Il bastardo il capo e la moglie (grottesco estivo) pt.7

Scritto da , il 2019-09-11, genere trio

Finalmente fummo a casa, ci spogliammo e ci mettemmo a letto. Eleonora si mise al centro. Nessuno però prendeva alcuna iniziativa. Nessuno riusciva neanche a prendere sonno. Fu lei, ormai leader familiare, a rompere gli indugi
- Allora? Non si fa niente? Non voglio costringervi. Se non vi va o siete stanchi, ditelo. Possiamo tranquillamente dormire.
- Stanchi? Dormire? Amore, ti ricordi ieri sera al telefono? Mi hai detto che aspettavi...
- ah ah ah, che mi hai fatto ricordare … la telefonata di ieri sera … sai cosa facevo mentre parlavo al telefono con te?
- No, dai … mi hai detto che eri a letto, ma mica …
- mi stavo facendo leccare la fica da Vasco e intanto parlavo con te e ti dicevo che mi mancavi …
- che porca … che puttana …
- sì, amore mio … dimmelo ancora …
- puttana, maiala, zoccola che non sei altro …
- sì … però sai che è vero?
- Che sei una puttana?
- No, cioè sì, è vero anche questo, ma io dicevo che è vero che ti desideravo… scopavo con Vasco ma volevo che ci fossi anche tu …
- e io stasera ci sono …
- e c'è anche Vasco. Oh, Vasco … ci sei?
- Certo che ci sono! Ascoltavo ed aspettavo.
Nel frattempo, non ce ne eravamo neanche accorti, Eleonora aveva afferrato i nostri cazzi, uno per mano, e ce li stava smenando da un bel po'. Feci scivolare la mia mano verso la fica, ma ci trovai già la mano di Massimo.
- Oh, scusa …
- dai, ragazzi! Un po' di fantasia: c'è posto per tutti … vieni di qua tu …
Si volse a baciarmi e guidò la mia mano a carezzarle le tette. Nel frattempo Massimo si era dedicato a leccarle la fica, cosa che, come avevo già avuto modo di apprendere, la faceva letteralmente impazzire. Mi fece mettere in ginocchio e, contorcendosi con un'agilità insospettata, riuscì a prendere in bocca il mio cazzo. Dopo poche pompate ebbe il primo orgasmo e me lo lasciò. Si buttò allora su Massimo e cominciò a spompinarlo. Solo allora mi accorsi di quanto fosse grosso e duro il cazzo di Massimo. Faceva fatica a farlo entrare in bocca, nonostante spingesse con tutte le forze. Io, approfittando della sua posizione china, le stavo strusciando il mio sul culo. Non potendo parlare, mi invitò con le mani ad infilarglielo. Le allargai un po' le cosce e sollevai il culo, poi cominciai a penetrarla da dietro, alternando fica e culo. Mugolava e fremeva. Spingeva con la testa per buttarsi il cazzo di Massimo sempre più giù in gola e intanto sbatteva contro di me per farsi sfondare i buchi. Cercai di sincronizzare i miei movimenti coi suoi. Poi di colpo si divincolò. Si mise a cavalcioni di Massimo facendosi penetrare il grosso cazzo nella fica, poi si chinò su di lui e mi offrì il buco del culo.
- Dai, Vasco … vieni... finalmente posso provare la doppia con due uomini veri … finora mi sono dovuta accontentare dei giocattoli … dai!
Non mi feci pregare, anche se la posizione era un po' scomoda, Eleonora era facile da penetrare, sia il culo che la fica erano elastici e accoglienti. Fu una strana sensazione penetrarla sentendo che c'era qualcos'altro dentro di lei. Ma a lei fece un effetto devastante. Cominciò a mugolare e poi a gridare sempre più forte, fino a giungere ad un orgasmo davvero intenso. Istintivamente feci per ritrarmi.
- Noooo, continua, continua … ce l'ho ancora, dai, siiiiiiiiiiii …. Aaaahhhhh … ce la fai ad entrare anche tu nella fica, Vasco? Dai, provaci li voglio tutti e due nella fica … sfondatemela! Vi voglio sentire venire tutti e due nella mia fica, insieme.
Non fu facile. Il cazzo di Massimo la occupava tutta. Per quanto fosse larga ed elastica, penetrarla insieme fu difficoltoso e doloroso, anche per lei.
- Oh, mamma … oh, mamma … che bello … che cosa mi sono persa per anni … eccolo … eccolo che arriva un altro …. uuuuhhhh … è fortissimo … aaahhhh...
Un ennesimo violentissimo orgasmo la scosse, ma non diede alcun segno di voler smettere.
- Ancora... su amori miei, dateci dentro … dai, vi prometto … venitemi dentro insieme e ci fermiamo.
Insieme non ci riuscimmo. Venni prima io e subito dopo Massimo. Comunque sia ci divincolammo e stendemmo esausti.
- È stato fantastico. Vi amo! Sono davvero contenta di avere due mariti come voi. Sono contenta di aver preso questa decisione.
- Anche io, non l'avrei mai immaginato, ma dividere la moglie con un altro è fantastico, il piacere raddoppia.
- Anche a me è piaciuto tanto. Ci sarebbe solo un problemino da risolvere.
- Che c'è, Vasco? Che problema?
- Il letto. Per tre è un po' strettino …
- ah ah ah … e qual è il problema? Siamo o non siamo una fabbrica di mobili? Lo facciamo costruire un letto da tre.
- E la biancheria? Il materasso? Le coperte?
- Faremo fare tutto su misura. Buonanotte amori miei...
- buonanotte
- buonanotte.
Ero esausto, davvero. Stavo quasi per prendere sonno quando Eleonora
- amori… ancora un pochino? Pochino pochino … proprio non ce la fate?
- Perché non ti infili nel culo uno dei tuoi giocattoli e ci lasci dormire in pace?
Disse Massimo. Da come sbuffò, capii che Eleonora non fu molto entusiasta dell'idea.
Mi chiesi come poteva la stessa donna che poche ore prima ci teneva per le palle, essere ora la gattina che ci implorava nel letto. Capii, e in seguito ne ebbi la conferma, che in realtà Eleonora era forte e dominante, ma le piaceva giocare e cambiare atteggiamento di continuo.
Mi girai verso di lei e la baciai e cominciai ad accarezzarla. Lei prese il mio cazzo in mano, ma si rese conto che, per quanto si desse da fare, non c'era verso di farlo diventare duro. Probabilmente anche per colpa della pesante cena e del vino. Come dite? Sono scuse puerili? Vi giuro che è vero. Comunque cominciai a toccarla e penetrarla con le dita, poi, dopo averla scaldata per bene, la feci godere leccandole la fica. Dopo quest'ultimo orgasmo, finalmente si rilassò anche lei e riuscimmo a dormire.

