Valentina ripetizioni 28

Scritto da , il 2019-12-04, genere dominazione

Valentina 28
Sottomessa da quattro muratori che ristrutturavano il casolare... ormai gli incontri/ripetizioni con il mio professore/padrone si svolgevano solamente nel casale... l'ultimo whatsapp mi annunciava... "Puttanella c'è una mia grandissima amica, ha voglia di conoscerti, e non solo... giovedi pomeriggio vieni a casa mia per la solita ripetizione... e poi inventiamo una scusa a mia moglie, usciamo e andiamo al casale... Puttana mi raccomando giovedi alle quattordici e trenta puntuale a casa mia, ti lascio un pacco a scuola con le istruzioni... te lo faccio recapitare dal tuo prof di matematica" giovedì mattina il mio prof di matematica, mi consegna un pachetto... curiosona che sono, corro subito in bagno, a vedere il contenuto del pacco... dentro c'era un camice bianco dove sul taschino era disegnata una croce rossa, dei collant bianchi, un mini reggiseno che non riusciva neanche a coprire le areole, e un microperizoma, cioè un piccolo triangolino di velo trasparente, tutto sul bianco, dedussi che dovevo fare la piccola crocerossina... puntuale alle quattordici e trenta ero dietro la porta del mio padrone, mi venne ad aprire la moglie, e mi disse che suo marito mi aspettavo nello studio, inventammo la scusa che dovevamo prendere dei libri in libreria, e uscimmo... entrati in macchina, mi fa "Puttanella succhiami il cazzo, ho una voglia matta di sborrarti in bocca..." appena fuori città, gli abbassai la cerniera dei pantaloni e glielo presi in bocca... prolungò un pò la strada, come trovò un pò di spazio, fermo la macchina, mise la mano sulla mia testa, e comando lui come si doveva muovere la mia bocca su suo cazzo... dopo un po sentii lo sperma caldo che scendeva per la gola, non venne persa nenche una goccia... lo uscii dalla bocca pulitissimo, glielo rinfilai nei pantaloni, e ripartimmo, arrivammo al casolare il cancello era aperto, vidi che degli operai facevano manutenzione al casolare, non ci videro perché entrammo dall'altra parte, entrammo dentro, e ci recammo in una stanza, mi spoglio, i collant e il completino c'è l'avevo già da casa, indossai solo il camice cortissimo, che riusciva appena a coprirmi il sedere... il mio padrone mi mise collare e guinzaglio e mi portò in un altra stanza tutta illuminata, con tanti grossi specchi, dove c'era una specie di trono, dove era seduta una bella signora con una bellissima maschera di pizzo nero, che fumava con un lungo bocchino, capelli bruni e lisci, labbra carnose, occhi neri e profondi, avrà avuto una cinquantina d'anni... con un corsetto di pelle a seno scoperto, collant, e degli stivali sopra al ginocchio di pelle, tutta in nero, aveva in mano una piccola frusta con tante code in cuoio... il mio padrone mi tira con il guinzaglio come una cagna... mi porta da lei, e gli consegna il guinzaglio, “Torno a prenderla tra un paio d'ore...” Lei strattona il guinzaglio e avvicina il mio viso al suo, mi passa la frusta sulle labbra, e mi dice “Oggi sarò la tua padrona mi puoi chiamare Baronessa... farai tutto quello che voglio io... mi hanno parlato molto bene di te, sei una schiava molto ubbidiente...” mi sbottona il camice, e mi squadra dalla testa ai piedi, con le code di cuoio della frusta mi accarezza tutto il corpo.... poi con la frusta mi fa cenno di inginocchiarmi, si alza un pochettino il corsetto, e mi mostra la figa, una bella figa ben curata, almeno da sotto I collant mi dava questa impressione... “Ti Piace” Si Baronessa, mi sfila il camice e mi fa appoggiare a pancia in giù sul trono, dal baule a fianco al trono, tira fuori dei polsini di cuoio, mi gira le mani dietro la schiena e me le infila, li blocca con dei ganci insieme, con le dita mi allarga le natiche e mi ispeziona il buchetto del culo... mi fa alzare e si risiede nuovamente lei, mi fa posizionare a pancia in giù sulle sue ginocchia, mi abbassa I collant e inizia ad schiaffergiarmi il sedere dolcemente, il tocco delle sue mani sul mio culo si fa sempre più consistente, sono diventati dei veri ceffoni a mano aperta, il mio sedere inizia a cambiare colore... mi allarga le gambe il più posibbile e inizia a schiaffergiarmi la figa, I schiaffetti vicino alla figa erano un po dolorosi, ma molto