Paura di prenderlo in culo

Scritto da , il 2019-10-20, genere etero

Il cambio del posto di lavoro è sempre traumatico, si dice.
Non so.
Io non mi sento traumatizzato.
Però mi tromberei quasi tutte le mie nuove colleghe.
È una novità.
In genere sono selettivo.
Non parlo di bellezza.
Parlo di qualcosa di impalpabile, che certe donne hanno.
Ho bisogno di quello.
E lo cerco.
O qui ce l'hanno quasi tutte, o semplicemente sono particolarmente ringalluzzito.
Non so.

Non lavoro a stretto contatto con nessuna donna, ma incrocio buona parte di loro.

Quella con cui ho più spesso a che fare, è la Vale.
La Vale, per il 90% del tempo, è inespressiva. Forse è concentrata, non lo so.
A volte, seduta al computer, guarda il monitor, schiudendo leggermente la bocca, a mostrare i suoi importanti incisivi.
Non è brutta, ma nemmeno particolarmente bella.
Spesso batte il piede, squotendosi tutta.
La sua non-espressione sembra dire: "Lasciami stare, rompiballe, 'cazzo vuoi?"
Eppure, quando la saluto, mi fa un bellissimo sorriso.
E quando dico bellissimo sorriso, dico proprio tutto quello che questo vuole significare.
Ha tette piccole e culo grosso.
Quando si alza dalla sedia, si tira sempre giù la maglia, per coprirsi il sedere.
È evidente che se ne vergogna.
Sarò malato, ma forse, proprio per questo, glielo sfonderei di gusto.

Sovente, incrocio un terzetto. Le chiamano "Le tre Marie".
La più bella delle tre, è una bruna che ride spesso, credo abbia una bassa scolarità, ma è molto carina nei modi.
Ho l'impressione che si sia fatta una valanga di canne nella sua vita, non so bene perché.
Non mi fa particolarmente sangue, ma ho la netta sensazione che scopi in maniera coccolona e tranquilla, ché farlo dolcemente, ogni tanto, non guasta.
Ci penso e mi dico: "Perché non si dovrebbe scoparla?"
Mi rispondo: "Eh, infatti."

La seconda, avrà una decina d'anni più di me, è pure piuttosto bruttina. È una bionda, ma assomiglia ad Olivia, la morosa di Braccio di Ferro.
Fa continuamente battute un po' cattivelle. Si lamenta spesso. Ha da ridire un po' su tutto e su tutti. Quando mi saluta, sembra che io gli abbia ucciso il cane.
"Oh! Sei matta? Ti ho fatto... che cosa?"
Mi sta antipatica, ma è un fatto che la sbatterei in un cantone, le tirerei giù i leggins e tenendola per i capelli me la stantufferei fino a farla urlare.
"Non ti lamenti adesso, eh, troia!..."

Ok, sono malato.

La terza ha un ché di sgraziato, che non mi fa avere pensieri sconci.
È, ovviamente, l'unica che mi si rivolge con una scritta lampeggiante in fronte che dice: "Scopami di brutto, per piacere!"
"Ehm... No, grazie".

Poi c'è la capa di un ufficio, che parla e dà istruzioni, da dietro la scrivania con le tette coperte dal velo della camicetta, che ballano sopra la tastiera.
Sarà l'era digitale, ma avrei proprio voglia di andare lì mentre parla, e tastare la consistenza delle sue poppe, digitandole appunto, chiudendo i polpastrelli intorno alla mammella, così, per vedere che faccia fa.
Se a parte un po' di sorpresa, non si lamentasse, me la scoperei un po' in tutti i modi, e glielo pianterei un po' dappertutto. Volentieri.

Tralascio la giovanissima morettina con gli occhiali.
Perfetta.
...Che se fossi giovane, me la strapazzerei per giornate intere.
Mi riporta alla mente periodi spensierati di gran sesso e passione...
A dire la verità, non so se sarei all'altezza del me di allora. Ma resta una vaga curiosità, perché non mi sono mai chiavato una tanto più giovane di me.

