Era de maggio-capitolo 5

Scritto da , il 2020-02-09, genere sentimentali

D era nella sua camera quella sera. Con una mano era impegnato a scorrere la chat di quella giornata, mentre con l'altra faceva lentamente attenzione a ciò che scriveva sulla tastiera del computer.
C aveva scattato delle cose quel giorno che ripercorrevano mesi e mesi di messaggi e quegli ultimi due messaggi in attesa trepidante, gli avevano fatto capire che voleva sperimentare il sexting di cui aveva parlato C.
Dalle coccole solite, D era passato anche a far apprezzamenti sul corpo di C, pur non avendolo visto... ma scherzosamente aveva creato emozioni così intense nel corpo della ragazza, che in quegli istanti si sentiva una donna. Vogliosa di portare su un piano più erotico questa conversazione.
Sfruttando le foto che aveva scattato in passato, ritratta in tacchi e calze coprenti nere, col suo corpo snello verso l'alto a formare quasi una foto dinamica, fino a quel rossetto imperlato di glitter per l'occasione. Lei era ad una cena di famiglia ma si voleva sentir così: bella e senza fronzoli. Senza pensieri per la testa. E quei selfie davanti allo specchio del bagno, ora le servivano per incentrare l'attenzione su D. Non aveva mai avuto modo di fare troppe video-chiamate con E, però sicuramente aveva idea di come fosse fatto il corpo di un ragazzo. Peli e virilità che lasciavano spazio alla pelle più rosea e ad una serie di sensazioni. Dentro di loro quelle coccole si stavano spingendo molto più in là... come se fosse in fondo quello che l'inconscio dettava, spinti da una pulsione.

C si era assicurata che il padre fosse andato a lavoro e che la sorella fosse a casa del fidanzato, per accendere la webcam e mostrarsi con gli stessi abiti della foto. Faceva freddino quella sera ma nulla era in confronto alla passione accesa dal guardarsi in quella veste.

-ti piace?- chiese C.
D aveva la saliva azzerata, la guardava emozionato, pieno di quel desiderio nel vedere una persona che si era aperta a lui, così emozionata di far qualcosa di intimo ma allo stesso tempo a distanza di chilometri.
Il rigonfiamento nei pantaloni era per C un messaggio più che chiaro e sussurrò che avrebbe mosso le mani su di lei come fossero le coccole delle ultime sere.
C aveva pensato bene a mostrarsi con un vestito nero con i bordi in pizzo lungo fino al ginocchio, che andava in controluce a luccicare insieme al suo sorriso. Aveva proprio ben speso il suo buono sconto e ripeteva a sé stessa, che una video-chiamata così non l'avrebbe mai fatta, se non fosse stata spinta a cancellare dalla mente E e il miglior modo per farlo era quello di rendere felice la persona che ora la stava guardando. E pensava fosse giusto attirarlo fisicamente. Fargli apprezzare il suo corpo. Perché temeva realmente che il suo corpo fosse brutto e non all'altezza delle altre ragazze.

Lentamente D cominciava a vederla ancheggiare con le mani e con i fianchi mentre esplorava le zone del suo corpo che lui mai senza il suo permesso avrebbe toccato.
Passava sui seni morbidi e sul fondoschiena come fosse un soffice velo che scoprisse per lasciarsi ammirare. Indugiando per un attimo sulla sua erezione contenuta nei pantaloni, C gli chiese se apprezzava il vestito.
D fece in tempo a rispondere che era una meraviglia, quando lei decise di tirare fuori la lettera e gli disse: -ho pensato che quello che facciamo stasera è per avermi salvato dai giorni tristi e mi sono voluta mostrare a te per avere la certezza che non mentivi con i messaggi. Lo vedo dai tuoi occhi e ti ringrazio!

-prego- le aveva risposto D sorridendo.
C era riuscita a superare quello scoglio e quella sera, decise di mostrargli qualcosa in più, per avere la certezza completa che lui potesse apprezzare davvero.
Cominciando lentamente a scendere con le mani sulla zip del vestito, lo fece cadere ai suoi piedi scoprendo il suo reggiseno coordinato e il suo intimo velato.
D cominciava a comprendere che il desiderio aumentava sempre di più ma la voce dal corridoio di sua madre gli fece chiudere la chiamata in fretta e furia: non aveva pensato che non era il caso di esagerare quella sera, da un momento all'altro sarebbero potuti entrare in camera sua i suoi genitori, ma la realtà era che ancora non sapeva se provava amore per quella ragazza o se era preso dal senso del pudore. Quel gioco del sexting lo aveva un pò reso scettico. Mai si era trovato di fronte ad una ragazza e per di più in quella situazione con il suo ingrossamento che a stento riusciva a coprire in quella chiamata.

"scusa devo andare, ci sono i miei che mi cercano. Sei stata meravigliosa... a domani C❤"

C non aveva tenuto a freno il suo senso di voler mostrarsi a lui. Ma riacquistando la ragione dopo quel momento di pura eccitazione, dopo le coccole virtuali che si erano fatti, aveva compreso che doveva evitare di far quelle cose. Non erano ancora fidanzati. Ma se si stava spingendo così tanto in avanti non poteva negare l'evidenza. Aveva paura di perdere quell'amicizia ma voleva anche mostrarsi per la persona che era e quella forse non era la strada da intraprendere... soprattutto a mente fredda.

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