Lo yacht 4...bis

Scritto da , il 2019-09-09, genere etero

Chiedo scusa, nello scrivere il titolo la terza parte è diventata la quarta. Ecco invece il quarto capitolo effettivo.

Ci sono altre due persone sveglie in quel momento. Una è Jacques, ai comandi, che sa benissimo cosa sta accadendo sottocoperta e sorride al pensiero. L’altra è Mino.

Anche se di malavoglia si era accordato con gli amici affinché fossero loro, soprattutto Bibi, a cercare di sedurre l’amica della “padroncina” rassegnandosi a restare a secco per una notte. Non ce l’ha fatta e, alzatosi dalla cuccetta, è andato davanti alla cabina di Natasha. Sente i rumori attutiti ed immagina cosa stia succedendo, si sorprende solo dal sentire versi analoghi dalla cabina vicina. Velocemente intuisce che Carlos, proprio quello che li ha avvertiti di “non fare cazzate”, in quel momento sta scopando con la figlia di Alessandro. Questo lo eccita ancora di più. Si accosta alla porta di Natasha e, mandando al diavolo ogni cautela, la apre entrando rapidamente e richiudendola. Davanti ai suoi occhi c’è la scena di Ciro che, a pecora, dopo aver ripreso velocemente le forze, sta montando Natasha estasiato della sua prima volta. La ragazza invece, dopo aver goduto una prima volta sotto i colpi del nero, ora lo sta succhiando con gusto per riportarlo alla piena erezione.

Quando sente il rumore della porta gira gli occhi senza staccarsi dal cazzo di Bibi. Vede Mino restare a bocca aperta ed un’idea pazza la prende. Gli fa cenno di avvicinarsi, di spogliarsi, subito accontentata da lui, e si impadronisce del membro già eretto accostandolo a quello nero di Bibi, succhiandoli entrambi.

E’ una notte che resterà a lungo nei ricordi delle due ragazze: Arianna per la prima volta ha fatto sesso con un uomo avanti con gli anni, perdendo il conto degli orgasmi avuti e premiando, al termine, con un perfetto pompino con ingoio, un uomo che potrebbe essere suo padre. Anche Natasha ha perso il conto degli orgasmi, sa solo che per due o tre ore ha sempre avuto la presenza costante di un uccello duro e teso che le scavava dentro la vagina, mentre uno o due le riempivano la bocca. Quando si addormenta, sentendo un vago bruciore nelle parti intime, è pienamente soddisfatta e stremata.
Al mattino dopo Jacques commenta sarcastico le occhiaie dei suoi marinai. Affidando i comandi a Carlos, con cui scambia un sorriso d’intesa, e avvertendolo di svegliarlo quando stanno per entrare in porto, abbandona la plancia per riposare un poco. Le due ragazze dormono fino a tardi, facendosi vive solo per mangiare un boccone a pranzo, giustificandosi col fatto di aver dormito male alle domande preoccupate di Alessandro, l’unico che appare in perfetta forma.


