Prime esperienze con il vicino di casa

Scritto da , il 2019-09-09, genere prime esperienze

Prime esperienze con il vicino di casa
I
Non aveva mai provato a fare sesso con qualcuno. Non aveva mai provato piacere nel sentire il pene di un uomo, o la sua lingua o le sue dita.
Guardandosi allo specchio, vedeva una testa riccia e nera, degli occhiali grandi e quadrati bordati di nero e due occhi neri notte
Aveva 18 anni appena compiuti e, a differenza delle sue coetanee, non aveva ancora sperimentato un uomo. O una donna. Nemmeno un bacetto.
Stretta nel suo abito a fiori bianchi e lillà, se ne stava seduta sulla poltroncina girevole davanti al suo PC, leggendo i mex sulla chat che il suo gruppo aveva formato. Parlavano di ragazzi e di sesso. Di chi lo aveva fatto e di chi stava per farlo “E tu Mary?” chiede Jessica nella chat “Non hai ancora trovato nessuno che ti sbatta su è giù”
Si aggiunsero risatine nella chat. Che presa per il culo. “Ho conosciuto un tipo” rispose Mary. Palla colossale ma, per farle stare zitte.
Ancora risate. “Sì e chi è?” chiede Jessica
“Lo conosciamo?” chiese Fran
“Non credo” continuò con la palla
“Bel ragazzo?”
“Bel culo”
“Gli hai già visto il cazzo?”
“Sì, sì, no” ma, si, chissene.. Continuò con la farsa
“Ci stai prendendo in giro” dice Amanda “Non hai una sega di nessuno”
“Credi a quello che vuoi”
Alzò lo sguardo. Oltre la finestra quella del vicino. Una ragazzino dall’aria timida che sbirciava verso di lei. Forse la sua età, capelli neri, faccia da bravo ragazzo. Quando la vide si ritrasse dietro le tendine della sua camera “Menti” risata “Sei la sola che non ha ancora visto la forma di un cazzo” altre risate
“Ma andate a..” Chiuse la comunicazione ma, la vista sulla chat la vedeva lo stesso. Seguiva quello che le sue amiche si dicevano “Mary non ha un cazzo” diceva Fran
“I tutti i sensi” rise Amanda
“Però, che sfigata” commentò Jessica
“MA taci, che hai visto il cazzo di Marco solo tre giorni fa” la rimbeccò Fran
“Beh, ma almeno l’ho visto. E lo ha anche assaggiato” sembrava quasi un vanto
“E com’era?” chiese Fran
“Non so, era il primo che assaggiavo”
“Sapeva di cazzo” rise Fran
“Mmm, ma non tutti i cazzi hanno lo stesso sapore. C’è varietà, consistenza” disse Amanda con una certa esperienza
“Beh, hai più esperienza, con tutti quelli che ti sei presa” commentò Jessica
“Sì, ho esperienza. Quanti ne hai assaggiati tu?” chiese Amanda
“Due” rispose Fran
“Uno” rispose Jessica
“Io quattro. E tutti con un sapore che ti lascia senza fiato” rispose Amanda
“Certo che stiamo facendo proprio dei discorsi del cazzo” commentò Fran. Risate generali
“Vedi Marco stasera?”
“Sì, mi ha promesso di portarmi al cinema”
“Un film porno?” rise Amanda
Mary disconnesse. Non ne poteva più di leggere quei discorsi. Tutte troie. E pensò al fatto di non avere avuto ancora provato un ragazzo. Ma chi poteva trovare che potesse accettare di anche solo baciarla.
Di nuovo quei movimenti dietro le tendine. Mary decise che il suo vicino aveva un certo interesse verso di lei, allora decise un gioco. Anche se la cosa la imbarazzava, non vista, si sfilò le mutandine e poi si alzò, fingendo di afferrare qualcosa su una mensola. Il movimento le fece alzare la minigonna di lilla e mostrò al suo guardone un pezzo della sua vagina
Con la coda dell’occhio lo vide fisso, gli occhi strabuzzati, incapace di credere a quello che vedeva. Lei sorrise e tornò a sedersi. Fece finta di non averlo visto e si rimise al PC, digitando sui tasti. Sapeva che si chiamava Lado, veniva da un paese dell’est europeo. Si era trasferito lì da poco insieme ai genitori . Timido e riservato. A suo modo carino.
Chissà se lui aveva mai baciato una ragazza?
Controllò la chat. Fran, Amanda e Jessica parlavano ancora di cazzi. Mary si chiese se, effettivamente, erano delle gran intenditrici, o si vantavano a turno così. Forse Amanda no. Quella era troia di natura fin da quando aveva finito la prima media. In giro si diceva che si era scopata il fratello.
Ecco! LAdo Edkaren. E’ sulla chat anche lui: “Ehi, ciao”
Non rispose
“Dai, lo so che sei in casa. Sono la tua dirimpettaia”
“Ciao” disse lui
“io mi chiamo Mary”
“Lo so”
“Ho visto che mi guardavi, prima”
Silenzio. Mary temette che si fosse scollegato ma, sbirciando attraverso la tenda, lo vide fermo, che la fissava “Ehi, tranquillo. Non mi dispiace che tu mi abbia guardata”