piacevoli... la mia figa iniziava ad inumidirsi, mi alza i collant e mi tira per il guinzaglio mi porta vicino a uno specchio dove c'erano dei moschettoni sopra, e sotto delle cavigliere di cuoio, mi fa allargare le braccia e mi aggancia i polsini di cuoio ai moscettoni, poi mi divarica le gambe e mi mette le cavigliere di cuoio, ero immobilizata... vedo che va al baule e torna con una forbicina, con estrema precisione mi taglia i collant dove c'è il triangolino del microperizoma, taglia anche il laccetto che regge il triangolino, con uno strappo mi tira il microperizoma, causandomi un leggero dolorino fastidioso... perché il laccetto era conficcato tra le grandi labbra, me lo sfila e lo annusa, dove il lacceto era conficcato nella mia figa, era bagnato e con avidità se lo mette in bocca... con le dita inizia ad aprire le grandi labbra, le dita scivolano lentamente nella mia figa... non trovano nessuna difficoltà, sono già tutta bagnata... la baronessa lo constata. E mi dice. "Puttana già sei fradicia... hanno avuto ragione a dirmi che sei una vacca... adesso tamponiamo subito la tua fuoriuscita di latte..." arrotola il microperizoma e me lo infila nella figa... nuovamente riprende a schiaffergiarmi la figa con molto più vigore... si blocca e mi dice. "Vacca la figa l'abbiamo sistemata... adesso tocca alle tette, hai proprio delle belle mammelle da vacca, mi piacerebbe mungerti a dovere... proprio come una vacca puttana, che capezzoloni meravigliosi... ti invidio li vorrei avere io cosi, la mungitrice sarebbe perfetta... la prossima volta la porterò, vedrai che godimento... ma oggi facciamo un trattamento speciale a questi magnifici capezzoloni..." va a rovistare nel baule e torna con una candela rossa, e delle pinzette con catelelle e delle palline alla fine delle catenelle, il mini reggiseno fa la stessa fine del microperizoma, taglia i laccetti, lo arrotola e me le lo infila in bocca... mi succhia avidamente e pesantemente i capezzoli... già ingrossati e durissimi, prende due pinzette con i pesi e me le applica alle labbra figa... sento un po di dolore ma i miei lamenti vengono strozzati dal reggiseno che ho in bocca... con la mano gioca con le palline attaccate alle catenelle delle pinzette sulle grandi labbra, si mi procurano piacere... ma anche tanto dolore... si allungano e si gonfiono, mi esce il microperizoma dalla figa zuppo dei miei umori e se lo porta in bocca, se lo gusta con piacere, me lo rinfila nuovamente nella figa... accende la candela, e mi fa andare tre quattro gocce di cera sui capezzoloni, a primo impatto, mi scotta i capezzoli, ma raffreddata la cera, e piacevole... continua con la cera me la fa sgocciolare sulle areole e con il dito le la spalma su tutta l'areola, il capezzoloni e le areole sono tutte ricoperte di cera rossa... altre pinzette con i pesi me le applica ai capezzoli, il dolore e lancinate, ma subbisco... i miei urletti di dolore vengono attutiti dal reggiseno che ho in bocca zuppo della mia saliva... riprende in mano di nuovo la frusta e giocherella con i pesi delle pinzette... inizia a farmela assaggiare, non l'avevo mai provata questa tipo di frusta con tante code di cuoio, fa male... ad assagiarle sono le mie gambe, poi risale per la pancia, i colpi sono sempre più forti... sul mio seno è ancora più doloroso, perche fanno trabballare i pesi delle pinzette... dopo un po si ferma mi sfila il reggiseno dalla bocca, e m'infila il manico della frusta in bocca, simula una scopata di cazzo in bocca, me lo fa arrivare in gola... arrivano i primi conati di vomito e me lo sfila dalla bocca, mi rintroduce nuovamente il reggiseno arrotolato, in bocca, la stessa cosa fa con la figa,i sfila il microperizoma e inizia ad allargami con il manico della frusta, se lo infila in bocca e lo insaliva un po, me lo infila nuovamente nella figa, e mi masturba, i lamenti di dolore e piacere sono quasi passati... adesso sono prevalentemente di vero piacere... il manico della frusta nella mia figa si muove magistralmente... sto godendo come una cagna in calore... mi lascia il manico della frusta, inserito nella mia figa, e va al baule... la vedo che prende un cazzone di gomma e un strapon, si alza il corsetto, si abbassa i collant, e s'infila tutto il cazzone di gomma in figa... si