Santa, mia madre, 1a parte

Scritto da , il 2019-10-26, genere incesti

Ciao a tutti, quella che sto per raccontare è la storia vera di come è iniziata la mia storia sessuale con mia madre.
Abbiamo deciso di raccontare tutto perché siamo in cerca di chi come noi ha provato il brivido dell’incesto, per poter scambiare le proprie sensazioni, raccontare le proprie avventure e scambiare commenti.

Io mi chiamo Mattia, ho trentacinque anni, occhi marroni, castano e fisico nella norma.
Abito in provincia di Como in un piccolo appartamento sopra quello di mio padre Salvatore (operaio), mia sorella Sara (operaia) e mia madre Santa, il nome potrebbe forviare ma vi assicuro che non è per niente una santarellina ma tutt'altro.
Come detto mia madre si chiama Santa, ha cinquantacinque anni, mora (all'epoca dei fatti bionda tinta), occhi azzurri, nonostante l’età ancora un fisico mozzafiato ed una quarta di seno.

Pur essendo un amante dell’incesto da parecchi anni, (leggo molti racconti sul genere) e pur avendo molto fantasie sessuali sia su mia sorella sia su mia madre, mai e poi mai avrei pensato di esserne il protagonista maschile di un racconto realmente accaduto.

Alcuni mesi fa ho aperto un piccolo ufficio di marketing e comunicazione a Milano città.
Siccome il lavoro procedeva alla grande ho deciso di chiedere a mia madre se potesse aiutarmi come segretaria per rispondere al telefono, accogliere clienti e ricordarmi gli appuntamenti, quindi passiamo gran parte della nostra giornata assieme.
Io e lei non abbiamo mai avuto un gran rapporto, eravamo spesso in conflitto, ma da quando lavoriamo assieme le cose sono decisamente migliorate.

Martedì otto ottobre sembrava una giornata come tanti, erano quasi le diciannove e trenta, stavamo per chiudere quando mia madre rispose ad una telefonata:
- Pronto qui è la ………. S.r.l.
- Salve signor Poretti mi dica.
- Ok capisco, ne parlerò immediatamente con mio figlio Mattia e la richiameremo.
Mia madre agganciò il telefono.
- Mattia, era il signor Poretti, ha un grave problema con uno dei progetti che gli abbiamo affidato.
(Il signor Poretti, ha un ufficio a cui affidiamo dei progetti per darci una mano)
- Come ha un grave problema?
- Dice che se possiamo essere in ufficio da lui domani ci spiega tutto.
- Ma gli uffici suoi sono a Napoli, e quel progetto dobbiamo consegnarlo dopodomani, avrebbe già dovuto consegnarcelo oggi.
- Lo so Mattia, a me ha detto cosi, che dobbiamo fare?
Mi presi un attimo per pensare.
- Richiamalo e digli che saremo lì domattina presto di farsi trovare lui personalmente in ufficio.
- E come andiamo?
- Andiamo a casa facciamo un borsone e partiamo adesso in macchina, cosi saremo lì molto presto.
- D’accordo.


