La Prima Volta della Giorgia

Scritto da , il 2019-11-16, genere prime esperienze

La ragazzina ci salta letteralmente addosso, infoiata come una bestia.
Ci sentiamo abbracciare con una forza insospettabile, e ci ritroviamo avvinghiate in un groviglio frenetico di gambe e braccia sudate.
Hmmm... Piacevole, va detto. Molto piacevole...
Ci strofiniamo tutte, grufolando come delle porche, rischiando di cadere dal divanetto, finché non riesco a bloccarmi con un gomito e a tirarmi addosso la Giorgia con l’altro braccio: me la trovo davanti, tutta rossa e affannata, e mi trovo a respirare il suo alito che profuma di pulito e di giovinezza...
Non so resistere: le metto una mano dietro la nuca e me la avvicino al viso finché le nostre labbra non si sfiorano. Non che lei opponga resistenza, anzi: sento la sua bocca schiudersi contro la mia, e la sua lingua umida insinuarsi fra le mie labbra...
La mia si avvince alla sua, mentre le bocche si fondono in un bacio profondo, umido, torrido.
Il suo primo bacio.
E’ un dono unico, il primo bacio di una ragazzina: i maschi non se ne rendono conto veramente, neppure quando hanno l’onore di riceverlo. Nel primo bacio c’è tutto l’ardore, la speranza, l’entusiasmo e il sogno di un’anima che si schiude per la prima volta all’amore.
E’ un attimo, ma dura tutta la vita.
La Giorgia mi bacia, nuda contro di me, e tutte e due avvinghiate a Eva che si struscia come una gatta in calore. Sento le sue mani che mi accarezzano i fianchi e la schiena... Poi mi rendo conto che sono mani diverse: una di Eva, e l’altra di Giorgia, che si stanno anche accarezzando fra loro, così come io accarezzo loro.
Palpandole entrambe, mi accorgo che la brunetta ha ghermito un seno della mia ragazza, e che Eva ha allungato una mano fra le gambe della ragazzina, e la sta sgrillettando senza vergogna.
Ma come: io un bacio romantico, ed Eva è già al petting spinto?
La Visentin non è una che resta al palo.
Abbasso la bocca ad un bersaglio più audace, e chiudo le labbra intorno ad un capezzolo piccolo e duro. Sento il corpicino esile che sussulta al contatto, e che poi freme di piacere.
Succhio il bottoncino di carne, strappandole un gemito di piacere.
E’ avvincente pensare che tutto quello che facciamo a quel corpo acerbo, viene fatto per la prima volta: siamo le prime ad amare quelle polpe tenere e sode...

Eva e la Giorgia si baciano in bocca mentre Eva masturba la ragazzina e io le succhio i capezzoli tenendo una mano sulla groppa della mia ragazza: un altro triangolo isoscele?
In un certo senso: Eva e io siamo sempre le stesse, ma la nostra amante comune questa volta sembra essere davvero lesbica del tutto, quindi è una situazione tutta diversa, e da esplorare con cura.
Io sono un’esploratrice convinta e appassionata, specialmente quando si tratta di esplorare il corpo di una ninfetta.
Smetto di mordicchiare quei capezzoli deliziosi, e scivolo verso il basso sbaciucchiando il ventre convesso della ragazzina, vellicandole l’ombelico minuscolo e ammirando le carni toniche e flessuose del suo corpo acerbo ma anche ormai già del tutto delineato...
...Finché non mi trovo faccia a faccia con il suo cespuglio.
La fica della Giorgia è nera e selvaggia: le dita esperte di Eva si muovono velocemente nel groviglio di peli adolescenziali, chiaramente mai violentati dalla gelida lama di un rasoio.
Accarezzo le cosce calde e vellutate della ragazzina con le mie guance, poi sposto con gentile decisione da mano di Eva e annuso l’eccitante afrore di quella vulva intonsa e bollente.
Spingo la lingua a sondare quelle carni tenerissime, mai sfiorate da alcuno fino ad oggi, e catturo una prima goccia impertinente di desiderio.
E’ squisita.
Sfioro appena il boschetto profumato e nerissimo con la punta delle dita, poi con la lingua le schiudo le valve della fica facendola sussultare: è la prima volta che qualcun altro le apre le labbra, e per lei dev’essere emozionante... Soprattutto visto che accade mentre fa attivamente lingua in bocca con Eva.
Risalgo con la lingua lungo la spacca succosa, e scopro il suo bottoncino... Beh, più che un bottoncino, è quasi un piccolo cazzo: la Giorgia in quanto a clitoride è superdotata. Mai visto un ciccetto simile, e io ne ho visti tanti: sarà almeno il doppio di quello di Eva.
Nessuna meraviglia che con una dotazione del genere si senta perennemente in fregola... E neppure che abbia tendenze dominanti così precoci.

