Una vecchia amica, una nuova piacevole scoperta. Solo, in casa sua

Scritto da , il 2019-10-10, genere dominazione

DISCLAIMER: NARRAZIONE DI PURA FANTASIA, NOMI, LUOGHI, PERSONAGGI E’ TUTTO INVENTATO.
Prefazione: l’inizio porta a pensare che sia un racconto di un certo tipo, ma doveva per forza iniziare così per dare un senso al seguito. È piuttosto lungo, ma io preferisco perdermi nei dettagli dei racconti piuttosto che andare al sodo “e se la chiavo”. Se vi fa fatica leggere cercate altro. Diversamente, buona lettura.
Conoscevo Ely da molto tempo, anzi, direi da quando eravamo bambini. Cresciuti insieme nella metropoli cittadina nei dintorni di Firenze ci si incontrava spesso. Abitava nel mio stesso palazzo e gli incontri erano e la confidenza erano la routine ed il piacere. Lei con i suoi interessi, io con i miei, in comune poco. Per un brevissimo lasso di tempo la nostra amicizia era diventata qualcosa di più, ma niente di che…qualche carezza, qualche bacio, la fugace scoperta del sesso che ancora dovevamo capire cosa era e quanto poi ci sarebbe piaciuto. Avvenne quasi per caso…rimasti da soli in casa sua come tante altre volte. Eravamo in camera sua a giocare quando andò in bagno lasciandomi li. Dopo qualche minuto, non vedendola tornare andai a vedere se ci fossero problemi… la porta non era completamente chiusa e, con estrema naturalezza l’aprii per vedere se lei era dentro. La trovai in piedi con le mutandine abbassate che si guardava la passerina . “tuto bene ? “ le chiesi… Lei si volto verso di me sorpresa della mia presenza e, rispose “si, si, ora arrivo” Tornai quindi in camera chiedendomi cosa stesse combinando…era l’età in cui non si capisce molto dello sviluppo e gli ormoni ancora non sono impazziti. Dopo pochi istanti arrivò lei, e, sorridendo mi disse che gli pizzicava il sesso, e non capiva cosa poteva essere “mi dai un occhiata se vedi qualcosa?” senza problemi accettai…Lei si abbasso pantaloni e slip mettendosi a nudo davanti a me. Scesi in basso con la testa per guardarle in mezzo ai quei giovani peli. Con fare naturale allungai le mani e con delicatezza gli allargai le labbra che formavano il suo sesso ma non vi trovai niente di strano…lei si mise a ridere “mi fai il solletico scemo!” io allora preso dal gioco insistetti continuando a palpargliela giocherellando con i diti insinunadomi nella sua sretta fessura. Lei allora arretro e si butto sul letto esponendosi seminuda. Mi stesi accanto a lei ed iniziai a baciarla ed accarezzarla come avevo visto fare ai grandi, ma ben presto si lascio perdere visto che non ci si capiva nulla entrambi e non vi era soddisfazione ma quasi noia. Si ritirò su i vestiti e si tornò a fare quello che avevamo interrotto. Non capitò più niente di simile sia perché le nostre strade col tempo si diviserò e per i diversi interessi che avevamo ma tutto sommato siamo rimasti sempre comunque in buoni rapporti. Avevamo contatti differenti e poco in comune tranne la nostra amicizia che rimaneva nel tempo. Ogni tanto ci si sentiva , uno scambio di messaggi e ppoi di nuovo silenzio. Un giorno mi arriva un sms che mi dice “hey bello, ho bisogno di un favore, devo montare un mobile di Ikea che ho comprato ieri …mi dai un mano ?” “certo bischera” , le scrivo io… “come sei messa domani pomeriggio?” “dai, perfetto! Sei troppo gentile, ci si vede a casa mia alle 16.30” “ok, fai la brava! “ risposi. Come scritto, con Ely era un rapporto di amicizia di lunga data, e non avevo alcun interesse verso di lei se non di reale amicizia. Il sesso, con lei era l’ultimo dei miei pensieri. Sarebbe stato curioso rivederla, era anni che non la vedevo e non immaginavo come potesse essere cambiata. Il giorno dopo puntualmente ero a casa sua…suonai il citofono ma nessuna risposta…allora la chiamo sul cellulare “Ely, ma in do sei ?”