La gabbia. ( Iracconti di Milano) cap 3

Scritto da , il 2019-11-28, genere dominazione

I Racconti di Milano. La Gabbia. Cap3
Sandra. Angelo, Gianni, Francesco.


Mi guardo allo specchio. Credevo peggio! Non si direbbe che poco fa scopassi, avessi nel culo lungo e duro un cazzo mentre ne spompinavo un altro...gli occhi appena cerchiati...al diavolo. Non posso fare diversamente. E' l' unico modo quasi sicuro per farli tacere. Ho scopato per ore e tutto sommato...ci sono un mucchio di donne adulte che...avrebbero voluto essere al mio posto. Neppure mi sono accorta che da tre erano diventati cinque...

Incredibile! In questo momento quello che mi fa più male è il collo! Troppi pompini? Da qualche giorno ci troviamo tutti e sei...sono famelici. Famelici ma giovani. Entusiasti, allupati, ma si stancano subito. Cinque però...Solo che dopo la prima sono schioppi ed ammosciati. Farglielo tornare duro è una faticaccia.
Cinque poi fanno un gran casino, sono pigiati, litigano. Voglio un uomo, un adulto, un vero uomo. Magari anche due. Io non mi stanco mai. Facciamo che l' ideale forse è tre, ma più grandi. Certo non vecchi. Esperti...non vecchi ma esperti, uomini di...non so, venticinque o trenta anni? Ho sentito la signora Fabrizia che un quarantenne è il massimo... e lei se ne intende se solo una piccola, piccolissima parte anzi di quello che si mormora è vera.

Ci vediamo poi il giorno ed alla ora decisa, Decisa da me. Parliamo ma sembrano pensare solo alla figa. Vorrebbero scopare subito e mi mostrano il loro acquisto: i preservativi. Calma, non scappo ma dobbiamo parlare prima.
Non possiamo certo farci vedere che spariamo tutti insieme tutti i giorno.
Mia nonna arriva tardi e spesso sta via anche a dormire, in ospedale, ma i vostri genitori, se scomparite...troppo spesso, qualcuno si insospettisce...io poi non
posso, non voglio scopare tutti i giorni. Non con cinque come voi che mi saltano addosso tutti insieme.
Non parlano, nessuna obiezione.
Eppure piace anche a te...certo, ma non in questo modo...cosa vuoi dire. Voglio dire che ho scoperto che il cazzo mi piace, ma senza il casino che fate. Siete quasi arrivati a fare a botte.

Sanno che ho ragione. Potremmo venire uno al giorno. Ma tu saresti sempre...via. Rido. Un buon eufemismo. Se ne parliamo fuori diremo che andiamo via invece che andiamo a scopare. Ridiamo tutti. Diciamo che andiamo a fare un gita, una gita in paradiso soggiunge Angelo.
Pro e contro delle varie proposte. Se scomparisse uno di loro per volta, dovrei scomparire io ogni giorno. Impossibile!
Dobbiamo andare a casa, è tardi. Decidiamo di vederci tra qualche giorno. Non serve venire qui, verranno tre di voi a casa da me ad aiutarmi con i compiti delle vacanze. Potremo parlare con comodo. E fare qualcosa d' altro dice uno dei tre.
Loro ridono ma non io.

Vengono e concludiamo poco. Nonna che quel giorno è di riposo, rientrando dalla spesa, quasi mi sorprende con la gonna tirata su e mezza stesa sul tavolo mentre mi prendo la consueta dose di cazzo. Faccio in tempo a mettermi in piedi, il tavolo è abbondantemente coperto di libri e quaderni...ed io le giro la schiena per non mostrare possibili resti della attività, non precisamente culturale, dei tre. Ci resto male, stavo per avere il più bello degli orgasmi di sempre. E' quasi più comodo e soddisfacente che nel nostro chiavatolo...

Per queste settimane il problema è risolto. I gemelli vanno per tutta la estate ospiti di parenti al mare, sul tacco. Ne restano tre, numero più gestibile.
Resta il problema su come fare perché qualcuno non sgami che tutte le mattine o tutti i pomeriggi io e loro scompariamo. Che fiatino...spero di no...li ho terrorizzati. Ma anche tre sono troppi tutti i giorni. Inoltre, come ormai sono convinta, sono troppo giovani ed inesperti. Ripeto: mi piace il cazzo ma voglio un cazzo almeno, come dico io. Voglio almeno una volta scopare come si deve, non con ragazzotti che dopo un attimo sono spompati ed invece di scopare fanno persino a botte...

Ci penso io dice Gianni il giorno dopo. Cosa voglia dire non so e lui non si sbottona. Da sabato a venerdì scompaiono spesso. Il chiavatoio viene reso ancora più accogliente e le pareti imbiancate a calce. Poi mi chiedono di non guastargli la sorpresa nei due ultimi giorni fino a sabato appunto. Li lascio fare. Nonna è a casa ed io le resto sempre a suo tiro od al massimo sotto le nostre finestre. Gironzolo persino attorno al circolo delle ragazze...pettinata ed in ordine.
Il venerdì sera dopo le solite raccomandazioni parte per l' ospedale con l' ultima corriera utile. Dovrebbe altrimenti alzarsi prima del' alba per essere al lavoro col primo turno e domani è sabato. I parenti affollano i corridoi e le camere dei pazienti...ed io vedrò quale sia la sorpresa che i miei amici mi hanno preparata.
Questo non mi impedisce di addormentarmi in un attimo dopo aver rigovernato ed aver ascoltato delle canzonette alla radio. Un apparecchio grosso quasi quanto un comò che gracchia in continuazione, ma cambiarlo...son parecchi soldi, troppi.

Mi sveglio tardi, mi faccio il bagno nella vasca smaltata, non una vasca da bagno, questa la riempiamo con acqua fatta bollire sul gas e portata a temperatura giusta, cioè appena tiepida con altra acqua del rubinetto. E' sempre o troppo calda o troppo fredda, ma...così è la vita. Il posto per la vasca da bagno c' è, era prevista, ci sono gli scarichi (tappati), ma per risparmiare hanno finito per montarle solo in qualche appartamento.

Fame ne ho sempre. Ho fame pure oggi. Certo non valgo quanto nonna in cucina ma far saltare in padella la pasta col sugo di ieri lo so fare pure io. Mangio volentieri senza però abbuffarmi. Poi, dopo aver (malvolentieri) rigovernato e rifatto il letto scendo. E' presto ancora. Alle due mi hanno detto i miei cari cavalier serventi. Ma...la curiosità è troppa.

Hanno ulteriormente ripulito la stanza, hanno ripassato a calce, ma calce color chiaro, rosa o che altro non riesco a capire, le pareti ed un letto con lenzuola e cuscini fa bella mostra con la testata nuova, mai vista prima. E poi un tavolino ed un paio di sedie. Per terra i mattoni sono celati da fogli di linoleum. La finestra ha persino due stracci che fingono di essere tendine. Stanno mettendosi in riga, penso.
Non è però esattamente quello che credo.

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