Non mi risulta ci siano altre donne, al di fuori della titolare.

La Silvana.

Io però, non l'ho mai vista.
Durante i colloqui per questo posto di lavoro, ho sempre avuto a che fare col mio superiore e a turno, altri responsabili.
La Silvana non si è mai fatta vedere.
Tuttavia, ha sempre dato disposizioni per contrattare sulla paga che avrebbero dovuto darmi. Addirittura sul tipo di contratto (se diretto, a tempo determinato, in somministrazione, bla bla bla).
Sì certo.

-Se cercate uno come me, paga e condizioni sono queste. So di valere anche di più, ma come inserimento in azienda per il momento può andare. Se non vi va bene, ho altre analoghe offerte.
-Se invece facciamo per tre mesi?
-Ciao.
-No, ok, va bene.

Firmato il contratto.

Tutti parlano spesso della Silvana, dei suoi soldi, della sua casa...
Gli uomini parlano soprattutto della sua macchina.

-È la seconda BMW Vattelapesca che compra, hai visto che bella?
-Sì la vedo.

È nera.

Il problema è che a me, delle auto non me ne frega un cazzo.
A me piace la figa, e grazie a dio non ho mai avuto bisogno di una bella macchina, per trovare la figa.

Sarà stata la contrattazione pre assunzione, ma io la Silvana me la figuro un cesso, cicciona, butterata, piena di nei e antipatica.
In due mesi che sono qui non mi è stata mai presentata, né ho idea di che aspetto abbia. Nessuno me lo dice e io non lo chiedo.

Poi, ecco che arriva un'altra moracciona, sotto la quarantina, si rivolge piuttosto gentilmente al mio capo, gli fa delle domande, ogni tanto mette una mano sul fianco, si gira pensierosa. Poi riprende a far domande...
Io la guardo.
È davvero una gran figa.
Anche lei con i leggins, ma riesce ad essere ugualmente elegante (saranno il resto dei vestiti, non so; sono concentrato su altro).
È alta.
Questo mi piace per un motivo ben preciso, ed è perché con le donne alte, riesco a trombare in piedi senza fare grossa fatica, con le basse al contrario risulta molto più complicato e me la godo di meno... in piedi.
È longilinea. Ha dei bei capelli e un bel viso.
Forse, il suo difetto, è un po' di ciccetta che le sborda dalle natiche, in basso verso l'esterno. Lo noto quando mi da le spalle.

Poco male, perché ho una gran voglia proprio di toccarle e palpare quella ciccetta.
E lo so che probabilmente le piacerebbe.
So come usare le mani.
Siccome sono un maiale, penso anche al fatto che questa ciccetta si potrebbe usare a mo' di maniglie nel mentre te la scopi e soprattutto mi chiedo, se sia una cosa che a lei possa piacere...
...Dovrei, cazzo, pensare ad altro.
Invece non riesco a fare a meno di guardare quel culo con ciccetta, ogni volta che riesco; badando a non farmi sgamare.

Questo, finché il mio capo mi si rivolge, e mi chiede se mi avessero già presentato la Silvana.
...La Silvana?
...La Silvana è così pezzo di figa?
...Perché cazzo nessuno me l'ha detto?

Io sorrido sempre al lavoro, anche a chi mi sta sui coglioni. Sono bravo a fare un sorriso gioviale e innocuo. Funziona, e tendono tutti ad essere a proprio agio con me. Non vengo temuto. Il che, in genere, mi porta ad una vita lavorativa abbastanza pacifica.
Questa volta però, non ho un buon controllo sul sorriso.
Ho l'impressione di mostrarmi troppo contento, come davanti ad un vasetto di nutella e con in mano un cucchiaino...

