Il bastardo il capo e la moglie (grottesco estivo) pt.1

Scritto da , il 2019-08-20, genere trio

Nota iniziale
Non essendo così ottimista da credere che tutti leggano fino alla fine il racconto, anticipo le consuete precisazioni finali:
I nomi (di persone, aziende ecc.) sono creati dalla mia (malata) fantasia; se qualche nome dovesse corrispondere a persone esistenti, me ne scuso con gli sfortunati chiarendo che l’eventualità è assolutamente casuale.
I luoghi non sono ben precisati: le vicende possono svolgersi in una qualsiasi città d’Italia.
Infine i fatti narrati. La vicenda è inventata di sana pianta, tuttavia alcuni singoli eventi e situazioni possono essere realmente accaduti ovvero verosimilmente accaduti; oppure più o meno probabili o infine del tutto inverosimili. Lascio a chi legge il compito di classificarli di volta in volta come meglio gli pare.

Il bastardo sono io. Perché mi scopo la moglie del capo (ex capo, ora socio) da quasi un anno. No, no…, non a sua insaputa: me la scopo insieme a lui, nello stesso letto, nella stessa casa, tutte le notti. Bastardo anche perché da quasi un anno, grazie ad un’abile mossa (una carognata a dire il vero) da semplice impiegato presso la sua ditta sono diventato in pochi giorni, suo socio nella ditta e nel matrimonio.
Procediamo con ordine.
Ho 40 anni e mi chiamo Vasco Pando. Sì, i miei genitori erano, anzi sono, abbastanza fuori dal comune (fuori di testa dicono in molti) e ritennero una spiritosa trovata abbinare il nome Vasco al nostro cognome. Possono i nomi imposti alla nascita influire sul destino delle persone? Può darsi. Lo vedremo.
Gli altri personaggi principali.
Il capo
Massimo Dellaverga, eh … beh, anche in questo caso nomen omen. Se state pensando alla sua dotazione, ebbene sì, lo posso confermare.
È il proprietario (ora in parte) del mobilificio Dellaverga, quello del famoso slogan
“Poltrona Dellaverga, il meglio per le tue terga”. Non lo conoscete? Beh, non vi siete persi niente… Nel mobilificio, all’epoca del fatto (circa un anno fa) lavoravamo, oltre a Massimo, proprietario/direttore, io ed un altro impiegato (Emilio, dal cognome banale e comunque non significativo per il racconto), due impiegate e 14 operai.

La moglie
Eleonora Latroja. Qui col nome si tocca veramente l’apice. Trentacinquenne bellissima, spavalda e sicura di sé, con istinti sessuali latenti che solo un sapiente lavoro di psicologia farà emergere prepotentemente.