….”maremma…sono in ritardo, scusami…volevo avvisarti…guarda, fai una cosa, suona alla mia vicina e fatti dare le chiavi, l’avviso che andrai a prenderle…scusamiiiiii” e chiuse la comunicazione…la solita rintronata, pensai io. Suonai quindi il campanello della tipa che abita accanto a lei. “si, venga, mi ha appena chiamata, cosi le do le chiavi…” presi il mazzo e ringraziando andai verso la porta di casa di Ely. Mi faceva uno strano effetto entrare in casa sua da solo…eravamo in confidenza, ma era comunque casa sua, la sua provacy! Entrai e mi chiusi la porta alle spalle. Inizia ad orientarmi per capire dove fosse il mobile da montare…apro la porta e mi ritrovo nella sala…niente, nessuna traccia. Apro l’altra porta e sono nella sua camera. “eccolo il mobile”…tanti cartoni con i pezzi da montare. Appoggio la mia giacca e la borsa con gli arnesi e mi appresto a sconfezionare il kit di Ikea… il solito mobile di legno, soliti ripiani, soliti viti e aggeggi vari. Appoggio il tutto in terra, inavvertitamente pero do un calcio alla busta con le minuterie, busta che finisce sotto il suo letto. Cerco con le mani di riprenderla ma non la vedo…dalla borse degli arnesi prendo pila e guardo sotto…eccola, la busta. Ma un'altra cosa cattura la mai attenzione…una valigetta tipo 24 ore…si sa, la curiosità è una brutta bestia…quindi la tiro fuori per sbirciarci dentro. Non pensavo che mi sarei trovato davanti agli occhi delle manette, cazzi finti di varia misura, dei frustini….un kit completo per la perversione! “anvedi che maialina !” pensai… E li scattò l’idea, porca. Visto che gli piace questo genere…bene, l’accontento io ! inizia ad eccitarmi all’idea che al suo arrivo avrei finto un sequestro e l’avrei fatta spogliare. Sta volta, la passerina, l’avrei mangiata non solo toccata”. Tirai fuori tutto il necessario dalla valigetta e lo nascosi a portata di mano cercando di restare lucido.Il sangue era sceso tutto al cazzo abbandonando la testa facendomi eprdere per qualche istante la lucidità necessaria… Ripresi quindi a fare il mio lavoro, questo non prima di averle mandato un messaggio “ allora sono dentro, sto montando il mobile…quando arrivi ? che devo fare tutto io  ?” la risposta immediata: “10 minuti e ci sono! Saprò farmi perdonare ;-) !” In attesa che arrivi io preparo la scena…oltre ai suoi strumenti preparo della corda e del nastro di tela con cui le tapperò la bocca. Per ultimo razzolo nel suo cassettone e recupero un paio dei suoi slip….ormai sono fuori controllo…inizio a sentire l’eccitazione che mi prende tutto. Ci siamo, è quasi il momento.sento dei passi dietro la porta di casa…mi nascondo dietro la porta di camera sua… i passi vengono verso li “hey, dove sei ? “ mi chiama ed io non rispondo di proposito… entra in camera. In un secondo le sono dietro e con una mano le tappo la bocca per impedire che urli, con l’altra le prendo un braccio che le giro dietro “sorpresa” le dico “facciamo un giochino ? ma tu pero devi stare buona…” e cosi dicendo le strattono il braccio…lei mormora ma non cerca di sfuggire “brava Ely, così….” La tiro verso di me. “da brava, metti le mani dietro, non voglio farti del male”. Lei obbedisce , io le metto le sue manette e le blocco i polsi, poi prendo i suoi slip che avevo preparato tento d'infilarglieli in bocca “dai, non opporre resistenza…tanto vinco io” Ely allenta e lascia che io possa aprirgli la bocca assicurandomi che le mutandine siano completamente dentro la sua cavità orale. “ora tienile li e non le sputare altrimenti sono botte” . le giro intorno, e finalmente la posso vedere di fronte. Era diventata una bella 45 enne…un viso che non dimostrava la sua età Il corpo curato, longilineo e affusolato. Prendo lo scotch, ne strappo un pezzo piuttosto lungo e lo passo sulla sua bocca per evitare che possa sputare le mutandine. Quindi le bisbiglio in un orecchio con un tono misto fra suadente e maniaco…”ho trovato la tua valigetta….penso di sapere quello che ti piace… posso accontentarti ? domanda retorica tanto non mi aspettavo risposta da lei…. “vediamo come sei diventata da quella volta che ti stendesti mezza nuda sul tuo letto..” e mi venne da sorridere. I suoi occhi , a sua volta, non trasmettevano paura ma , mi sembrava, complicità. Mi feci coraggio e inizia sbottonandogli la camicetta… subito apparve un reggiseno che conteneva due seni non voluminosi , una seconda, forse. Lo sganciai per liberare le sue poppe..erano bellissime, sode e della dimensione che piaceva a me. Le presi entrambe in mano tastandogliele con piacere…I suoi capezzoli immediatamente risposero al mio tocco ergendosi con fierezza. Le mie mani dopo aver dato una strizzatina a tanto ben di Dio ripresero il percorso verso il basso….in pochi istanti erano all’elastico della sua gonna. Infilai le dita e la portai in giù scoprendo le sue mutandine. Gli feci alzare prima una gamba e poi l’altra e le sfilai completamente la gonna. Le sue gambe nude con quello slippino