“Io, mi spiace. Ma..”
“Ma?”
“Ti guardavo sì”
“Puoi venire a trovarmi, se vuoi”
“io.. No..cioè, non ora..e poi..”
“temi per i tuoi genitori?”
“Loro mi controllano” disse “Vogliono controllare le amicizia che frequento”
“Beh, è normale”
“Tu sei una ragazza carina” disse dopo un po'’
Che tenero, le venne da sorridere Mary “Anche tu”
“Sei maggiorenne?”
“Sì. Tu?”
“Sì. Da quanto lo sei?”
“Tre mesi. E tu?”
“Da, esattamente, un’ora e diciassette minuti”
Ah, di prima spremitura. Pensò Mary “Ti piaccio?”
“Sì, molto”
“Hai una ragazza?”
“no”
“Ti è piaciuto quello che hai visto prima?”
“tu mi piacci molto sì”
“Ho capito ma, volevo sapere se ti è piaciuto quello che hai visto prima”
“Non ho visto bene”. Furbetto. Mary si alzò in piedi e si alzò la gonna fino al petto. La sua patatina presentava un piccolo batuffolo di pelo nero simile a cotone
“Vuoi vederlo più da vicino?” le chiese maliziosa
Smise di scrivere. Mary sbirciò attraverso le tendine ma non riusciva a scorgerlo. Due minuti dopo, sentì il campanello suonare giù da basso.
Che fosse?
Scese rapida e andò ad aprire. Lado era lì, aria imbarazzata, dentro un blazer di stoffa blu e dei jeans sgualciti. Le gote rosse, un po'’ imbarazzato e u pacchetto di caramelle che sporgevano dalla tasca della camicia “Ciao”
“Hai fatto in fretta” rise Mary
Lado imbarazzatissimo, rispose: “Posso entrare?”
“Prego” si fece da parte”Sono sola in casa. I miei sono al lavoro e prima delle cinque non rientrano”
“Anche i miei”
“Quindi?”
“Quindi..” si vedeva che era imbarazzato
“Io ti trovo molto carina e mi piaci molto. E vorrei conoscerti meglio”
“Wow!” Mary era stupita da quell’audacia. Ma, aveva capito bene? “Per conoscermi meglio intendi..”
“Sono appena diventato maggiorenne e vorrei sapere cosa vuol dire avere una ragazza”
“Non stai correndo un po'’ troppo?”
“Io..” si imbarazzò
Mary scattò verso di lui e lo baciò, cogliendolo di sorpresa. Lui non si oppose “Questo vuol dire che puoi cedere tua verginità?
“Non ti sembra di correre un po'’ troppo?”
Lui si imbarazzò ancora di più. Lo afferrai per una mano “Vieni” dissi conducendolo in camera mia. “Siediti qui” dissi sedendomi sul bordo del letto accanto a lui “Allora, immagino che tu sia vergine?”
“Sì” ammise
“Niente baci alle ragazze?”
“no”
“E lo vuoi da me?”
“Sì”
“Oltre la mia verginità”
“Sì”
Beh, di poche pretese il ragazzo.
“Perché proprio io?”
“Sei la prima ragazza carina che ho visto”
“Hai vissuto come un recluso fino ad ora?”
“Praticamente sì. I miei genitori mi dicono che, la gente qui fuori è pericolosa e le ragazze cercano avventure facili”
“Ci sono anche quelle ma, anche no. Basta sapere scegliere”
“Tu sei una di quelle?”
“No”
“Quindi non puoi aiutarmi” sospirò lui
Faceva pena. Ma non era una pena di compatimento. Più un dispiacere. Gli afferrò la mano e gli disse “Senti. Non è necessario che io sia una ragazza facile. Posso aiutarti comunque. Ma sappi che, io sono vergine”
“Davvero?” sembrò deluso
“Ma posso comunque aiutarti”
“E come? Sono vergine anche io” Gli fece tenerezza
“Lezioni di sesso tra due principianti” sorrise Mary “Proveremo e ci divertiremo”
“Quando cominciamo?”
“Prima lezione” gli afferrò il volto e avvicinò le labbra alle sue. Si baciarono, timidamente. Labbra umide. Lei fece uscire la lingua e sfiorò la sua. Lui arrossì, ma non si ritrasse
“Ci dobbiamo togliere i vestiti ora?”
Mary rise “Ogni cosa a suo tempo. Per ora limitiamoci alle fase di contorno” lo baciò di nuovo, questa volta più decisa. Lui assecondò il bacio. Imparava in fretta. “Bene ragazzo”
Si baciano ancora. Lui è bravo e impara in fretta “Ora, toccami” la mani destra sulla sua gamba destra. La mano sinistra stringe la tetta “Ora baciami e muovi la mano sulla gamba” ma lui ha già mosso la mano e risale fino ai fianchi. Con l’altra stringe e massaggia. Baci quasi perfetti
“Mi fai vedere meglio la tua vagina?”
Lo guarda di sottecchi ma, l'accontento. Si metto in piedi e alza la gonna facendo scoprire la vagina “Posso toccarla?”
“Tocca”
Lui, esitante, tocca “E’ morbida. E calda”
“Sarà tua” lei si siede a gambe aperte su di lui e baciandolo nuovamente “Come il tuo sesso sarà mio”
“Ora?”
“Domani corso accelerato”
“Accellerato?”
“Sì, ho deciso che non aspetterò coi preliminari. Faremo sesso come se non ci fosse un domani”
E, dalla consistenza nei suoi pantaloni, si direbbe che la cosa lo attiri.


