Il bastardo il capo e la moglie (grottesco estivo) pt.4

Scritto da , il 2019-09-01, genere trio

Eccoci qua … cosa combinerà stavolta il nostro Vasco? Cose grosse? Mmmhh … chiacchiere. Questo è un capitolo in cui darà sfogo alla sua arte di persuasore occulto (mica tanto). O almeno ci proverà.
Li avevamo lasciati al bar a parlare.

- Co… cosa dovrei fare sabato sera?
- Una cosa che lo lascerà a bocca aperta e lo renderà inerme come un cagnolino. Il tuo cagnolino.
- In pratica? Dai! Non girarci ancora intorno, sentiamo che cazzo ti sei pensato, una buona volta!
- Potresti presentarti a sorpresa alla villa indossando uno di quei completini che ho ammirato nelle foto…
- Che??? Dovrei presentarmi in mezzo a voi praticamente nuda? Sì, come no … e poi cos’altro hai pensato in quella tua mente bacata e perversa? Mi sa che il video ti ha fatto uscire di testa, quel po’ di spettacolino che hai visto ti ha fuso il cervello… Pensi che solo perché mi sono fatta filmare in privato io sia disposta a dare spettacoli pubblici?
- No, non lo penso. Ma credevo di aver scorto dentro di te una forza ed una determinazione con le quali avresti potuto dominarlo… evidentemente mi sbagliavo. Scusami …
- Sì, hai visto dentro di me… ma proprio nel senso letterale del termine, in quel filmato hai abusato della mia figa fino nelle parti più profonde. Questo hai visto di intimo, non so cos’altro tu possa aver intuito. Sicché non ti sono bastate le seghe che sicuramente ti sei fatto guardandomi ed ora mi proponi uno spettacolo dal vivo? Non so se sei più pazzo tu, o se sono più pazza io che ancora non ti ho rotto un bicchiere in testa… dai, e sentiamo, c’è altro? cos’altro hai immaginato nelle tue luride fantasie?
- Io penso che presentandoti così alla cena, daresti una dimostrazione della tua superiore sensualità, ma anche della tua determinazione e del tuo coraggio. Massimo stupirà scoprendo nella sua donna doti ben superiori a quelle che invece cerca nelle ragazzine. Sarà anche così sbalordito da allentare tutte le difese, sono certo che scoprirà una Eleonora a lui sconosciuta, ma vera; la vera Eleonora che non potrà fare a meno di amare, la donna che gli offrirà quello che così non dovrà cercare più in nessun’altra.
- Oh, che bravo oratore che sei… ma perché non hai fatto l’avvocato? E poi? Sentiamo, se per caso … per pura ipotesi, non farti illusioni, … se io lo facessi? Basterebbe questo o le tue turbe psichiche si spingono oltre?
- Sei intelligente, Eleonora, hai afferrato la mia idea, e hai già capito … ma vuoi che te lo dica io. Vuoi sentire con le tue orecchie la mia proposta. Bene, allora eccola: oltre a presentarti alla cena così vestita …
- Svestita, vorrai dire…
- … sexy e provocante, diciamo così. Comunque, la mossa bizzarra, il colpo a sorpresa per Massimo, la dimostrazione della tua completa femminilità, del tuo erotismo di alta classe, sarebbe quella di concederti al posto delle due … ragazze.
- Ah ah ah … sei stato davvero divertente, Vasco. Bello scherzo; c’ero quasi cascata… ora devo andare, s’è fatto tardi.
Ora dovevo rallentare, smettere di spingere. Continuare in quella direzione l’avrebbe irrigidita troppo. Dovevo rimetterla tranquilla per farle abbassare un po’ la guardia … ma m’inventai un ultimo espediente per renderla ancora più tesa prima di mollare.