erano una cosa indescrivibilmente godurioso ed arrapante. Era davanti a me, 1.65 di ragazza che era tutta da vedersi e godersi. Mi abbassai davanti al suo pube, e senza levare gli slip iniziai a stuzzicarle il sesso prima dal basso verso l'alto e poi dai lati. I diti si avvicinavano, la toccavano appena e poi si ritiravano. Mi piaceva solleticarla, farla ansimare. Ne sfioravo il tessuto con delicatezza e lei vibrava ad ogni mio tocco. Decisi di andare oltre. L’accompagnai verso il letto dove la feci sedere. Apri una delle manette liberandogli un polso. Nel farlo le dissi…."sei vuoi scappare questo è il momento giusto"…ma lei non tentò nemmeno la fuga rimanendo invece ferma ed in attesa degli eventi. Liberai anche l’altro polso e così le sfilai la camicetta ed il reggiseno scoprendola completamente. Il suo torace era nudo e facevo fatica a staccargli gli occhi di dosso… il suo seno fiero si proponeva in avanti calamitando le mie emozioni. La feci coricare e con la corda le legai i polsi agli angoli del letto. Ora, come molti anni prima era di nuovo nuda di fronte a me, ma, con la differenza che era sotto il mio controllo, che era donna. Era Completamente nuda fatto salvo il leggero tessuto che ne copriva il sesso. Mi misi in ginocchio di fianco a lei e con le dita iniziai a disegnare dei cerchi intorno ai suoi seni, poi il ventre, giu giu fino al sesso. Con delicatezza iniziai a percorrere tutto il bordo dello slip, seguendo il sottile lembo che separava il tessuto dalla pelle, più volte, fino ad insinuare un dito fra l’inguine e le sue grandi labbra, dito che poi lentamente vi affondò. Era bagnata, gli umori l’avevano resa fradicia e lasciva. Scopri in quell’istante che, non solo Ely era passionale e goduriosa ma anche che la sua fica era liscia, impeccabilmente liscia. Tolsi il dito dal dentro di lei e con grande eccitazione le sfilai le mutandine. Il suo pube si rivelo a me in tutta la sua bellezza. Il sesso, depilato, dischiuso brillava dei suoi umori. Il suo monte di venere completava la sua bellezza. Afferrai prima una gamba, e poi l’altra, per legarle , come i polsi, agli angoli del letto. Indietreggiai e mi soffermai ad ammirare la posizione di Ely, cosi bella e cosi appetibile. I suoi occhi mi fissavano, ma senza disprezzo od odio, piuttosto vi era una latente lussuria che urlava di piacere senza emettere parola. Presi uno dei suoi vibratori, l’appoggiai al sesso che si dischiuse con facilità alla sua spinta ed al suo passaggio, accogliendolo completamente. L’accesi ed il ronzio del motorino al suo interno ruppe il silenzio della stanza. Mentre le stimolavo la fica mi piegai su di lei e mi attaccai al suo capezzolo, leccandolo e ciucciandolo. Ben preso Ely inizio ad agitarsi ed a ansimare, il suo ritmo respiratorio divenne rapido, era quasi all’orgasmo. Sadicamente rallentai la stimolazione per poter far durare più a lungo questo momento. Spensi del tutto il vibratore e gli dissi “questo momento non può essere suo, ma mio” cosi dicendo portai la mia bocca sulla sua fica, e con saggi colpi di lingua che la penetrarono e leccarono in tutti i sensi lei mugolando come una belva venne. Il suo corpo si protese mettendo in tensione le corde e facendo sobbalzare il letto. Furono istanti lunghissimi seguiti da un silenzio di piacere. Mi coricai accanto a lei accarezzandogli i capelli ed ascoltandone il respiro. Era stato incredibile vederla godere sotto le mie mani. Lasciandola ancora legata, anche se blandamente, le tolsi il nastro dalla bocca e sfilai gli slip che ormai erano zuppi di saliva. Lentamente si tornava alla normalità. Aspettai le sue prime parole non sapendo se mi ero giocato la sua amicizia o se era nato un qualcosa di nuovo. Ma lei per diversi minuti non disse niente ; Poi, finalmente “cosa aspetti a slegarmi ? vuoi farmi passare la serata qui ?” il tono era disteso ed ironico. Più rilassato e con meno sensi di colpa le slegai i polsi e le caviglie. Si tiro su, si mise in ginocchio sul letto scostando i capelli e guardandomi fisso in maniera seria. Poi solo 5 parole: “stenditi, ora tocca a te”.

Ely non esiste, se non nella mia fantasia. Ely è il classico sogno erotico di ogni maschietto. Vi chiederete perchè non l’ha chiavata…beh, perché penso che la donna va goduta e fatta godere, mai violentata. Onore a tutte le Ely del mondo.

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