Ormeggiati al molo turistico, Jacques e Carlos controllano la barca, reintegrano le scorte, svuotano i pozzetti delle scorie preparandola per una nuova traversata. Gli altri ne approfittano per riposare un po’ e riprendersi dalle fatiche notturne. Le due ragazze dormono all’ombra, rinunciando a visitare la città per lo stesso motivo.
Alessandro invece va in centro e torna in taxi con Sibylle. L’arrivo della donna non passa inosservato. Coperta, si fa per dire, da un abitino corto, leggero e svolazzante, attira l’attenzione di tutti gli uomini presenti sul molo, con qualche fischio di approvazione quando, salendo a bordo, una folata birichina le scopre le belle gambe. Alessandro è divertito, sa l’effetto che fa Sibylle agli uomini e non gli importa che gliela guardino finché lui sa di essere l’unico ad averla.
Le ragazze si svegliano che la Sophie è già in alto mare diretto verso una delle tante isole dell’arcipelago greco. Si fanno portare un caffè in sala da pranzo e lì li raggiunge Sibylle.
Arianna la saluta cordialmente, già la conosce e ci va d’accordo, Natasha rimane invece impressionata dalla sua bellezza. Sa di essere carina, molto carina, ma l’immagine di Sibylle è quella di una donna vera, nel pieno della propria bellezza, con forme armoniose svelate da un bikini azzurro che esalta la chioma bionda e liscia e richiama il colore degli occhi. Un perfetta teutonica che parla un italiano con un lieve e simpatico accento. Quando gli viene presentata stenta a trattenere l’impulso di abbracciarla per sentire contro di se quel corpo perfetto. Il suo stato d’animo è palese per Arianna che la prende in giro e soprattutto a Sibylle che legge perfettamente nell’intimo della ragazza. Con gentilezza la saluta come se fosse una vecchia amica, abbracciandola lei e dandole due leggeri baci sulle guance, sfiorando appena il suo seno con il proprio. Per Natasha è un effetto elettrico, i capezzoli le si drizzano e preda di un imbarazzo che non sapeva di poter provare inventa una scusa e si rifugia nella cabina subito raggiunta da Arianna.

- Nati, che ti succede? –

- Ari… l’hai vista? Io… -

- Certo che l’ho vista, la conosco da quando sta insieme a papà –

- E… a te non ha fatto effetto? –

- Che intendi? –

- Io… non mi sono mai sentita così… con una donna. –

Le due ragazze si conoscono bene, hanno sperimentato, più per curiosità che per altro, una sorta di rapporto saffico limitandolo alla masturbazione reciproca. Un’esperienza “una botta e via” tutto sommato divertente, che ha aumentato la loro amicizia senza lasciar strascichi sentimentali. Arianna capisce perfettamente quello che intende Natasha.

- Nati… ma se ieri sera…. –

Arianna si è lasciata sfuggire di sapere cosa è successo la sera precedente, ma Natasha non vi fa caso subito, ancora sconvolta dalla sensazione che ha provato.

- Non lo so Ari, fosse stato un ragazzo direi che è un colpo di fulmine ma con una donna… Oddio, sto diventando lesbica? Ehy, che hai detto di ieri sera? –

Chiacchierando fittamente le due amiche parlano confidandosi, così Natasha viene a sapere di Arianna e Carlos. Non ci sono problemi, nessuna giudica l’altra, solo Natasha resta ancora basita dalla propria reazione e dalla figura fatta. Quando le chiamano per il pranzo salgono nella sala e Natasha si scusa con Sibylle inventando un lieve malessere subito passato. Non inganna la donna la quale finge comunque di crederle. Da quando è salita a bordo si è già guardata in giro valutando i membri dell’equipaggio, a parte Jacques che già conosce, pensando pigramente a possibili occasioni senza offendere Alessandro. E’ piacevolmente stupita da quella ragazza, lei che qualche storia saffica l’ha già avuta senza problemi, per l’effetto che ha avuto su di lei e che è abituata a vedere solo nei maschi.

L’arrivo di Sibylle significa per Alessandro la fine dell’astinenza e di qualche pensiero che aveva fatto su Natasha. Quando nel pomeriggio si fermano al largo per un bagno, il contatto con il corpo di lei mentre giocano nell’acqua è sufficiente per farlo risalire a bordo con i boxer da bagno tesi sul davanti. In acqua si è trattenuto, limitandosi a qualche bacio, qualche palpata, vista la presenza a pochi metri della figlia e dell’amica scatenate. Anche Ciro ha partecipato brevemente al bagno, non per sua volontà ma perché gettato in acqua da Jacques come scherzo. Natasha e Arianna gli si sono subito avvicinate giocando con lui, strusciandosi sul suo corpo, e Ciro, meno timido del solito, ne ha approfittato per toccare Natasha sotto il pelo dell’acqua, ricevendo una strizzata amichevole ai gioielli di famiglia tanto che anche lui, che è stato il primo a risalire, ha dato spettacolo con un gonfiore evidente facendo ridere gli amici.