Nonostante questo, la Silvana mi dà la mano e mi sorride serenamente.
Ciò, però, peggiora la situazione, perché mentre mi guarda negli occhi, mi accorgo che è ancora più gnocca, di quanto mi sembrasse prima.
Temo di far trasparire i miei pensieri.
Ma resisto, continuando a schermarmi col mio sorriso, quasi a farmi venire una paresi.
Sto cominciando a provare imbarazzo.

-Piacere di conoscerla.
-Piacere mio, davvero.
...
Oh, cazzo!
...
Deve essersi accorta di qualcosa. Perché piega un po' la testa e sembra cercare di intravedere dietro le finestre a specchio dei miei occhi.
Non fosse la titolare e mio datore di lavoro, farei una battuta sconcia, così, per togliermi dall'imbarazzo.
Per fortuna dura poco, perché torna a rivolgersi di nuovo al mio capo, parlando ancora di lavoro.

Fiuuhh!
Stavo crepando.

Finiscono di parlare.
Si salutano.

Nell'uscire, la Silvana si volta nuovamente verso di me con un sorriso garbato...

-È stato un piacere...
-Il piacere è stato mio.

Nooo.

Di nuovo quel cazzo di sorrisetto che le dice chiaramente che me la mangierei, ma come diavolo mi è uscito?
Resto in catalessi per qualche secondo, finché non mi scopro ad adocchiare la ciccetta di quel sedere che si eclissa dietro la porta che si chiude.

Porca miseria.

Ho l'impressione di aver fatto una bella figura demmerda.

Il mio capo riesce a distrarmi, chiedendomi se non l'avevo mai vista prima.

"Sono sempre con te, coglione, comequandodove posso averla vista, Babbeo?"
-...Ehm, no, non sapevo nemmeno che faccia avesse.
...
Dopo un po', mi si incrociano gli occhi, per cui mi prendo una pausa caffè.
In corridoio sorprendentemente, incrocio la Silvana, che mi ferma.

"No. Non fare quel sorrisetto da sfigato!"

Mi squadra ancora e mi dice che stava venendo da noi, e di dire al mio capo che le deve portare su delle cose di lavoro. Poi mi saluta e fa per tornare da dove stava venendo.
Invece, cambia idea e si gira di tre quarti,verso di me.

-È tosto nelle contrattazioni, lei. Ha mai pensato di fare il commerciale?

Deglutisco.
Non riesco a capire se mi stia facendo un complimento, se l'ho fatta incazzare, o se ha buttato lì una frase rompighiaccio.

-Ehm, non so, non mi sento molto portato per fare il commerciale... mi sento proprio un tecnico...

Fa un attimo di pausa, dopo aver alzato le sopracciglia, poi mi spiazza.

-Non è ancora scaduto il suo periodo di prova, sbaglio?

Uh!

Non aspetta nemmeno che io risponda e se ne va.

Mi sembra di essere stato colpito da un fulmine in piena testa e che la scarica elettrica mi sia passata nella spina dorsale, per disperdersi a terra, attraverso le gambe.

Minchia!

Penso velocemente alle altre offerte di lavoro che ho rifiutato per questa.
Se non passo il periodo di prova, sono nella merda.
Cazzo.
Provo strane sensazioni contrastanti.
Mi sento sul filo di un rasoio; d'improvviso se ne escono tutti i timori di perdere il mio nuovo lavoro e paradossalmente, sono eccitato.
Sì, eccitato.
È strano a dirsi, ma sento i testicoli che nella sacca scrotale, stanno lavorando...
È la prima volta in assoluto, che mi accorgo di questo lavorìo.

Mi avvio inebetito, alla macchinetta del caffè, che si trova in un piccolissimo spazio ricavato davanti alla porta dell'archivio.