Volendo fare un primo bilancio dopo poco più di una settimana, il matrimonio a tre funzionava benissimo; tutti ne avevamo guadagnato.
Eleonora, i cui appetiti sessuali erano insaziabili, avendo ora due mariti a disposizione era molto più appagata di quanto potesse soddisfarla Massimo da solo.
Anche per Massimo, se vogliamo, dover dividere Eleonora era più un vantaggio che una perdita. Eleonora era in grado di dare ampia soddisfazione a lui, a me e magari anche a qualcun altro.
Per me poi era stato un vero colpo di fortuna. Da impiegato ero diventato socio della ditta e marito di una donna fantastica. Quei pochi giorni mi avevano fatto capire che donna eccezionale è Eleonora. Eleonora è una donna super, da tutti i punti di vista. A parte l’aspetto fisico che comunque ha la sua importanza; a parte la sua sessualità selvaggia, una belva da letto sempre affamata; Eleonora è una donna brillante, solare, gioviale, allegra e spiritosa, sempre pronta a mettersi in ridicolo ed essere poi la prima a ridere di sé stessa. Intelligente al punto di riuscire persino a fingersi talvolta stupida ed ingenua. Disinvolta e finalmente disinibita nel vivere con la massima naturalezza, senza imbarazzo alcuno. Altrettanto lo è nel raccontare apertamente, con la massima sincerità e schiettezza la sua vita.
Se proprio devo trovarle un difetto, un piccolo neo, … diciamo che la cucina non è il suo forte. Il suo menù è piuttosto minimalista e abbastanza scialbo.
Anche sotto questo aspetto, la nuova situazione familiare fu di grande aiuto. Avendo già una naturale inclinazione ed avendo vissuto per anni da single, io avevo invece sviluppato una discreta abilità culinaria. La mia entrata nel matrimonio fu quindi accolta con piacere anche per questo.
In azienda il cambiamento fu altrettanto deciso ed importante. Eleonora, che fino ad allora era apparsa di rado, sempre come moglie del boss, mai interessandosi più di tanto al lavoro, pretese subito un proprio ufficio. Un ufficio che chiariva subito il suo nuovo ruolo. S’impossessò della stanza di Massimo che a sua volta si prese la mia, mentre io dovetti andare a condividere quella di Emilio.
Stabilimmo che era una soluzione temporanea: durante le tre settimane di chiusura per ferie avremmo fatto eseguire dei lavori per ristrutturare tutta l’area degli uffici.
Con grande stupore di tutti, Eleonora si dimostrò molto meno sprovveduta di quel che pensavamo. Sembrava già a conoscenza di tutte le questioni aziendali e di come si gestiva la ditta. Prese con sicurezza le redini di molte operazioni e sembrava che dirigesse l’azienda da sempre.