Le sfioro il clito con la lingua, e la sento gemere nella bocca di Eva.
Insinuo due dita nella spacca ormai socchiusa, e mi dedico con la lingua a quel bottoncino meraviglioso e vitale, facendola sobbalzare e guaire come una cagnetta in calore.
- Hmmm... Oh, Pat! Mi piace... Mi piace da impazzire! Continua... Hmmm...
Io continuo, non ti preoccupare...
Il clito della Giorgia si erge duro e orgoglioso, e la fichetta esprime la sua gioia con un’emissione continua di succhi profumati e sottili che mi bagnano le dita. La sditalino con cura, attenta a non farle male, ma mi è già chiaro di avere a che fare con una clitoridea estrema: la sensibilità della Giorgia è concentrata in quel ciccetto duro e prepotente, che sembra vibrare sotto la mia lingua assetata.
Le cosce nude della ragazzina mi serrano il capo con forza insospettabile, e sento le sue mani che mi afferrano i capelli tirandoli a scatti inconsulti.
Ora la Giorgia geme rumorosamente: Eva deve averle lasciato libera la bocca, e se la conosco si sta sfogando anche lei sui capezzoli durissimi della nostra giovanissima pupilla in calore.
- Aahhh! Aahhh! – la sento gridare mentre le slappo la fica – Aaghhh...
L’urlo selvaggio e la contrazione delle gambe precedono di pochi istanti una sbrodolata alluvionale: quasi affogo nel primo orgasmo lesbico della Giorgia, tanto abbondante è l’emissione dei fluidi della sua fica. Non è una squirtata: semplicemente, i suoi succhi sono molto abbondanti: del tutto proporzionati alle dimensioni del suo splendido clito...
La bevo golosamente, decisa a non perdere una goccia di quei succhi preziosi, consapevole dell’onore che mi è concesso nell’essere la prima ad assaggiarli.
- Hmmm! – faccio io, staccando finalmente la bocca dal suo sesso bollente – Buonissima...
Eva mi guarda sogghignando: - Sei tutta rossa... Stavi soffocando?
- Direi che stavo affogando, piuttosto – sorrido, forbendomi le labbra.
La Giorgia mi guarda stravolta, esausta dopo il suo primo orgasmo in un rapporto sessuale vero e proprio. Forse è anche imbarazzata dalle mie parole, ma è troppo provata per darlo a vedere.
- Uuhhh... E’ stato fantastico, Pat! Non... Non credevo che fosse così... Così...
- Così potente? – sorrido io, ammiccando amichevolmente – Hai una patatina magnifica, Giorgia; ti darà tantissime soddisfazioni, se la userai nel modo giusto.

Mi sollevo e accosto lentamente le labbra alla sua bocca tremante: voglio farle assaggiare il suo sapore, ma non voglio rischiare di disgustarla.
Lei capisce; esita un attimo, poi dardeggia la lingua in avanti per assaggiare gli umori che mi bagnano le labbra. Li assapora un istante, poi scatta in avanti quasi famelica, per divorarmi la bocca.
Ci baciamo con foga, e questa volta è lei a comandare: la sua lingua mi pulisce le labbra e poi si avvinghia alla mia per suggere tutto il succo che può trovare... Quando ha finito però non si ferma, e mi invade la cavità orale per esplorarla in profondità, quasi volesse essere sicura di averla ripulita di tutto il nettare residuo.
La stringo forte mentre ci baciamo a bocca aperta, oscenamente, e sento il calore dei suoi seni minuscoli e appuntiti che premono sui miei, altrettanto piccoli ma (ahimè!) assai più soffici dei suoi... E’ calda; morbida e soda al tempo stesso.
Le mie mani frugano il suo corpo, esplorandoli nei più minuti dettagli, e sento che le sue fanno altrettanto con me. Mi accarezza i capelli, la schiena, le natiche... Sento la sua coscia in mezzo alle gambe, che si strofina contro la mia fica fradicia.

