Donatella cap.12 - La prima volta in casa mia

Scritto da , il 2019-12-03, genere tradimenti

La nostra storia, quella tra me e Donatella, andò avanti regolarmente per mesi, mentre di Gabriella nessuno dei due ebbe notizie di suoi interessamenti per diverso tempo. Secondo sua madre, conduceva la sua vita fuori e dentro casa, frequentando uomini diversi e quindi la cosa le dava spazio per astenersi dal fare sesso con la madre ed il suo amante.
Era un periodo in cui non aveva voglia di soddisfare le sue voglie con noi.
“Sinceramente questa cosa mi lascia anche abbastanza tranquilla”, mi disse una volta sua madre “Ci siamo divertiti tutti, ma trovo che sia una cosa poco naturale. Se non accade più è meglio. Pensa se qualcuno ci scoprisse!”.
“Finiremmo su qualche rotocalco!”, le dissi io.
“Il resto della nostra famiglia ci cancellerebbe dalla faccia della terra. Pensa a mio figlio cosa direbbe... Sua madre che fa sesso con sua sorella!!!”.
“Effettivamente è un po' forte, però devo ammettere che eravate affiatate”.
“Sì, questo è vero. Si è generato uno strano feeling tra noi tre”.
“Tutti alla ricerca del piacere e voi anche con una complicità speciale”, le dissi confermando la sua posizione.
Io ovviamente non le dissi mai del rapporto con Gabriella e di come fosse nato. E lei non lo venne mai a sapere.
In tutti quei mesi in cui era durata la nostra relazione che poi era sfociata in un rapporto addirittura incestuoso, non avevamo mai fatto sesso in casa mia. Mia moglie era sempre presente e non ci eravamo mai arrischiati a tanto. Ma quel sabato mia moglie era andata con la sorella al matrimonio di un cugino ed io avrei avuto la casa tutta per me, quasi per tutta la giornata. Odiavo i matrimoni ed avevo detto fin da subito che non avrei partecipato. Con Donatella ci eravamo visti al martedì ma nonostante questo, quando glielo avevo detto, lei aveva ipotizzato che sarebbe potuta uscire di casa con una scusa per vederci da me.
Era una idea fantastica che però temevo di mettere in pratica. Avevo paura che restasse qualche traccia del suo passaggio cosa che, fortunatamente, non accadde.
Arrivò subito dopo pranzo. Al marito disse che sarebbe uscita con le amiche per un the ma invece non uscì proprio dal condominio e cambiò solo appartamento.
“Tanto lui trascorrerà l'intero pomeriggio sul divano davanti alla tv”, mi disse una volta che entrò in casa, dopo avere chiuso la porta.
“Perfetto!”, le dissi.
“Scusami ma non sono riuscita a mettermi al top, come mio solito, durante la settimana. Temevo che si sarebbe insospettito”.
Indossava dei jeans, cosa che odiavo effettivamente, con delle ballerine nere ed un piumino di quelli leggeri, nero.
“Non importa”, le dissi mentendo.
“Ti importa eccome. Te lo leggo nello sguardo”.
“Sì, effettivamente hai ragione”, ammisi.
“Mi sono portata una cosa nella borsa però che ti piacerà”.
“Veramente?”, le chiesi.
Fece cenno di sì con il capo, poi mi disse di attendere mentre si sarebbe recata in bagno qualche minuto. Quando tornò si era completamente spogliata. Indossava un collant color carne estremamente lucido con le ballerine di prima e sopra ad esso un intimo nero. Il collant era forato sul suo sesso ma comunque lo slip nero copriva la sua peluria bionda.
“Ti piaccio?”, mi chiese mettendosi in posa da pin up.
“Altroché”, risposi io dal divano su cui ero seduto.
Si mosse un po', mimando un ballo sensuale ed io le chiesi di continuare. Mi eccitavano molto quelle sue movenze e non vedevo l'ora di possederla. Quando le donne arrivano a cinquant’anni ed hanno superato la menopausa, come nel suo caso, hanno comunque un sex appeal incredibile.
“Prima di cominciare vuoi un bicchiere d'acqua?”, le chiesi con malizia, sorridendo.
“No. Ne ho bevuta troppa prima di uscire”, rispose sorridendo a sua volta, con la nostra solita complicità.
Quello era un segnale e tra noi era un segnale che entrambi capivamo immediatamente.
Mi alzai e la condussi in bagno, facendola sedere sul water, dopo averle sfilato gli slip.
