Modalità di pagamento

Scritto da , il 2019-10-07, genere orge

Paola era una signora sui cinquant'anni, separata da poco dal marito. Questi, direttore di un supermercato, aveva preso una sbandata per una cassiera vent'anni più giovane e se n'era andato di casa. Paola non aveva fatto drammi: tranquilla e disincantata per natura, non era stata sorpresa dall'avvenimento e si era adattata rapidamente alla vita da single. C'era solo un problema: avendo sempre potuto contare sul ricco stipendio del marito non era abituata a fare attenzione alle spese; inoltre l'assegno dell'ex non era sempre puntuale, come spesso accade, e quasi ogni mese Paola finiva per trovarsi alle strette.
Per le bollette e i negozi aveva trovato un sistema molto semplice: non pagava, aspettando i solleciti fino a quando non arrivava l'assegno. Il giochetto era più difficile con l'affitto, perché il padrone di casa era persona molto volgare e violenta, e Paola ne aveva paura. Per fortuna, se così possiamo dire, era anche un gran porco e lei riusciva a calmarlo con anticipi in natura, cioè facendosi fottere ripetutamente. Un giorno però, mentre si rimetteva l'uccello nelle mutande dopo averla scopata sul tavolo del soggiorno, le disse:
- Va bene la figa, ma 'sto mese voglio anche i soldi. Domani me li devi portare, se no ti sbatto fuori.
- Ma io non li ho! rispose Paola, il mio ex non ha ancora pagato.
- Me ne fotto, fu la replica dell'uomo. Domani devi averli, sennò esci a calci in culo.
- E come faccio?
- E lo chiedi anche? ghignò l'uomo strizzandole le tette. Con due meloni come questi e una figa come la tua te li procuri in un attimo. Vai a battere, no?
- A battere? Credi che non ci ho pensato quando ero senza un soldo? Ma ho paura! I papponi della zona mi ammazzano.
- Guarda, ieri hanno fatto una retata nella zona industriale, per una settimana puoi stare tranquilla che non ci sarà concorrenza (evidentemente era un esperto del settore). Domani voglio i soldi, sennò sono cazzi, ma non quelli che ti piacciono.

Paola aveva paura di andare in strada, ma ne aveva ancor di più dell'uomo. Così la sera indossò una minigonna e un top aderente, mise un pacchetto di fazzolettini e una confezione di profilattici in borsetta e andò a battere nella zona industriale.
Il primo cliente era un signore coi baffi alla guida di una Mercedes che chiese quanto volesse e la caricò senza contrattare minimamente. A Paola sembrò di averlo già visto, ma lui non diede segno di averla riconosciuta. Diede invece molti segni di essere un tipo sbrigativo perché si fermò poco più avanti senza curarsi di essere fuori vista, le diede i soldi e in un attimo le abbassò il sedile, le alzò la gonna, tirò fuori l'uccello già duro e le montò sopra ficcandoglielo dentro senza preservativo. Paola tentò di protestare: non temeva più le gravidanze ma invece molto le malattie. Lui nemmeno rispose e la tenne ferma continuando a pomparle nella figa, sborrandole dentro dopo un paio di minuti. In un baleno si risistemò e la riaccompagnò dove l'aveva presa, quasi buttandola fuori dalla macchina.

Paola si era appena ripresa e si stava pulendo con un fazzolettino quando arrivò il secondo cliente. Era un mingherlino e anche lui sembrò a Paola una faccia nota, ma come il primo cliente non diede segno di riconoscerla. Per il resto si rivelò invece l'opposto dell'altro: guidò con calma scegliendo accuratamente un posto buio, contò meticolosamente i soldi e controllò con cura il profilattico che Paola aveva preso dalla borsetta. Poi tirò fuori un cazzo di dimensioni esagerate: tra il marito, i fidanzati precedenti e tre o quattro amanti occasionali Paola aveva visto un po' di cazzi in vita sua, ma mai niente del genere. Quando la montò, l'uomo dimostrò che quel cazzo oltre che grosso era anche molto bene addestrato perché si muoveva in un modo che, nonostante la situazione, Paola dopo un po' cominciò a trovare molto soddisfacente. Addirittura quando lui venne, un po' si dispiacque perché se fosse andato avanti ancora un minuto sarebbe arrivata a fargli compagnia nell'orgasmo.

Il terzo cliente furono in realtà due clienti: marito e moglie che chiesero una cosa a tre. Eccettuato qualche scambio di ditalini con un paio di amiche quando era ragazzina, Paola non aveva mai avuto esperienze lesbo, né interesse ad averle. Tuttavia si adattò: si sdraiò sul sedile posteriore e la donna le salì a cavalcioni sulla faccia; Paola le leccava la figa mentre riceveva il marito fra le cosce. Anche questi due le erano sembrati persone conosciute, ma pensò che fosse solo un'impressione indotta dalla paura di essere riconosciuta. Il marito venne in pochi minuti e i due se ne andarono.

Ormai aveva incassato quello che le serviva, e Paola si era incamminata verso la macchina quando la raggiunse un furgone. Con sua sorpresa, alla guida c'era il padrone di casa che le ordinò di salire. Raggiunta una zona appartata, l'uomo scese con lei e aprì il portellone: Paola vide sbalordita che all'interno erano stati messi due materassi e la aspettavano l'uomo coi baffi, il mingherlino col cazzone e la coppia. Improvvisamente, vedendoli tutti assieme Paola si ricordò dove li aveva già visti: i tre uomini erano i compagni di poker del padrone di casa e la donna era la moglie in realtà del tipo coi baffi. Paola capì il brutto scherzo che le aveva fatto il padrone di casa e quando lui le ordinò di salire nel furgone capì cosa sarebbe successo adesso. Però siccome nessuno accennò a riprenderle i soldi si fece coraggio, salì e si spogliò come già stavano facendo gli altri. Iniziò così un'orgia nel furgone, coi quattro uomini che si buttarono sulle due donne, fottendole a turno in tutti i modi. Dovevano essersi imbottiti di Viagra e forse anche di qualcos'altro, perché erano instancabili e sempre a cazzo duro. In certi momenti erano i due su ogni donna, con un cazzo in figa e l'altro in bocca; in altri erano in tre su una, riempiendole la figa, il culo e la bocca, mentre il quarto scopava l'altra. Nel furgone si sentivano solo i colpi dei coglioni degli uomini che sbattevano contro le fighe e le natiche delle due donne, i loro ansiti e grugniti di piacere e ogni tanto un urlo femminile quando un cazzo affondava troppo bruscamente in una figa o in un culo.
Alla fine l'orgia si esaurì, quando gli uomini furono troppo esausti dopo aver svuotato i coglioni più volte nelle due donne. Il padrone di casa si rimise alla guida e accompagnò Paola a casa; la donna salì le scale a fatica: non si sentiva più la figa e aveva tutti i muscoli doloranti, i capezzoli lividi, il culo in fiamme, nella bocca sapore di sperma.
Prese una tachipirina e andò subito a letto, dove piombò nel sonno. Il mattino dopo, ancora dolorante, rimase a letto e rifletté a lungo sulla vicenda, prendendo alcune decisioni: cambiò casa, costrinse l'ex marito a essere più puntuale con l'assegno e cominciò a fare attenzione alle spese.

La sua vita migliorò parecchio: si vede che certe esperienze sono veramente istruttive. Mi dicono però che ogni tanto, quando vuole togliersi qualche sfizio, la sera prende ancora quella minigonna e quel top ed esce a fare un giro.

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