Io ed Emilio eravamo abbastanza in confidenza col capo e buoni amici anche di Eleonora.
Il giorno in cui la vicenda ebbe inizio, Massimo, dopo una riunione con me, Emilio e le due segretarie, congedò le ragazze e chiese a me ed Emilio di fermarci nel suo ufficio.
- Voi conoscete bene Eleonora…
- Beh, insomma … abbastanza, penso …
Risposi senza ancora capire il motivo della domanda
- Vi piace?
- ???
- In che senso ci piace, Massimo?
- In senso fisico … anche sessualmente … insomma, ve la scopereste?
Gelo nell’aria, imbarazzo palpabile.
- Non preoccupatevi, non è un trabocchetto, né uno scherzo. Forse è meglio che vi chiarisca. Venite a vedere.
Girammo intorno alla scrivania e osservammo sul monitor. Cominciarono a scorrere fotografie di Eleonora. In biancheria intima e pose provocanti le prime. Poi con completini da notte via via più trasparenti e ridotti e con pose ancora più sfacciate. Infine i nudi integrali: figura intera e dettagli su particolari come i capezzoli, eretti, turgidi e grandi quanto una falange. Poi varie pose sempre più hard fino ad una veramente oscena: stesa sul letto con le cosce divaricate e le dita a tenere aperte le labbra della fica, di cui nei primi piani successivi si apprezzava l’esatta anatomia fin nelle pieghe più profonde. E la bagnata lucentezza delle parti visibili testimoniava quanto fosse eccitata.
- Che cazzo…
Esclamai
- Che figa!
Mi corresse Emilio.
- Il meglio viene ora…
Riprese Massimo ed avviò un video. Partendo dalla posizione oscena di prima ecco Eleonora che cominciava a toccarsi i capezzoli rendendoli, se possibile, ancora più eretti, poi le labbra e la lingua, poi la figa: dalle labbra al clitoride e viceversa senza trascurare puntatine di uno o più dita all’interno.
Emilio ed io eravamo arrapati e sudati e non cercavamo di nasconderlo.
Improvvisamente nella mano di Eleonora spuntò un dildo, un cazzo di gomma di dimensioni veramente notevoli. Se lo massaggiò sul clitoride e sulle labbra, poi lo infilò e sfilò ripetutamente dalla figa spingendo sempre più in fondo. Eravamo semplicemente esterrefatti da quanto riuscisse a farne entrare.
- Ma quanto ce l’ha profonda …
- Davvero tanto! Posso assicurarvelo.
Nel video cominciammo a sentire anche la voce di Massimo che apostrofava Eleonora:
- Dai, puttana … fai vedere a tutti quanto sei troia, fai vedere che porca sei, come ti piace avere i buchi sfondati… cagna in calore …
Lei sfilò il cazzo di gomma dalla figa, se lo leccò per bene e poi se lo infilò senza sforzo profondamente nel culo. Nell’altra mano aveva già un vibratore, anch’esso di taglia adeguata col quale cominciò a sfondarsi la figa. Le riprese alternavano primi piani del viso, dai tratti già deformati dall’imminente orgasmo, a zoomate ravvicinate delle parti “calde”. Infine arrivò. Eleonora ci mostrò il suo devastante orgasmo, fatto di tremori convulsi, quasi fosse preda di una crisi epilettica, culminante in un lunghissimo urlo che, per quanto il volume fosse prudenzialmente basso, ci fece temere l’accorrere di qualcuno in ufficio.
- Allora?
- Beh … notevole, devo ammetterlo, Eleonora è ancora più figa di quanto la conoscessi, e … come dire … non so, è molto …
- Porca? Maiala? Puttana?
- Beh, sì … le cose che le dicevi tu …
- Ma ci spieghi ora perché ci hai fatto vedere tua moglie in calore?
- Ci arriverò, ora partiamo dai “giocattoli”, li avete visti?
- Sì, davvero grossi, non avrei mai sospettato che Eleonora riuscisse ad infilarsi attrezzi del genere.
- Neanche io. Li abbiamo comprati durante un viaggio in Olanda. Siamo entrati in un sexy shop quasi per scherzo e, sempre scherzando e ridendo, Eleonora si è messa a toccarli tutti, lanciando gridolini ogni volta che ne afferrava uno più grosso del precedente. Si avvicinò un commesso chiedendo se poteva esserci d’aiuto. Un po’ in inglese, un po’ a gesti Eleonora fece capire di volerne acquistare uno, ma di essere incerta sulla misura. Senza scomporsi minimamente il commesso la fece voltare di spalle, piegare a 90 gradi e improvvisamente le alzò la gonna ed abbassò le mutandine chiedendole di mostrare i suoi buchi. Tutto questo avvenne al centro del negozio, in cui c’era altra gente. Le fece divaricare le gambe per avere migliore accesso a figa e culo. Eleonora eseguiva come un automa, quasi in trance, io ero paralizzato, senza sapere cosa fare né cosa dire. Le infilò prima due dita nella figa facendole roteare e divaricandole per valutare forma ed elasticità. Poi le sfilò e le fece la stessa operazione nel buco del culo. Terminata l’ispezione la fece ricomporre e le diede il cazzo di gomma che avete visto nel video. Le disse che le prime volte le avrebbe fatto male, poi via via meno, fino a darle grande piacere. Cosa che avete potuto constatare. Eleonora decise poi di prendere anche il vibratore, di misura analoga. Tornando in albergo io le chiesi scusa per non essere intervenuto dicendole di essere rimasto di sasso. Lei mi disse allora che non era quello il problema. Il problema era che lei inizialmente aveva provato grande imbarazzo nell’avere le sue parti intime esposte in pubblico e toccate da uno sconosciuto; ma poi si era eccitata, sia per le dita nella figa e poi nel culo, ma anche e soprattutto perché la sensazione di essere nuda in pubblico l’aveva arrapata come non mai. Mi disse che se il commesso avesse continuato con le dita sarebbe venuta in pochi attimi, nonostante la gente presente, o forse proprio per quella …
- Beh, l’esibizionismo è una forma di erotismo abbastanza diffusa …
- Sì. Ma Eleonora non ne aveva mai avuto il minimo desiderio, non aveva mai neanche lontanamente pensato ad una cosa del genere. Da allora invece sta cambiando. Le piace farsi fotografare e riprendere come avete visto. Solo che poi, una volta visti foto e video me li fa cancellare. Questi che avete visto sono gli ultimi, li cancellerò, ma prima ho voluto mostrarveli. Sembra quasi che oscilli tra voglia di esibirsi, e difatti mentre lo fa si lascia andare senza freni, e vergogna al solo pensiero che qualcun altro oltre lei e me possa vederla. Credo stia vivendo una fase di grande incertezza.
- E noi cosa potremmo fare per aiutarti o aiutarla?
- Una delle fantasie erotiche che ultimamente la sta tormentando, me lo sussurra spesso quando scopiamo, è di essere scopata, sbattuta, strapazzata, sfondata – sono parole sue – da più cazzi contemporaneamente. Abbiamo guardato qualche video di scopate multiple (sempre molti uomini con una sola donna) su internet, ma temo di aver peggiorato la situazione. Me lo chiede, ma poi ha timore, vergogna di farlo.
- E tu glielo faresti fare?





Nel prossimo episodio:
… mi sembra talmente impossibile che sono disposto a rischiare di farmela scopare da tutta la ditta … ci scommetterei su anche qualcosa.

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