Mia madre richiamò il signor Poretti e lo mise a conoscenza dei nostri progetti, poi chiusi l’ufficio e andammo a casa a preparare i borsoni.
Ci misi pochi minuti e scesi nell'androne del palazzo ad aspettare mia madre.
Ci mise quasi una mezz'ora ma alla fine scese anche lei. Si era cambiata, aveva indossato degli stivali neri, dei Collant neri ed un vestitino nero e bianco.
Rimasi a bocca aperta per qualche istante, (mia madre di solito indossa solo jeans, pantaloni e maglioncini).
Mi ripresi e salimmo in macchina per partire, si erano fatte le ventuno.
Durante il viaggio parlammo un po' del più e del meno, ma io non potevo fare a meno di abbassare lo sguardo verso le cosce di mia madre avvolte da qui Collant.
Eravamo un viaggio da circa sei ore, nei pressi di Roma, quando mi resi conto che ero troppo stanco per continuare a guidare e mia madre non ha la patente:
- Mamma, puoi guardare su Booking se c’è qualche motel qui nei dintorni che sono troppo stanco? Tanto domattina abbiamo solo un paio di ore di viaggio.
- Ok Mattia ora guardo.
Mamma guardò sull'applicazione.
- Tesoro c’è il b&b La Gioia a Monte Porzio Catone, ma ha una sola camera con un letto matrimoniale, dovrebbe essere la prossima uscita.
- Tu sei d’accordo a dormire nello stesso letto?
- Certo, sei mio figlio mica un’estranio.
- Va bene, chiamali e se la reception è aperta impostalo sul navigatore.
Mamma chiamò e ebbe risposta affermativa.
Arrivammo al b&b verso le tre e trenta, ci recammo alla reception, e una volta presa la chiave andammo in camera:
- Mamma vado in bagno a cambiarmi.
Mi ero portato dietro una tuta e indossai quella.
Dopo di me andò mia madre in bagno a cambiarsi, io mi misi sul letto sotto il lenzuolo, c’era solo la luce di un lume ad illuminare la camera, e quando mia madre uscì dal bagno il mio cuore si fermò per alcuni istanti, mia madre era illuminata da questa luce soffusa ed indossava solo un reggiseno di color bianco ed una brasiliana anch’essa di color bianco:
- Scusa tesoro ma non pensavo dovessimo dormire fuori e assieme e non mi sono portata dietro il pigiama.
Balbettando gli risposi:
- D’accordo mamma, non preoccuparti.
Mamma si infilò anche lei sotto lenzuolo e dopo aver impostato la sveglio alle ore otto ed avermi dato la buona notte spese il lume e mi diede le spalle.
Cercai di prendere sonno senza riuscirci, non appena chiudevo gli occhi vedevo mia madre seminuda e il fatto che dormiva anche accanto a me non aiutava.
Passò all'incirca un’ora e io stavo per impazzire, volevo fosse mia, volevo toccarla, baciarla e leccarla, non so cosa mi prese ma istintivamente allungai una mano verso di lei e iniziai ad accarezzarle una coscia, mamma non fece una piega, forse perché dormiva profondamente.
Smisi di accarezzarla, presi il cellulare da sopra il comodino, alzai leggermente le lenzuola e le fotografai il sedere, (volevo un ricordo di quella magnifica situazione, foto che conservo ancora).
Riposi il cellulare, mi tolsi i pantaloni della tuta e le mutande e rincominciai a sfiorarla, la mia presa si fece sempre più consistente, le palpai il sedere ma in quel momento mamma ebbe un sussulto e si svegliò, si girò verso di me:
- Ma che cavolo stai facendo?
Non risposi e pensai che mi avrebbe dato uno schiaffo da un momento all'altro.
Mamma alzò di botto il lenzuolo mettendo a nudo la mia erezione.

