La Prima Esperienza Al Cinema Con Uno Sconosciuto

Scritto da , il 2019-08-25, genere gay

Ciao mi chiamo Pino e voglio raccontarvi la mia prima esperienza.
Avevo 17 anni e, naturalmente, gli ormoni in subbuglio. Da circa 3 anni mi masturbavo regolarmente pensando alle mie compagne di scuola ma non solo. Da qualche tempo ero attratto, almeno nelle mie fantasie, dall'idea di fare sesso con un maschio più grande di me. Non avevo avuto molte esperienze e la mia conoscenza del sesso si limitava ai racconti che ci facevamo tra amici. Avevo avuto modo di sflogliare una rivista porno e, da allora, mi segavo almeno due volte al giorno. Era estate, scuola già finita da un pezzo, e pochi amici in città. Quel giorno decidemmo, insieme a tre miei amici, di andare al cinema nel pomeriggio. Proiettavano un film horror, genere che non amavo. Entrati al cinema ci sedemmo in una fila al centro della sala ed io ero seduto alla destra del gruppo. Non c'erano molti spettatori e, alla mia destra, c'era la tenda che copriva l'ingresso della sala. Mancavano pochi minuti all'inizio della proiezione, quando fui colpito dall'ingresso di uno spettatore che, scostata la tenda ed entrato nella sala, cominciò a perlustrare la sala come se fosse alla ricerca di qualcuno. C'erano tanti posti liberi e lui continuava ad ispezionare. Ad un certo punto incrociò il mio sguardo e cominciò a fissarmi. Io, dopo poco, distolsi lo sguardo e mi chiesi se conoscevo quel tipo. Aveva all'incirca quarant'anni, moro e con un fisico robusto. Decisi che no, non avevo mai visto prima quell'uomo. Mentre pensavo a questo mi accorsi, con la coda dell'occhiio, che era venuto a sedersi proprio nella sedia dietro la mia. Con tanti posti liberi, pensai, proprio dietro a me. I miei amici parlavano tra di loro e ridevano di qualcosa, non si erano accorti di nulla. All'improvviso la sala piombò nel buio ed iniziò la proiezione. Sentii da subito una strana eccitazione, come se condividessi un segreto con qualcuno. Girai la testa alla mia destra nel tentativo di guardare lo sconosciuto alle mie spalle ma non riuscii a vedere molto, la mia vista non si era ancora abituata alla penombra. Dopo qualche minuto, e dopo qualche altro mio goffo tentativo di sbirciare, avvertii un contatto sul mio braccio. Una carezza leggera che mi fece quasi sobbalzare, all'inizio. Guardai alla mia sinistra l'amico che era seduto di fianco. Ero convinto che si fosse avvertito il mio sobbalzo. Nulla, era preso dalla visione del film e sembrava non essersi accorto di niente. Provai a girare la testa verso lo sconosciuto e, subito dopo, avvertii di nuovo la carezza sul braccio con le sue dita che, addirittura, tentavano di infilarsi sotto la maglietta verso l'ascella. Rimasi pietrificato anche se, devo ammetterlo, il mio corpo era percorso da un fremito che mi eccittava moltissimo. Avvertivo un'erezione pazzesca. Avevo il terrore che i miei amici potessero accorgersi di quanto stava accadendo. Il tipo, evidentemente esperto di situazioni del genere, sembrò accorgersi dei miei timori perchè sospese i suoi toccamenti. Il mio cuore andava a mille. Ero convinto che tutto il cinema potesse sentire il mio battito. Passò qualche minuto ancora e, vedendo che nulla accadeva, mi girai verso di lui. Secondo me non aspettava altro che la conferma del mio interesse. Avvertii distintamente il rumore della zip che si apriva. Quasi nello stesso momento mi toccò sul braccio e, quando mi girai, complice una scena del film molto luminosa, vidi il suo cazzo fuori dai pantaloni. Mi sembrò enorme. Rimasi senza fiato. Era lungo e grosso. Guardai alla mia sinistra con la coda dell'occhio ma i miei amici erano assorti nella visione del film. La cosa andò avanti per un po' in questo modo: ogni volta che c'era una scena particolarmente cruenta, mi coprivo gli occhi con le mani e mi giravo a destra per guardare un altro genere di spettacolo. Lui era subito pronto a metterlo in mostra ogni volta che mi giravo. Si era spinto in avanti col bacino e quasi sarei riuscito a