II-Diario di un pomeriggio di amore incerto

Secondo giorno. Lui si è lasciato spogliare senza protestare. Ha un fisico asciutto, da adolescente appena formato, magro, niente muscoli. Un ragazzo come tanti. La sua aria da timido mi fa sorridere e fa tenerezza. Sarò all’altezza delle aspettative? Due vergini che fanno sesso per la prima volta.
Ho detto a mamma che ho fatto amicizia con Lado, il nuovo vicino. Che verrà a fare i compiti a casa nostra. Lei mi ha detto alzando un dito in aria “Occhio” ammonimento. Fate i compiti e basta."I ragazzi di oggi, lo so io come sono. Vedono una ragazza carina e pensano già di fare cose spinte"
Sì mamma. Impareremo tante cose interessanti
Lado si è lasciato togliere anche i boxer. Attimi d’immobilità. Lui arrossendo come un peperone, Io lì a bocca aperta “Ecco, sei rimasta delusa”
“Ah..no no, anzi” è molle, glielo afferro e subito si raddrizza. L’aria timida del verginello . In mano ho un pene lungo venti centimetri “Ma dove tenevi nascosta tutta sta roba?”
“E’ della misura giusta?”
“Scherzi? E’ fantastico!” mi farà un male boia ma, cazzo me ne frega. E prendo a massaggiarlo piano. Che faccio ora? Lascio la mano, mi tolgo i vestiti, nuda davanti a lui, sulle sue gambe a cavalcioni. Con la vagina sfioro e mi appoggio al sesso eretto. Lui ha un fremito, le labbra aderiscono quasi perfettamente. Ci stringiamo, ci baciamo. Comincio a muovere il bacino contro di lui. Lo sento gemere. Lo bacio e lo accarezzo. Lui remissivo, accetta ogni mio movimento. Sera prima lezione accelerata. Due porno con Rocco Siffredi. Tanta roba. Sesso visivo accelerato. Non so neanche se riesco a fare tutte quelle robe che han fatto loro. Mi limiterò al sesso tradizionale. Arretro con i glutei fino a bordo ginocchia. Gli afferro il cazzo e lo guido all’imboccatura della mia vagina. Entra piano, lui geme ancora. Lo guardo negli occhi “Se ti fa male, dimmelo che mi fermo”
“Stavo per dirti la stessa cosa”
Sorrido “Vado” lo faccio entrare piano. Lui ansima. Arrivo quasi in fondo. Poi, comincio ad oscillare, sfrego sulle gambe e faccio fremere anche il suo pene “Come va?”
“Non ti fermare” mi afferra i fianchi, mi aiuta a muovermi. Sento uno stimolo arrivarmi da dentro il basso ventre “Io.. Io credo..”
Non faccio in tempo a togliermi che lui viene violentemente dentro di me. Uh, che sensazione fantastica .Glielo dico . Lo bacio con foga “Fantastico”
“Mi brucia lì” ricambia il bacio “Ma è stato fantastico”
Allora mi viene in mente una cosa vista sul film di Rocco. Mi vergogno a pensarlo, mi vergognerò a farlo. Ma… “Ho il metodo giusto per raffreddarti i bollori, tigre”
Mi scosto, mi alzo in piedi, lo sperma denso che cola tra le gambe, a terra. Ho messo la spirale, per fortuna, rubata dal cassetto di mia madre. Il cazzo ancora eretto. M’inginocchio e, vado giù decisa. Labbra scivolano sul glande e sull’asta. Ingoio e non mi preoccupo sul fatto che lo sperma è ancora sul suo sesso. Mi sento una maiala. Lui ride estasiato. Potrò vantarmi anch’io di aver catturato un uccello.
Sono concentratissima. Troppo. La porta si apre di colpo e mia madre grida felice “Ciao, tesoro, sono tornata prima e…”
Ecco, probabilmente non uscirò più di casa.

=FINE=

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