Una delle prime questioni di una certa importanza che affrontò fu la trattativa coi greci.
In realtà erano due imprenditori macedoni che commerciavano in legnami pregiati e che, per sfruttare le possibilità di mercato dell’Unione Europea, avevano costituito una società con sede in Grecia.
Massimo aveva avuto il loro contatto e, dopo un po’ di colloqui telefonici e via e-mail aveva organizzato l’incontro. L’intenzione era di fornirsi direttamente da loro saltando la catena di importatori e grossisti vari.
Il giorno del loro arrivo Eleonora si preparò con più cura del solito. Abbigliamento e trucco la resero sensuale e provocante ma senza per niente scadere nel volgare. Un insieme sexy ed elegante.
Andò a prenderli in aeroporto con la sua macchina, li portò al ristorante e poi, nel pomeriggio, a visitare la ditta. Ci presentò come i suoi soci e insieme li accompagnammo in un giro in fabbrica.
Poi ci congedò e si chiuse con loro in ufficio.
Io e Massimo vedendoli capimmo subito che non sarebbero rimasti insensibili alle armi di Eleonora. Già ci aveva fatto capire che aveva intenzione di sfruttare il suo sex appeal per irretirli e ben disporli alla trattativa. Anzi, ce lo aveva detto bello chiaro prima ancora di conoscerli di persona; aveva intenzione di buttarsi tra le loro braccia, nel loro letto e trarne profitto, oltre che piacere.
Ora che li avevamo visti, non avevamo bisogno di ulteriori conferme da parte sua. Non erano due fenomeni ma neanche erano da buttare. Tutto sommato erano apprezzabili. Di età compresa tra i quarantacinque ed i cinquanta, erano fisicamente a posto ed anche discretamente distinti ed eleganti.
Uno in particolare, il più grande, fece subito il galante con Eleonora, senza risparmiarsi elogi e adulazioni.
Beh, se Eleonora era già per sua natura ben disposta, sentirsi apprezzata e adulata le faceva letteralmente cadere tutte le difese. Farle i complimenti, guardarla con voglia facendoglielo notare, farle capire di essere desiderata, era il modo più facile per approcciarla.
Un paio d’ore dopo uscirono.
- io accompagno Goran e Aleksandar in albergo, poi passo da casa a cambiarmi e li porto a cena. Discuteremo lì gli ultimi dettagli e, se sarà necessario, mi tratterrò con loro anche dopo.
Ci sorrise con la punta della lingua di fuori e ci salutò.
Tornò a casa verso le tre e mezza, si catapultò nel lettone e, tra una scopata ed un pompino, ci raccontò.
- Goran è tutta apparenza: belloccio, alto, palestrato, ma a letto è una mezza frana: sembrava quasi infastidito dalla mia voglia. A parole faceva il galante, poi lo spaccone, provocava perfino. Poi alla prova dei fatti in due minuti si è sgonfiato. Aleksandar invece è un cavallo. Silenzioso, riservato, ma non si è tirato indietro. Mi ha chiamata in tutti i modi: conosce più parolacce in italiano lui di voi due messi insieme … mi ha detto che lo aveva capito subito che ero una zoccola e che lo stavo facendo solo per spuntare un buon prezzo ma che a lui andava bene lo stesso. È rimasto sbalordito solo quando, dopo averlo stremato, ho detto che sarei venuta a casa a scopare con voi. Comunque domattina firmeremo. Non crederete ai vostri occhi quando vedrete le condizioni della fornitura.

Finalmente venne il giorno della festa.
La mattina andammo dal notaio a formalizzare la costituzione della società e la divisione delle quote. Nonostante fosse di sabato il notaio si era reso disponibile per noi.
Andammo a brindare in un bar. Massimo le chiese, per l’ultima volta, disse, se fosse ancora convinta di voler fare quello che aveva promesso.
- Eleonora, per me va bene anche così. Abbiamo creato la nuova azienda, siamo contenti del tuo apporto … stiamo bene insieme … se non te la senti, stasera festeggiamo le vacanze, salutiamo tutti e amen.
- ma che dici? ora sono io a volerlo fare. Prima è stato quel porco di Vasco a proporre questa oscenità. Poi tu, Massimo, che hai accettato con entusiasmo, addirittura mettendoci sopra una scommessa di cui ero io stessa la posta in palio … ero furiosa con voi e ho deciso di farlo inizialmente solo per farvi vedere che ero capace e per diventare io la vostra padrona.
- e lo sei. Ti abbiamo riconosciuto questo ruolo. Non c’è bisogno che dimostri niente altro stasera.
- non devo dimostrarvi nulla, lo so. Voglio farlo solo perché adesso lo desidero. In questi pochi giorni sono diventata un’altra … o forse ho scoperto di essere diversa da come mi pensavo … mi piace il sesso e non me ne sazio mai. Ninfomania? Ho cercato informazioni, mi sono documentata, ora non si chiama più così, si chiama ipersessualità femminile e non è neanche più considerata una patologia o una perversione. Meno male, così evito di cercare cure che non voglio. Mi piace essere così.
- ma davvero ti scoperai tutta la ditta?
- no. Solo chi lo vorrà e si sentirà di poterlo fare senza problemi. Non voglio spaccare famiglie o rovinare fidanzamenti. Ho già pensato a come organizzare la serata.


Nel prossimo episodio:
- lasciamo perdere la signora, che stanotte tutto voglio essere meno che una signora …

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