toccarlo se non ci fossero stati i miei amici con me. Di nuovo all'improvviso la proiezione terminò e si accesero le luci. Era iniziato l'intervallo. Iniziammo a commentare il film ed io fui preso di mira dai miei amici perchè, a loro dire, avrei dovuto pagare metà del biglietto avendo visto metà del film. Non sapevano che avevo visto ben altro spettacolo: un magnifico cazzo che, sia per lunghezza che per circonferenza, era almeno il doppio del mio. Appena iniziò il secondo tempo, mi aspettavo una ripresa di sfregamenti e di esibizioni ma non andò così. Mi girai un paio di volte ma lui non acccennava a ricominciare. Ad un certo punto sentii un contatto sulla mia spalla e mi accorsi che si era alzato e si dirigeva verso la tenda che copriva l'ingresso dei bagni. Scostò la tenda e, per un attimo, riuscii a vedere il corridoio illuminato che portava ai bagni. Una volta entrato, cominciai ad aspettare il suo ritorno ma i minuti passavano e lui non rientrava. Mi sentivo terribilmente eccitato ed attratto. Pensavo a come fare per raggiungerlo. Speravo di poter ammirare, questa volta in piena luce, il suo meraviglioso cazzo. Non sapevo come fare. Il tempo passava e mi venne in mente, visto che il film proponeva un'altra scena molto cruenta, di dire ai miei amici che preferivo andare via piuttosto che continuare a soffrire vedendo il film. Dopo qualche inevitabile sfottò, i miei amici mi salutarono. Mi alzai e mi avviai lentamente verso le tende dell'uscita. Mi girai verso i miei amici e, appena mi rassicurai sul fatto che non mi seguivano con lo sguardo, scostai come un fulmine la tenda dei bagni e mi ritrovai nel corridoio. Mi tremavano le gambe. Mi ero già preparato la scusa se i miei amici mi avessero scoperto: "ero andato a pisciare prima di uscire". Lungo il corridoio c'erano due porte con i simboli dei maschi e delle femmine. Entrai nel bagno dei maschi e mi trovai tre porte davanti. Le prime due erano chiuse mentre l'ultima, che si trovava di fronte agli orinatoi a muro, era socchiusa. Mi diressi verso gli orinatoi slacciandomi la patta e facendo finta di voler pisciare. In realtà ero spaventato ed eccitato allo stesso tempo. Appena mi avvicinai all'orinatoio e girai un po' la testa vidi che la porta veniva aperta del tutto. Lo guardai: era nudo dalla vita in giù, con i pantaloni e le mutande calate sotto il ginocchio e il suo cazzone che svettava verso l'alto. Mi sembrò magnifico! Se lo menava con lentezza e mi colpì la dimensione della cappella: sembrava un grosso fungo rosso. Mi fece segno di entrare nel bagno con lui. Ero terrorizzato. Mi sentivo attratto e lui dovette avvertire la mia indecisione. Si sporse uscendo dal bagno e mi tirò letteralmente dentro chiudendo la porta. Mi ritrovai a pochi centimetri dal suo cazzo e non riuscivo a distogliere lo sguardo. Lui cominciò a parlarmi per tranquillizzarmi dicendomi che ero bellissimo e che lui era così arrapato per colpa mia. Mi prese una mano e la portò sul suo cazzo. Era bollente e liscio come la seta. Duro, prepotente. Cominciò a guidarmi in un lento su e giù mentre cominciò a toccare anche il mio cazzo che aveva si dimensioni diverse ma era duro come il marmo. Io ero letteralmente nelle sue mani. Ad un certo punto mi slacciò la cintura e, infilate le mani dentro i pantaloni, con un unico e deciso movimento mi calò mutande e pantaloni. Subito dopo, senza lasciare il mio cazzo si abbassò e sentii il mio cazzo sprofondare nella sua bocca. Che sensazione! Credevo di scoppiare dopo pochi secondi, soprattutto quando lui, dopo aver infilato una mano sotto le mie palle, cominciò ad accarezzarmi il culo tentando, con un dito, di arrivare al buchino. Lui dovette accorgersi della mia eccitazione e allora si rialzò, baciandomi sulla bocca e sul collo mi faceva sentire il suo cazzone sulla pancia e masturbava lentamente il mio. Io gemevo non riuscendo a fare nulla. Ero in balìa di questo sconosciuto. Mi mise entrambe le mani sulle spalle per farmi chinare. Cosa che feci senza opporre resistenza trovandomi con