Le presi le mani e poi, avvicinando il viso la guardai negli occhi. Anche lei, non so per quale istinto, avvicinò il suo viso al mio; eravamo a quella distanza che nei film fa scattare un magnetismo segreto che porta le labbra a toccarsi e l’insignificante tavolino non era certo una distanza di sicurezza. Sarebbe bastato davvero poco per baciarla. Lei percepì questa possibilità e divenne visibilmente agitata: le mani divennero fredde e sudate e lo sguardo teso ed ansioso … lo temeva o lo desiderava? Lasciai passare più tempo del dovuto e, quando lei capì che ormai l’attimo era sfumato, la sentii rilassarsi (sollevata o delusa?) e lentamente sfilò le mani dalle mie. Allora ripresi a parlarle, con tono dimesso
- Scusami di nuovo, Eleonora, sono mortificato … stasera sto infilando una gaffe dopo l’altra … è che io … vedi … a volte mi faccio prendere …
- Basta Vasco. Non scusarti oltre. Io non capisco dove vuoi andare a parare con queste strane idee. Cosa vuoi che ti dica? Posso solo dirti che, se la tua idea è quella di portarmi a letto, magari approfittando di questo mio momento di rabbia, stai sbagliando completamente. Non ci penso nemmeno un po’, e comunque, se mai ce ne fosse stata una minima possibilità, avrei preferito un approccio più sincero da parte tua. Che cavolate ti vai ad inventare con questa proposta …
- Ma io sono sincero, Eleonora, hai ragione: se ci avessi voluto provare sarei stato sicuramente più diretto e aperto. Quello che ti ho detto non è assolutamente un raggiro con secondi fini. Mi sono solo lasciato trascinare dal mio solito difetto di credere che tutti abbiano la mia stessa visione delle cose, che tutti la pensino come me…
- E cioè?
- Vedi, io penso che il sesso non sia da vedere come una cosa … chessò … morbosa o perversa … per me il sesso è gioia, eccitazione, divertimento, entusiasmo…
- Ma chi ti ha detto che io ritengo morboso o perverso il sesso. Gioia, eccitazione eccetera, d’accordo, ma da qui a pensare che io mi dia con gioia in un’orgia con mio marito, due amici e due sconosciuti … beh, ce ne corre tanto … va bene eccitazione ed entusiasmo, ma in privato … mica con chiunque!
- Ecco, vedi … ma la vergona ed il pudore che frenano te, come la maggior parte delle persone del resto, io non le ritengo sensazioni attinenti al sesso, secondo me contrastano con gioia e spensieratezza…
- Quindi tu ritieni che, ad esempio, esibizionisti e scambisti siano normali?
- Non so cosa intendi con “normali”, ma per me non sono certamente anormali… non sono la maggioranza, d’accordo, ma vivono una sessualità aperta, gioiosa e libera da falsi pudori… … comunque, penso possiamo lasciar perdere. È inutile andare avanti: mi rendo conto di aver scantonato un po’. Scusami di nuovo … e ti prego di non pensare più a ciò che ti ho detto…
Rimase per un po’ in silenzio poi, quasi piangendo, a voce bassissima:
- ... ma … ma allora cosa devo fare? … io non voglio perdere Massimo, … io lo amo …
- Non lo so … non so proprio cosa dirti… pensiamoci su qualche giorno, cerchiamo di farci venire un’idea migliore. Dev’esserci una soluzione… troviamola allora.
- Sì, pensiamoci… dobbiamo trovare il modo di salvare tutto; te lo ripeto: io Massimo non voglio perderlo. E poi …
- Sì? …
- Grazie, grazie per l’aiuto che mi stai dando. Grazie davvero, Vasco.
Ci salutammo e ce ne andammo. Se avevo condotto bene la partita, la prossima mossa sarebbe arrivata da lei. Dovevo solo aspettare … e sperare.

Due giorni dopo: un SMS e un tuffo al cuore: “Devo parlarti. Come l’altra volta. E.”
Presto avrei saputo se avevo seminato bene la mia idea, se ero riuscito ad insinuarle il tarlo e se questo aveva lavorato bene. E comunque sapevo che, anche in caso affermativo, non era per niente finita. Un’altra partita mi aspettava.
