I Miei primi 40 anni

Scritto da , il 2020-01-14, genere incesti

L’età si sa, Avanza per Tutti, nonostante non si riesca ad arrestare il tempo e l’invecchiamento, la genetica a volte ci viene in aiuto. Essendo predisposti si può sembrare eternamente Giovani anche arrivati ad una certa età senza bisogno di aiuti estetici come i famosi ritocchini plastici. Chi come me ha preso dalla Mammina il Gene della Giovinezza, (e devo dire che in famiglia mia tra familiari e parenti, anche ad una certa età l’apparenza di esser ancora Giovanili e sempre stata evidente),Può ringraziare il Cielo che il passare del tempo ha influito poco sul mio corpo. e cosi’ mi son Trovata a festeggiare i miei primi 40 Anni essendo ancora tutto sommato una Puttanella accettabile. dicevo 40 anni, 20 dei quali passati a farmi Aprire culo e bocca da milioni di Grossi cazzi in ogni parte,strade,case,automezzi,mezzi pubblici, di giorno o di notte non cè stato nulla che non abbia provato a fare. e senza vantarmi, posso tranquillamente dire di aver avuto piu’ uomini io di una vera Donna. essendo un travestito non avendo tette ma solo un corpo sinuoso e femminile, ho saputo sfruttarlo sempre al meglio. capelli lunghi mesciati tra il castano e il biondo, viso da vaccona truccato nemmeno troppo, gambe perfettamente femminili e un culo che ha fatto sempre il pieno di sperma e cazzi, la mia vita e sempre stata un’odissea di avventure a volte pure incredibili anche per me che le avevo vissute di persona. e Arrivata a 40 anni, ho voluto di nuovo mettermi alla prova, la prova della vita se vogliamo. per dimostrare non so a chi, forse a me stessa, che ero ancora in grado di far sborrare tutti i cazzi che volevo. non mi sono MAI Messa in competizione con donne vere o altre Trav, io son sempre stata una solitaria del sesso, per mè era una questione personale da non condividere con altre. dunque per il mio 40′ Compleanno avevo pensato a lungo sul come festeggiarlo, e con chi farlo. una Vaccona sfondata come me, che aveva già provato di tutto, cosa poteva ancora fare? mi domandai. non trovai soluzioni ideali era estate, l’estate 2018 che tanto caldo ha fatto e tanto sudore ci ha fatto versare. In Agosto la Città di Milano dove Vivo, era un deserto arido e poco frequentato. Alla fine mi decisi e optai per un Viaggetto al Mare, magari potevo andare a trovare Mia Mamma che da molto non vedevo, oppure mi sarei fermata in qualche posto li vicino, ci avrei pensato al momento. pensai solo a come fare il viaggio, dato che non ho macchina ne patente, e prendere il treno sarebbe stato un suicidio, data la calca di gente che partiva in quel periodo per le ferie. la notte non dormii dal troppo caldo, e decisi di uscire a farmi una passeggiata notturna, di quelle che ormai non facevo piu’ da anni ormai. un tempo ero abitudinaria nel farmi lunghe passeggiate notturne d’estate per farmi scopare da chi trovavo per le strade, poi smisi quando iniziai a trovare troppi extracomunitari violenti e attaccabrighe ubriachi per i quartieri della mia zona. quella sera ripresi ad uscire anche se per una sola nottata, il caldo era troppo per dormire cosi’ indossati perizomino nero reggiseno a coppe dure, una T-Shirt nera attillata e scollacciata a V senza maniche, un paio di shorts in Jenas calze a rete autoreggenti nere e stivaloni texani ai piedi, ben truccata e capelli sciolti sulla schiena, zainetto in spalla usci’. erano anni ormai che non facevo un’uscita simile, e sentire il profumo dell’aria notturna, e il silenzio che mi avvolgeva nell’oscurità rischiarata solo dai Lampioni stradali, mi eccitò on poco. avevo dimenticato quelle sensazioni e mi rallegrai nel averle ritrovate anche se per una sola notte. come ho detto tutto era silenzio, era circa L’una di notte quando svoltai l’angolo e mi incamminai per la strada deserta che mi portava alla mia vecchia zona (Avevo cambiato casa da un’anno) tornare nelle strade dove mille vole ero stata rimorchiata e scopata da estranei, mi eccitò ancora