‘A minetta. (dissertazione semiseria tra sesso e pasticceria).

Scritto da , il 2019-11-05, genere comici

Premessa.

Non sono abbastanza bravo da saper scrivere “alla maniera di …”.

Propongo questa cosa liberamente ispirata ad alcuni scritti di un’autrice napoletana, simpaticamente sfacciata.



Chi è napoletano lo sa.

Chi è esperto di sesso, nelle sue varie sfaccettature, lo sa.

Allora che lo scrivo a fare?

Vabbè, da qualche parte devo iniziare sto sproloquio.



Minetta è una parola napoletana che definisce una pratica sessuale che gli elegantoni chiamano “cunnilinguo” ovvero il leccare la fica.



Etimologia probabile.

Non c’entra niente la Minetti, la politica. E non mi azzardo ad allusioni di nessun genere.

Pare derivi dal francese “minette” che indica l’infiorescenza del luppolo. Tanto che in francese la locuzione “faire la minette” significa proprio quello.

Aggiungiamo che a Napoli i francesi sono stati di casa per parecchio ed ecco fatto.

Onestamente non ricorda il gusto della birra, ma fa ‘mbriacare lo stesso.

In Piemonte invece c’è un vino che si chiama Minetta. Bah.



Leggenda.

Fonti non ufficiali riportano invece questa storia.



La Marchesa Pompinia Vorace Sfiancaluomo di Troia era una nobildonna napoletana del Regno delle Due Sicilie.

Un giorno fu sorpresa nella sua camera, in atteggiamento molto lascivo, da suo marito, il Marchese Ferrante Vorace Belloduro del Marmo.

L’uomo, entrando senza bussare, la sorprese distesa sul letto, con la veste sollevata, nell'atto di farsi leccare la fica da un servo.

- Pompinia! Ma cosa state facendo?

La Marchesa, per nulla turbata dall'irruzione rispose semplicemente:

- Mi netta!

Volendo spiegare al consorte che il servo la stava per l’appunto pulendo.

Il servo, paonazzo in viso non sapeva più che fare.

Risoluta, la Marchesa:

- Austino! Continua pure. Nun fa raffredda’ ‘a sfugliatella.

Poi, rivolta al Marchese

- Nobile consorte, se vi è cosa gradita, restate pure ad assistere.

- Congedate pure il servo, Pompinia. Degusterò io la sfugliatella … ora sono curioso.

La Marchesa, sorpresa da questo nuovo desiderio del consorte, obbedì:

- Austino! Hai sentito il Marchese? Piglia il fazzoletto e pulizzami le tue vave, poi vai fuori.

Mentre il servo le asciugava la fica, lei ammiccando aggiunse sottovoce:

- poi torni dopo per farmi assaggiare il cannuolo. E ti do anche il mio babà, che ti piace tanto.

Uscito il servo, la Marchesa si dispose più verso il bordo del letto, aprendo le cosce e mostrando al marito la fica completamente spalancata.

- Eccola per voi, mio nobile consorte, la sfugliatella è a vostra disposizione. Gustate pure.

Il Marchese si chinò, guardò l’intimità della moglie come forse non l’aveva mai vista e poi avvicinò la lingua, infilandola tra le labbra e assaporando l’umore.

Il gusto agrodolce gli piacque e cominciò a passare la lingua un po’ dappertutto. La Marchesa, aiutandosi con le dita, scoprì il clitoride

- Assaggiate anche questo, Marchese … è il bocconcino più prelibato

Il Marchese leccò e stuzzicò, non potendo fare a meno di notare le reazioni che provocava in lei. La moglie fremeva e gemeva. Si eccitò e ci mise molta più foga.

Che strana sensazione, pensò, stava compiendo un atto che gli sembrava servile: leccare il sesso della moglie, ma in realtà sentiva che era lui a dominarla, a poter gestire il piacere di lei. Rallentava e la sentiva sospirare, quasi implorare; intensificava e lei ansimava e si contorceva. Si tuffò letteralmente con la faccia dentro di lei e fece lavorare la lingua ad un ritmo indiavolato. Dentro, fuori, intorno. Alla fine lei proruppe in un lungo orgasmo. I suoi umori fluirono copiosi e mutarono di sapore e consistenza.

- Sput … Sputtt …

- ooohhh … mio nobile consorte … cosa vi disturba? Speravo aveste gradito.

- Certo, è saporito, un gusto aspro e dolce al tempo stesso. Ma codesto vello mi disturba. Le setole che avete mi entrano in bocca.

- Se invece che riccia, la sfugliatella la preferite frolla, non avete che da chiedere.

- sì Pompinia, comandate a Titina, la vostra ancella, di tosarvi codesto setolume.



Fu così che, oltre al nome minetta, prese piede l’usanza, oggi molto in voga, di preferire la sfogliatella frolla, glabra ma altrettanto gustosa, a quella riccia, originale e inizialmente più diffusa.



Del babà, soffice e tondeggiante prelibatezza, magari ne parleremo in un’altra occasione.

Questo racconto di è stato letto 3 8 6 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.

Online porn video at mobile phone


marito cornuto e moglie troiaraccoti miluwww.eroticiracconti.iterotici raccpntitradimenti racconti pornorqcconti pornoracconti pronoracconti strap onwww.eroticiracconti.iteroticiracconti gayracconti erotici preteho inculato mia madrescovolinaracconti brevi hardstorie pirnoracconti scopataracconti erotici prima volta gayracconti porno cornutiracconti erotiiciraccontierracconti di scambi di coppiaerotico incestoinculata dal suo caneiraccontidimiluracconti cuginaraccontineroticiracconti transexracconti erotici recentiwww.racconti pornostorie eroticracconti schiavastorieroticheracconti sesso matureracconti incesto gayracconti incetoraccomti pornomasturbaziomeracconti veri di tradimentiracconto porno gratispompini nei cessiraconti sexracconti erotici con zieracconti erotgeneri eroticistorue pornomagredinoracconti disessoannunci69raccontiracconti di clistereracconti di sessoracconti gratis pornoeroticiracconti.itmaria teresa ruta coscestorie erotichrraccont eroticracconti scopatastorie feticisteracconti erotici analewww.raccontimilurapporti eroticiracconti erotici padre e figliaraccontierotici incestoracconti eoritciracconti sottomessaracconti erotici spiaggiaracconti scambio coppiaraccontierultimi raccontistorie sexistrorie pornoracconti eoriciracconti di milu dominazioneracconti/eroticisorella perversaracconti prima volta gayracconti pornograficistorie trasgressiveracconti donne inculate