- Ciao Vasco.
- Ciao Eleonora, scusami, ma io non ho pensato davvero a niente, sono davvero nel buio…
- Lascia perdere, Vasco.
- In che senso?
- Nel senso che ho passato due notti insonni dopo quello che mi hai detto l’altro ieri…
- ???
- Quella tua idea perversa mi sta tormentando… più mi impongo di non pensarci e più ci penso… e più ci penso e più si insinua nella mia mente … non so come dire … la tentazione di provarci, ecco: più cerco di dimenticare, di cancellare dalla mia mente la tua proposta e più torna a provocarmi, a tentarmi.
Era sulla strada giusta, ma non dovevo assolutamente forzarla, era proprio in bilico…
- E quindi?
- E quindi … non lo so, Vasco, davvero non so che fare. Vorrei aprirmi un po’ di più con te, vorrei farti capire meglio come sono, cosa penso, cosa desidero… con la speranza che tu mi aiuti a scoprirlo davvero. Quello che tu mi hai detto la volta scorsa, cioè che sei di mentalità aperta verso il sesso, mi dà tranquillità nel confessarti certe cose molto intime, ma ti devo pregare che restino tra noi.
- Una specie di lettino di psicanalista? Segreto professionale garantito.
- Beh … se vuoi possiamo anche chiamarlo così…
- Sono qui per te, comincia pure…
- Devo confessarti che io … ohhh, uffa … non so come cominciare. Va bene, partiamo dal filmato che hai visto: ormai è andata così. Perché mi sono fatta riprendere? Non è stata un’idea di Massimo, gliel’ho chiesto io. Sapere di essere filmata mi ha eccitata, è stata un’esperienza veramente nuova per me. In quel momento pensavo di poter essere osservata da chissà quante persone. Addirittura fantasticavo di pubblicare il video su internet, pensa un po’; e questo mi faceva sentire selvaggiamente porca. Sono stata sempre io a chiedere a Massimo di insultarmi durante il video. Poi, passata l’eccitazione del momento, ne ho avuto vergogna ed ho chiesto a Massimo di cancellarlo. Vedi, in certi momenti ho delle voglie, e subito dopo me ne allontano quasi scandalizzata.
- Beh, mi sembra abbastanza normale che nei momenti di eccitazione tu sia così calda e poi dopo ti raffreddi. Credo sia un fatto frequentissimo.
- Si, ma il fatto che quando sono carica ho questa fantasie, come dire, esibizioniste?
- È una fantasia abbastanza ricorrente, se rimaniamo nell’ambito delle fantasie sessuali; altro discorso è per chi invece lo pratica davvero. Tu penso che stia nel mezzo: non ti limiti alla fantasia, ma qualcosa di concreto lo hai fatto, però dopo fai un passo indietro.
- Perché?
- Ehh, il perché dobbiamo ancora scoprirlo, dobbiamo parlare ancora, devi metterti ancora più a nudo…
- Più nuda di come mi hai vista credo proprio sia impossibile… - sorrise -
- Dai, hai capito la battuta, dobbiamo scavare nella tua testa.
- Eh, chissà cosa ne verrà fuori. Comunque Vasco, devo dirti una cosa: parlare con te mi risulta facile, temevo di sentirmi molto più imbarazzata, invece mi sta venendo abbastanza naturale parlarti di questi argomenti. Vado avanti. Ora devo raccontarti un altro episodio. Stavolta non è una mia fantasia, ma un fatto accaduto realmente: devo spiegarti cosa è accaduto, ma soprattutto le sensazioni che ho provato.