“Trattieniti, ti prego”, le dissi.
“Come vuoi. Per ora ce la faccio”.
“Apri le cosce”, le dissi inginocchiandomi davanti a lei ed al water.
Donatella spalancò le gambe ed io mi trovai con la faccia a pochi centimetri dalla sua figa. La feci avvicinare leggermente e con la lingua cominciai a titillarle il clitoride.
“Vuoi farmi impazzire subito?!?!?!”, mi chiese lei poggiando la mano sul mio capo ed inarcandosi all'indietro.
“Voglio farti impazzire sempre!”, le risposi mentre lei iniziò a mugugnare ed a bagnarsi. La leccai con avidità, quasi come un cane che lecca l’osso, interrompendomi solo per mordicchiarle le labbra ed il clitoride.
“Mmmhhh….. sei incredibile, mi fai impazzire”.
Si sedette sul bordo del water e si inarcò all’indietro spingendo il bacino verso di me. La sua figa era super bagnata. Nel frattempo, senza che me ne accorgessi, si era sfilata il reggiseno nero e si stava strizzando le tette in preda al piacere.
“Non so quanto riesco a resistere”.
“Non pisciarmi addosso. Avvisami prima”, le dissi prevenendo un gold shower nel mio bagno.
“Sì, certo. Certo”, mi disse con evidente agitazione.
Le infilai anche un dito tra le labbra e non ci volle molto perché raggiungesse il suo primo orgasmo di quel giorno, durante il quale non smisi mai di penetrarla con il dito e di leccarle il clitoride. Non fece in tempo a concludere il suo momento di piacere che raggiunse immediatamente un secondo orgasmo alla fine del quale si spostò sul water e mi disse:”Oh Dio, non riesco! Non riesco più a trattenermi!!!”.
“Apri le cosce, apri le cosce!!!”, le dissi e poi portai la mano sulla sua passera proprio mentre si svuotò la vescica. Sentii il liquido giallo e caldo riempirmi la mano e poi bagnarmela completamente. Donatella ansimava in preda a quel duplice orgasmo repentino ma anche allo svuotamento della vescica che durò diversi secondi e che a me sembrò interminabile.
“Adesso ti voglio!”, le dissi dopo essermi alzato, mentre mi asciugai la mano con una salvietta che poi avrei gettato in lavatrice, senza nemmeno lavarmi la mano.
“Non mi lasci nemmeno asciugarmi?”.
“No!”, le dissi prendendola per mano e conducendola nella camera degli ospiti dove avevamo un letto singolo, praticamente inutilizzato, che avevo deciso sarebbe stato la base del nostro pomeriggio di sesso.
Lei camminò per casa mia stringendo le cosce. Temeva che gocce di urina sarebbero cadute sul pavimento, cosa che però non accadde.
“Mi sdraio qui?”, mi chiese indicando il letto.
“Sì. Sdraiati ed apri le cosce”, le dissi.
Ero super eccitato. L’idea di scoparla in casa mia mi pareva incredibile. Mi denudai mostrando una evidente erezione che si accentuò quando vidi Donatella semisdraiata, poggiata all’indietro sui gomiti, con quelle lunghe ed incredibili gambe divaricate. La sua passera rosea, coperta da una leggera peluria bionda, sporgeva quasi dal foro del collant e sembrava chiedere di essere penetrata. Si sentiva un leggero odore di urina, ma la cosa non faceva che eccitarmi ulteriormente così come l’idea che suo marito fosse in casa, lì a pochi metri da noi che ce la stavamo spassando. La osservai e notai come mi stesse aspettando, con una grande voglia di cazzo nonostante i due orgasmi appena provati. Nel suo essere comunque una donna semplice e per molti anche algida, visti i suoi tratti nordici, era anche incredibilmente affascinante.
Mi sdraiai sopra di lei mentre lei mi chiese di scoparla alla grande ed entrai nel suo sesso senza alcuna difficoltà. Ci abbracciammo e ci baciammo ed i nostri corpi presero immediatamente a muoversi allo stesso ritmo, quasi all’unisono, ormai esperti conoscitori di quelli che erano i movimenti del partner.
“Ti ho scopata martedì, ma nonostante questo ho ancora una voglia incredibile di te”, le dissi mentre le mordicchiai un orecchio.
“Anch’io! Anch’io!”, mi rispose.