di piu’,tanto che dovetti toccarmi il cazzo ormai duro dentro agli shorts che mi scoppiava. mi guardai attorno, non c’era un’anima viva, ne approfittai per togliermi gli Shorts restando solo con la T-shirt scollata e il perizoma continuando a camminare godendomi la notte, e un po di frescura che si era fatta mano a mano che mi incamminavo. il mio bel culo morbido liscio e ancora sodo in bella vista, Risaltava ad ogni lampione sotto cui passavo. il cazzo quasi mi usciva dal mini perizoma. da lontano il rombo del motore di un’auto e i fari che si avvicinavano, mi fecero sobbalzare all’improvviso. voltai la testa senza però fermarmi, continuai a camminare per la mia direzione, l’auto quasi vicino a mè rallentò mi sorpassò e si fermò a pochi metri avanti a me. non mi scomposi, continuai sulla mia strada e una volta vicino alla macchina, Notai che il finestrino del passeggero era abbasato del tutto, una voce attirò la mia attenzione all’interno della macchina:

“Ciao Bella… Ti Serve un Passaggio?” ha detto una voce di un’uomo. mi fermai e accostai la testa al finestrino, vidi un’uomo sui sessant’anni piu’ o meno, con un bel sorriso che mi invitava a salire. lo guardai un’attimo prima di rispondergli, poi chiesi “Dove Vai?” “Faccio un Giro, vuoi unirti a me o hai da fare?” ha detto l’uomo. dopo averci pensato un secondo ho apero la portiera e sono salita con lui, gli ho sorriso e mi sono Presentata porgendogli la manina con le unghie lunghe smaltate di rosso “Greta Piacere” ho detto. l’uomo si presentò a sua volta come “Fabio”. avviò il motore e mi chiese dove fossi diretta, gli risposi che anchio facevo un giretto, dato che il caldo non mi faceva dormire. l’uomo facendo una battuta ironica sorrise e disse “Vedo che hai molto caldo” riferendosi al fatto che fossi mezza nuda e senza pantaloncini. ho risposto con la sua stessa ironia dicendo “Sto piu’ comoda cosi'”. l’uomo sorrise ancora e ci avviammo non si sa dove, intanto facemmo conoscenza scoprendo che l’uomo aveva in effetti sessantadue anni, ci ero andata vicina, e quando gli dissi la mia età e che tra qualche giorno sarebbe stato il mio compleanno, l’uomo stentò a credere che avessi proprio 40 anni. mi lusingò facendomi un sacco di complimenti al mio corpo alle mie gambe, che accarezzò con una mano, e al mio bel culo, che aveva visto da lontano prima di caricarmi. mi piaceva qual gioco di corteggiamento a cui non ero piu’ abituata, mi godetti ogni istante di quella nottata. l’uomo mi tornò a chiedermi se avevo deciso dove volessi andare, cosi’ senza penarci gli risposi che volevo andare da mia mamma in veneto, era molto tempo non la vedevo e non avendo macchina stavo pensando di andarci o in treno o in autobus. ad un semaforo ci fermammo e l’uomo avanzò la proposta:”Se Ti Va Posso Portarti io da lei”. rimasi in silenzio guardandolo negli occhi stupita del gesto che non mi aspettavo di certo. tentennai, “Non saprei non ci conosciamo nemmeno e….” l’uomo mi bloccò dicendo “Se Non ti fidi posso comprenderlo.. la mia intenzione era buona….” stavolta lo stoppai io, non so perchè, ma il mio istinto che di solito sbaglia poco, mi diceva che potevo fidarmi di quell’estraneo. annui’ con la testa e risposi “E Sia.. Ti Ringrazio molto, ti pagherò la benzina e l’autostrada…” l’uomo mi interruppe “No Ferma non voglio soldi da te, anzi… sarei io a doverti pagare magari….” lasciando intendere. gli sorrisi e mentre ripartimmo al semaforo verde gli domandai “Vorresti fare l’amore Con Me?” l’uomo mi mise una mano sul cazzo estraendomelo dal perizoma, masturbandomi mentre guidava, poi disse “Ne ho una Voglia Matta”. accostammo in un vicolo buio le strade erqano quasi deserte a parte qualche auto che passava di rado, fermata l’auto l’uomo si fece aiutare da me a sbottonarsi i pantaloni mentre ero eccitatissima come una verginella al suo primo rapporto, erano anni che non prendevo piu’ un cazzo e che non facevo l’amore con un uomo. avevo smesso per fare contenta mia Mamma, ma non si può tenere