Quando il suono di quel marchingegno mi avvisa che il mio pessimo caffè è pronto, mi chino a prendere il bicchierino e sento dei passi.
Nel tirarmi su, vedo la Vale con uno scatolone in braccio, che punta l'archivio.
Con il caffè in mano, mi affretto ad aprirle la porta, che devo pure tenere aperta, perché si chiude da se'.
La Vale mi sorride e mi ringrazia. Ma fa fatica ad entrare e nel passare per la porta struscia il sedere sul mio inguine.
Io provo a tirarmi indietro, ma rischio di far cadere il boccione dell'acqua, alle mie spalle.
Sento chiaramente il mio pene sfregato per secondi lunghissimi. Dubito che lei non se ne accorga.
E infatti, vedo che tira le labbra in una smorfia... Ma fila dritto, senza voltarsi.
La porta si chiude alle sue spalle.
Bevo velocemente questo schifoso caffè, riuscendo solo a pensare che dovrei scusarmi.
Vabbè che sono un porco... ma non di questo tipo.
Eccola che esce... È rossa come un peperone, tiene lo sguardo basso e mi sfila ignorandomi, senza che io riesca a proferire parola.
Mmhh.
Seconda figurina di merda, nel giro di meno di mezz'ora.
Giornata decisamente no.

Mi sento sconsolato e torno dal capo, che come per l'80% del suo tempo, smanetta col cellulare. Gli dico che ho incrociato la Silvana e gli riferisco quello che mi ha detto.
Lui è stranito.

-Dici davvero?

"No guarda, ti racconto balle perché mica ho bisogno di lavorare, io. Vengo qui solo per prenderti per il culo..."
-Sì, certo, che dico davvero.
-Strano. Di solito mi chiama.

Faccio spallucce.
Lui raccatta un po' di roba ed esce.

Poco dopo, dalla porta sbuca la faccia imbarazzata della Vale, che mi chiede se lui non c'è...

-L'ha chiamato sù la Silvana.
-Ok... Volevo chiederti scusa per prima, non l'ho fatto apposta.
-Scherzi? Volevo chiederti scusa io, ma sei scappata. Ad ogni modo non è successo niente, non ti devi scusare. Non mi ha dato fastidio, anzi. Ahahah. Mi spiaceva per te.

Vedo l'espressione della Vale che si rilassa. Passa la soglia dove si era fermata e chiude la porta alle sue spalle.

-Sei indaffarato?
-A dire la verità, ho finito quel che avevo da fare. Volevo farmi dare altro, ma lui è dovuto andare su... Pensavo di riordinare...
-Mi sa che starà su un bel po'. Credo sarà un bel cazziatone.
-Uh. Dici?
-Dico dico. Ha fatto un po' di stronzate ed è molto in ritardo. Spero che non ti dia delle colpe...
-Uh. Ma io gli ho già risolto un sacco di cose. Non credo possa dire niente di male...
-Non fidarti, è uno che se può, te lo mette in culo.

Azz.
Ripenso alle offerte che ho rifiutato.
La mia sconsolazione, si fa più profonda.
Mi risuona in testa la voce della Silvana: "Non è ancora scaduto il suo periodo di prova, sbaglio?"

La Vale sembra accorgersi del mio stato d'animo e si avvicina e accarezzadomi la spalla mi dice:

-Non preoccuparti, sei abbastanza al sicuro, per quanto ne so.
-Speriamo...

Alzo lo sguardo su di lei e lei mi ricambia, regalandomi uno dei suoi magnifici sorrisi. Ed io non riesco a fare a meno di sorriderle in risposta, un po' amaramente.

-Dài, non fare così...

Alzo le spalle e lei mi scompiglia i capelli.

-Allora non ti è dispiaciuto?

Sono distratto e non comprendo subito a cosa si riferisca...

-Cosa?

Mi fa un sorriso malizioso.

-Ah, te ne sei già scordato!
-Oh, no no, certo... Per niente, anzi.
Sorrido. -Ma non l'ho fatto apposta, giuro.
-Beh, se ti va, visto che a nessuno dei due ha dato fastidio, potremmo rifarlo apposta.