Quando la barca riprende la rotta, Natasha e Arianna si stendono ancora al sole, tranquillamente in topless, asciugandosi pigramente senza badare alle occhiate dei membri dell’equipaggio che si dividono tra il guardare loro e l’ascoltare ciò che avviene nella cabina di Alessandro, qualche urletto che il rumore dei motori non riesce a sovrastare.
E’ quasi sera quando arrivano ad un’isoletta disabitata e ormeggiano in una piccola cala. L’acqua cristallina ha i riflessi rossastri del sole al tramonto, la spiaggia, ad un centinaio di metri, ha una sabbia bianchissima che anch’essa si tinge di rosso, poco più in là la vegetazione è folta e piena di ombre; un paesaggio suggestivo che ispira Alessandro ad organizzare la cena sulla spiaggia. Con il barchino vanno a terra lui e le tre donne oltre a Jacques e Carlos lasciando gli altri a bordo a badare alla barca. Sulla spiaggia Il capitano ed il marinaio accendono un fuoco su cui cucinare la carne, stendono per terra dei teli dove sedere, tirano fuori tutto l’occorrente per una cena allo stato brado, compreso un frigo portatile ben provvisto di ghiaccio e vino bianco. Le donne, nell’attesa, si stendono sulla sabbia ancora calda, coperte solo da dei copricostume più che sufficienti per la temperatura che ancora è alta.

Una radio appoggiata di lato trasmette musica greca e le tre, oziose, parlottano. Natasha sente fisicamente la presenza di Sibylle che sta scherzando gaiamente con Arianna su argomenti futili. La sua reazione non sfugge alle altre due: Arianna, spigliata, parla tranquillamente, osservando curiosa le mosse dell’amica. Per Natasha i tocchi, involontari o meno, con il corpo della tedesca seduta al suo fianco sono tutti scosse elettriche. Angosciata tace interrogandosi sulle sue sensazioni, sulle risposte automatiche che il suo corpo da, e Sibylle…. Lei fa di tutto per sfiorare il braccio o la coscia della ragazza, attenta a ogni sussulto, conscia dell’attrazione verso di lei.
La cena si svolge allegramente, mangiano tutti con appetito, Jacques e Carlos insieme agli altri, come se fossero un gruppo di amici. Si sta troppo bene lì, anche se è già buio e solo la luna alta in cielo ed il fuoco permettono di vedere qualcosa. Quando il vino bianco termina Alessandro si incarica di tornare alla barca a prenderne ancora, rifiutando l’offerta di andare di Carlos poiché vuole approfittarne per fare una telefonata al lavoro.
Quando torna il fuoco langue deserto. E’ stato via forse 30 minuti e gli altri sembrano essere scomparsi. Sta per gridare quando a sinistra, dentro la macchia, sente distinto un gemito femminile.
Infuriato, si dirige in quella direzione immaginando che Carlos o Jacques stiano con Sibylle. Non pensa più agli altri, la gelosia lo pervade mentre a passi decisi entra nel sottobosco e fa una decina di metri fermandosi di colpo. In una minuscola radura, illuminati dalla luna, due corpi sono allacciati, su di loro il fascio di una torcia elettrica gettata a terra Un altro gemito gli perfora le orecchie, gli sembra di riconoscere Sibylle. Fa altri pochi passi e si blocca ancora inebetito. Il corpo allacciato a quello della sua donna è chiaramente femminile. Non vede bene chi è ma è sicuramente una ragazza. Mille pensieri gli passano per la testa: sua figlia? Possibile che?
Si sposta di lato e calpesta un rametto secco. Al rumore, Sibylle solleva la testa dal ventre della ragazza distesa sotto di lei, lo vede, esita un istante e poi gli fa cenno di avvicinarsi.



