Diario erotico di una grassottella

Scritto da , il 2019-11-07, genere comici

Capitolo 1

Mi presento: sono S., ho 39 anni e sono sovrappeso. Ok, detta così sembra una presentazione al gruppo dei ciccioni anonimi, però questo dettaglio è essenziale per comprendere quello che mi sta capitando.

Non sono sempre stata una cicciona, anzi devo dire che fino a pochi anni fa il mio corpo faceva girare la testa a parecchi maschietti, e la cosa non mi è mai dispiaciuta, ecco.
Sto ancora cercando di elaborare il perché sia successo, che sono lievitata come una pagnotta nel forno, ma dati gli eventi che ora vi racconterò, diciamo che sto incastrando per bene le ultime tessere di un puzzle.

Mica me ne ero accorta che stavo ingrassando. Quello di cui mi accorgevo era che gli uomini non mi guardavano più come prima, ma mi dicevo che era perché ora sto con un uomo meraviglioso, che mi vuole e mi soddisfa, e quindi sulla mia fronte si è stampato un bel segnale “DIVIETO DI CACCIA”.

Il punto è che col passare del tempo sono diventata una sorta di area protetta a tutela integrale, insomma, ho iniziato a dare per scontato che la passione col tempo affievolisce e cazzate simili.

Qualche mese fa però, dopo la consueta scopatina settimanale (non mi lamento eh, il mio uomo è un cavaliere dal motto “prima le signore”) ho sentito serpeggiare un filo di frustrazione, come se la mia vita fosse ormai un copione già scritto che devo solo interpretare. Immaginate lo script: week-end – aperitivo – cena – rientro a casa – puntatina al bagno per rinfrescarci – camera da letto – baci – strusciatine – una leccatina alla figa – una succhiatina al cazzo – dentro – fuori – missionario – pecorina – amazzone – orgasmo – nanna.

Ecco, la sentite anche voi questa sottile insoddisfazione?

Aggiungiamoci che al momento io sto lavorando poco mentre lui lavora come un matto fino a tardi, ho un sacco di tempo libero e mi annoio. Così apro il frigorifero e passo il tempo davanti alla TV a sgranocchiare.

Questo il mio tran-tran, come dicevo, fino a poco tempo fa. Fino a quando ho realizzato che devo cambiare qualcosa o finirò per diventare come quelle enormi e lamentose pazienti del dott. Nowzaradan a sentirmi dire “lei sta scrivendo il suo certificato di morte… manca solo la data”. Ok, non sono a quel punto ma a volte mi ci sento.

Morale della favola: mi metto in testa di perdere peso. Scarico un’app per contare le calorie, mi iscrivo in palestra.

L’app è anche una specie di social network dove gente di tutti i tipi (casalinghe obese, ragazzine anoressiche, palestrati fissati, mingherlini che vorrebbero metter su muscoli) cercano di tirarsi su gli uni con gli altri per raggiungere gli obiettivi prefissati, a volte mi scazza un po’ però in effetti mi aiuta a rimanere focalizzata.

La palestra invece è la mia bestia nera: a parte il personal trainer che mi segue, rifuggo i contatti con gli altri frequentatori, soprattutto negli spogliatoi vedere altre donne che si spogliano, fanno la doccia, si spalmano creme, mi mette profondamente a disagio. Non che lo sguardo non sia appagato alla vista di tanta varia bellezza: donne di ogni età, ma soprattutto molte più giovani di me, con le carni sode, lisce, i seni piccoli con areole delicate o grossi e morbidi con capezzoli grandi e scuri… Pur essendo etero, guardare una donna nuda mi ha sempre fatto un strano effetto in mezzo alle cosce, credo sia proprio questo fatto che mi mette in difficoltà in un ambiente ristretto come quello degli spogliatoi.

Ecco, lo sapevo: ora ricomincio a fantasticare. È proprio questo che mi sta capitando in questo periodo: ho iniziato a fantasticare in ogni momento e su qualunque persona incontri, maschio o femmina, senza alcuna distinzione.

