Le voglie di Eva

Scritto da , il 2019-09-12, genere dominazione

Ciao, sono Eva e sono qui perché ho deciso di raccontarvi la mia storia. Bè per prima cosa partiamo dalla presentazione; sono una ragazza che ha superato la ventina da poco, alta il giusto, formosa e con una chioma di capelli ricci e neri come la pece. La mia vita è molto semplice, eseguo un lavoro d’ufficio e vivo con i miei genitori. Sicuramente vi starete chiedendo cosa ci può essere di così sconvolgente nella vita di una semplice ragazza di 23 anni.
Bene ora vi spiego tutto! Partiamo dall’inizio…. La mia vita è rimasta lineare e normale fino a quando il mondo del sesso non entrato a far parte di essa. Sono stata una ragazza molto lenta in questo ma posso dire, e voi capirete a tempo debito, che ho recuperato molto in fretta. Non ho avuto esperienze di questo tipo fino a quando per puro caso, spinta dai miei genitori e dalle mie amiche sono uscita con un ragazzo molto più grande di me di nome Francesco. Fino a quel giorno io non avevo nemmeno dato un bacio. Bè da quella sera cambiò tutto.
Vi starete chiedendo com’era? Molto alto, con delle braccia possenti, molto tatuato e con un culo pauroso. Io rimasi colpita fin da subito dalla sua gentilezza, mi sapeva ascoltare e per la prima volta nella mia vita mi sono sentita viva. Era una sensazione talmente bella che non passò molto e mi innamorai di lui. Uscimmo tutti i giorni dopo quella sera e non molto tempo dopo, circa dieci giorni, successe ciò che diede inizio al cosiddetto effetto domino.
Era una sera molto tardi, eravamo fuori in macchina quando ad un certo punto lui con fare molto convinto mi disse: “Eva, è ora che ti mosti anche questo lato di me!” io rimasi confusa sull’attimo ma non ci misi molto tempo a capire cosa stava per accadere. Con fare molto esperto, si slaccio la cintura legandomela ai polsi, molto stretta, mi legò i capelli in uno chignon e si slaccio i pantaloni calandoli abbastanza da fare uscire il suo pene. Io da ragazza completamente inesperta iniziai a pensare a cosa sarebbe successo, a cosa avrei dovuto fare e soprattutto a com’era possibile che il mio corpo fremesse e desiderasse tutto quello che stava succedendo. Mi prese per le braccia legate e alzandole mi abbasso la testa ad una distanza praticamente inesistente al suo pene. Con tono deciso disse: “ora fai il tuo dovere, succhialo fino a farmi esplodere nella tua bocca troia”. non so come quelle parole mi creassero disagio e desiderio nello stesso tempo, ma non riuscii a pensarci molto dato che lui mi aveva già spinto il suo pene dentro la bocca. Feci ciò che disse alla lettera, iniziai a succhiarlo salendo e scendendo sempre più velocemente, lui seguiva il mio ritmo con il suo bacino e con tramite i miei capelli tirando mentre salivo e viceversa mentre scendevo. Quando mancava poco prima che venisse lui mi tirò verso di lui e disse: “ora tocca a me piccola stronza!”. Non sapendo cosa mi spettasse il desiderio e il disagio aumentarono proporzionalmente.