Sto per esplicitare la mia voglia, ma Eva mi precede: neanche a lei piace essere lasciata indietro.
- Giorgia, cosa ne diresti di assaggiare anche tu qualcosa di buono?
Eva si è stesa sul divanetto a gambe spalancate, e si è aperta la fica con le dita, offrendosi spudoratamente.
La Giorgia si stacca da me e la guarda, affascinata.
Eva che offre il suo corpo è uno spettacolo stupendo: i lunghi capelli biondo platino sciolti sulle spalle ricadono fino al lettino, i seni eretti puntano al cielo, e gli occhi azzurri splendono di lussuria mentre l sue lunghe dita divaricano le grandi labbra coperte di peluria dorata... Lo stomaco piatto e abbronzato sussulta appena, e quelle gambe chilometriche, oscenamente spalancate, sembra invitare all’abbandono totale di qualsiasi inibizione.
Giorgia esita un istante, ancora avvinta dalle mie braccia, ma posso vedere che è come ipnotizzata dalla fica dorata di Eva, slabbrata e sgocciolante di desiderio: la sua prima fica.
Sospiro e la lascio andare: l’onore di ricevere il primo connilinguo della nostra giovane novizia sarà delle mia compagna, e io mi accontenterò di stare a guardare, accarezzandomi piano la passera, più guazza che mai... Almeno per un po’.

La brunetta si tuffa letteralmente fra le gambe della bionda, attratta come una calamita da un magnete potente: ormai per lei il ghiaccio è rotto, e non sarà mai più come prima. La vedo trovare la posizione fra le cosce di Eva, appoggiarsi sui gomiti, avvicinare con goffo entusiasmo il viso al sesso profumato della ragazza più grande e infine, trepidante, posare le labbra sul boschetto dorato e umido che le si offre spudoratamente.
- Hmmm... – sospira Eva, rovesciando la testa all’indietro – Sì, così, brava...
Mi accomodo meglio sul mio divanetto per godermi lo spettacolo, e la mano mi corre naturalmente fra le gambe mentre assisto al primo connilinguo della nostra pupilla.
In fondo è giusto così: Eva è l’unica che non ha ancora goduto, e così Giorgia ha l’opportunità di sperimentare con una fica più giovane della mia.
Dalla mia posizione non posso vedere la linguetta inesperta che bruca nella passera della mia compagna, ma vedo la testolina bionda della ragazzina che si muove appena fra le cosce lunghissime e abbronzate di Eva, e l’espressione estatica dell’olandesina che se la gode tutta.
Comincio lentamente a masturbarmi con una mano, mentre con l’altra mi accarezzo i capezzoli, che sono duri come pietre focaie.
Ho un fremito quando mi sfioro il clito, e quasi nello stesso istante Eva si lascia sfuggire il primo gemito di piacere nel sentirsi penetrare la lingua di Giorgia dentro la fica bollente di desiderio.
Vedo le mani della mia ragazza correre alla testa della brunetta che la sta leccando, e prendere ad accarezzarle nervosamente i capelli per incoraggiarla.
Le lunghe dita nervose di Eva tremano mentre giocano con la capigliatura corvina della Giorgia, segno inequivocabile che la mia compagna è prossima a godere.
- Oohhh... – la sento gemere – Sei brava! Bravissima... Hmmm!
Non ho quasi mai provato gelosia nel vedere la mia amante godere fra le braccia di un’altra... QUASI mai. Forse un po’, all’inizio della sua storia con Giulia. Ma la Giorgia è un’altra cosa: troppo più giovane di noi, e ancora troppo ingenua. Mi fa tenerezza vederla lappare con tanto entusiasmo la stupenda fica fi Eva; mi fa tenerezza, e mi eccita da morire.
- Ecco... Ecco... – annaspa la mia ragazza, sull’orlo dell’estasi – AAAH! AAAH! AAHHH...
La Giorgia sobbalza, colta di sorpresa dall’esplosione di Eva: la ragazzina non ha mai sentito parlare di squirting, e l’olandesina ormai è una professionista nel campo... Lo schizzo improvviso di liquido vaginale la sorprende e le lava letteralmente la faccia, facendola arretrare istintivamente.
Ma è solo un attimo: la furia dei sensi riprende il sopravvento sulla sorpresa e sull’imbarazzo, e Giorgia torna a leccare avidamente la passera bionda, spelacchiata e zuppa di piacere che ha sotto il naso. La vedo raccogliere con la lingua e deglutire ogni singola gocciolina che trova nella peluria, sul ventre piatto e fra le cosce levigate della mia ragazza, che giace stremata sotto di lei.
Sì, la ragazzina promette bene davvero...