Vedo una ragazza uscire sgocciolante dalla doccia e immagino di leccarle via tutte quelle goccioline dal collo, dai seni, dall’addome… Oppure vedo un uomo alla fermata dell’autobus con un libro in mano e inizio a fantasticare su come sarà sotto i vestiti: i muscoli delle braccia, le spalle possenti, i fianchi stretti e il poderoso… oddio lo sto rifacendo!

Insomma, a quasi quarant’anni mi ritrovo perennemente infoiata come un’adolescente.

Così, oltre la palestra e il conteggio delle calorie, ho iniziato una nuova abitudine quotidiana: una volta che mio marito esce per andare al lavoro, io mi spoglio, mi accomodo nel letto ancora caldo e inizio a immaginare mani che mi sfiorano, braccia che mi stringono, lingue che mi esplorano… così mi accarezzo i seni, mi succhio le dita prima di affondarle tra le cosce bagnate, e mi massaggio la clitoride fino a farla scoppiare.

Mi accorgo che questa nuova abitudine mi mette addosso una grande energia, le giornate sembrano più piene e mi viene sempre più semplice seguire un regime alimentare bilanciato senza dover stuzzicare tra un pasto e l’altro. Anzi, ultimamente, al pomeriggio, davanti alla TV, invece che cercare cibo da spiluccare mi ritrovo a giocherellare con le dita sopra le mutande, e spesso mi regalo un bel paio di orgasmi anche davanti a un bel film o una serie TV.

La scopatina del weekend non mi basta più, cerco quindi di mettere un po’ di pepe nella nostra relazione e un venerdì sera dopo esserci preparati per la notte inizio con nonchalance a massaggiare il mio sonnecchiante marito in mezzo alle cosce. Senza dir nulla e senza neppure guardarlo in faccia mi faccio strada sotto i pantaloni del pigiama e gli prendo dolcemente il cazzo in bocca. La reazione è immediata: un bel cazzo turgido e palpitante mi sta ora davanti e me lo godo con tanto di risucchi, leccatine e massaggio con entrambe le mani all’asta e alle palle. Lui cerca di divincolarsi con un: “ora tocca a me”, tentando di rivoltarmi sul letto ma io lo blocco: “no, oggi tocca solo a me” gli faccio, e continuo a pomparlo con più vigore. Lui si lascia convincere e si sistema comodamente con le braccia dietro la testa, fino a che lo sento rantolare sotto i miei risucchi: lo sento, sta per venire. Un paio di fiotti caldi sulla lingua, sento pulsare e tendersi finché la frenesia scema lentamente e si ritira, rilassato e soddisfatto. Non mi dice nulla, non gli chiedo nulla, ci addormentiamo abbracciati.

L’indomani mattina sento che il mio “regalo” della sera precedente ha prodotto i suoi effetti: mi prepara il caffè, mi sorride sornione e mi guarda come un gatto con la sua preda. Mi infila la lingua in bocca, sa di caffè ed è morbida, calda, le sue mani mi frugano dappertutto e sento che tenta di togliermi di dosso i pochi vestiti che porto. Ora è lui a guidare il gioco, finalmente! Mi stuzzica i capezzoli, mi divarica le cosce e affonda il viso nel mio sesso per leccarmi e succhiarmi con rinnovata passione. Mi sento sempre più bagnata e eccitata, ho voglia di perdere totalmente il controllo sotto le forti mani di un maschio, “l’uomo che non deve chiedere mai” (si, lo so, son cresciuta negli anni novanta, abbiate pazienza). Vorrei essere strapazzata per bene, insomma.

Ma l’indole del mio uomo continua a essere quella del dolce stil novo, che va bene il “prima le signore”, ma diamine, ogni tanto anche un po’ di brutalità sarebbe bene accetta, no?

Ok, comunque non mi posso lamentare, un primo scossone alla routine l’abbiamo assestato, che dite?

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