Avventura in hotel - terza parte

Scritto da , il 2019-09-12, genere sadomaso

Segue da : avventura in hotel – seconda parte

La prima e seconda parte è archiviata in dominazione, questa e le seguenti parti sono invece in questa categoria in quanto la storia è virata verso questo genere.

Prologo: la coppia torna in camera per passare la notte, ma invece le cose non vanno per il verso giusto e
vengono sequestrati e seviziati…ma è solo l’inizio di un terribile incubo da svegli.

Era ormai tardo pomeriggio.
I ruoli ormai provati da tempo rendevano tutto più scorrevole, senza bisogno di tanti discorsi. Ed anche in
questa sessione non parlarono molto. Era quasi ora di cena e convennero che potevano interrompere il
“gioco” (così chiamavano la loro sessione ) per andare a cena fuori e godersi al meglio il seguito dopo cena.
Nel frattempo aveva incredibilmente smesso di piovere anche se il cielo era sempre plumbeo e chiuso.
Uscirono dalla loro camera e percorsero il corridoio che portava alle scale. Lex fece caso che non c’era
anima viva. Un silenzio incredibile era padrone di tutto. Il piano, come il resto dell’albergo, sembrava
vuoto, fatto salvo per il portiere e loro 2. Notò che una delle porte delle camere in rifacimento non era
stata chiusa completamente, e ci volle sbirciare dentro. Apri lentamente la porta ed i suoi occhi si
illuminarono di piacere….una camera completamente vuota, senza letti ne altro. Nessun suppellettile,
vuota e disponibile… Ma la cosa che più lo stuzzicava era che fatta completamente in legno, no mattoni o
intonaco, legno…era la sua passione. La cosa che gli fece piacere era la struttura che era stata lasciata li da
chi stava eseguendo i lavori…una serie di montanti in legno piuttosto grossi andavano dal pavimento al
soffitto formando una “X” molto invitante per certi “legami”. Penso che magari quella sera avrebbe
cambiato i suoi programmi….ma ora bisognava andare a mangiare e se non si muovevano avrebbero fatto
tardi.
Una cena veloce in una pizzeria li vicino e ben presto furono di ritorno all’albergo. Al rientro fecero caso che
in portineria c’era un cartello: la notte la portineria non era presidiata e in caso di necessità potevano
chiamare un numero telefonico, e con soddisfazione noto anche che sul tabellone delle chiavi non vi erano
caselle vuote, tutte le chiavi erano li attaccate, quindi realizzò che aveva pensato bene, prima:
praticamente in albergo c’erano solo loro due e nemmeno il portiere… situazione davvero strana ma molto
invitante ed eccitante. Avrebbero potuto fare quello che gli pareva nella più totale solitudine di
quell’ambiente a loro estraneo…Lex ebbe quasi un erezione a questo pensiero. Tutto ciò diede ancora più
forza ai suoi nuovi progetti pensati prima di uscire... quella camera vuota sarebbe sto il suo “nuovo set”.
Arrivarono ancora una volta al corridoio che conduceva alla loro camera, e scoprirono che la lampadina,
prima funzionante anche se di luminosità parecchio scarsa adesso non emetteva più luce. Probabilmente si
era bruciata. Dovettero muoversi con cautela, tastando il muro per arrivare alla camera---
porta…muro….porta…muro… porta . Ecco, erano davanti alla loro camera. Una volta trovata la toppa della
porta ed inserita la chiave entrarono in camera. Lex si rese conto che ormai si era fatto tardi, e forse era
caso di andare a dormire piuttosto che riprendere la sessione….avrebbero ripreso la punizione di Eva la
mattina seguente, magari sul presto…Gli sarebbe piaciuto utilizzare subito quella sorta di “X” in quella
camera, ma la stanchezza ed il peso della giornata si facevano sentire. Comunque il “gioco”, la sessione
punitiva, però, non si sarebbe interrotta con la buona notte, ma, riprendendo i propri ruoli, al suo ordine,
lei si rispogliò completamente e, come ordinatole, si fece mettere le manette, un cappuccio sul viso, ed un
bavaglio per poi coricarsi nel letto. Lui le avrebbe dormito accanto. Erano i patti…lei era la sua schiava fino
al termine previsto. E così si addormentarono, nella penombra della loro camera.