Smetto di giocare con le mie zone erogene e mi accosto alle ragazze più giovani; passo un braccio intorno alle spalle di Giorgia per complimentarmi con lei, e la bacio delicatamente sulle labbra intrise del succo di Eva. Poi mi abbasso per assaggiare anch’io il suo nettare, raccogliendolo direttamente alla fonte.
Giorgia e io continuiamo a cibarci della biondina, una accanto all’altra, ripulendola completamente e lasciando la metà inferiore del suo bel corpo coperta da un velo leggero di saliva.
Poi, lentamente, risaliamo verso la parte superiore. Arriviamo insieme ai seni pieni e sodi di Eva, e le succhiamo un capezzolo ciascuna, strappandole lunghi guaiti di lamentoso piacere.
Mordicchio la punta dura e rosea, tirandola con gli incisivi fino a farla strillare, e Giorgia mi imita prontamente.
Poi decido di porre fine al dolce supplizio e faccio cenno alla brunetta di seguirmi: tracciamo una sottile scia di saliva sul petto e sulle spalle della olandese, che allunga le braccia esauste ad abbracciarci entrambe.
Arriviamo insieme alla sua bocca, e l’aggrediamo contemporaneamente: le nostre tre lingue si aggrovigliano in un umidissimo e torrido bacio a tre che fonde le nostre anime in un unico piacere proibito...

***

La Serenissima naviga lentamente attraverso il porto di Malamocco e prende a risalire l’interno del Lido, sulle acque placide della laguna.
Mi sono rimessa la canotta per decenza, almeno mentre piloto in piena vista: ormai la Serenissima è una barca conosciuta in laguna, ed è il caso di mantenere un filo di decoro... Eva e Giorgia invece giacciono sempre nude alle mie spalle, e si godono il sole del tardo pomeriggio.
L’aria fresca che soffia dal mare comincia a pizzicare sulla pelle, e infatti hanno entrambe i capezzoli duri.
Forse è l’aria frizzante, e forse è il fatto che si tengono per mano e si stanno ancora riprendendo dai rispettivi orgasmi.
- Pat, torna da noi! – protesta la Giorgia senza riaprire gli occhi, sempre stesa sul suo lettino accanto a quello di Eva.
- Sì, metti il pilota automatico e vieni a leccarmi la fica – aggiunge provocatoriamente Eva – Oggi ancora non l’hai fatto...
- Non è vero – le ricordo, girando appena la testa a guardarle, stese di schiena e con le mani unita attraverso i due lettini – Te l’ho leccata questa mattina!
- Ma è passato troppo tempo – fa lei, lamentosamente – Sono gelosa: io a te l’ho leccata da poco, e tu l’hai leccata a Giorgia, ma non a me...
- Te l’ha leccata lei, no? A me ancora non l’ha fatto...
- E’ vero! – strilla Giorgia, sempre stringendo la mano di Eva con aria complice – Vieni qui, così te la lecco mentre tu fai Eva...
Idea carina.
- Abbiate pazienza, ragazze: siamo quasi arrivate... Eva, mettiti qualcosa addosso e aiutami per l’attracco.
Macché. Le due mocciose se ne restano lì a godersi gli ultimi raggi di sole anche a costo di rabbrividire dal freddo mentre io entro in rada e accosto.
Solo all’ultimo momento si alzano tutte e due, s’infilano mutandine e maglietta e vanno insieme a raccogliere le cime d’ormeggio. Devo dire che la Giorgia si dà da fare anche se non ha idea di come si attracchi una barca: segue i movimenti di Eva e si dimostra intelligente e volenterosa nel darle una mano, così alla fine ci sbrighiamo abbastanza in fretta.
Siamo ancora piuttosto discinte, ma per fortuna sul molo non c’è nessuno, così spariamo sottocoperta prima di dare scandalo.
La schiava sta già preparando la cena, e da come si muove a scatti, stringendo nervosamente le gambe, intuisco che ci ha spiate mentre facevamo sesso sul ponte, probabilmente ansiosa di essere chiamata a darci una mano; ma ogni cosa a suo tempo.