Sento il sangue vorticarmi in zona inguinale.
Le accarezzo la spalla e lei continua a sorridere maliziosa. In pochi millesimi di secondo, la tiro a me e la bacio.
La esploro e lei mi concede la sua lingua.
Mi sto eccitando.
Bacia davvero bene.
È passionale.
Le mie mani corrono sulla sua schiena e si agganciano al suo sedere grosso.
È tondo e sodo.
Più lo palpo, più lei si lascia andare.
Mi mette una mano sul pacco già pronto da consegnare.
Lo accarezza sopra i pantaloni, mentre continuiamo a baciarci.

-Così, ti dà fastidio?
-...Proprio per niente.

Torna a baciarmi, mentre incomincia ad aprirmi la patta, lentamente.

-E così, invece, ti dà fastidio?
-...Neanche per sogno.

La ribacio e continuo a palpare il suo culo grande e sodo con una mano, mentre con l'altra vado a curarmi del suo seno. Sono molto eccitato e anche lei...
Sento che mi sbottona i pantaloni e mi mette la mano nelle mutande.
Distinguo le sue dita che accarezzano il mio turgidume.
Adoro questa sensazione.

-E adesso ti dà fastidio?

Dice così, mentre lo tira fuori dai miei boxer, circondandolo con la sua presa.

-No, così mi fai morire...

Mi respira in bocca guardandomi negli occhi, infoiata, serra quasi i denti... Mi lascio trasportare dalla sua eccitazione.

-E se te lo prendo in bocca, ti da fastidio?
-Vale... - La bacio. -
..Tu vuoi farmi morire...
-Rispondi!

Butta indietro la testa.

-No, se me lo prendi in bocca non mi dà fastidio, anzi...
Mi sento un po' stupido, nel dirle: -Non vedo l'ora che tu lo faccia...

Non se lo fa ripetere.
Si inginocchia e fissandomi negli occhi incomincia a farlo sparire piano piano nelle sue fauci.

È brava.
Cazzo, se è brava.
Lo succhia.
Lo succhia bene.
È così che piace a me.

E lo ingolla.
Più lo fa entrare, più ho la sensazione che mi si ingrossi, anche se già, mi pare sull'orlo di un esplosione.

-Cazzo, Vale, così impazzisco...

Non si ferma, anzi continua con più foga. E quel che mi sorprende davvero, è che non eccede mai. Sembra sentire esattamente quello che deve fare, con l'intensità opportuna, con il giusto tempo. È eccezionale.
Donne così, sono rarissime.
Penso questo, mentre la guardo far sparire il mio bastone nella sua bocca, e più affondo, più le si tira la pelle del viso, più le labbra le si assottigliano, facendo spuntare la sua dentatura, che alla fine mi incorona la base dell'asta, mentre lei socchiude gli occhi, cercando di controllare l'impulso di rigurgitarlo.
L'immagine di per se', non è per niente bella, eppure mi manda in estasi.
A lei piace, è chiaro. E pure a me.
Quando incomincio a capire che mi manca poco per venire, senza che io dica nulla, la Vale aumenta il ritmo, e affonda di più.
La corsa della sua pompata si fa più estesa.

"Oddio, credo che farò un casino." Penso. Perché credo di star per eiaculare tantissimo...

-Vale... io sto per venire...

Non accenna a voler scostarsi e continua a pompare veloce, finché mi sento vibrare dall'osso sacro.
Ecco.
Arrivo.
Sparo il primo fiotto, che lei percepisce, nella sua gola.
Noto il suo sforzo per deglutire mentre continua il suo movimento.
Il secondo fiotto. Lei non accenna a diminuire la velocità del suo lavoro.
Sono spiazzato.
Il terzo fiotto mi sconquassa, lei mi osserva, mantenendo il suo incedere. Riesce a deglutire ancora.
Quarto e poi quinto.
Mi pare di avere una crisi epilettica.
Il fatto che continui rapida, senza rallentare, non mi lascia il controllo sui miei spasmi.
Non capisco più niente.
Chiudo gli occhi.
Vengo ancora.
Tanto.
Tantissimo.
Lei non mi lascia tregua, finché non sono completamente svuotato.
È lì, che prende a rallentare.