La scopai un po’ in quella posizione, poi ci voltammo e lei volle sedersi sopra di me, conducendo l’azione. Le presi tra le mani le piccole tette, stringendole i capezzoli tra le dita.
“Ti piace?”, le chiesi.
“Tutto quello che facciamo insieme mi piace”.
Dalle tette abbassai le mani ai suoi fianchi. Secondo lei era il suo principale difetto, per me invece era uno dei suoi tanti pregi. Accarezzarle i fianchi attraverso il collant era una cosa che mi eccitava un sacco e dovetti trattenermi dal non eiacularle dentro subito.
“Adesso voglio scoparti da dietro”, le dissi.
“Come vuoi, basta che non vieni subito!”.
“E perché dovrei?”.
“Perché ti eccito?”.
“Tu mi ecciti un sacco, ma non voglio fermarmi qui”, le dissi.
Allora la feci mettere carponi sul letto e posizionandomi dietro a lei entrai nella sua fica. Era di burro e dovetti davvero stringere i denti.
Mollai solo quando sentii che il suo orgasmo era vicino ed iniziò ad incitarmi per incrementare il ritmo.
“E se mi fermassi ed entrassi nel tuo culo?”.
“Oggi non farai niente di tutto ciò”, mi rispose “piuttosto spingi e fammi godere”.
Incrementai, ma quando lei raggiunse l’orgasmo e si spinse all’indietro verso di me in modo che entrassi totalmente dentro di lei, non riuscii più a trattenermi e la riempii del mio sperma. Sembrò non finire mai e quando ci sdraiammo l’uno vicino all’altra esausti, il mio liquido seminale fuoriuscì dal suo sesso imbrattando la coperta che avevo posto a protezione del letto per quell’occasione.
“Poi la metterò a lavare, non ti preoccupare”, le dissi osservando il suo sguardo quando aveva notato la chiazza.
“Ti voglio ancora, possiamo?”, mi chiese rannicchiandosi vicino a me.
“Abbiamo ancora diverse ore di tempo”, le risposi.
“Io non troppe, altrimenti mio marito si insospettirà”.
“Se la metti su questo piano allora passiamo subito al tuo sederino”, le dissi.
“Quello per oggi dimenticatelo”.
“Solo per oggi?”, le chiesi sorridendo.
“Per oggi sì. La prossima volta si vedrà. Ma che avrai poi con il mio sedere?”.
“Niente di particolare, ma è bellissimo e mi eccita”.
“Ed il resto non ti eccita?”, mi chiese maliziosa.
“Altrochè…”.
Poi ci baciammo. Sentii la sua mano avvolgere il mio membro e sentii l’erezione cominciare nuovamente a farsi sentire. Pochi attimi dopo Donatella si chinò su di me ed accolse in bocca il mio membro, lavorandolo come sapeva ben fare.
Era una gran porca ed a me piaceva la libertà che dimostrava nella sua vita sessuale “alternativa” con me. Non ci misi molto a rimettermi in moto, pronto per possederla.
“Non avrai il mio posteriore, ma puoi comunque fare di me ciò che vuoi”, mi disse alzandosi in piedi davanti a me, maestosa e giunonica, senza nient’altro addosso che il collant con il foro anteriore.
Allora la presi per mano e le chiesi di venire a sedersi cavalcioni su di me e lei lo fece subito. Si fece penetrare e mi cavalcò con garbata conoscenza di quello che era il mio ritmo preferito. Si interruppe solo quando raggiunse un ennesimo orgasmo per qualche secondo, ma poi proseguì conscia del piacere che generava in me.
Quando fui quasi all’apice del mio godimento, le chiesi di farmi venire con la bocca. Allora lei si inginocchiò davanti al letto e si chinò accogliendo dapprima tra le mani il mio membro e poi guidandoselo nella bocca. Lo succhiò qualche minuto senza smettere di masturbarlo dalla base con le mani e quando io sentii quella vibrazione che precede l’orgasmo, Donatella intensificò il ritmo senza smettere nemmeno quando il mio sperma le riempì la gola. Mentre mi sentii svuotare, la sentii deglutire ed ingurgitare il mio seme e, seppur con fatica, non smise finché non le feci capire di farlo.
Ci risdraiammo sul letto e ci coprimmo con una coperta e restammo lì per mezz’ora a parlare del più e del meno ed anche di Gabriella. Poi lei tornò a casa da suo marito come se nulla fosse ed io attesi mia moglie di ritorno dal matrimonio.

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