Alessandro è appena partito col barchino per tornare alla Sophie avvertendo che ci metterà non molto. Il fuoribordo è a pochi metri dalla riva quando Sibylle si alza, afferra un asciugamano e dichiara di dover fare pipì. Afferrata una torcia elettrica si volge verso Natasha chiedendole di farle compagnia. La ragazza esita un solo istante e, presa la mano che lei le tende, la segue verso l’interno. Sulla spiaggia, restata sola con Jacques e Carlos, Arianna immagina già il perché di quella messa in scena. Vorrebbe alzarsi e seguirle, spiarle, però non sa cosa fare con i due uomini rimasti. E’ Carlos a venirle incontro: schietto come pochi e facendosi forza sull’intimità creatasi tra lui ed Arianna, le parla:

- Vorresti andare a vedere cosa combinano, vero? –

Arianna arrossisce lanciando un’occhiata a Jacques che la osserva divertito, preoccupata che possa capire. Carlos lo nota e prosegue:

- Non preoccuparti per Jacques, lui sa tante cose ma le tiene per se. –

Apprensiva, Arianna torna a fissare Carlos facendogli cenno di essere impazzito.

- Arianna, Carlos è un vecchio amico ma anche se non me lo avesse detto l’avrei capito da solo. Sono poche le cose che capitano sulle mie barche senza che io le sappia anche prima che accadano. Stai tranquilla, non sono affari miei visto che sei più che maggiorenne. -

Jacques abbandona ogni finzione parlando schiettamente a sua volta.

- Non c’è voluto molto per capire cosa succedeva di notte a bordo, come pure non ci vuole molto a capire cosa sta accadendo tra quelle due, si vede lontano un miglio che sono attratte l’una dall’altra e che tu sei curiosa. Per questo ti faccio la stessa domanda di Carlos:
Vuoi andare a vederle?

Arianna, sorpresa da tanta franchezza, annuisce involontariamente. D’altronde quello è Jacques, che considera quasi uno zio, e l’altro… con l’altro ha fatto sesso, sesso stupendo, non molte ore prima.

- Andiamo allora –

Jacques si alza, imitato da Carlos e, fatti pochi passi, anche da Arianna. Tutti e tre, cercando di non far rumore, si addentrano nella macchia nella direzione in cui hanno visto sparire le due donne. A distanza, il chiarore della torcia li guida verso un punto ben preciso e, nascosti tra gli alberi, le vedono abbracciarsi e baciarsi, carezzarsi intimamente, spogliarsi a vicenda prima di stendersi capovolte l’una sopra l’altra. In silenzio, a pochi metri di distanza, osservano tutta la scena, compreso l’arrivo di Alessandro che nemmeno li nota, né potrebbe nascosti come sono, concentrato sulle due donne distese.

Quando Sibylle le ha chiesto di accompagnarla, il cuore di Natasha ha avuto un sussulto. Si è alzata ed ha preso la sua mano, seguendola, accorgendosi che era quello che voleva e temeva allo stesso tempo. Un impeto di gioia l’ha assalita mentre percorreva quei pochi metri, tremendamente cosciente del tocco della mano di lei sulla sua. Si è fermata quando si è fermata l’altra, l’ha vista stendere l’asciugamano ed ha atteso non sa bene cosa, o forse sì: la carezza che Sibylle le ha fatto su una guancia facendo poi scivolare la mano sul seno coperto dal costume, ottenendo l’immediato rizzarsi dei capezzoli al pur lieve tocco.
Si sono baciate lì, in piedi, con Natasha che non sapeva bene cosa fare, quasi fosse il suo primo bacio, fino al momento in cui la lingua calda di Sibylle le ha aperto le labbra e le ha cercato la lingua. Allora Natasha si è lasciata andare, ricambiando il bacio, stringendosi alla donna, scorrendole le mani sul corpo alla ricerca di un contatto febbrile. Si è lasciata guidare in questa esperienza nuova per lei sentendosi eccitata, carezzando l’altra dove lei la carezzava, togliendole il copricostume esciogliendole il top quando l’altra ha fatto lo stesso con lei, spogliandosi a vicenda fino a restare entrambe nude ed avvinghiate, seguendo il corpo della donna più matura nello scivolare sopra l’asciugamano steso. Ha esitato un istante solo, quando davanti al volto, alla bocca, ha trovato il suo ventre. Incerta, il peso dell’altra su di se, ha inspirato sentendone l’odore intimo, avvertendone l’eccitazione, e quando ha sentito il tocco della lingua di Sibylle lì dove è più sensibile si è lasciata andare tirando fuori la lingua, imitando ogni mossa, ogni tocco, stupendosi di trovare quei gesti, quel sapore, meravigliosamente inebrianti.

