I gemelli

Scritto da , il 2019-10-20, genere trio

Ciao a tutti, mi chiamo Giulia, ho 22 anni e oggi voglio raccontarvi la mia esperienza.

Settembre.
Si ritorna in università dopo le vacanze estive.
In aula molti dei miei colleghi fanno fatica a ritrovare la concentrazione invernale perché ancora esausti dalla routine estiva.
Anche io sono molto stanca, e di concentrazione non ne voglio neanche sentir parlare.
Mentre il professore di diritto tributario inizia a spiegare la sua lezione, il mio sguardo inizia a cercare Luca tra i presenti in aula.

Luca è un mio compagno di corso del quale sono innamorata dal primo anno di università (ora sono al quarto) e con il quale quest'estate ho passato qualche serata particolare.
Ci siamo ritrovati nello stesso gruppo di amici perché la mia migliore amica si è fidanzata con un suo amico e allora abbiamo iniziato a conoscerci.
In particolare, una sera eravamo ad una serata sulla spiaggia ed eravamo tutti alticci, e io non sono riuscita a trattenermi nel saltargli addosso.
Abbiamo passato quella notte insieme e da allora non ci siamo più visti.

Ad un tratto tra gli ultimi banchi riesco ad intravederlo, intento a cercare di scrivere qualche appunto sul pc.
Finita la lezione mi avvicino al suo banco mentre lui è ancora indaffarato a conservare nello zaino tutte le sue cose.
"Ehi!" Esordisco
"Oi Giulia! Come va?" Mi dà due baci sulle guance.
"Bene dai, anche se oggi non ho seguito neanche una parola del prof per quanto sono stanca, e tu? Non ci siamo più visti da quest'estate!"
"Lo so è vero, sono partito con i miei amici per due settimane dopo quella sera.
Se ti va a pomeriggio possiamo guardare insieme gli appunti di oggi, io sono riuscito a scrivere qualcosa qua e là. Se ti va di venire da me sono a casa con mio fratello a pomeriggio"
"Si dai, volentieri!"
Mi faccio lasciare il suo indirizzo di casa e ci salutiamo velocemente.
Mentre tornavo a casa ripensavo a quella sera di quest'estate. A quanto erano morbide le sue labbra e ai nostri corpi che si strusciavano l'un l'altro sulla sabbia.
Probabilmente sarà stata solo una cosa che è finita lì, senza futuro. Penso
Ma dentro di me un nodo mi avvolge lo stomaco quando ci ripenso.

Nel primo pomeriggio mi arriva un suo messaggio su WhatsApp "allora per pomeriggio ti aspetto, ci conto ;)"
Cerco di nascondere il mio entusiasmo dietro ad un "certo, per le 17 sono da te" e ad uno smile.

Nel tragitto per casa di Luca, mille pensieri mi martellavano la testa, cosa succederà? Io comunque ero preparata per tutte le varie occasioni.
Avevo indossato la mia biancheria in pizzo nero preferita, o meglio, solo il perizoma, perché odio portare il reggiseno.
Porto una seconda/terza di seno, ma è talmente sodo che non ho bisogno di un reggiseno stretto e fastidioso per tenerle su.
Quindi, ho indossato solo la mia felpa grigia preferita, il perizoma nero e una minigonna di jeans che metteva in risalto le mie lunghe gambe ancora abbronzate dalle giornate trascorse in spiaggia.

Alle 17 e qualcosa ho suonato alla porta del condomino in cui abita Luca, e con mio grande e visibile stupore mi ha aperto suo fratello.
Stupore perché tutto mi aspettavo, fuorché il fatto che fossero gemelli.
Era identico a Luca. Era alto, aveva gli occhi verde/castano, lo stesso naso e le stesse labbra. Aveva anche lo stesso taglio di capelli, biondo scuro e rasati, come piacciono a me.
"Ciao, tu devi essere Giulia! Mio fratello sta arrivando, è andato a comprare una roba qui vicino. Io sono Andrea, entra pure".
Ci sediamo sul divano e iniziamo a parlare del più e del meno.
Sento il mio perizoma che nel frattempo era già bagnato: se prima ero innamorata solo di Luca, mi ritrovavo ad esserlo anche del suo gemello.
Le conversazioni continuavano e Luca tardava ad arrivare, così Andrea si alza dal divano e va in cucina per poi tornare con due calici di vino e una bottiglia di rosso nell'altra mano.
"Nell'attesa beviamo qualcosa ti va?".
"Si dai, perché no"