Era quasi l’alba quando Lex si svegliò di soprassalto…Qualcosa l’aveva destato dal sonno…un rumore, una
sensazione…non capiva…si giro e vide che Eva non era accanto a lui. Peggio che mai immediatamente Lex
realizzò che era stato legato. Gambe e mani erano bloccate. Iniziò a dimenarsi per cercare di liberarsi ma
non ci riusciva. Improvvisamente una mano gli si parò davanti alla faccia e facendogli respirare del
narcotizzante lo fecero svenire. Si risveglio dopo qualche tempo…non era più nella sua camera legato nel
letto, ma altrove….gli ci volle un po’ a capire…quello che era stata la sua fantasia ora si era trasformata nel
suo incubo…capì infatti di essere nella stanza che lui aveva visto la sera precedente…Ora era
completamente nudo, coricato su una specie di panca, legato mani e piedi, in una posizione che lo
costringeva con il culo esposto. I genitali fuori dalla panca che penzolavano liberamente, la testa
imprigionata in una gogna cosi da tenerla bloccata in modo da poter vedere avanti a se. Era immobile e
non poteva scappare. L’aria gli passava in mezzo alle natiche, facendogli venire i brividi non tanto per la
temperatura dell’aria, ma per come il suo orifizio fosse esposto ed indifeso. E…Davanti a lui Eva, anch’essa
completamente nuda e legata, oscenamente, a quella struttura ad “X” che lui aveva adocchiato prima.
Aveva ancora il cappuccio in testa, le sua braccia e le sue gambe erano spalancate, il suo sesso liscio e
pronunciato ben esposto. Il suo ventre piatto la rendeva cosi bella e sensuale. Non capiva come era finito in
quella situazione, i ricordi erano molto annebbiati. Si ricordava di essere tornato in camera, di essersi
svegliato nella notte ma senza aver la forza di reagire…poi di aver perso i sensi. Ed eccolo li, imprigionato lui
con lei…ma da chi ? perché ?
Ben presto ebbe le risposte che cercava…due persone, un uomo ed una donna, seminudi e con solo delle
vesti di cuoio ed una maschera per non farsi riconoscere, gli si pararono davanti. La veste di lei le lasciava
fuori i seni e la fica, lui invece era quasi completamente coperto, fatto salvo il cazzo, libero e svettante.
Parlo pima lei: “dunque ti piace schiavizzare la tua donna? Ma bravo !...Ti è piaciuto frustarla mentre gli
radevi la fica? Hai buon gusto, ma potevi fare di meglio... sai, vi avevamo notato quando siete arrivati ieri
pomeriggio…la classica coppia venuta in albergo per fare i giochini strani… quelli che prendono la camera
giusto per andarci a fare le loro porcate… Io e lui ci eravamo subito eccitati all’idea di seguirvi e spiarvi. Sai,
eravamo nella stanza accanto e vi si guardava da un buco nella parete…Certo, ne hai di fantasia , proprio un
bel sadico…e lei brava ti accontenta…la schiavetta perfetta…direi quasi una porca! E ora ?? che dici se ora
ci divertiamo un poco anche noi ? “… concluse il discorso dicendo “state tranquilli, non vi faremo del
male….almeno non abbastanza, ma, sicuramente vi ricorderete di questo week end…” Poi parlò
lui….”dai…dai…inizia con le tipa…falla urlare la troietta!!” Lei non si fece pregare due volte…l’aguzzina si
avvicino Eva per testarne le carni… Strizzando la pelle fra le unghie del pollice e l’indice inizio a pizzicarla in
varie parti del corpo, indugiando sui capezzoli ed i fianchi, scendendo quindi verso il sesso rasato di Eva;
Strinse in una morsa tremenda il clitoride e con l’altra mano finì questo primo giro dando un sonoro
schiaffo a mano aperto sul sesso di lei. Eva, dapprima silenziosa, cercando di non dare soddisfazione alla
sua carceriera, sobbalzo e caccio un urlo che risuono in tutta la stanza. L’aguzzina si giro verso di me e con
sguardo beffardo disse “ ah…non vi preoccupate….non ci sente nessuno…siamo gli unici in questo albergo,
e prima di domani nessuno verrà a disturbarci !“…poi, rivolto a Eva : ”urla cara, urla pure quanto vuoi”
disse sogghignando e assestando una seconda e più forte manata sul suo sesso facendo insinuare le dita al
suo interno”. Quindi l’aguzzina si avvicino a lui e disse “ho visto che ti eri attrezzato bene”, “non ti dispiace
se approfitto dei tuoi strumenti, vero ?” Senza attendere risposta, che sarebbe stata comunque inutile, tirò
fuori la borsa che lui aveva portato con tutta l’attrezzatura. L’apri e dopo aver scelto quello che voleva
utilizzare su Eva, la richiuse mostrando a Lex quello che aveva scelto…inizio mostrandogli una frusta con dei
piccoli nodi…si avvicino ad Eva e le disse “ora ci divertiamo ..:” le si mise di lato ed iniziò a frustarla,
dapprima sul ventre, poi su i seni, con colpi sempre più violenti e continui. Presto il corpo di Eva fu
completamente solcato da righe viola che le coprivano tutto il ventre. Ad ogni colpo Eva strillava di dolore,

