Il destino di una coppia - 7

Scritto da , il 2019-12-04, genere dominazione

Quella notte non chiusi occhio, come anche in precedenti circostanze, ma quella giornata estremamente umiliante mi aveva abbattuto. Tuttavia mi aveva dato una ulteriore spinta, perché mi sforzassi di cercare una via d’uscita e…già qualche idea mi girava per la testa. Il mattino successivo, stavo ancora in camera quando udii delle voci provenire dal soggiorno: una lite tra Tom e Giuseppe. Aprii la porta per origliare meglio e compresi che Giuseppe stava cacciando di casa Tom, responsabile di avere preso troppe iniziative personali senza l’autorizzazione di Giuseppe, che rivendicava il suo ruolo di padrone di Rosy. Tirai un sospiro di sollievo in merito all’uscita di scena di Tom che si era rivelato decisamente crudele. Di li a poco anche Giuseppe sarebbe uscito presto di casa per sistemare alcuni affari, mentre per Laura si trattava del suo giorno libero settimanale. Infatti, per tale ragione, Laura aveva lasciato la chiave della cintura di castità sul comodino della mia camera: finalmente mi liberai da quella tremenda gabbia, ebbi una sensazione di benessere che ormai avevo dimenticato da tempo.
Quindi in casa c’eravamo solo io e Rosy! Dopo tanto tempo, era la prima volta che io e Rosy potevamo rimanere da soli, anche se per poco, considerato che poi mi sarei dovuto recare a lavoro. Facemmo colazione insieme in un’atmosfera di anormale tranquillità.
“Non credevo alle mie orecchie quando Giuseppe mi ha detto di avere sbattuto fuori di casa Tom. Mi sono immediatamente levata quei fastidiosi plug…non ne potevo più! E finalmente mi sono lavata. In quest’ultima settimana mi hanno sfondata! Non pensavo si potessero prendere così tanti cazzi e perlopiù contemporaneamente. Mi hanno fatta sentire una vacca, …è come se mi avessero fatto il lavaggio del cervello, anche adesso che sono qui con te, mi sento una …troia! ...non saprei come spiegarlo ma è come se fossi una drogata che ha sempre bisogno della sua dose.”
La sentivo parlare e non riuscivo quasi ad aprire bocca, mi sentivo come bloccato.
“Quella bastarda di Miss Dolores mi ha proprio aperta! eppure quando iniziavano a scoparmi perdevo il controllo, mi lasciavo andare completamente e godevo come mai accaduto prima. Dopo che capitava stavo male, perché mi rendevo conto che ai loro occhi apparivo esattamente come una cagna in calore. Ma tu come stai?”.
“Mi massacrano psicologicamente, rendendomi una nullità anche ai tuoi occhi. Mi fanno sentire impotente e mi costringono a vedere i filmati in cui abusano di te in ogni modo, e questo accade anche a lavoro. Ma la rabbia iniziale è stata via via sostituita dalla frustrazione di non poterti avere e contemporaneamente da una eccitazione crescente e continua; e mentre tu venivi torturata e inculata io mi eccitavo da morire. Ad incrementare la tortura ci si è messa Laura con la sua gabbietta, che da oltre un mese non mi consente di avere un orgasmo. Mi sento umiliato e con le palle gonfie!”
“Claudio, abbiamo dieci minuti di tempo…”
Iniziammo a baciarci, ma non si trattava del solito bacio che eravamo soliti scambiarci. C’era qualcosa di perverso ed estremamente passionale; la sua lingua saettava dentro la mia bocca mentre con le dita si masturbava penetrandosi la passera.
“Cazzo quanto mi sento troia! …vorrei fare una cosa che in tanti anni insieme non abbiamo mai fatto: vorrei che mi inculassi! Voglio essere io, e non una qualsiasi puttana né tantomeno quella troia di Laura, a darti il desiderato orgasmo! Ti prego, svuotati dentro di me!”
Che porca! Era irriconoscibile! Così dicendo Rosy si voltò e messa a pecorina inarcò la schiena per mostrarmi il suo magnifico fondoschiena e il buco del culo visibilmente allargato e pronto ad accogliere il mio uccello: non sarei durato due minuti, ma finalmente mi sarei potuto liberare dopo più di un mese di astinenza!
Penetrai il culo di Rosy con estrema facilità e cominciai a pompare dentro e fuori facendo scorrere tutta l’asta fino alla radice. Dopo pochi minuti scoppiai in un devastante orgasmo. In quel momento rimasi fermo mentre Rosy cominciò a muoversi spingendo il culo avanti e indietro e rendendo il mio orgasmo completo.
Per tutta la durata dell’amplesso non proferimmo parola e lasciammo parlare solo i nostri gemiti.
Mi rivestii in fretta, Giuseppe non avrebbe tardato ad arrivare…
“Tieni duro Rosy, sto escogitando qualcosa per sparire e cambiare vita…”
I suoi occhi si illuminarono nel sentire queste parole, quindi la lasciai da sola nell’appartamento e dopo averle dato un bacio sulla guancia uscii per recarmi a lavoro; chiaramente avevo rimesso la cintura di castità consapevole del fatto che Luciano avrebbe controllato.
Arrivato a lavoro, costatai che anche Luciano era fuori sede, si trattava senza dubbio del mio giorno fortunato! Avevo ancora un profilo da alto dirigente per cui iniziai a navigare nel settore amministrativo e a prendere quante più informazioni potevo per mettere in atto il mio piano strategico…
Nel primo pomeriggio una notifica mail mi riportò con i piedi per terra: un nuovo film di Rosy!