Dopo il primo bicchiere di vino ero già molto più a mio agio e sistemandomi sul divano con una gamba incrociata e l'altra dritta verso Andrea ho iniziato a raccontare la mia estate, alle notti insonni passate a ballare con le amiche e con gli amici e di come avevo conosciuto suo fratello Luca.
Andrea, mentre sorseggiava il suo secondo bicchiere, mi guardava con un sorrisetto malizioso, come se sapesse della nostra notte passata sulla spiaggia.
Io arrossisco e lui mi riempie di nuovo il bicchiere, lascia la bottiglia sul tavolino difronte a noi e posa la sua mano sulla mia coscia, guarda le mie gambe e mi dice "sei ancora molto abbronzata, ti devi essere impegnata molto quest'estate a prendere il sole". Mi metto a ridere, un po' per l'imbarazzo, un po' perchè il mio perizoma era sempre più bagnato.
Inizia a muovere alla mano a carezzarmi la coscia e sento qualcosa dentro di me che stava per esplodere.
Stavo per saltagli addosso letteralmente ma mi ha fermata il rumore della porta di casa che si apriva.
Era Luca che era arrivato a casa. Finalmente (?).
Ci vede lì sul divano e Andrea, che continuava a tenere la mano sulla mia gamba, lo saluta e dice "ehi Lu siamo qui ad aspettarti dal un pezzo che fine hai fatto? Ci siamo scolati due bicchieri di vino nel frattempo, vieni qui che ne è rimasto ancora un po' per te."
Io ero sconvolta, non sapevo come comportarmi, Luca era tornato a casa e mi aveva trovato seduta sul divano di casa sia a bere vino e con una mano di suo fratello sulla mia coscia.
"Ciao Giuli, fatemi un po' di spazio".
Mi avvicino ancora di più ad Andrea sul divano per fare spazio anche a Luca. Eravamo tutti e tre seduti su quel divano, appiccicati perché era un divano da due posti, con una mano di Andrea che continuava a strofinarmi la coscia, Luca che si versava del vino e che pareva quasi non gli importasse che suo fratello mi stesse toccando in quel modo.
"Stavamo parlando di quest'estate e di come vi siate divertiti con il vostro gruppetto" spiega Andrea a Luca "non mi avevi detto che era così carina Giulia quando mi hai raccontato della notte in cui avete scopato sulla spiaggia".
Queste parole mi hanno fatta arrossire per la vergogna, ero veramente imbarazzata. Non riuscivo neanche a dire una parola, ero incredula.
"Vero?" risponde Luca "e devi vedere quando si eccita, diventa insaziabile" e mi allunga un braccio dietro al collo.
Il cuore mi batteva a mille, non riuscivo a realizzare cosa stesse succedendo. Non capivo se erano pazzi, se stavano scherzando o se si volevano divertire.
Dopo l'affermazione di Luca vedo Andrea che era diventato più serio e la sua mano iniziava a muoversi sempre più veloce e dalla gamba la porta sul mio seno, mi afferra una tetta e me la stringe forte "quindi diventi insaziabile?" Mi sussurra in un orecchio. Io continuavo ad essere immobile senza spiccicare parola.
Luca nel frattempo mi prende una mano e se la porta sui suoi pantaloni all'altezza del cazzo. Lo sento sotto la mia mano indurirsi pian piano e sento dentro di me una sensazione inspiegabile.
Andrea, che continuava a stringermi la tetta, inizia a darmi baci sul collo, lenti e sensuali.
Non capivo più niente.
Luca si alza si inginocchia davanti a me, afferra la mia gonna, mi guarda e mi chiede "ti va di provare una cosa a tre?" Senza neanche pensarci due volte lo guardo negli occhi e faccio cenno di sì con la testa.
Mi sbottona la gonna e me la sfila, mi allarga le gambe e mi invia a baciare l'interno coscia.
Andrea nel frattempo mi sfila la felpa scoprendo i miei seni e inizia a succhiarmi i capezzoli.
Luca piano piano sale lungo la coscia, mi scosta il perizoma e inizia a leccare la mia figa ormai bagnatissima.
Ero seduta su quel divano con le gambe aperte mentre Luca mi leccava la figa e mi mandava completamente in tilt con la sua lingua che la ispezionava veloce come se stesse per perdere un treno, Andrea nel frattempo si alza in piedi, si sfila jeans e mutande e ai mette a cavalcioni su di me portandomi il suo cazzo duro in bocca.
Inizio a succhiarlo, su e giù, lo riempio di saliva per facilitare il tutto e involontariamente mi ritrovo ad andare a tempo con Luca che mi leccava la figa.
Sento Luca che mentre continua a leccare mi infila due dita dentro.
Stavo godendo come non mai.
Riempio la sua bocca con il mio orgasmo mentre continuo a succhiare il cazzo di Andrea che diventava sempre più grosso e duro.
Ad un certo punto Andrea leva il suo cazzo dalla mia bocca mi prende per le braccia e mi aiuta ad alzarmi.
Eravamo tutti e tre completamente nudi in piedi in mezzo al salotto della loro casa.
Andrea inizia a baciarmi con passione, mi solleva una gamba e mi fa appoggiare il piede sul tavolino dove era poggiata la bottiglia di vino ormai vuota. Luca nel frattempo si mette dietro di me, si inginocchia e inserisce la sua lingua fra i glutei: inizia a leccarmi ovunque, tutta la figa, da cima a fondo, dal clitoride fino al buco del culo. Ad un certo punto cerca di infilarmi un dito nel culo.
Io non lo avevo mai fatto anale, infatti riusciva ad inserire un dito a malapena.
Continua a spingere, leccare e spingere.
Finché, con una spinta un po' più forte non è riuscito ad entrare con due dita. Ha iniziato a dilatarmi il buco del culo con una mano mentre con la lingua continuava a leccarlo e per l'eccitazione con l'altra mano mi ha schiaffeggiato fortissimo il culo facendomi urlare di piacere.
Andrea nel frattempo continuava a baciarmi mentre mi stimolava il clitoride come un pazzo.
"Hai mai fatto una doppia penetrazione?"
Riesco a sussurrare un "no" tra un bacio e l'altro e aggiungo "ma c'è sempre una prima volta".
A queste parole Luca di rialza in piedi, sfila le sue dita dal mio ano e Andrea mi prende per le gambe, mi solleva e mi inserisce dritta il suo pene dentro, inizio a muovermi e a godere, nel frattempo Luca da dietro mette la sua cappella vicino al mio ano, un'altra leccatina per lubrificarlo e con una spinta secca mi inizia a penetrare anche da dietro.
Ero piena. Avevo dentro la mia vagina Andrea e dentro al mio ano Luca. Avevo i due gemelli dentro di me.
Mi muovevo come se non fosse la prima volta che provavo un'esperienza del genere.
Mi muovevo su e giù.
Sentivo il mio clitoride strusciare su Andrea che mi penetrava e mi muoveva accompagnandomi con le sue mani sui miei glutei.
Ormai avevo perso il conto dei miei orgasmi.
Luca inizia da dietro inizia a lanciare dei mormorii, finché non sento un sospiro e il mio ano riempirsi di sperma.
Lo sentivo scolare, caldo, lungo la mia vagina fino a raggiungere il buco in cui Andrea continuava ancora a penetrare.
Vedo Andrea che spalanca gli occhi, mi guarda, esce da dentro di me e capendo che stava per venire mi inginocchiò subito davanti a lui.
Continua a segarsi velocemente il cazzo sulla mia faccia finché con un sospiro di sollievo non viene anche lui, questa volta nella mia bocca.
Ingoio tutto il suo sperma, era caldo e dolciastro, si avvicina con la bocca al mio viso e mi bacia mentre mi pulisce i contorni delle labbra dal suo sperma.

