Giochi tra amici

Scritto da , il 2019-09-11, genere trio

Giochi tra amici

“E adesso facciamo un gioco” eccola lì, Amanda l’incontentabile, che se ne salta su con gli occhi dilatati e un’idea probabilmente perversa, che le frulla per la testa
Sabato sera, la casa sulla spiaggia ai piedi degli scogli che suo padre le ha regalato per i suoi 18 anni. Ogni volta che c’è occasione, si organizza nei week end una serata tra amici. Cena, ognuno porta qualcosa, chiacchiere sul lavoro e su argomenti in generale.
Amanda, bel corpo, alto, slanciato, tonico. Il fisico di un’atleta abituata fin da piccola a praticare ginnastica artistica, tennis, equitazione. E’ alta un metro e settanta cinque e ha le forme ben distribuite. Capelli neri, corvini, sciolti fino al petto. Occhi neri che sembrano due frammenti di cielo notturno.
E io che non sono un fotomodello, con i miei trent’anni da impiegato sedentario e un inizio di pancetta, mi sento sminuito quando sono accanto a lei, che tutti gli sguardi fa voltare.
Poi c’è Flavio, coetaneo mio, lui più palestrato, più attaccato alla cura del suo corpo. Ginnastica, corsa, bicicletta, nuoto. Roberta, la sua fidanzata di sempre. Piccola, bionda, riccioluta, occhi azzurri, piena, morbida e appetitosa(come dice sempre Flavio)