scossa dai colpi. Fu quindi la volta delle cosce, ma prima di accanircisi l’aguzzina cambio strumento
prendendo una sottile canna di bambù. Si prodigò con colpi precisi sulle cosce della povera ragazza che
ormai era tutto un tremito. I segni rossi erano ormai viola, doloranti. Cercava di non urlare ma non
resisteva a quella sferzate. Non voleva dargli soddisfazione alla sua aguzzina, ma, ancor più, non voleva
nemmeno che lei capisse che dopo il primo spavento questa sensazione lei si era eccitata…era sempre stato
il suo sogno essere la slave di una sconosciuta, ma non l’avevo mai ammesso nemmeno con se stessa.
Soffriva e nello stesso tempo godeva come un indemoniata. Ogni colpo che arrivava le frizzava la pelle, ma
allo stesso tempo le montava il piacere…era madida di sudore e di miele, gli umori le sgorgavano dalle
grandi labbra. Ormai godeva apertamente, senza freni…fino a quando i colpi si concentrarono direttamente
e solamente sulla fica; l’aguzzina, capito che Eva godeva a questo trattamento, decise di fargli passare
questo piacere: gli si mise davanti, e con un frustino sottile inizio a colpire il sesso della poveretta dal basso
verso l’altro, insinuandosi sempre più fra le labbra del suo sesso. Ormai la vulva era viola e gonfia, il piacere
di prima era stato sostituito dal dolore, un dolore atroce che dopo poco diventò ingestibile. I colpi si
concentrarono numerosi, cosi tanti e concentrati in quel solo piccolo target che alla fine Eva perse i sensi.
L’aguzzina, a malincuore dovette interrompere il trattamento su Eva, ci aveva preso gusto. Aveva in serbo
per lei altro.
Per qualche tempo le attenzioni si spostarono su di lui. Lex, imprigionato come era, non solo gli tocco
assistere a tutto quanto accadeva ad Eva, ma era anche oggetto del desiderio del compagno dell’aguzzina.
Lui ancora non l’aveva torturato, si era solo limitato a toccargli il culo e i testicoli mentre Eva veniva
seviziata. L’aguzzina si avvicinò a Lex brandendo un frustino precedentemente utilizzato su di Eva, e,
posizionatasi alle sue spalle, con il culo ben in vista, con la punta del frustino, iniziò a stuzzicargli il culo,
toccando spesso il pertugio come per sfondarlo , entrargli dentro, violentarlo e fargli del male. Dopo
qualche indugio, il frustino si fermo, lei si sposto di lato ed improvvisamente con una staffilata lo fece urlare
di dolore. Dopo la prima molte, tante, altre lo colpirono sul culo rigandolo e massacrandolo, mentre lei gli
diceva “ti piace picchiarla? Eh ?” “ lo sapevi cosa si sente ?” “ti piace pezzo di merda ?” e così continuo a
picchiarlo fino a quasi farlo sanguinare. Poi decise di cambiare giochino…prese un dildo e, puntato al
centro del culo di Lex, lo infilo con decisione ed in un sol colpo dentro . Il dolore fu incredibile, non era mai
stato violato, e non sapeva cosa si provasse. Un bruciore pazzesco lo pervase come a non voler finire. Lei
prese poi a muoverlo avanti e indietro, mimando un rapporto anale…gli aveva sfondato il culo e godeva a
farglielo sentire. Il dildo spanava il suo anfratto, provocandogli fitte di dolore indescrivibili. Smise solo
quando il polso si era stancato di questo movimento… è perché il vero desiderio non era lui, ma era lei, Eva,
il bocconcino che lei voleva mangiare e violare.
Lascio il dildo piantato nel culo di Lex, e per non sentirne i lamenti di lui prese del nastro con cui avvolse
più volte la testa di Lex coprendone la bocca. Felicemente eccitata torno ad occuparsi di Eva che nel
frattempo si era ripresa, od almeno i movimenti del corpo così dimostravano. Eva si muoveva attaccata a
quelle corde, con una sincronia e sinuosità tale da far innescare le più turpi fantasie dell’aguzzina, che,
vendendola muoversi, bloccata ed esposta in quella posizione si stava eccitando a dismisura. Nel frugare
dentro quel borsone era rimasta affascinata da una piccola valigetta metallica. Era un kit per la tortura con
le scosse elettriche molto interessante. L’apri eccitata e ne tiro fuori delle pinzette a coccodrillo con dei fili
attaccati, erano 4; Prese in mano un capezzolo di Eva, e dopo averlo strizzato e sottoposto trazione perché
si ergesse, vi applico la prima pinzetta. La stessa cosa fece con l’altro capezzolo. Si soffermo un attimo a
guardare i capezzoli duri di Eva serrati sotto i piccoli denti di questi coccodrilli. Era uno spettacolo!
L’aguzzina era inebriata da questo spettacolo…ben presto si accorse che la sua fica aveva iniziato a
gocciolare anti e tali gli umori. Il suo cuore batteva a mille….aveva bisogno presto di un orgasmo o sarebbe

