Il regalo di compleanno di Bruno (2/2)

Scritto da , il 2019-09-11, genere fisting

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“Bruno, … è il mio compleanno e come regalo foglio essere fottuta... Mi hai promesso di essere fistata e quello mi darai” gli urlai presa dalla rabbia.
Stavo in piedi come una bambina in collera che batte i piedi per terra.

Allargai le gambe facendo scorrere le dita sulle labbra della figa e sul clitoride.

"Assaggiami Bruno, sono pronta" dissi

Allungai verso di lui le dita coperte dal mio succo, con le quali mi ero appena massaggiata la figa.

"Dai, assaggiami Bruno, sono pronta. Ribadii, non puoi lasciarmi così.

Bruno si avvicinò a me e gli misi le due dita grondanti in bocca.
Aveva la bocca calda e morbida e succhiava a lungo e con forza entrambe le dita, prima l'una e l'altra. Mentre lo faceva vedevo le mie dita scomparire nella sua bocca e immaginavo come la sua mano fosse scomparsa dentro mi me.

Le mie gambe si aprirono mentre continuava a succhiarmi le dita. Con una mano aveva iniziato a fottermi la figa arrivando a stimolare il punto G e facendomi sbrodolare sempre più.

Nella mia testa avevo un chiodo fisso. Fistami! Entra con le tue mani dentro di me. Non ero in vena di aspettare, e quello che volgio di solito riesco ad ottenerlo!

Mi sono avvicinata a lui e gli ho messo la mia bocca a pochi centimetri dal suo orecchio.

"Sì, fallo Bruno. Ho davvero bisogno di avere le tue mani dentro di me" lo supplicai con un soffio di voce.

“Portami nella camera da letto, voglio che mi possieda sul letto” dissi e gli feci strada.

Sebbene l’appartamento fosse luminoso e arioso, la stanza era buia. Le finestre erano coperte da una spessa tenda viola che impediva alla luce di illuminarci.

Nella mia camera da letto avevo già acceso tutte le candele in preparazione dell'arrivo di Bruno. La stanza odorava delle mie due cose preferite, sesso e cera di sandalo. Queste fragranze mi fanno sentire a mio agio, in pace con me stessa. Le candele che ardevano in tutta la stanza riempivano l’ambiente di una leggera foschia.

“Sei sicura che questo sia quello che vuoi Elena? Davvero sicura? mi chiese conoscendone già la sua risposta prima di dirlo.

"Sì, Bruno, ne ho bisogno, sai che lo bramo" risposi

Bruno mi squadrò dal basso all’alto e fece un passo indietro.

"Togliti i vestiti" ordinò.

Ho sollevato la camicetta sopra la testa, ho fatto scivolare la gonna sul culo e l'ho lasciata cadere a terra. Ho iniziato ad allungare la mano per togliermi i calzini corti ma Bruno mi ha ordinato di lasciarli.

"Qual è la tua parola di sicurezza, Elena?" mi chiese.

“Coniglio bianco, la mia parola di sicurezza è coniglio bianco.” L'avevo usata in altre occasioni e mi viene sempre in mente quando ne ho bisogno.

"Distenditi sul letto e tieniti pronta" mi disse.

“La tua parola di sicurezza è coniglio bianco e stai scegliendo di farti scivolare i miei pugni nei tuoi deliziosi buchi. È questo che vuoi?” chiese nuovamente, trattenendomi per un momento.

La sua mano e le sue dita scorrevano sul mio corpo mentre la mia bocca trovò la sua e ci baciammo, non per la prima volta, ma neanche per l'ultima.

“Sì, è quello che voglio. Per favore, portami a quel punto” implorai.

Ci baciammo di nuovo appassionatamente mentre una delle sue dita mi sfiorava il sesso e il mio buco posteriore.

Io ero pronta e Bruno mi stava baciando con foga. Il mio cuore batteva all'impazzata mentre sentivo le sue dita lavorarmi per bene i buchi fonte della mia gioia.

