherzare e venite a mangiare che è pronto!” fece lei
A malincuore mi alzai, lui dietro di me appena nonna fu dentro, mi tirò giu i pantaloni comodi della tuta che indossavo ,soffocai un urlo di sorpresa
“Nonno!” sussurai divertita ma remissiva
“be almeno le mutandine le hai messe!” osservando il perizoma viola che indossavo
“ma certo...” gli risposi restando ferma
“se si possono chiamare mutandine queste!” ebbi un fremito quando una sua mano si infilò tra le natiche
“sei tutta bagnata!” appurò
“...fa...caldo...te l'ho detto...” risposi mordendomi le labbra
“non credo sia sudore questo!” ribatté annusandosi le dita, nonna ci chiamò ancora rompendo definitivamente la magia
Andammo a pranzo, tutto buonissimo come sempre, sapendo che mi piacevano, lai mi aveva preparato le melanzane imbottite, io che sono sempre a dieta, me ne scofanai due piatti enormi, mangiavamo e parlavamo di me ,su cui avevano entrambi da ridire perchè a 21 anni ancora non avevo il fidanzato, di Milano citta che entrambi odiavano, dell'università per cui avevano contribuito, della mamma di nuovo single incapace di tenersi un uomo ma, anche dei tanti ricordi legati a quel posto meraviglioso che era la loro casa, tutto questo mentre nonno seduto accanto a me, sotto la tovaglia mi dava il tormento allungando le mani e mi riempiva senza sosta il bicchiere di buonissimo vino rosso, arrivando a farmi girare la testa.
A fine pasto, per non farmi mancare niente, ingoiai senza quasi nemmeno masticarli due buonissimi cannoli siciliani e nadai giu un liquore fortissimo fatto da mia nonna con le noci, ormai ero sbronza.
Mentre lei era in cucina a riempire la lavastoviglie, che per anni si era rifiutata di usare, nonno si alzò con le mutande calate e l'uccello barzotto in mano
“e la nonna?!” domandai rossa in viso
“Dagli solo un bacino!” mi rispose lui
Cosi feci, me lo misi un palmo della mano e presi a baciarlo dalla punta rigonfia e carnosa umida e appiccicosa, ai testicoli quasi del tutto privo di peli, nonno non era molto attento all'igiene
il suo sapore era speziato un po' forte e nonostante non fosse del tutto rigido, per essere un uomo di sessantuno anni era sempre proprio ben messo.
“..mm..” non potevo non manifestare il desiderio di avere di più, mentre la mia lingua saettava sulla punta del suo uccello
“brava bambina...”
“..mmm...” me ne misi un terzo in bocca e cimiciai a succiarlo
“non ho preso la pillola ma, sta notte quando nonna dorme...” promise lui, credo si riferisse al Viagra
Nonna stava tornando ci staccammo facendo finta di niente
“Cosa stavate combinando voi due?” disse lei con le mani sui fianchi osservandoci severe
“niente!” rispondemmo all'unisono
“sarà ma, avete l'aria colpevole!” disse lei ridendo

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