Un'esperienza molto esotica

Scritto da , il 2019-09-09, genere gay

Verso i trentanni mi trovavo a lavorare in trasferta a Milano e mi vedevo già da un paio di mesi, con una ragazza che frequentava l'università...
Una sera con due miei colleghi, Luca e Antonio, andiamo a cenarein in un ristorante cinese, si chiacchiera e si ride e ad un certo punto, Luca mi dice "guarda che hai suscitato l'interesse di quel cameriere" ed io "ma cosa dici, ma quale cameriere?" e lui "ma sì, quel cinesino alla tua sinistra che ti fissa e ti sorride" ed io "ma dai, gli orientali hanno tutti quell'espressione che sembrano sempre sorridere e poi come fai a capire che è interessato a me?" e lui ""sì sì ce l'ha proprio con te".
Da quel momento, continuando la chiacchierata, ogni tanto, buttavo l'occhio verso quel cameriere che sembrava essere un ragazzino e pian piano mi convincevo che i miei amici avevano ragione, Quel ragazzo, piuttosto carino, spesso mi guardava e accennava a dei sorrisi.
La serata continuò tranquillamente in allegria e una volta arrivato a casa mia, continuavo stranamente, a ripensare a quel ragazzo e il giorno dopo, senza riuscire a darmi una spiegazione, tornai in quel ristorante per prendere del riso alla cantonese da mangiare a pranzo e alla cassa mi ritrovai proprio il ragazzo della sera prima che nel suo italiano ostentato, mi disse che aveva terminato il turno di lavoro e potevamo trascorrere il pomeriggio assieme.
Perplesso e imbarazzato accettai e lo aspettai e usciti dal ristorante, ci dirigemmo verso casa sua, cominciando a conoscerci...
Il suo nome era Peter Wong ed era indonesiano, non ricordo di quale delle migliaia di isole fosse originario e si trovava in Italia da pochi mesi.
Peter sembrava un adolescente, ma in realtà aveva solo qualche anno meno di me, alto poco più di un metro e sessanta, magrolino, i tipici lineamenti orientali, con due labbra carnose, ma la cosa che più mi colpiva era il suo meraviglioso culetto, rotondo e pronunciato che risaltava nel suo corpo esile...!
Cose da pazzi, io quel pomeriggio, avrei dovuto incontrarmi con la mia ragazza, ma disdetti l'appuntamento, per stare con Peter, incredibilmente c'era in lui qualcosa che mi attraeva e intrigava tantissimo...!
Arrivati a casa sua, un bilocale, piccolo ma molto carino, Peter mi offre una bevanda esotica piuttosto piccante, ma molto buona e mette in sottofondo una musica tradizionale del suo paese che aveva un ritmo trascinante ecoinvolgente e che unita a degli incensi che già aleggiavano, creavano un'atmosfera molto particolare...
Peter per qualche minuto sparì, per poi riapparire completamente nudo,io stupito, lo ammirai da capo a piedi e non mi ero proprio sbagliato, aveva un culetto meraviglioso.., il suo cazzo era piccolo ma sempre in tiro.
Mi dice che in mio onore, avrebbe fatto una danza rituale molto antica del suo paese che facevano le donne per propiziarsi l'accopppiamento con il proprio uomo...
Peter cominciò a ballare quella danza tribale e ed era proprio bravo, con movenze molto sensuali, ancheggiando sulla musica di sottofondo sempre più incalzante...
Io cominciavo ad eccitarmi e non poco, ogni tanto Peter si avvicinava a me e mi incoraggiava ad accarezzarlo, per poi allontanarsi, per poi ancora avvicinarsi a me e piegandosi in avanti, mi presentava il suo culetto sculettante e con le mani allargandosi le natiche mi metteva in bella mostra il suo bel buchetto ed io a quel punto già arrapatissimo, presi aleccare voluttuosamente il suo buchetto e a segarlo nello stesso tempo, io avevo il cazzo duro da far male e Peter cominciava ad andare in estasi...!
Ad un certo punto, anch'io mi spoglio ed entrambi siamo inebriati di erotismo.
Peter prende delle palline che sono molto usate in oriente per i giochi erotici, sette palline unite da un cordino che termina con un grosso anello e si sdraia sul letto invitandomi ad inserirle ad una ad una nel suo culetto...
Una volta riempito il culo di Peter con tutte le palline, lui cominciò a baciare e a leccare in un modo favoloso il mio cazzo, mi scorreva con la sua bocca per tutta la lunghezza, ingurgitandolo fino alle palle, nessuna donna mi aveva mai fatto godere così tanto con un pompino...
Peter continua a succhiarmi il cazzo per vari minuti ed a un certo punto, si mette a gambe all'aria, invitandomi ad estrarre lentamente le palline per poter ricevere il mio cazzo nel suo culo bollente di desiderio...
L'estrazione delle palline lo fecero andare fuori di testa e comincio a parlare nella sua lingua madre, io non ci capivo nulla, ma era completamente in estasi, come me del resto...
Estratta anche l'ultima pallina, appoggiai la mia cappella nel suo ano ora già sufficientemente predisposto alla penetrazione e piano piano affondo il mio cazzo nel suo culetto stretto caldo e burroso...
Quindi con una spinta più poderosa, glielo infilo tutto dentro e mi chiedevo in quel corpo mingherlino, dove fossero finiti i miei diciotto centimetri che lo avevano ora completamente impalato,
Con le mani tengo spalancate le coscie di Peter e comincio a fotterlo con sempre più intensità, incredibile vedere il mio cazzo uscire completamente lucido dagli umori anali di Peter, per poi rivederlo sparire tutto come risucchiato dal suo ano...
Peter continua a gemere di piacere ed a sfornare parole a me sconosciute, ma delle quali potevo immaginare il significato, considerato il suo godimento...
L'inculata si fa sempre più selvaggia e Peter si dimena come un ossesso e dopo ancora qualche minuti arrivo ad un orgasmo folle ed esplodo dentro al culo di Peter tutta la mia sborra...
Anche Peter ha avuto un incredibile orgasmo e alla fine vuole che rimaniamo abbracciati a baciarci...!
Io e Peter siamo diventati due veri amanti, il mio cazzo e il suo culo, ormai sono una cosa sola e lo scopo anche tre, quattro o anche cinque volte al giorno...

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