Entrai nel sito e scaricai il film: “La trasformazione di Rosy”.
Le prime immagini mi fecero capire che si trattava di un video girato la settimana precedente ancora una volta nella casa del tormento di Miss Dolores. Rosy si trovava in un divano con le gambe divaricate e le braccia legate ad esse. Un primissimo piano mostrava fica e culo completamente esposti. Rosy aveva una mascherina che le copriva gli occhi e non le consentiva di capire che cosa accadeva intorno a lei, dove c’erano Miss Dolores in compagnia di un uomo nero muscoloso, calvo e completamente nudo. Di contro Miss Dolores indossava un elegantissimo tailleur rosso bordeaux.
Miss Dolores aveva in mano i due grossi plug che poi avrei rivisto a casa di Giuseppe. Stava oliando il primo che avrebbe messo nel culo di Rosy. Nel frattempo le penetrava l’orifizio anale con tutte le dita della mano una dopo l’altra oliando accuratamente le pareti interne, quindi appoggiava la punta del plug nell’ano di Rosy.
“Questo ti allargherà per bene il buco del culo, che diventerà il tuo primo canale!”
La penetrazione era complicata, l’enorme plug faceva fatica ad entrare dentro la povera Rosy che frignava di dolore, così Miss Dolores prese un dilatatore a pompetta e, inserito all’interno, iniziò ad allargare lo sfintere anale. Contemporaneamente, prese un vibratore iniziò a tormentare la fica e in particolare il clitoride di Rosy. Non appena Rosy squirtava, Miss Dolores cessava di vibrarle sopra e l’energumeno bianco, iniziava a scoparla. L’avvicendamento tra i due andò avanti per quasi tutta la mattina, un lasso di tempo interminabile per Rosy che godendo di orgasmo in orgasmo era visibilmente stremata.
Dopo la pausa pranzo, Rosy, che doveva essersi rifocillata, ripristinando i liquidi persi, sembrava aver ripreso le forze. Era legata sopra un tavolo sempre con le gambe completamente aperte a mettere in rilievo entrambi i buchi e poteva muoversi solo per sollevare parzialmente busto e testa.
Miss Dolores, seduta su una comoda sedia, si dedicava con estrema perizia alla fica di Rosy; utilizzava vibratori sempre diversi, lavorando ogni parte del sesso di Rosy: passava il vibratore su tutto il contorno delle grandi e piccole labbra come stesse mettendo un rossetto, fermandosi frequentemente e a lungo sul clitoride. Di tanto in tanto penetrava Rosy lentamente e fino in fondo, dapprima con il vibratore fallico spento e poi acceso alla massima potenza; ogni volta che usciva fuori, Rosy squirtava rantolando come un animale ferito.
“Che porca che sei Rosy, stai allagando il pavimento! Sto facendo proprio un bel lavoro: hai la fica lucida e gonfia. Dovrei prendere uno specchio per farti vedere, ma sappi che questo lavoro sulla passera serve anche per allargarti il buco del culo, ogni volta che vieni si allarga a dismisura!”
Dopo aver proferito tali parole, Miss Dolores prese un dildo a pompetta e una volta inserito completamente nel sedere iniziò a pompare, facendo allargare sempre di più le pareti anali sulle quali aumentava la pressione pompata dopo pompata. Gli occhi di Miss Dolores mentre parlava e guardava la telecamera erano come spiritati, sul volto le si leggeva chiaramente una profonda perversione, che non nascondeva e che esplicitava ogni volta che si rivolgeva a Rosy per descrivere tutti gli step della trasformazione.
Andarono avanti per tutto il pomeriggio, Miss Dolores era metodica e instancabile, mentre Rosy, che inizialmente godeva squirtando e scaricando i pochi liquidi che via via le restavano, cominciava a soffrire; ormai era divenuta così sensibile che bastava un leggero sfregamento per farla piegare dalle convulsioni. Aveva come raggiunto una saturazione del piacere, oltre la quale c’era il dolore. Come fosse in uno stato di trance gemeva e chiedeva pietà affinché Miss Dolores cessasse il suo estenuante lavoro. A fine giornata Miss Dolores aveva raggiunto il suo obbiettivo: i due giganteschi plug avevano tappato i due buchi!
La permanenza di Rosy alla casa del tormento si concluse quella sera, quando comparve nuovamente il produttore del film che ricomparve per riprendere Rosy, che con quei mostri tra le gambe camminava in modo un po’ goffo. Il video terminò sul set del film del precedente video: quattro uomini di colore e una seconda attrice attendevano Rosy per girare l’orgia finale che chiudeva il film già iniziato diversi giorni prima.
Nel tardo pomeriggio, prima di fare ritorno a casa, ricevetti una telefonata.
“Buonasera, sono la Signora Franca, sono stata pagata e incaricata di occuparmi dei tuoi coglioni. Iniziamo domani alle 22.00. Mi raccomando non ho tempo da perdere, fatti trovare pronto con le palle all’aria!”.
Merda! Un’altra sadica! Non disse nient’altro e senza concedermi la facoltà di rispondere, chiuse la telefonata. L’ultima stoccata di Tom, che sicuramente aveva contattato e pagato anticipatamente tale Signora Franca, prima della sua dipartita. Chissà che cosa mi attendeva…
Continua…
(Per eventuali altri commenti o suggerimenti contattatemi su )

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