esplosa… ma prima doveva completare la preparazione della sua vittima…Quindi si dedico al sesso di
Eva...Con le dita si fece spazio fra le grandi labbra; Le allargò vistosamente esponendole, quindi, le prese
con l’altra mano una per volta tirandole all’esterno, e senza troppi indugi vi applico la terza molletta al
sinistra e l’ultima a destra. Le sue grandi labbra erano serrate come i capezzoli con i piccoli dentini
conficcati nella pelle. Con lo scotch assicurò i fili alle cosce facendo in maniera tale che tenessero la fica ben
aperta distanziando le pinzette fra loro. In tutto questo tempo Eva si era imposta di non urlare mordendosi
le labbra ed accettando il dolore che gli veniva dai capezzoli e dal basso ventre .Nonostante non vedesse
quello che l’aguzzina gli stava facendo sapeva benissimo di cosa si trattava…non l’aveva mai provato ma
l’aveva visto su un documentario, era l’atroce punizione che veniva impartita alle prigioniere politiche in
Cina; Sapeva che era doloroso, ma ancora non sapeva quanto… Soddisfatta, l’aguzzina, accese la
macchinetta che controllava gli impulsi delle scariche elettriche, e, inizio a giocherellare con i tasti….vide
che la ragazza veniva scossa da brividi e tremori, ad ogni scarica lei rispondeva con un fremito violento. Eva
adesso strillava e tremava tutta, i suoi arti si tendevano con violenza, come a cercare una via di fuga. Ma
non le fu possibile scappare, ogni scarica era sempre più dolorosa. Senti che stava per perdere nuovamente
i sensi. L’aguzzina improvvisamente spense la macchinetta per tornare da lei. Raggiunse Eva con nuove e
turpe intenzioni...lasciò le pinzette che serravano la fica al loro posto per avere un facile accesso dentro di
lei, ma stacco una di quelle che mordevano i capezzoli. Al posto della pinzetta attaccò un enorme fallo di
metallo che, al contrario del solito che sono lisci e scivolosi, era pieno di nervature che ne rendevano
difficile l’espulsione da dentro la vagina. Si avvicino al sesso di Eva che era già piuttosto umido e
spalancato, e, lentamente con movimenti rotatori, lo infilò profondamente al suo interno. Tanto era grosso
che la riempi fino allo stremo allargandola senza pietà. Perché non uscisse assolutamente fuori dalla sua
fica lo assicuro con lo scotch con due lunghi pezzi che andavano dalla schiena al ventre, il fallo non sarebbe
uscito e l’avrebbe martorizzata stimolandola senza pieta. Riaccese la macchina: ora le scosse andavano da
dentro la fica al suo esterno. Il sesso era tutta una contrazione , gli umori sgorgavano copiosi, Eva urlava di
piacere e bene presto fu travolta da un orgasmo che mai aveva provato. Continuò a tremare per diversi
minuti mentre l’orgasmo passava.
Si rilasso abbandonando il suo peso sulle corde che la tenevano prigioniera. Era sfinita.
Il compagno dell’aguzzina, fin li rimasto impassibile, passo all’azione avvicinandosi ad Eva. Prima la liberò
dalle pinzette ai seni e alle labbra della fica, quindi dopo aver tolto il nastro, non senza difficoltà la libero
dal dildo che la penetrava. Quindi con delle salviette se ne prese cura asciugandone il sudore e gli umori.
Con un olio particolare si prese cura del corpo di lei. Sembrava volerla rimettere in forze e mettere fine al
suo supplizio, ma non erano le sue reali intenzioni. La preparava invece ad una cruenta tortura ai seni, e
perr ottenere un miglior effetto doveva farla rilassare.. altrimenti non avrebbe sofferto come lui
desiderava. Eva, ci cascò in pieno. Pensava che la sua agonia, ma anche i suoi orgasmi, fossero finiti,
invece…
---
Seguirà parte terza. Se vi è piaciuto, per suggerimenti od insulti  scrivetemi a

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