a bada le voglie di una puttana, ed eccomi di nuovo a fare ciò che avevo fatto per piu’ di vent’anni.abbracciai l’uomo salendogli sopra togliendogli la camicia, e baciandolo con la lingua in bocca, ero tutta un bollore di sesso,avevo una voglia matta di ffarmi di nuovo riempire la bocca e il culo come ai vecchi tempi. tolsi la mia lingua dalla sua bocca, per chinarmi tra le sue gambe prendendogli il cazzo in pugno, e facendolo sparire dentro la mia gola. chiusi gli occhi e lo assaporai con gioia quasi con le lacrime agli occhi. non potevo credere di star facendo ancora quello che Mia Mamma mi aveva proibito di fare per anni, succhiavo il cazzo di Fabio leccavo come un’assatanata la sua asta pelosa fino a fargli esplodere la cappella e il poveretto preso dall’eccitazione come me mi riempi’ la gola di calda sperma che ingoiai senza pensarci nemmeno un minuto. alzai subito la testa dal suo ventre guardandolo preoccupata con ancora la sperma che filava a gocce giu’ dalle mie labbra, ma ‘uomo mi sorrise e mi disse “Che vaccona che sei Greta, mi hai fatto venire in un solo colpo, io resisto a lungo e difficile che venga subito sai…” poi mi invitò a scendere dall’auto, non capivo che voleva fare il maiale adesso. mi fece mettere sdraiata a pancia sotto e a gambe larghe sul cofano caldo dell’auto, mentre lui mi scostava da un lato il perizioma per puntare la sua grossa cappella dritta trà le mie natiche sudaticce, e spinse appoggiandosi a me con il suo corpo. provai un brivido freddo mentre la sua grossa cappella scivolava senza problemi dentro di me senza farmi ne male, ne resistenza alcuna. erano secoli che non ne prendevo uno dentro, ma il mio bel culetto sembrava non aver perso l’abitudine e si apri’ senza problemi facendomi esplodere di piacere mentre l’uomo iniziava a stantuffarmi sempre piu’ velocemente sul cofano dell’auto. sentivo il suo fiato sui miei capelli voltai la testa e lo baciai in bocca ancora mentre mi stantuffava come un toro scatenato. Sentivo il suo bel cazzo lungo e duro entrarmi e uscirmi di continuo slabbrandomi le natiche mentre io ero presa da fremiti di piacere ormai dimenticati, che tornavano fortemente in superficie come a travolgermi completamente, un vortice di emozioni piacevoli ed eccitanti mi assalivano in quel momento, come a rivivere un Deja Vu di oltre vent’anni. alla fine mi ero fatta scopare cosi’ mille e piu’ volte in passato, di cosa mi stupivo ora? forse del fatto che quando non fai piu’ una cosa, e la rifai dopo lungo tempo, ne riassapori meglio ogni particolare, le sue mani sudate sui miei fianchi burrosi, il suo ventre che si attaccava e distaccava dalla mia schiena ad ogni colpo che mi dava, i miei versi e sospiri di piacere erano cose che conoscevo a memoria, anche se non li avevo piu’ assaporati da anni come detto piu’ volte. L’uomo sborrò di nuovo dentro me,innaffiandomi le viscere del culo. Alla fine eravamo sudati come avessimo fatto una doccia, ma ero felicissima mentre il mio uomo mi stava ancora dentro appoggiato su di me che mi coccolava teneramente scostandomi i lunghi e bagnati capelli di lato per baciarmi sul collo. si era fatta una certa,ormai era quasi mattino, ma ancora non albeggiava, mentre ci ricomponevamo e ci sedemmo in auto guardandoci, ci venne spontaneo ridere come scemi. era una situazione paradossale per entrambi, alla fine era scoccata la classica freccia di cupido, e ne eravamo entrambi consapevoli. senza bisogno di aggiungere altro, ci avviammo verso casa mia dove l’uomo mi riaccompagnò senza problemi. “domani ti accompagno da tua mamma” mi disse, mentre parcheggiavamo l’auto e scendevamo per avviarci verso il portoncino della mia palazzina. lo feci salire tenendoci per mano. salimmo le scale fino al secondo piano. Entrati in casa Mia passammo la notte insieme, lui era divorziato e viveva da solo, quindi nessuno lo attendeva a casa sua, o avrebbe fatto storie se non fosse rincasato quella notte.

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