Apri la cintura che era legata ai miei polsi per legarmi alla maniglia del passeggero. Mi prese le gambe e portò verso di lui. Con fare deciso e svelto mi tolse i sandali e dopo aver guardato accuratamente i miei piedi iniziò a sfiorarli delicatamente con una mano mentre con l’altra si iniziò a segare. Dopo qualche secondo smise di fare ciò che stava facendo, mi alzò la gonna e mi strappò le mutandine, io ero già completamente bagnata a quel punto. Leccò le mutande e poi le fece leccare anche a me, entrando con mezza mano nella mia bocca. In quel preciso momento iniziò a leccarmi i piedi. La mia mente non era d’accordo con il mio corpo che rispondeva perfettamente a quello che stava succedendo, ero completamente confusa e psicologicamente disgustata da quella scena e dal mio corpo. Mi aprì le gambe in modo violento mettendomi una dietro il suo sedile e l’altra dietro il volante. Mentre leccava i miei piedi in modo dannatamente perfetto includendo le dita ed io ero praticamente al limite, le dita della sua mano di avvicinarono alla mia vagina, iniziò lentamente con movimenti circolari sul clitoride costringendomi ad urlare. Si fermò all’istante e mi disse: “tu urli solo se te lo dico io”, così dicendo mi infilò le mutande in bocca. era di nuovo sul mio clitoride, e nonostante non lo avesse mai toccato sapeva già come rispondeva, è stato più volte sul punto di farmi venire e si è fermato tornando a masturbarsi e ad accarezzare i miei piedi. ad un certo punto mise i miei piedi sul suo pene invitandomi a masturbarlo con essi, io non esitai e cominciai ad eseguire ciò che mi aveva chiesto. Lui stava godendo parecchio e io mi ero leggermente calmata, ma lui come se lo sapesse un attimo dopo entrò con il terzo dito della mano destra, non riuscendo a continuare a masturbarlo e lui prese i miei piedi in bocca e continuò lui. A questo punto tutta la sua mano ero dentro di me. Io non potevo urlare a causa delle mutande e lui nel momento prima che venissi uscì. Mi slegò velocemente le braccia, mi tolse le mutande dalla bocca e mi avvicinò nuovamente al suo pene. Io ricominciai a succhiarglielo aumentando sempre di più il ritmo e quando mancava poco alla sua eiaculazione mi prese per i capelli e mi tolse violentemente. Reclinò completamente il sedile del passeggero e mi fece mettere a pancia in su. Al punto in cui eravamo bastava uno sguardo, ed era come se fosse dentro di me. Si mise a cavalcioni sopra di me con il suo pene all’altezza del mio seno. Mi strappò violentemente il top scoprendo la mia quarta di seno priva di reggiseno e soda data l’età. Ricominciò a segarsi guardandomi negli occhi, prese le mie braccia e le mise sopra la mia testa obbligandomi a non muovermi, aumentò il ritmo e poco dopo venne sul mio seno, sulla mia faccia e nella mia bocca. Dopo essere venuto mise il suo pene vicino alla mia bocca e mi disse: “ora puliscimelo troia!”. Feci ciò che mi chiese e non appena il suo pene fu completamente pulito ed ormai non più eretto, mi girò in modo violento mi diede più volte delle forti sculacciate sul sedere che era a novanta e poi entrò nuovamente dentro di me con la sua mano, prima lentamente poi violentemente, uscendo di tanto in tanto massaggiandomi il clitoride. Ormai mancava poco, e fu in quel momento che mi prese per i capelli e aumentò in modo violento la velocità e un momento prima di venire mi disse: “ora puoi urlare”, non passarono due secondi ed io urlai dal piacere.
Ecco da qui, da quella sera tutto ebbe inizio. Più il tempo passava e più tutto questo mi piaceva, più i nostri corpi si incastravano alla perfezione.
Però il tempo passava e questo ormai non mi bastava più.
Era mattino presto, era inverno, io avevo deciso che le cose potevano cambiare, dovevano cambiare.
Con il suo fare esperto lui mi tolse le mutande e le gettò sul pavimento, si tolse le sue mutande e fece lo stesso. Mi baciò in modo molto appassionato e io iniziai a scaldarmi in tutti i sensi. Dalla bocca scese baciandomi il collo, poi il seno, giocando nel modo giusto con i capezzoli, stringendoli tra i denti il tanto che bastava per farmi godere senza farmi male. Scese nuovamente e iniziò a leccarmi prima le ascelle poi la pancia e l’ombelico poi l’interno coscia, senza arrivare alla vagina. Continuò a scendere fino ai piedi baciandoli e leccandoli, succhiando poi un dito alla volta facendo avanti e indietro. Io ero ad un grado di desiderio talmente alto che solo lui poteva farmi raggiungere in così poco tempo. Sapeva come muoversi come se fosse me e sapesse esattamente dove, e come fare per farmi godere.