Mentre ceniamo, vestite sul ponte, la Roby ci chiede della schiava.
- Vuoi provarla? – le chiedo, indifferente – Puoi farci quello che vuoi.
- Sì – aggiunge Eva – Pasta che non la danneggi troppo.
Giorgia aggrotta la fronte, e io mi chiedo per un momento se quello che le stiamo insegnando non sia diseducativo.
- Posso anche picchiarla?
- Se ti fa piacere... Basta che non ce la rovini troppo – fa Eva, come sempre preoccupata dal lato economico – Sai, le schiave non crescono sugli alberi, ed è difficile trovarne di buona qualità...
Giorgia ci pensa su un momento, poi scuote la testa: - No, magari la prossima volta. Per adesso vorrei continuare a imparare da voi.
Ragazza giudiziosa.
- Cosa pensate di farmi, adesso?
Hmmm... Bella domanda.
Eva e io ci guardiamo negli occhi: ci stiamo chiedendo tutte e due a chi toccherà dormire con la ninfetta e a chi sfogarsi con la schiava.
- Voglio dire – aggiunge la zoccoletta con tono impudente – Dopo quello che è successo sul ponte, non mi farete mica dormire da sola, vero?
L’idea non ci ha sfiorate nemmeno.
- Beh – faccio io guardando Eva – Il nostro lettone è grande abbastanza per starci in tre...
Eva annuisce, convinta.
- La Giulia mi ha detto che ci si sta anche in quattro – fa la spudorata, rivelandoci quanto la Giulia ci abbia sputtanate alla grande.
- Er... Sì, a volte – fa Eva, imbarazzata – Specialmente quando Pat mi fa ubriacare prima.
Io tossicchio imbarazzata, ripensando alla notte prima.

La schiava comincia a sparecchiare, e noi scendiamo nel quadrato.
Questa volta non c’è bisogno di creare nessuna atmosfera: siamo tutte e tre già dell’umore giusto, e ci imbuchiamo dritte nella cabina padronale sotto lo sguardo frustrato e deluso della Roby.
Spogliamo la ragazzina insieme e la mettiamo a letto nuda, poi ci spogliamo a vicenda ridacchiando scioccamente mentre ci esibiamo alla ninfetta che ci osserva intenta toccandosi leggermente la patatina in mezzo alle gambe.
Quando siamo nude, la raggiungiamo dai due lati del letto per prenderla in mezzo.
Ci rotoliamo tutte e tre ridendo e strofinandoci tutte facendo salire rapidamente il calore dei nostri corpi vogliosi.
Ho già in mente un altro triangolo: questa volta voglio farmela fare da Giorgia, mentre io la lecco a Eva e lei la lecca alla brunetta, così pareggiamo i conti del pomeriggio...
Ma la Giorgia ha un’altra idea.
Stiamo pomiciando sbaciucchiandoci a tre come l’ultima volta, quando lei si stacca e ci guarda intensamente: - Ragazze, non starete pensando di lasciarmi tornare a Cortina ancora vergine, vero?
La fissiamo un po’ sorprese.
- Voglio dire, quand’è che tirate fuori i vostri strapon? Giulia mi ha detto che li usate quasi sempre quando giocate in tre... Non mi farete mica diventare donna con la lingua!
La guardo dubbiosa: - Vuoi dire che...
Lei sbuffa: - Te l’ho detto, Pat! Non voglio farmela con una zucchina... Ho bisogno del vostro aiuto!
Lo ammetto: sono incerta. E’ così giovane...
Eva legge il mio dubbio, e decide di prendere lei l’iniziativa.
- Okay, facciamo così – allunga la mano al suo comodino accanto al letto e tira fuori il suo amato strap – Guarda...
Non posso fare a meno di leccarmi i baffi famelica, guardando la mia ragazza che indossa lo strapon per la nostra ninfetta: i movimenti rapidi ed esperti con cui si infila il dildo interno, e poi si allaccia le cinghie sui fianchi sono così erotici...
La Giorgia è più arrapata di me: lei non ha mai visto uno strapon dal vivo, e guardarlo indossare dev’essere terribilmente eccitante.
Eva sorride a entrambe, e si stende sulla schiena, inarcando i fianchi per esaltare l’aspetto minaccioso del suo organo artificiale: - Ti piace?
Giorgia si morde un labbro: - Hmmm... E’ enorme! Pensi che posso prenderlo tutto?
- Con qualche precauzione – intervengo io – Vieni qui.
La faccio stendere accanto a Eva e mi piego a inumidirle la fica con la lingua. Lei spalanca le gambe con un gridolino di giubilo, ed Eva ne approfitta per sbaciucchiarsela un po’ mentre io mi produco in un connilinguo propedeutico alla penetrazione.