"Sono pronta, vero?" Non ero più sicura di nulla, solo il piacere che stavo ricevendo dal tocco di Bruno e la sicurezza e il conforto del suo bacio erano per me una realtà.

"Fistami per favore" ho supplicato.

Bruno continuò a baciarmi, poi diresse le sue attenzioni verso i miei capezzoli induriti che erano tesi e imploravano di essere toccati.

Le sue dita; Due? Tre? Non ero sicura, mi esplorarono nel profondo della figa. La sua voce era calma e rassicurante mantenendomi rilassata mentre mi esplorava.

"Voglio un po'di lubrificante Elena” mi bisbigliò "Voglio il tuo succo come lubrificante, vieni per me, vieni adesso"

La sua voce ora aveva il controllo del mio corpo e in breve ho raggiunto l’orgasmo richiesto.

Schizzai succhi dappertutto mentre l'orgasmo che provavo attraversava il mio corpo come un fulmine.

Tutto quello che sapevo era che il mio padrone mi stava toccando, penetrando con tre o quattro dita dentro la mia figa spalancata ed ero felice come non lo ero mai stata in vita mia.

Mi sdraiai di lato, le gambe divaricate. Bruno estrasse le dita dalla mia figa e incominciò a lavorarmi il culo penetrandomi con le dita e strofinando prima un lato delle pareti interne, poi l'altro. Si muoveva in modo che le sue dita potessero penetrare sempre più in profondità, allargandolo e allungandolo sempre più.

Intanto con il suo pollice ha preso a massaggiarmi il clitoride, che assicurava una fonte costante di lubrificante succoso.

Poi d’un tratto ho potuto sentire le pareti interne del mio culo contrarsi sulle sue dita. Mi aveva fatto venire anche di culo. Ora ero aperta come non mai, per il mio e il suo piacere.

“Elena sei pronta? Per ora ti ho fistata con quattro dita in culo. Sei pronta per andare fino in fondo? Dimmi, Elena, sei pronta per essere fistata a fondo?”

Non attese una risposta, iniziò a pompare ritmicamente parlandomi costantemente.
Sentii i miei occhi rotolare all’indietro e il mio corpo si afflosciò, inondato di piacere.

Non riuscivo più a parlare e lasciavo che il mio orgasmo mi portasse nel mio luogo di piacere privato.

Bruno ha continuato a pomparmi, mi ha alzato le gambe in aria e ha cambiato l’angolo di entrata nel mio orifizio in modo che potesse spingere la mano a fondo, oltre le nocche.

Sentii le sue quattro dita avvicinarsi a me e sapevo che sarebbe entrato. Ero così spaventata, avevo paura che mi avrebbe fatto male, spaventata di venir ferita. Aveva una mano enorme, sicuramente più grande di quella del mio uomo.
Ma non mi importava, era il momento di ricevere il mio regalo.

“Sì Bruno, penetrami a fondo con tutto il pugno. Fistami in culo, ti prego" lo supplicai.

Poi la mia sicurezza ha iniziato a venir meno quando ho sentito Bruno togliere il pollice dal mio clitoride e avvicinare l’altra mano al mio buco del culo. Lo ha strofinato e stimolato lentamente fino a trovare l'angolazione giusta per penetrarmi in profondità.

"Bruno! Bruno! lentamente, per favore, Bruno …! supplicai perché ero quasi certa di venir aperta in due.

Non mi ero mai sentita così piena prima, non avevo mai sentito le mie interiora così tese nello sforzo di contenere una mano così grande.

Poi man mano che il tempo passava le pareti del mio buco si modellavano attorno alla forma della sua mano che lo stringeva in una forte morsa.

Mi costrinsi a rilassarmi per proteggermi dall'inevitabile assalto che stava per arrivare.

Ogni ondulazione, ogni stimolo, ogni mossa mi ha inviato ondate di dolore e piacere. Ero spaventata così spaventata.

“Elena! Elena!” ho sentito chiamare il mio nome
“L'hai fatto Elena, hai l’intera mia mano dentro di te.

Si, avevo raggiunto il mio obiettivo, avevo il suo pugno dentro di me, dentro il mio culo spalancato.