rialza i collant, e indossa lo strapon, non tanto doppio, ma lungo... si avvicina a me mi sfila il manico impregnato dei miei umori... e se lo lecca tutto, raccoglie ogni minima gocciolina del mio caldo miele, mi togle le pinzette dalle grandi labbra, e ci gioca un po con la cappella dello strapon, un colpo deciso con il bacino e me lo fa entrare un metà... dalla posizione che stiamo in piedi tutte due, non puo entrare di più... comunque basta per procurami dei favolosi piaceri... mi sta letteralmente scopando la figa, i miei gemiti di piacere vengono interroti, da un bussare violento sui vetri, spaventate lei mi sfila lo strapon, e ci giriamo e si apre una finestra, che dava sull'impalcatura esterna del casolare, si affacciano due operai che lavoravano sul ponteggio, con un accento straniero, dice alla baronessa, "se non c'è la fai tu, c'è la possiamo montare noi la tua vacca... la baronessa mi guarda negli occhi, mi fa un sorrisino... si gira e si rivolge agli operai, "Accomodatevi, Questa vacca ha bisogni di cazzi veri per essere soddisfatta... io mi siedo sul mio trono e mi guarderò attentamente la monta della vacca... vero vacca che hai bisogno di tori per essere montata?..." Si Baronessa, sbucarono due energumeni dalla finestra, ben piazzati, muscolosi, barba lunga capelli rasati, gente rozza... mettevano quasi paura... si avvicinano a noi e ci dicono, "e da un po che vi teniamo sottoccchio, e ci seghiamo, ci avete fatto venire il cazzo duro come il marmo... siete proprio delle vacche, adesso avete trovato i vostri tori da monta..." mentre diceva tutto questo dalla finestra sbucano altri due operai, un signore grassoccio, anzianotto, e un ragazzo di colore, "Venite, venite, che qui c'è pane anche per voi... queste vacca bisogna montarle come si deve..." La baronessa si va sedere sul trono, si accende la sigaretta con il bocchino lungo, e dice, “ Che La Monta Abbia Inizio...” il piu muscoloso con cannottiera, tutto tatuato, viene verso di me, mi sfila il reggiseno dalla bocca, e m'infila due dita nella bocca... “Hai proprio una bocca da Puttana...” quasi mi strappa I capezzoli quando mi toglie le pinzette... un male atroce, con due ditta mi sfalda la cera che ho sui capezzoli e sulle areole, e con un fare molto animalesco mi inizia a succhiare I capezzoli, e con le dita inizia a scavare nella mia figa... mi sfila le dita dalla figa e me le infila in bocca, “Che vacca sei tutta bagnata...” mi slaccia le cavigliere, e I moschettoni, che ero immobilizata allo specchio, M'infila due dita nel collare mi fa mettere a quattro zampe, e mi strattona verso i suoi compari... già con i cazzi in mano che se lo menavano... mi fa inginocchiare e m'immobilizza le mani dietro la schiena, con i polsini di cuoio che avevo, I loro cazzi emanavano un odore strano, di piscio... per dieci minuti me li hanno strofinato e puliti sul mio viso e sui capelli... quello che puzzava di più era quello del grassoccio... il muscoloso, data la sua prestanza, c'è l'aveva medio, il grassoccio doppio e moscio, l'altro ragazzo un bel cazzotto, neanche a dirlo, il più bello era quello de ragazzo di colore, un bel cazzo non tanto grosso, ma dritto con le vene pronunciate, e una cappella grossa e lucidissima... il primo e stato il grassoccio, con il cazzo moscio, "Puttana di una vacca vediamo se sei brava con la bocca... fammelo resuscitare..." mi prese per i capelli, e me lo infilò in bocca, puzzava, ma adesso la puzza era più piacevole, miracolosamente la mia lingua lo fece risuscitare, lo sentivo ingrossare sotto i colpi della mia lingua, più s'ingrossava più lui con la mano sulla testa me lo infilava sempre più dentro... me la passano tutti la bocca, il più godurioso e stato il cazzo del ragazzo di colore... me lo sono gustato a occhi chiusi, lo volevo toccare con le mani, ma non potevo avevo le mani legate... dopo che tutti avevano abbondandemente usufruito e compassato la mia bocca... con i loro cazzi, mi prendono di peso e mi portano sul divano il più robusto mi prende le gambe e me li alza alle spalle e incomincia a pomparmi la figa, il grassoccio m'infila nuovamente il cazzo in bocca, e affamato di sesso... mi scopa violentemente la boccca... e un rozzo, mi fa arrivare le palle in bocca, il muscolo mi sfila il