Ci riuniamo qui occasionalmente da diversi anni. Per sfuggire anche alla noia che il paese non ci offre più. Poche anime, negozi svuotati. L’unico cinema esistente, ormai smarrito e lasciato a decadere nell’ambiente. In Estate si popola di qualche turista che viene ad ammirare le coste scoscese e rocciose che arrivano a picco sul mare. Qualcuno fa il bagno, altri prendono il sole, altri fanno passeggiate sui sentieri dietro il paese, fino al picco Zanti, dove il panorama regala le rive lussureggianti delle montagne e il blu cielo del mare
In Inverno, il paese si spopola, i turisti si estinguono e le cose da fare restano davvero poche.
E noi, quattro gatti, che ci riuniamo a casa di Amanda, a chiacchierare, mangiare, raccontarci cazzate.
Ci siamo inventati lo strip poker. Anzi, meglio definirlo strip black Jack. Un modo come un altro di trovare un’alternativa al tedio.
Chi faceva peggio, via un capo d’abbigliamento. All’inizio non mi attirava l’idea di mostrarmi nudo, anche se si era tra amici. E non mi andava che Flavio guardasse Amanda come se fosse una preda da conquistare e mangiare.
Ma, dopo un po'’ che si continua a ripetere la stessa cosa, anche lo strip poker ci è andato a noia.
Fu una sera di assoluta inedia che Amanda saltò su dicendo “E adesso facciamo un gioco”
“Monopoli? Risiko?” chiede Flavio soffocando uno sbadiglio
“Aggiungeremo una variante al nostro solito strip” risponde Amanda “Lo renderemo più piccante”
“Lo vuoi trasformare in un’orgia?” chiedo sorridendo “Oh” dito puntato contro Flavio “Non fare scherzi idioti”
Amanda appoggia delle carte con il dorso bianco, sul tavolo che usiamo per il nostro Black Jack. Il primo che resterà senza vestiti, dovrà pescare una carta dal mazzo. E, qualsiasi e ripeto, qualsiasi cosa ci sia scritta sopra, il perdente dovrà farla. Senza remore, senza ripensamenti”
“Non è che poi ‘sto gioco ci porta ad una sorta di gioco al massacro?” chiede Roberta “Come in quel film..boh?”
“Siete d’accordo a spingervi oltre?”
“Purchè non ci sia di mezzo un delitto, perché no” risponde Flavio
“Ok” alzo la mano
“Ok” annuisce Roberta
Soddisfatta, Amanda, si rimette a sedere “Possiamo cominciare”
“tenendo conto che le nostre serate strip hanno la causale di ridurci nudi e crudi, lo scopo di questa tua pensata è legata al sesso di gruppo?” chiede Flavio
“Può darsi” Amanda non si sbilancia ma, lo sguardo felino nei suoi occhi la dice lunga. Confesso un po'’ di paura, ma lo dico solo al mio Io interiore
Prima ondata. Carte in tavola, io tiro giù un 20 e mi fermo. Flavio arriva a 18. Amanda riesce a pareggiare con Flavio. Ora, tocca a Roberta e cala un fuori scala. Poco male. Per ora siamo solo ai vestiti.
Andiamo avanti così per circa venti minuti. Amanda ha un gran culo stasera, non solo fisicamente. Alla fine, io e Roberta restiamo senza vestiti e Flavio ci raggiunge poco dopo
Quindi, il risultato finale è: io, Roberta e Flavio, nudi. Amanda vincitrice con reggiseno di pizzo e mutandine semi trasparenti. E un ghigno che trasmette cose che è meglio non scoprire “Dunque…” indica il mazzo “Roberta, sei stata la prima”
“Pesco la prima?”
“Amanda poggia il dito sulla pila di carta e, con un movimento fluido,le apre a ventaglio sul tavolo. Tutte uguali, nessun segno distintivo. Una valeva l’altra. Venti carte bianche con chissà scritto.
Roberta afferra una carta nel mezzo e se la legge. Strabuzza gli occhi “Mai dai!” esclama quasi indignata “No, dai”
“Quello che c’è scritto è” dice Amanda
“Non posso farlo.. Cioè, un conto è rimanere qui, nudi, tra amici.. Ma, questo”
“Sei obbligata baby” sorride Flavio
“Vorrei vedere te al mio posto”
“Cosa c’è scritto?” chiedo
“ Dovete masturbare il/la compagna/o di gioco, estromesso anche lui/lei dal gioco. A patto che non sia il vostro fidanzato/a o moglie/marito” si volta verso di me, le guance rosse.
Io guardo Amanda che se la ride. Vuole vedere fino a che punto si può spingere Roberta? O il gioco consiste realmente in quello?Osare e andare oltre. Se ci fosse stata lei al posto di Amanda, a lei sarebbe toccato Flavio, molto più aitante ed equipaggiato di me. Forse lo ha fatto in previsione di quell’attimo, una specie di tradimento travestito da gioco. Un’escamotage alla normale routine. La voglia di provare qualcosa di nuovo.
“Posso rifiutarmi?”
Amanda sorride. Afferra una bottiglia di birra e versa il contenuto in un bicchiere di plastica “Se ti rifiuti, dovrai bere mezzo bicchiere di questa birra aleterata”
“Tutto qui? Allora..” Roberta allunga la mano ma Amanda la blocca “Alterata con la mia pipì”
Roberta si blocca, faccia schifata. Guarda la faccia di Amanda tremendamente seria. “Scherzi?”
“No”
“Ah, ma dai”
Sospiro “Su Roberta, fallo” dico “Questo gioco è una perversa fantasia di Amanda per uscire dai soliti schemi. Afferrami il cazzo e comincia a masturbare. Non è poi la fine del Mondo”
“Solo perché siamo tra amici, accetto questa cosa” risponde Flavio “Al di fuori di queste mura, ognuno con la propria partner”
Allora Roberta si decide e mi afferra il pene che subito s’irrigidisce. Non stringe ma comincia a muovere la mano lungo l’asta di carne, come una carezza. Su e giù. Sento un prurito ai testicoli e qualcosa che si agita nelle profondità della libido. Lei mi guarda e arrossisce “Quanto deve durare?” chiede lei
“Perché?”
“Perché potrei prenderci gusto” arrossisce ancora di più
“Non ti preoccupare Baby. Una volta finita questa riunione, a casa ti farò ricordare com’è toccare un vero uccello”
“Ma vaff” gli dico
“Ok, può bastare” dice Amanda “William?”
Roberta è stata delicatissima. Ora che è il mio turno, temo quello che potrò leggere. Spero con tutto me stesso che non sia qualcosa di gay. Perché a me, di masturbare un altro maschio, mi fa girare lo stomaco. Piuttosto bevo la birra alterata.
Alzo la carta. Succhia il capezzolo della perdente con te nel gruppo. Bene. Lancio un’occhiata di sottecchi ad Amanda, che ride. Mostro la carta a Roberta che si limita a dire ‘Oh’. Per correttezza lo passo anche a Flavio. Che si limita ad inarcare un sopracciglio.
Mi piego verso Roberta che spinge il petto in fuori. Comincio a leccare e succhiare, immaginandomi qualcosa di dolce, di stuzzicante. Le punte diventano dure e lei emette un basso mugolio.
Altro giro, altra carta. Flavio estrae e legge subito ad alta voce “Incula William” lo guardo inorridito ma lui sta ridendo come un matto “Ahaha, che faccia che hai fatto”
“Coglione” sbottò
Sul biglietto che gli strappo dalla mano c’è scritto Auto masturbazione. E Flavio, lì in ginocchio, che comincia a smanettarsi come un dannato “Non sul tavolo, per favore” dice Amanda ammonendolo “Blocca e vai in bagno”
“Sì signora”
E poi si continua con il gioco. E smanetta, fist, lecca capezzolo, strizza le tette, tocca i testicoli, lecca il glande.
Finiamo le carte, ridiamo per quella cosa. Pensavamo peggio.