Sono esplosa in un fortissimo orgasmo, urlai e gemetti come se stessi per esser scuoiata.

Bruno colse l'attimo e lentamente oscillò con il movimento permettendo alla sua mano di aprirsi e scivolare fuori da me. Bruno mi accarezzava con dolcezza passandomi le mani grondanti di umori sui miei seni e attorno ai miei capezzoli ricettivi.

Una volta passate le contrazioni e quando i miei muscoli si erano ormai distesi,
sentii una pressione sulla figa, sentii la sua mano penetrarmi davanti e poi si richiudersi all’interno del mio corpo.

Era finalmente arrivato il momento che avevo tanto aspettato, potevo sentire il mio corpo arrendersi ai desideri del mio attuale partner.

Aprii le mie gambe che si spalancarono più che mai.

La sua mano stava ora lavorando la mia figa penetrandola a fondo mentre con l’altra mi massaggiava il culo slabbrato.

Non potevo trattenermi dal gemere e ansimare come se stessi correndo all’impazzata.

“Elena, vuoi essere fistata nei due buchi? Lo desideri?"

"Non sono sicura!" risposi con affanno.
… “Vai padrone! Prendimi con violenza!” aggiunsi subito dopo.

Sentivo la testa girare, non riuscito a mettere a fuoco gli oggetti attorno a me. Le mie gambe erano rimaste allargate e il mio corpo giaceva sul letto stremato.

Bruno ha iniziato a penetrarmi sempre più velocemente, dentro e fuori dai due buchi, ancora e ancora, la mia carne, le mie interiora, il mio tunnel dell'amore era in balia delle sue spinte.

“Elena c'è un'altra cosa che devi fare. Voglio che mentre lascio una mano davanti tu mi tenga l’altro braccio e mi aiuti a far scivolare la mia mano contemporaneamente dentro il tuo culo"

Ero così spaventata, non avevo le forze quasi nemmeno per respirare, non riuscivo a toccargli il braccio.

“NO BRUNO, NO! Io … non posso …, non farmi … per favore!” lo implorai con il corpo preso da un tremolio incontrollabile.

"Elena non ti sto chiedendo un favore, te lo ordino!" mi urlò

Allungò la mano e trovò il mio braccio

"Ora muovilo su e giù come ho ordinato!" scosse la testa.

"No! No, è troppo!” Gridai.

"Fallo Elena, tu lo vuoi e devi farlo!" sapeva che lo desideravo e che dovevo essere portata lì.

Con una fatica estrema sollevai il braccio e lo aiutai a penetrarmi anche con la seconda mano sempre più profondamente dentro di me.

"Vedi che non è così male Elena, vero?" mi disse

"No Bruno! Grazie” risposi.

Poi ha estratto le sue mani dal mio corpo e mi ha detto

"Elena, voglio scoparti ora"

“Sì, Bruno, scopami! Per favore, cazzo, voglio il cazzo adesso!”

Bruno si arrampicò su di me e fece scivolare il suo cazzo nel mio culo malconcio. Era gonfio e dolorante e il suo cazzo sembrava più grande di quello che era veramente da tanto era dilatato.

“Padrone, ma i tuo cazzo è diventato più grande?” gli ho chiesto ingenuamente.

Potevo sentire ogni piega del suo cazzo, ogni protuberanza, la rotondità della sua cappella mentre entrava e la pelle alla base della cappella mentre mi sfregava. Tutto era così sensibile, così vivo e reale.

Bruno non mi aveva rotta, mi aveva portata in una nuova dimensione.

"Elena è il momento" sapevo cosa significasse.
Stava per venire e ha scelto di non trattenersi.
Ha scelto di raffreddare il mio buco rovente con il suo succo dell'amore.

Inarcò la schiena quando gli impulsi del piacere presero il sopravvento e li cavalcò fino a quando l’esplosione raggiunse la base del suo cazzo e si introdussero nel mio buco.

La mia mente era in pace e il mio corpo come sospeso.
Questo è stato il miglior regalo di compleanno di sempre.

FINE

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