cazzo dalla figa, si porta due dita in bocca, l'insaliva un po e poi me l'infila diretamente nel culo, toglie le dita, e m'infila il cazzo, anche questo e assatanato di sesso... si vede con il modo rude che mi pompa il culo... invertiscono le posizioni il grasso mi stantuffa la figa e il muscoloso la bocca, gli altri due si limitano a segarsi con una mano, e con l'altra m'impastono il seno... mi fanno scendere dal divano, e mi posizionano a novanta gradi con la pancia sul bracciolo del divano, il maiale del grassoccio, mi tira quattro cinque schiaffoni violenti sul sedere che me lo infuocare di dolore... non contento dei miei lamenti, mi apre le natiche e con un colpo violento mi pianta il cazzo nel culo...erano anni secondo me che non scopava... a sentire il modo con cui mi scopava il culo... il cazzo nella mia bocca e cambiato, lo capisco come violentemente mi sfrega la gola,e l'altro ragazzo, con le mani sulla mia testa mi spinge il più possibile sul suo cazzo, mi vengono i conati di vomito, ma lui violentemente continua... faccio un lago di saliva per terra... un po di sollievo lo ricevo dal cazzo che ho in figa... e quello del ragazzo di colore, mi scopa la figa proprio bene... un attimo e mi irrigidisco, il cazzone nero me la piazzato tutto in culo... adesso anche lui si muove nel mio culo selvagiamente mi trapana letteralmente il culo, nella stanza si sentono i miei gemiti, di dolore, e i grugniti degli operai... anche il cazzo dell'altro ragazzo fa la conoscenza della mia figa e del mio buco del culo... intanto il cappellone nero mi allargava la bocca e mi accarezzava la gola... sono esausta... ho i primi segni di cedimento... mi sfilano i cazzi dai buchi e mi posizionano con le spalle appoggiate al divano, e loro tutti e quattro di fronte a me, a segarsi ancora come dannati... intanto la baronessa, imperturbabile seduta sul trono con le gambe accavvalate, fumava con il bocchino e si godeva lo spettacolo... incominciarono ad arrivare i primi schizzi di sperma caldo... una raffica violenta di schizzi mi colpisce la fronte e l'occhio, ancora schizzi caldi... mi avevano trattata male... decisi di non aprire la bocca per bere la sborra... ancora schizzi a ripetizioni non finivano mai... si pulirono il cazzo sui mie capelli, avevo una maschera di sperma, che colava tutta sul mio seno... a uno a uno si rivestivano, e come erano entrati cosi uscirono dalla finestra... il muscoloso si ferma dalla baronessa e gli dice, "L'abbiamo montata come si deve alla tu bella vacca, vedi come te l'abbiamo combinata..." sfilo purè lui dalla finestra, si alza la baronessa e viene verso di me, mi guarda con un sorrisino beffardo e mi dice, "Che lurida vacca che sei, vedi come ti hanno combinato, hai il viso pieno di sborra... adesso me ne faccio una scorpacciata," s'inginocchia e con la lingua mi ripuli tutta la sborra che avevo in faccia e sul seno, proprio una bella scorpacciata di sborra... dopo dieci minuti entrò il mio padrone e trovò la baronessa che mi leccava tutta... " A quando vedo vi siete divertite..." rispose la baronessa, "Si tantissimo..." mi rimise il guinzaglio e mi riconsegno al mio padrone... mi portò nell'altra stanza, mi rivestii e andammo via, accompagnata a casa, entrai, non ebbi neanche la forza di farmi la doccia, entrai in cameretta sfinita crollai sul letto... mi addormentai per un'oretta buona per la stanchezza... mi sveglia e volevo messaggiare con Angela, ma avevo il telefono scarico, apro il comodino per prendere il carica batteria, e mi ritrovo in mano il foglietto che mi aveva dato Giorgia del suo numero di telefono... misi sotto carica il telefono e messaggiai con Angela... raccontantola di quello che mi era successo nel pomeriggio al casolare... fissammo un appuntamento per il giorno seguente per I soliti particolari... e ci salutammo, avevo ancora il biglietto del numero di telefono di Giorgia sul comodino, allora decisi di mandarle un messaggio, subito mi rispose, chiedendomi come stavo, che facevo, messaggiamo per una mezzoretta... prima di salutarci, mi disse se per me era un problema andare in discoteca con lei, gli risposi di no, allora decidemmo che per sabato si poteva andare in discoteca insieme.................
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