La fica nera e cespugliosa della ragazzina è intossicante: al chiuso della cabina, il suo profumo è ancora più intenso... Le apro le valve con la lingua, e la inumidisco all’interno con la mia saliva. Poi passo a eccitarle il clito già duro per farla bagnare di suo, e lei spende una mano per accarezzarmi la testa mentre con l’altra risponde agli abbracci di Eva. Le due fanno lingua in bocca mentre io mi slogo la lingua per preparare la ninfetta al sacrificio rituale.
Quando torno a leccarle l’interno della vagina, ormai bella spalancata, la trovo che è un lago.
Sa che sta per essere sverginata.
Vorrei berla tutta, ma le occorrerà tutta la lubrificazione possibile per prendere il nerbo di gomma di Eva, quindi mi tiro indietro: - Forza, piccola: è il momento.
La bionda è in ginocchio, con gli occhi azzurri che splendono di eccitazione all’idea di fare la festa alla ninfetta; le fa cenno di stendersi davanti a lei, ma Giorgia esita.
- Non mi va di stare sotto – dice con tono un po’ petulante – Sarebbe come farlo con un maschio...
Sorrido fra me: è proprio una dominante in erba...
- Facciamo così – intervengo io, con l’aria da esperta – Eva, stenditi tu di schiena, così la Giorgia può impalarsi da sola... E scegliere lei il tempo.
Eva esita un momento, vagamente seccata; ma lei non è una dominante, e non le importa veramente di stare sopra o sotto: quel che conta per lei è godere... Così mi dà retta e si sdraia di schiena, il cazzo artificiale minacciosamente puntato verso il soffitto.
La Giorgia lo guarda allupata mentre io lo ungo con cura usando il nostro lubrificante ad acqua, come se gli stessi facendo una sega a due mani, ed Eva sospira di piacere perché la manipolazione del dildo esterno si traduce nel movimento di quello interno dentro la sua fica.
- Avanti, tocca a te!