Mi rialzo in piedi e mi rimetto subito la felpa, quasi a voler coprire qualcosa che ormai non aveva più senso nascondere dopo tutto ciò.
"Sei stata fantastica" mi sussurra all'orecchio Luca mentre mi abbraccia da dietro e strusciandomi ancora il suo cazzo sul culo.
Sorrido.
Ci rivestiamo in silenzio quasi imbarazzante. Poi, come se nulla fosse, Luca mi prende per mano e mi dice "vieni in camera mia che ti passo gli appunti di oggi." E ce ne andiamo lasciando Andrea li in salotto che risistemava un po' il divano.

Quella sera tornando a casa cercare di realizzare l'accaduto, ho fatto tutta la strada a piedi anche se le mie gambe erano un po' doloranti e il mio ano molto indolenzito.
Camminavo e ripensavo a tutto, prendo il telefono per dare un'occhiata alle notifiche e noto che Luca mi aveva mandato un messaggio "è stato bellissimo. Spero lo sia stato anche per te. Ci vediamo domani in classe, mi raccomando, cerca di non prendere appunti nenanche domani così dovrai venire da me un'altra volta ;)"

Fatemi sapere se vi è piaciuta la mia esperienza, mi scuso per eventuali errori di battitura, e soprattutto fatemi sapere se volete sentire gli sviluppi della mia "storia con i gemelli".

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