Stessa merda, altra notte

Scritto da , il 2019-09-09, genere sentimentali

Anche questa volta, sei qui a tormentarmi. Ti conosco da tempo. Esisti dal momento in cui ti ho permesso di crescere dentro, divorando cellula per cellula, organo per organo, ogni parte di me stessa.
E ti soffoco con l'alcol, con le risate fragorose e con le battute spiazzanti.
E ti maledico, ogni volta che ne ho occasione. Ogni istante in cui sono da sola.
E vorrei che tu sparissi, che la tua sagoma si disperdesse nell'aria, mossa dal vento e mai più ricomposta.

E guido la moto, cercando di convincermi di essere più di una semplice passeggera dentro un corpo.
Invento nuovi percorsi per non incrociare il tuo viso, il tuo sguardo. Quegli sguardi e quei percorsi tanti amati e desiderati, adesso sono veleno che dilania.
E guido la moto, alle cinque del mattino, sperando altresì di trovarti al centro esatto della carreggiata.
Spero di incontrarti perché ho bisogno di domandarmi “E ora che fai? La metti sotto oppure ti accosti e la abbracci?”

Ma non c'è nessuno oltre me. Nessuno che sappia quale sia la domanda giusta.
Per questo guido, senza curarmi dei semafori rossi perché ho bisogno di sentire il vento costantemente in faccia che muove i capelli e copre i rumori.
Rumori che non posso ignorare.
Rumori che non ho il coraggio di affrontare.
Non riesco a dormire. Anche oggi ho bevuto come un'idiota. Anche oggi ho riso a crepapelle mentre cantavamo a squarciagola le canzoni a tutto volume, nel pub in cui tutti ci ritroviamo.
Nello stesso pub in cui entrambe vivevamo cinque giorni su sette.

Non ho sonno. Dovrei andare a casa. Non ce la faccio.


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“Rachele?”
“Apri, ti prego.”
“Che succede?”
“Ho bisogno di te.”
“Sali.”


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Mi domando spesso: In cosa sono bravo?
Lo chiedo agli amici, ai familiari. Tutti mi rispondono la stessa cosa: Sai ascoltare.
Cosa me ne faccio dell'ascolto?
L'ascolto non salda alcun debito. L'ascolto non compra paia di scarpe. Non paga l'affitto. Non costruisce dei risparmi. Non fa reddito.
Non credo di essere un bravo ascoltatore. Cioè, guardatemi. Dove sarei adesso se avessi davvero ascoltato qualcuno? Non qui, probabilmente.
La verità è che per essere dove mi trovo adesso ho deciso di non ascoltare nessuno, neanche me stesso.
Vivere per inerzia, questo sì che mi riesce bene.
C'è quel progetto lì. Quel lavoretto là.
Vai da questa parte. Prendi quel contatto. Stringi quella mano.
Bevi quel drink. Ruba quel cappello. Rolla quel tabacco. Offri quei passaggi.
Vai a quel concerto. Masturbati. Ascolta questo brano.
Chiudi gli occhi e dormi. Apri gli occhi e rispondi al citofono.


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“Di nuovo lei...?”
“Si.”
“Coraggio... Troverai la forza per superarla. E' importante che tu adesso non ti lasci affossare.”
“Più cerco di non pensarci, più lei totalizza i miei pensieri.”
“Cosa ti ho detto, l'ultima volta?”
“Non saprei. Ne hai dette tante!”
“Ridefinisci le tue priorità.”
“E quali sono queste priorità?”
“Tu sei la tua priorità.”
“Lo so, Gabri, ma è difficile. Come fai te a riuscirci?”
“Io? Io non ci riesco manco per il cazzo.”
“Tu sei sempre sempre razionale, calcoli tutto. Io sono un completo casino che ti sveglia alle cinque del mattino in lacrime mentre tu sei quello paziente che mi apre la porta.”
“Sembri quasi invidiosa di me... dovrebbe essere il contrario.”
“Tu invidioso di me...? La mia vita è una merda!”
“Ciò che vedo io è una donna che ha amato.”
“Già. Che gran cazzata.”
“Vuoi vedere le conseguenze di una vita senza commettere mai cazzate?”
“Si.”
“Ce l'hai davanti.”
“Sei bellissimo, infatti.”
“Dì ancora questa stronzata e ti butto fuori di casa.”
“Ahah.”




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Bevo la mia camomilla. Asciugo le mie lacrime. Rido alle battute idiote di Gabri. Lentamente, l'ombra che mi attanaglia si placa. L'aria calda ne sfuma i contorni.
Fottiti, Carla. Io devo essere una mia priorità, adesso. Non tu.
Domani sarà un'altra merda di giorno, ma questa notte è andata meglio della precedente.


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Bevo la mia camomilla. Ascolto Rachele ridere alle mie battute idiote.
Invidiare gli amori falliti non è la cosa più saggia da fare. Eppure, mi sento meno inutile. Se non altro, il mio divano letto è servito a riappacificare l'animo di un'amica per una sera. Ascoltare gli altri non mi fa necessariamente sentire bene, ma se fa stare bene qualcun altro, allora io sto meglio.
Domani sarà un'altra merda di giorno. Ma questa notte è andata bene.

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