Giorgia si inginocchia accanto a Eva, poi la scavalca agilmente andandosi a sedere fronte a lei sul suo bacino, e impugna a sua volta l’arnese da diciotto centimetri con cui Eva e io siamo use a scoparci a vicenda ormai da quasi dieci anni.
Lo smaneggia anche lei, come fosse una leva del cambio di un’auto, divertendosi a osservare l’espressione deliziata di Eva mentre la masturba lentamente.
- Oohhh... Giorgia! – fa Eva, dimenandosi tutta – Così non vale... Dovrei essere io a scopare te!
La Giorgia sogghigna senza dire niente, godendosi la sua posizione dominante sulla bionda più grande di lei.
Poi all’improvviso si decide: si solleva sulle ginocchia, si posiziona sopra il dildo e si infila lentamente la larga cappella di gomma fra le valve sgocciolanti.
La vedo socchiudere gli occhi, eccitata e spaventata a un tempo: come al primo lancio con un paracadute. La scena mi eccita da impazzire: comincio a masturbarmi lentamente, in ginocchio accanto a lei, mentre la osservo calarsi lentamente su quella bega durissima...
- Ah! Cazzo, fa male...
Bella scoperta: è vergine! Con quel coso enorme, poi...
La vedo esitare, e non so resistere: mi accosto a lei, cingendole le spalle, e la bacio delicatamente sulle labbra tremule. Le accarezzo i seni appuntiti, girandole la lingua in bocca...
Poi le piazzo le mani sulle spalle e la spingo con forza verso il basso, impalandola sul cazzone artificiale di Eva.
- AAHHH!!! – urla la ragazzina, straziata.
Io non smetto di baciarla mentre la tengo giù, trafitta dalla verga di gomma.
- Tranquilla – le sussurro – E’ fatta. Sei una donna, adesso...
Lei sussulta, trema... Le asciugo due lacrimoni sulle gote con le labbra, poi le detergo il sudore dalla fronte e mi tiro indietro, sorridendole: - Adesso divertiti, tesoro... E tu, Eva: spaccala! Se lo merita, la piccola sudiciona...
Eva non se lo fa ripetere: inarca i fianchi e spinge con forza verso l’alto, affondando ulteriormente dentro la Giorgia, che grida di nuovo, ma questa volta più per la sorpresa e il piacere che non per il dolore. Poi è lei a saltare su e impalarsi di nuovo con un altro strillo, questa volta di puro piacere.

Da quel momento la brunetta prende decisamente il sopravvento, e prende a pomparsi con decisione sullo strapon di Eva, dimenandosi e strepitando impazzita mentre il grosso membro di gomma le allarga la fica finora intonsa.
- Aah! Aah! Aah! Aahhh...
La Giorgia è un’urlatrice: una di quelle che quando scopano lo fanno sapere a tutto il quartiere. Si vede che ha il fuoco in corpo... Figlia di suo padre, come la Giulia.
Contorcendosi come un’ossessa cercando di sentire il dildo in ogni angolo possibile, la brunetta si accorge presto di avere le splendide tette di Eva a portata di mano: le afferra come fossero maniglie e comincia a spremerle e schiacciarle di gusto, facendo impazzire la bionda che le sta sotto.
Ormai è come se fosse la Giorgia a scopare Eva, e non viceversa.
Per sentire meglio la verga col clito, la zoccoletta si abbassa sempre di più, e alla fine si trova stesa sulla sua amante, con la faccia sulle sue pocce, e si avventa a succhiarle con una foga frenetica che fa sballare completamente la mia compagna.
- Oh mioddio... Oh mioddio... – annaspa Eva senza controllo – Vengo... Vengo... OOHHH!!!
Sopra di lei, Giorgia avverte le convulsioni orgasmiche dell’amante più grande, e si allunga su di lei per arrivare a baciarla in bocca mentre gode.
Così facendo, siccome è più piccola di statura, si sfila in parte il dildo dalla fica, e io ne approfitto per chinarmi dietro di lei per divertirmi un po’ con la lingua.
La passo lungo il solco sudato fra i glutei compatti e rosei della ragazzina, poi scendo fino al dildo che trovo striato da qualche gocciolina di sangue, e arrivo a sfiorare qualche peluzzo biondo della mia ragazza, letteralmente intriso di nettare vaginale.
Poi risalgo di nuovo, e ammiro un istante il buchetto vergine della ninfetta: piccino, scuro, grinzoso... Mi fa troppo gola: mi getto a leccarlo e a succhiarlo con foga, e così facendo le strappo un altro grido lacerante.
- Uaaaahhh... Cristo, mi fai godere... AAHHH!!!
Si dimena tutta di nuovo, come una baccante impazzita, per poi afflosciarsi stremata sul corpo quasi inerte di Eva, come due bambole di gomma sgonfie al termine di un’orgia con un porcospino.

Le guardo, nude e abbracciate, le facce stravolte premute una contro l’altra in un bacio spompato, i toraci che sussultano appena cercando di pompare ossigeno nei loro corpi stremati.
Fanno tenerezza.
Le abbraccio entrambe, prima di aiutarle a liberarsi dello strapon e di accompagnare la Giorgia a sciacquarsi la passerina abusata.
Poi ci addormentiamo abbracciate una all’altra, con la Giorgia al centro.

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