Si fermò poco dopo e iniziando a segarsi. Poco dopo mi fece sdraiare in modo perpendicolare al letto e lui sopra di me con il suo sedere all’altezza della mia faccia. Disse: “avanti piccola troia stronza fai ciò che io faccio alla perfezione”. A quel punto iniziai a leccare le sue natiche partendo dall’esterno ed avvicinandomi sempre di più al suo ano, gli piaceva e proprio per quello non fece nulla mentre facevo tutto questo, non voleva distrarmi. Quando arrivai al buco iniziai a leccare effettuando dei cerchi e sfiorando di tanto in tanto il buco. Facevo esattamente ciò che voleva, il suo corpo rispondeva in modo perfetto. Lui aveva iniziato a segarsi mentre facevo tutto questo. Ma quando fu sul punto di venire decisi che era arrivato il momento di fare ciò che ormai desideravo da tempo. Smisi di leccare, lui si avvicinò con il sedere alla bocca obbligandomi quasi a farlo, ma io non feci nulla; rimasi immobile. Era talmente infuriato e arrabbiato dato che non capiva cosa stava succedendo, che decise di spostarsi. Nell’istante in cui si tolse per poter vedermi in faccio io mi alzai al suo stesso livello, eravamo entrambi in ginocchio, uno difronte all’altro. Lui non fece in tempo a fare nulla, io lo spinsi sul letto, gli bloccai le braccia con tutta la forza che avevo e feci entrare il suo pene della mia vagina. Fu tutto talmente veloce che non ebbe il tempo di dire nulla, quando fu sul punto di dire qualcosa la mia mano era già alla sua gola, spingeva il giusto per impedirgli di parlare ma per permettergli di respirare. Il suo sguardo era confuso all’inizio anche se non sembrava dispiacergli. Iniziai a cavalcare sempre più velocemente, sempre di più, aumentando di tanto in tanto la stretta al collo, ed esattamente un attimo prima che lui raggiungesse l’orgasmo gli dissi:” io sarò pure la tua troia, ma tu da oggi sarai il mio giocattolo preferito!” lui rimase sconvolto dalla mia frase e con una mossa molto veloce ribalto la situazione, lui sopra di me con la sua mano sul mio collo, premeva forte, mentre mi mordicchiava i capezzoli e spingeva sempre più forte dentro di me. ed ecco che un attimo prima che entrambi raggiungiamo l’orgasmo io presi il suo collo e iniziai a stringere. Lui uscì velocemente da me e in quell’istante gli dissi: “ora tu me la leccherai finché non riuscirai più muovere la lingua, solo allora potrai fermarti”. Lui fece ciò che gli avevo chiesto, mi apri le gambe con violenza e iniziò a leccare in modo talmente perfetto che poco dopo ero già venuta la prima volta. Continuò per circa venti minuti e io venni svariate volte, ad un certo punto lui fece come per fermarsi ed io sempre con la stessa violenza con cui mi muoveva lui, mi misi al contrario sopra di lui, la mia faccia sul suo pene e la mia vagina sulla sua bocca. Iniziai a masturbarlo nuovamente, sembrava che stesse per esplodergli, aumentavo e rallentavo, non volevo farlo venire. Nel frattempo spingevo la mia vagina sulla sua faccia, in quell’istante lui smise di leccarmi il clitoride e si spostò verso dietro iniziando a fare esattamente quello che avevo fatto prima io con il suo ano, movimenti perfettamente circolari sfiorando il giusto il buco, appoggiandoci appena la punta della lingua. Era nuovamente dentro di me con la sua mano, e mentre ero sul punto di venire nuovamente, decisi che era giunto il momento di fare lo stesso con lui. Non rallentai e mentre io venivo con la sua mano dentro di me e la sua lingua che procedeva avanti e indietro sul mio ano, lui era venuto nella mia bocca.
Ecco questa è la storia, la mia storia.
Quella di una ragazza di poco più di 20 anni che voleva essere dominata ma allo stesso tempo era in grado di dominare.

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