Amanda nel letto di sopra. Scivola sotto le lenzuola, il suo corpo nudo e caldo contro il mio “Ti sei divertito stasera?”
“Sì”
“Anche quando leccavi le tette e la passera di Roberta?”
“Hai ideato tu questo gioco. Ora fai la gelosa?” sento la sua mano che cerca il mio sesso. Lo stimolo è immediato e diventa duro tra le sue mani. Mi giro, me la ritrovo sopra, le sue labbra molto vicine a me “La cosa che non mi ha dato soddisfazione, stasera, è che non potuto godere della mia donna”
Lei mi bacia, forte. Sento la sua lingua dentro la mia bocca. Sento il tessuto degli slip che fregano contro la mia erezione “Ora faremo un gioco” sussurra lei
“Togliti le mutandine” dico abbassando le mani fino all’elastico
“Non ancora” dice lei “Ti voglio carico”
“Quanto carico?”
“Abbastanza per poter sopportare quello che sta per arrivare”
Un campanello d’allarme nella mia testa, segno che, qualsiasi cosa aveva architettato Amanda quella sera, non è ancora finita.
Mi benda gli occhi, mi alza le braccia sopra la testa. Mi sussurra parole dolci, il suo corpo che mi solletica e mi fa eccitare “Ora stai fermo così, amore” sento che si allontana. Questa cosa doveva tirarla fuori prima.
Poi, il letto si muove, è tornata, il suo corpo è al mio fianco sinistro. Sento la sua lingua sul collo. Poi sul petto. Si sofferma sui capezzoli. Mugugno. Ho voglia di lei. Si sposta, la sento tra le mie gambe. Sento le labbra che sfiorano il mio sesso. Sto per venire. Sento la sua lingua, una lappata appena accentuata. Più decisa quando arriva al pene esposto. Soffio leggero, brivido maggiore. Rabbrividisco, la schiena s’inarca “Ti prego, my sweet, fai quello che devi fare”
E sento le sue labbra poggiarsi sul glande, appena umide e la punta della lingua sull’orifizio. Lento, sinuoso, tremendamente erotico “Sto per venire” spruzzo. Sento rumore di risucchio. Brava la mia maiala. Si alza dal letto dove avermi dato una leccata allo sperma fuoriuscito. Lo rifarei.
Ritorna, la sento premere sul mio corpo ancora eccitato da quell’esperienza. Mi bacia “Lo rifacciamo?”
“ogni cosa a suo tempo” ride lei
Facciamo sesso. Lei mi ha liberato. Sensuale e selvaggia, mi possiede e mi conduce nel suo Regno di erotismo.
“Sai” dico poco tempo dopo “Dovremmo farlo più spesso”
“LA serata strip o questo qui?”
“entrambe. Manteniamo vive le tradizioni” sorrido e mi appoggio a lei
“Già dalla settimana prossima. Ho invitato altre amiche. Ci divertiremo”
“Bene” sorrido beato e scivolo nel sonno.
E’ poco prima di addormentarmi che realizzo qualcosa che, sulle prime, non avevo realizzato, distratto com’ero dalle avanche erotiche di Amanda. Non avevo sentito il rumore dell’acqua del rubinetto in bagno. E lei , nel tempo trascorso da quando si è alzata dal letto, a quando è tornata, ci ha impiegato appena venti secondi. Quindi, nessuna sciacquata. E, tenendo conto del fatto che, quando l’avevo baciata non ho sentito il gusto dello sperma..
E la mia mente si addormenta con questo unico pensiero. Il gioco di Amanda non era ancora finito. L’ultimo atto del gioco, è stato con Roberta e la mia offerta come sacrificio ad un’altra donna…

=FINE=

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