Si alzò dal letto senza dire una sola parola e si recò in bagno.
Non sapevo cosa fare, mi si era gelato il sangue nelle vene.
Mi rivestii.
Passò all’incirca un quarto d’ora prima che mamma uscì dal bagno:
- Ma che cavolo Mattia, io sono tua madre, non puoi fare certe cose, non possiamo.
- Lo so, lo so, ti chiedo scusa.
Ci fu qualche istante di silenzio, poi mia madre si avvicinò di scatto a me e mi baciò, fu un bacio lungo ed appassionato, le nostre lingue si intrecciavano ed esploravano una la bocca dell’altro.
Mentre continuavamo a baciarci presi mia madre dal sedere, l’alzai e ci sdraiammo sul letto.
Ci staccammo.
Mamma mi guardò negli occhi per qualche secondo, con la mano si spostò i lunghi capelli dietro il collo, si mise ai piedi del letto e mi abbassò leggermente pantaloni e mutande. Il mio cazzo balzò fuori come una molla tanto che era in tiro.
Mia madre lo guardò per qualche istante, poi si chinò e diede una leccata a partire dalle palle sino alla cappella senza toccarlo con le mani.
Lo prese con una mano ed incominciò con le labbra a dargli dei dolci baci sia sulla cappella sia lungo il pene.
Era stupendo, provavo una sensazione indescrivibile, dei brividi attraversarono l’intero mio corpo e i battiti del cuore aumentarono a dismisura.
Mamma lo prese tutto in bocca e incominciò a fare su e giù, giù fino in gola e mentre lo faceva mi fissava intensamente.
Non solo mia madre era bravissima ma il fatto che stessimo facendo qualcosa di proibito stava aumentando le nostre sensazioni, il nostro eccitamento e la nostra voglia di godere.
Passarono circa quindici minuti ed era così bello, ed era così brava che trattenermi dal venirle in bocca stava diventando difficilissimo ma per fortuna mamma se lo sfilò dalla bocca, si alzò sulle ginocchia, slacciò il reggipetto mettendo in bella vista il suo fantastico seno, abbassò le mutande fino alle ginocchia e dopo essersi sdraiata le sfilò completamente.
Appoggiò la pianta dei piedi sul letto, allargò le gambe e con l’indice mi invitò ad avvicinarmi.
Non me lo feci ripetere due volte.
Mi alzai e spogliai completamente.
Mi avvicinai a lei, la baciai sulle labbra per poi scendere sul suo seno, iniziai a mordicchiargli un capezzolo per poi ciucciare avidamente l’intera tetta ma la mia voglia di arrivare alla sua figa era troppa quindi dopo un paio di minuti sempre baciando e leccando scesi fino l’interno coscia per poi arrivare lì da dove ero uscito.
Iniziai a darle qualche dolce bacio e a prenderle tra le labbra il suo clitoride.
Mamma ansimava e alzava la testa per guardare ciò che le stessi facendo, allungò una mano, la mise dietro la mia testa e spinse con forza.
Capii che voleva che glie la leccassi di più.
Inserii un dito dentro la sua figa e mentre la leccavo la masturbavo. Mamma iniziò ad urlare:
- Oh Dio siiiiiiiiii, siii così.
Avevo paura che la sentissero dalle altre camere, e allungando la mano libera glie la misi sulla bocca ma mamma la morse:
- Voglio godere liberamente.
Smisi di leccarla:
- Ma mamma possono sentirci.
- Non me ne frega nulla.
Non obbiettai, ripresi a leccare e mamma riprese ad urlare di piacere.
La sua figa era così calda, così saporita, un po' amara ma in quel momento per me anche molto dolciastra e mamma incominciò ad espellere anche del fluido vaginale, segno che le stesse piacendo tantissimo.