il suo cazzo davanti al viso. Lo guidò con la mano verso la mia bocca che dovetti solo socchiudere per sentirlo entrare per metà fino al palato. Era caldo, liscio e con un buon sapore. Non sapevo cosa fare ma ci pensò lui. Lo muoveva avanti e indietro nella mia bocca. Quando lo spingeva in profondità avevo la sensazione di soffocare e, un paio di volte, mi venne da vomitare. Mi piaceva, la situazione mi eccitava. Piaceva molto anche a lui, lo avvertivo per il fatto che il suo bestione diventava sempre più duro ed il suo ritmo aumentava. Cominciai a pensare alla sua sborrata e avevo paura che mi venisse in bocca. Ma lui aveva altri programmi. Di lì a poco, infatti, lo tirò fuori dalla mia bocca e mi sollevò invitandomi a girare verso il muro. Mi prese per i fianchi tirandoli verso di lui e dopo pochi secondi sentii le sue mani aprirmi le chiappe e il suo respiro sul culo. Le sue labbra mi baciavano e le sua lingua cominciò a leccare il mio buco tentando di forzarlo. Alternava leccate e baci e, con un dito, iniziò a penetrarmi. Tentai di oppormi ma, ormai, ero diventato arrendevole. Mi sentivo languido e, quando il suo dito riuscì a penetrarmi, cominciai ad avveritre un fremito nel basso ventre che inziava da un punto dietro alle palle. Lui mi penetrava con il dito e io gli andavo incontro con il culo. Ad un certo punto avvertii il suo fiato caldo dietro il mio orecchio e sentii che puntava la cappella sul mio buco. Voleva scoparmi con il suo enorme cazzone. Fu quella la prima volta che pensai a me come ad una femmina. Temevo per il dolore. Sentivo le sue spinte. Una di queste fu più efficace e avvertii un forte dolore quando la cappella tentò di entrare nel mio culo. Mi veniva di urlare e cominciai a piangere dal dolore. Lui mi sussurrava di stare calmo e che mi sarebbe piaciuto. Io tentavo di divincolarmi ma la sua stretta era forte. Mi spingeva sulle spalle perchè mi chinassi di più e, appena ottenne il suo scopo, con una grossa spinta mi penetrò con forza. Lo sentii dentro di me ed ebbi la sensazione che mi spaccasse in due. Aspettò che prendessi fiato e con altri due colpi ben assestati mi sfondò completamente. Non riuscivo a muovermi ma, lentamente, stavo abituandomi alla sua presenza anche se il dolore era molto forte. Cominciò a toccare il mio cazzo che, intanto, aveva perso la sua erezione ed era rientrato nel suo guscio. L'eccitazione lentamente ritornò e lui cominciò a muoversi dentro di me. Lo sentivo duro e caldo e il dolore stava lentamente lasciando il posto al piacere. Anche il mio cazzo prese vigore e a poco a poco lui accelerò il ritmo dell'inculata. Lo sentivo arrivare fino in fondo alla pancia e all'improvviso cominciai a tremare e ad avvertire l'inizio dell'orgasmo. Lui se ne accorse, tentò di rallentare il mio orgasmo stringendomi il cazzo ma io iniziai a sborrare urlando con la sua mano davanti alla bocca. A quel punto anche lui aumentò la velocità e, con una spinta più forte delle altre, si trattenne profondamente dentro di me scaricando un grande calore nel mio culo. Eravamo ansimanti e sudati. Il mio cazzo era sensibilissimo. Avvertii la tensione del mio culo diminuire. Lo sentii uscire e, istintivamente, portai la mia mano a toccarmi il buco che mi parve una caverna bagnata. Immediatamente passai, con una rapidità sconcertante, dall'eccitazione alla paura e alla vergona. Mi rivestii rapidamente, senza nemmeno pulirmi con un fazzoletto che mi offriva lui, e tentai di uscire. Lui mi fermò dicemdomi di guardare prima di uscire. Aprì la porta e, visto che non c'era nessuno mi fece segno di uscire. Fu facile uscire, il film era ancora in corso e dovetti solo uscire da una tenda ed entrare in un'altra. Corsi a casa nell'angoscia totale per quello che avevo appena vissuto. Il senso di colpa e la vergogna erano a mille ma, nei giorni successivi, tornai da solo in quel cinema con la speranza di incontrarlo ancora. Purtroppo non l'ho mai più incontrato.
Attendo i vostri commenti.
Pino

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