In dolce attesa

Scritto da , il 2019-12-08, genere tradimenti

Dopo anni di tentativi, finalmente mia moglie è gravida, anni di tentativi fatti da altri, e non dalla sottoscritta essendo io omosessuale e praticamente travestita da sempre.
No a metterla incinta, è stato il caso, sì, un casp fortuito, i medici, ci avevano detto, che sarebbe stato quasi impossibile diventare genitori, e così, vista la mia natura, sin dal primo giorno di matrimonio, mia moglie ha sempre scopato senza precauzioni.
In viaggio di nozze, eravamo in una nota località di mare, e sia di giorno, che di notte, prendeva cazzi dai giovani dell'isola, che erano, di colore, con certi cazzi da paura, io stessa, ne ho ricevuti alcuni, dei veri serpenti che ti risalgono fino allo stomaco, e ti riempiono con litri di caldo sperma, ma nulla da fare, ness'un risultato.
Col tempo, si sono organizzate feste, gang bang, dove al centro delle attenzioni c'era lei, e tutti si scaricavano dentro lei, mi ricordo, che spesso andavamo da amici aLBANESI, CHE PER GIORNI LA USAVANO E LA FACEVANO USARE, MA NULLA.
Poi, circa otto mesi fa, conosco un Nigeriano, un tipo palestrato, strano e un po' violento, io poi amo essere sottomessa, umiliata, e scopata con ardore, e così, una sera, che ero particolarmente eccitata, mi sono recata al solito club, vicino Torino, lontana dal mio solito giro, che è Milano, mi sono preparata per bene, ben truccata, ben vestita e mi sono recata al locale.
Una volta dentro, mi guardo in giro, è pieno di ragazze di colore, alcune normali alcune stupende, e di maschi, siamo in poche e pochi non di colore, e così, dopo quattro chiacchiere con le ragazze, che si accorgono subito che sono una trav, mi presentano Enghè, un bel ragazzo, alto, palestrato, calvo, lucido, sembrava d'ebano, parla bene l'italiano, e dopo le solite chiacchiere, mi chiede se voglio divertirmi, io sono in fregola, e molto, ci appartiamo, e dopo una serie di baci, e toccatine, mi ritrovo in mano il suo cazzo, una scultura anch'essa d'ebano, che si stagliava retta verso il cielo, era una mazza stupenda, con una cappella disegnata da Michelangelo, enorme, lo guardo negli occhi e dico, ma sei pazzo, è un paracarro, lui mi bacia, mi prende in braccio, la sua lingua mi fa impazzire, e chiudo gli occhi.
Li riapro, e mi trovo al centro di un letto enorme, in una sala adibita al sesso, mi sfila il vestitino, e rimango in reggiseno reggicalze calze e slip, un attimo dopo mi toglie gli slip, e sento la sua calda lingua nel mio buchetto, frulla lecca, la infila, dura dentro, mi bagno, si e molto, poi mi gira e inizio a succhiare il suo monolite, fatico a farlo entrare e succhio e lecco come una pazza, lo ungo di saliva, so cosa mi aspetta, e nel frattempo, la gente si siede al bordo e ci osserva, in poco tempo la sala è piena di curiosi, che osservano le mie peripezie, poi ad un tratto Enghè, mi gira, si posiziona, veloce apro la borsetta e gli do un preservativo e del gel, lui ride butta il preservativo, si stende una generosa dose di gel, e poi si appresta.
mI SISTEMO, NON è LA PRIMA VOLTA per mè, ho già preso cazzi grossi e di colre, ma è sempre un trauma, e così, mi rilasso, allargo bene, e prego, e poco dopo lo sento entrare, e mi allarga sempre di più, il dolore si presenta, sbuffo, e mi concentro, una volta passata la cappella poi è più semplice,e così è, è passata, e poi lo sento risalire inesorabile, è lungo e duro, arriva allo stomaco, ma è stupendo.
Poi inizia a pompare lo sento uscire e rientrARE, INIZIO A GODERMELO, E POI AUMENTA IL RITMO, E SPESSO LO SFILA E LO RIMETTE, E RIMANGO CON UNA CAVERNA al posto di un buchetto, e così per una ventina di minuti mi scopa, io godo godo, sborro senza toccarmi, è un lago di sperma sotto di mè, poi Enghè, ansima e spinge e viene, urlo il mio piacere e mi sento riempire di geti di sperma, ricado e lui su di mè.
E' stupendo, lui si sfila e rimango con una caverna da dove esce di tutto, misto a sangue, è normale lo so, e poco dopo vado in bagno, trà gli applausi dei presenti.
Poi mi rivesto e lo raggiungo al bar, e dopo alcuni martini, mi convince a seguirlo, e io salgo in auto, e dopo una mezz'ora mi porta in una strada ai margini di Torino, dove ci sono un sacco di passeggiatrici, e mi dice, se ti và, puoi lavorare qualche sera per mè, lo guardo, sei matto, fare la prostituta?, certo ci sei portata troia, e cpsì, scendiamo, mi accompagna verso una di loro e lo guardo bene, è un uomo, certo qui, solo froci come tè, più avanti solo donne, e in altri posti, solo per bianchi o per neri, e così penso a mia moglie, e ridendo lo dico ad Enghè, ok portala e ci divertiamo.
Una volta fequentato per alcuni mesi il posto, e dopo un bel po' di marchette, fatte esclusivamente con uomini di colore, convinco mia moglie a venire una sera, e conosciuto Enghè, si convince, e prova.
Passa delle serate in strada, e conosce un mondo nuovo, e poi decide, di andare a lavorare un paio di mesi in una casa chiusa n centro, frequentata da uomini d'affari europei, mia moglie è stupenda, piccolina ma bellissima e ben messa.
Così, intrattiene diverse personalità, e visto il prezzo esorbitante per frequentare la casa, il cliente pretende di non usare il preservativo, lei accetta è entusiasta, e poi non li ha mai usati, e in più dice ad Engè, che vorrebbe rimanere gravida, lui ride, e le dice, allora solo bianchi per tè principessa, non vorrei che mi facessi un negretto, e ride.
Passano due lunghi mesi, dove, nemmeno nei giorni con le sue cose, alcuni clienti adorano le mesturazioni femminili, e così, la sfondano per bene.
Passati un paio di mesi, iniziano le prime nausee, e dopo una visita accurata scopriamo che è gravida, lo diciamo subito ad Engè, che immediatamente la piazza in un altro casino, in svizzera, dove cercano donne gravide da scopare, e così, ora è al settimo mese, rotonda e stupenda, sempre piena di sperma che le cola tra le coscie.
Al parto assisteremo io e Engè, io sarò en femme, ormai ho lasciato il mio impiego, e lavoro quattro sere alla settimana per strada, il resto come barista al club, in reggicalze calze reggiseno e tacchi, senza slip, con una gabbietta che ormai, ha del tutto fatto ritirare il mio pene, presto, mi toglieranno i testicoli, in modo che rimanga solo la parvenza del pene, ormai del tutto morto.
Dopo il parto, mia moglie andrà a vivere con Engè, sarà la sua donna, e continuerà a battere, ma per i ragazzi di colore, dovrà dare un erede di colore al suo uomo, e non importa di chì sarà, e io ormai, posso solo soddisfare uomini di colore, visto le dimensioni del mio buco, che non si chiude quasi più, e quando mi capita il solito cliente bianco, non sente nulla, e deve aiutarsi con la mano, altrimenti nulla.
Ma questa èla mia vita e la ama.

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