Era giunto per me il momento di averla, di penetrarla e di fargli capire che da oggi in poi se avesse voluto godere veramente sarebbe dovuta tornare da me.
Mi alzai, cercai il portafoglio e presi un preservativo (ne ho sempre uno nascosto dietro al bancomat) ma mamma mi fermò:
- No amore mio non c’è bisogno di usarlo.
- Sicura mamma?
- Si sono in menopausa
A quelle parole lo riposi nel portafoglio.
Ritornai sul letto e ci baciammo nuovamente.
Mamma riappoggiò le piante dei piedi sul letto, riallargò le gambe e io mi misi tra esse, lei prese con una mano il mio pene e lo portò all'imbocco della sua figa ed io incominciai a penetrarla dolcemente (dio se era calda), mamma chiuse gli occhi e ansimò.
Per circa un minuto entrai ed usci lentamente da lei per poi aumentare i miei movimenti di velocità e intensità, i miei colpi si erano fatti cosi’ forti che mamma non riuscì più a tenere i piedi poggiati sul letto e alzò le gambe fino a portarle ad essere poggiate sulle mie spalle, potei cosi aumentare ancora di più i miei movimenti.
Sia io che lei urlavamo di piacere veramente tanto e tenevamo gli occhi aperti per poterci fissare intensamente anche se io ogni tanto abbassavo lo sguardo per gustarmi la visione del mio cazzo che entrava e usciva dalla figa di mia madre.
Dopo un po' che eravamo in quella posizione mamma mi poggiò una mano sul petto cercando di allontanarmi da lei, una volta fattomi uscire mi fece sdraiare. Era accanto a me sul lato destro del letto, alzò la gamba sinistra e con un lento movimento la mise dall'altro lato in modo di essere cavalcioni su di me e rimase sollevata sulle ginocchia. Appoggiò la mano sinistra sul muro e con la destra prese il mio cazzo per poterlo sistemare e con un lento movimento lo fece penetrare per poi accasciarsi su di me.
La sua testa era poggiata sulla mia spalla destra, le sue braccia poggiate sul letto, io le presi il sedere con le mani e per qualche secondo la penetrai in quella posizione, poi mamma si riprese, poggiò le sue mani sul mio petto ed aiutandosi con esse si rialzò e iniziò a saltellare su di me.
Alternava questi “saltelli” con dei movimenti circolari che mi facevano letteralmente impazzire.
Mamma era una vera Dea:
- Ti piace amore mio? Ti piace come si muove la tua mamma?
- Mamma siii mi piace, sei bravissima e stupenda. A te piace come ti scopa tuo figlio?
- Da morire.
Mamma aumentò i movimenti e riprese ad urlare, come ripresi anche io. Non avevamo più limiti né pudore:
- Mamma siiiiiiiiii.
- Si figlio mio scopami ancora.
Volevamo solo goderci il momento, non ci importava che oramai tutti sapevano che fossimo madre e figlio.
Mamma si tolse da sopra di me e si mise carponi sul letto:
- Prendi da dietro la tua mamma.
Mi misi dietro di lei e ripresi a scoparla, le piaceva cosi tanto che per non urlare troppo forte prese tra i denti il cuscino del letto.
Le mie mani erano sui suoi fianchi, e i miei colpi erano cosi forti che si sentivano indistintamente tra le urla di mia mamma.
Ogni tanto mi fermavo e le baciavo la schiena.
A questo momento era passata più di un ora da quando avevamo cominciato e io ero proprio al limite, anche se a malincuore perché avrei voluto che quel momento non fosse finito mai lo dissi a mia madre:
- Mamma sto per venire.
- Amore fermati, esci, voglio che mi vieni in bocca.
Mi fermai e usci da lei, mamma si mise in ginocchio davanti a me e prese a segarmi con veemenza, alternava sega e pompino sino a quando non resistetti più e le venni copiosamente tra bocca e faccia.
Vi giuro che la visione della mia sborra sulla faccia e labbra di mia madre mi aveva quasi fatto tornare voglia di riprendere.
Mamma prese con le dita la sborra che aveva in faccia e le prese in bocca pulendole completamente, poi mi diede un bacio e senza dirmi altro andò in bagno.
Torno poco dopo e ci sdraiammo ancora nudi una accanto all'altro.
Nessuno dei due spiaccicava una parola ci guardavamo e basta, ma io volevo sapere come mai era successo tutto:
- È stato bellissimo mamma.
Lei annuì.
- Posso farti una domanda?
- Si.
- Come mai è hai cambiato idea? Sembravi cosi arrabbiata.
- Ok va bene, amore devi sapere che con tuo padre le cose non vanno benissimo ed è da un po' che non facciamo sesso, prima ero così arrabbiata perché anch'io da qualche settimana provavo delle cose che non dovevo provare, al lavoro ti spiavo in bagno e mi eccitavo, ti desideravo, ma non dovevo, mi dicevo che non potevo provare quelle cose, non potevo desiderare mio figlio, ma quando prima mi sono svegliata e ho visto la tua mano sul mio culo, quando ho visto il tuo cazzo in tiro e così duro, una grande eccitazione mi ha pervasa, in bagno ho provato a calmarmi ma non ci sono riuscita ed ho ceduto.
- Capisco mamma e devi sapere che io ti ho sempre desiderata e sono contento che tu abbia ceduto, promettimi che non finirà mai, ok?
- Certo che te lo prometto, mi hai fatta godere come non mai in vita mia, non rinuncerò mai a questo a meno che non sia tu a chiedermelo.
- Neanche io rinuncerò mai a questo.
Ci baciammo di nuovo, ma stavolta fu un bacio dolce, un bacio come se fossimo due fidanzati innamorati, poi mamma appoggiò la testa sul mio petto e si addormentò, come feci anch'io.

Continua……….

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