Mi raccontò dell’acquisto al sexy-shop dei due giocattoli, fatto già narratomi da Massimo ma che ovviamente tacqui. Dopo però, fu ovviamente molto più dettagliata nel descrivermi le sue sensazioni legate all’evento:
- … e quindi, in quel momento, non solo l’essere esposta in pubblico, ma anche il fatto di essere toccata e penetrata con le dita da uno sconosciuto mi eccitava terribilmente. Guardavo la gente: qualcuno fingeva di non vedere, qualcun altro sfacciatamente si godeva lo spettacolo ed io, altrettanto sfacciatamente li guardavo, mi facevo guardare e ne provavo piacere. Stavo per godere lì, davanti a tutti, e non so perché non mi sono lasciata andare, è stata veramente questione di poco.
- Questo è già molto diverso, Eleonora: mi racconti un fatto che va già oltre le fantasie precedenti e mi dici che ti è piaciuto…
- Sì, però, nonostante lo desideri fortemente, non ho il coraggio di riprovarci…
- Forse un po’ è perché non sei stata tu a volerlo, ma sei stata indotta, forzata; un po’, secondo me, è anche dovuto ad una diversa situazione: eri all’estero tra gente sconosciuta, ti mancava il timore di essere riconosciuta da qualcuno.
- È vero, Vasco. Ero eccitata ma anche più sfacciata perché sapevo di non essere conosciuta. Ma resta il fatto che, di fronte a sconosciuti e toccata da uno sconosciuto, per giunta in presenza di Massimo, ho scoperto sensazioni mai provate… un’eccitazione fortissima, insana direi, ma di grande piacere. E io queste sensazioni vorrei provarle ancora.
- Se ora sei tu a volerlo, il primo motivo è superato. Resta il secondo: hai timore, vergogna, di farlo dove sei conosciuta.
- Già: questo mi blocca. Ogni volta che ci ripenso e provo questo desiderio, il pensiero della gente che mi conosce mi provoca un’angoscia che mi frena totalmente. Ora, ti rivelo l’ultima mia fantasia: vorrei fare sesso con diversi uomini tutti insieme, curiosamente è proprio quello che mi hai proposto e forse per questo sotto sotto mi tenta un po’. Me lo immagino sempre mentre faccio l’amore con Massimo. Gliel’ho anche confessato e lui è stato talmente comprensivo da dirsi disposto a farmi provare, ma anche in questo caso non riesco a vincere le mie paure.
Ora era il momento di cominciare con qualche spinta.
- Se davvero vuoi godere ancora di quelle sensazioni, devi riuscire a sbloccarti, devi superare queste remore. Devi fregartene, Eleonora, FRE-GAR-TE-NE! Fregartene della gente che conosci e dei loro falsi moralismi. Devi essere ciò che vuoi e non ciò che vogliono gli altri.
- Eh, è facile parlare così, Vasco, ma non è per niente facile farlo… tanto forti sono state le sensazioni di piacere provate e tanto forte il desiderio di riprovarle o addirittura di andare oltre, di osare di più. Ma più forte è l’imbarazzo, la vergogna, l’angoscia che mi assalgono quando devo decidere se provarci…
- Lo so, ti capisco. Lascia che ti dica un paio di cose. La prima: quando hai saputo che avevo visto il tuo film, come hai reagito? Mi hai insultato per una trentina di secondi, eri furibonda, ma dopo? Ora me ne hai parlato con grande naturalezza, ti dà ancora fastidio sapere che ti ho vista? Pensi che aver visto quel film abbia cambiato la mia considerazione nei tuoi riguardi? In peggio, ovviamente.
- No, se devo essere sincera, non mi dà più fastidio. E non credo di aver perso stima da parte tua.
- Anzi, da parte mia posso assicurarti che l’Eleonora che ho scoperto guardando quel film vale mille volte più di quella che credevo di conoscere, e quella che sto scoprendo ora ne vale altrettante di più.
- Non adularmi, non ci casco… Vasco.
- È vero, credimi.
- E quale sarebbe la seconda cosa che dovevi dirmi?

Nel prossimo episodio:
- Mia madre e mio padre. Abitano a …, non è lontano. Andiamo a trovarli …
*Oddio … fidanzamento ufficiale in vista? (nda)

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