Per Sibylle è stato facile sedurre la ragazza, se di seduzione si può parlare visto che anche lei si è sentita attratta da subito. Magari senza sentirsi così coinvolta, almeno all’inizio, per poi scoprire in se la voglia di stringere quel giovane corpo così impacciato in sua presenza.

Approfittando della momentanea assenza di Alessandro ha preso una decisione repentina e si è inoltrata con Natasha nella boscaglia. Ha camminato decisa fino a portarsi lontano dagli sguardi degli altri e solo allora ha ceduto alla voglia tremenda che aveva di carezzare quella pelle di seta, scivolando sul seno sodo in una carezza fugace, provando la soddisfazione si sentirla fremere sotto il suo tocco. Quando l’ha baciata ha gioito nel sentirla rispondere con entusiasmo. Si è abbeverata a quella fonte per un lungo minuto e poi la voglia di sentirsi nuda si è fatta irresistibile. Partecipe come non pensava di poter essere, si è distesa sopra la ragazza e ha affondato il volto tra le sue cosce. Una cosa che già aveva fatto altre volte ma mai con quell’attesa, quell’aspettativa, quel timore che l’altra non volesse. Appena ha sentito il tocco della linguina di Natasha sul clitoride ha dimenticato ogni cosa se non quel fiore che le si spalancava davanti, il corpo caldo sotto il suo, felice di leccare ed essere leccata.

Un rumore improvviso l’ha riportata alla realtà. Ha alzato la testa ed ha visto la figura di Alessandro poco distante. Il primo impulso è stato quello di scattare in piedi vergognosa, come una scolaretta colta in fallo, frenando l’eccitazione che la pervadeva. Solo il primo impulso, il secondo è stato più torbido, più intrigante. Le sue labbra si sono aperte in un sorriso, anche se era certa che al buio lui non potesse vederla, davanti agli occhi le si è parata una scena che è stata benzina per il fuoco della sua eccitazione. Gli ha fatto cenno di avvicinarsi e quando lui, senza fretta, è arrivato a mezzo passo da loro due, lo ha tirato in ginocchio, una mano carezzevole sul ventre della ragazza che non si era accorta di niente, l’altra rapida e decisa ad aprire i pantaloncini, a tirar fuori un membro già sulla via della piena erezione. Ha carezzato entrambi i corpi insieme, mugolando di tanto in tanto ad un tocco più preciso della lingua di Natasha. Indi si è alzata rimanendo in ginocchio di fianco al corpo disteso della ragazza che è sobbalzato nell’accorgersi della presenza dell’uomo. Sibylle è stata pronta a fermarla mentre cercava di tirarsi su, abbracciandola e parlandole dolcemente all’orecchio.

- Aspetta, non aver paura, è solo Alessandro. –

Le proteste di Natasha si sono perse nella bocca della donna, ogni istinto di ribellione è scomparso davanti alla mano di lei che è tornata a carezzarla intimamente. Con una mossa veloce Sibylle si è stesa a terra tirandosi addosso Natasha, senza smettere di baciarla, di carezzarla, sentendola rilassarsi e risponderle, Alessandro fermo a pochi centimetri, in ginocchio, l’uccello teso dolorosamente fuori dai pantaloncini.

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