Wow. Spettacolare.
Sono al settimo cielo.
Pazzesco.

Non vedo tracce di sperma, da nessuna parte.
Solo un po' di schiumetta agli angoli della sua bocca.
Le sorrido, l'accarezzo.
Ma lei me lo trattiene ancora in bocca. In ostaggio.

In un lampo di lucidità, mi rendo conto di essere sul lavoro e che se entrasse qualcuno, non so quanto gioverebbe vedermi in piedi, a braghe aperte, con il cazzo nella bocca della Vale.
A questo pensiero, in un tempo infinitesimale, mi si ritrae; eppure la Vale, non lo molla. Continua a suggermi il prepuzio.

Un'altra sensazione nuova.
Celestiale.
Sentire la suzione di quel particolare pezzo di pelle, della sensazione di prosciugamento di tutto il mio orgasmo, attraverso la sua apertura rugosa...
Difficile spiegarlo.
Mi godo il momento, chiedendomi cosa diavolo ho fatto di speciale, per meritare il magnifico trattamento, che questa donna mi sta riservando.
Eppure a suo modo ne sta godendo anche lei.
...Mi crogiolo un po' in questi pensieri, ma poi devo dirle che non posso rischiare troppo.

-...Finsce che mi lasciano a casa.

Lei allora me lo bacia a stampo e me lo rimette nei boxer, mi chiude il bottone dei pantaloni e poi si rimette in piedi chiudendomi contemporaneamente la zip.
Mette le mani dietro la schiena e dondola aspettando che io dica qualcosa.

-Dovresti prenderlo come un complimento, sai? Ma giuro, che questo è stato in assoluto, il miglior pompino che mi hanno mai fatto in vita mia...

Sorride, contenta.

-Dici davvero?
-Assolutamente.

Mi bacia a stampo.

-Bugiardo.
-No, giuro. Mi hai fatto impazzire.
-Non lo dire mai a nessuno, se no la prossima volta, te lo stacco a morsi...

Rido. Anche se ho un batticuore, perché mi rendo conto che ha detto che ci sarà una prossima volta...

-No, tranquilla, sono uno che sa farsi i cazzi suoi...

Mi caccia la lingua in bocca.
E sento pizzicarmi labbra e palato... Dev'essere il mio sperma.
Mi chiedo se dovrebbe farmi schifo.
Ma è roba mia. Me ne fotto.
Intanto ridò una bella ripassatina al suo sedere.
Ci sto davvero prendendo gusto.

-Sai che mi piace come mi tocchi il culo? ...Lo fai diversamente dagli altri. Mi dà una sensazione particolare...
-Boh, faccio quel mi sento di fare... Non so cosa faccio di diverso.

Mi dà una serie di bacetti sulle labbra e poi mi dice che deve andare. Deve finire delle cose, prima di andare a casa.

-Ok. ...Sei stata meravigliosa.

Le strizzo d'occhio e lei va.
Dopo qualche passo, fa letteralmente marcia indietro e posa le sue natiche sul mio pube, per strusciarsi ancora.

-Visto che non ti dà fastidio...

Me lo dice da sopra la spalla.
E io da lì la bacio ancora.

Poi se ne va, testa bassa, senza voltarsi.
Posso solo intuire il suo sorriso compiaciuto e contento. Perché da qui, posso solo vedere quel culone sodo... che se ne va.

Eccomi, solo, svuotato, appagato, ma pronto per la prossima volta.
Con la visione stampata in mente del culo della Vale.
Ma io, proprio del culo ho paura.
Del mio culo.
Paura di prenderlo proprio lì, da quel coglione del mio capo.
Non credo che dormirò bene stanotte.

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