Sissification 2 - Cap.1

Scritto da , il 2019-08-20, genere dominazione

PROLOGO

L'invito a pranzo da parte di Augusta mi aveva colta un po' di sorpresa, ma non potevo certamente rinunciare al piacere di mangiare da Maxondre, il cui chef era diventato quasi una leggenda vivente.
Arrivai puntale, trovando Augusta già seduta al tavolo in mia attesa. Il suo aspetto non era certo dei migliori, e pur rimanendo una gran bella donna, i lineamenti del volto tradivano troppe ore passate insonni.
"Non mi dire che sono uno splendore perchè so che non è vero." mi disse dopo una veloce stretta di mano.
"Stai tranquilla, non è mia abitudine mentire." le risposi cercando in lei un sorriso.
Il cameriere prese le ordinazioni, lasciandoci quindi sole, e subito lei arrivò al punto della discussione.
"Clara, credo sia inutile perdersi in fronzoli e premesse superflue. Da quando mi hai reso mio marito trasformato in una sissy, la mia vita è diventata un casino, tanto che inizio a credere che sia lui a portarmi sfortuna. Mia figlia Patrizia aveva deciso di aprire una 'scuola' per sissy mancandole però l'esperienza, ma purtroppo non la cocaina che l'ha portata dritta in una comunità dov'è ancora adesso. Così mi sono ritrovata a fare io la Mistress, ma non avendo però il tuo polso sono finita a darmi dominare dal basso da quel branco di depravati."
"Scusa ma davvero volevate vendere delle sissy ?" le chiesi a dir poco sbalordita.
"Patrizia ha sempre avuto tendenze dominanti, metti anche ci siamo trovate con Jessica e un suo pseudo ragazzo forse ancor più perverso del mio ex marito, una notevole disponibilità economica e nulla di serio da fare. Inoltre alcune aspiranti sissy hanno pagato in anticipo la loro educazione, così c'è sembrato un buon business, che univa l'utile al dilettevole...."
"Solo che non avevate alcuna idea su come andare avanti." la interruppi poco prima che arrivassero gli antipasti "In poche parole ora non vuoi mandare tutti a casa, ma neanche continuare a fare dei danni."
"Si è così" mi rispose abbassando la testa, quasi vergognandosi di quel che aveva appena detto..
"Trovo positivo che ti sei resa conto del grosso guaio nel quale ti sei infilata, però non è che io abbia la bacchetta magica. Inoltre come sai i miei servigi non sono mai stati a buon mercato, vorrei solo ricordati che per l'addestramento di Jessica hai speso più di ventimila euro."
"Lo so come che tu sei la migliore." mi disse cercando forse di lusingarmi "Quindi quantifica quel che vuoi e come intendi muoverti."
"Quante aspiranti sissy o slave ci sono in casa tua ?"
"Otto più Jessica e qualche bull perchè ?"
"Otto per venti fa centosessanta, dieci di sconto perchè sei tu, ma voglio che Jessica torni da me per sempre."
"Clara ma lei non conta un cazzo !" mi rispose stizzita.
"Quindi dov'è il problema ?"
"Patrizia non accetterà mai di perderla."
La voce di Augusta mal nascondeva un misto di stupore, ma soprattutto di paura per quello che avrebbe detto la figlia, una volta finito il suo percorso di recupero.
"Ora non c'è, inoltre ha ben altri problemi e molto più seri cui pensare."
"Inoltre mia figlia le ha praticamente rotto l'ano, pensa che deve girare con un tappo nel culo per non cagarsi addosso. Sai l'ha usata come cavia per ogni forma di fisting ...in compenso ha due belle tette ..."
"Tua figlia è una deficiente !" dissi con tono deciso "E tu non sei certo meglio di lei, insomma cosa vi è passato per il cervello, va bene che era tuo marito e quindi suo padre, ma stiamo parlando pur sempre di un essere umano !"
"Hai ragione, dimmi solo cosa devo fare." mi rispose ormai conscia di non aver alcuna possibilità di controbattere le mie affermazioni.
"Adesso finiamo queste prelibatezze, poi passiamo da te, voglio vedere di persona cos'avete combinato in quella casa, e solo dopo ti spiegherò come intendo agire."
Le portate si susseguirono mentre la discussione s'era fatta più frivola, quindi Augusta pagò il conto per poi precedermi in macchina, ma solo dopo aver fatto dato disposizione che non trovassi nessuno in casa, che non fosse un’aspirante sissy.

Capitolo uno

"Perchè non vuoi bull in casa ?" mi chiese Augusta subito dopo aver parcheggiato la macchina vicino alla mia.
"Al momento non solo non servono a nulla, ma creerebbero solo disturbo e difficoltà. Non ho mai lavorato con un gruppo così numeroso, ma siamo in due, quindi bisognerà andare d'accordo e capirsi al volo, il resto spero verrà da se.”
La padrona di casa aprì la porta e tutti i suoi sottomessi vennero a porgerle i dovuti omaggi. Alcuni mal celarono un certo nervosismo nel vedermi, ma non Jessica che mi fece un generoso inchino.
“Miss Clara, non sa che gioia è per me vederla.” mi disse portando le mani dietro la schiena.
“Lo è anche per me, mia piccola sissy, ora però dammi due bacetti e salutami come si deve.”
Jessica mi stampò due baci sulle guance, dimostrandomi che non serbava alcun rancore nei miei confronti per averla ceduta alla sua ex moglie e alla figlia. Osservai quindi il resto della comitiva, senza nascondere in alcun modo un profondo senso di disgusto nei loro confronti. L'età media era piuttosto bassa, il che era sinonimo di scarso addestramento, inoltre almeno un paio avevano un aspetto poco gradevole dato principalmente da un trucco troppo marcato. Solo un paio avevano almeno visivamente le qualità per diventare delle buone sissy, i loro lineamenti non erano troppo marcati, anzi una era fin troppo femminile, ma soprattutto si muovevano con grazia, anche se portavano i tacchi alti.
“Queste sarebbero le tue aspiranti sissy ?” chiesi ad Augusta senza guardare qualcuno in particolare.
“Sì, certamente sono ancora materiale grezzo, ma sempre meglio di quando sono arrivate qua.”
“Ma non erano otto ?”
“Sì ma una è dovuta tornare al lavoro per una questione molto urgente, ma in ogni caso la conoscerai domani.”
“Sanno perchè sono qui ?”
“Si vorrei però che fossi tu stessa a ricordarglielo. E voi mettevi in riga e senza far rumore.”
Facendo un po' di confusione, quell'armata Brancaleone di slave si dispose in fila, con Jessica in testa e Augusta davanti a loro.
“Bene feccia, la vostra Padrona mi ha riferito qualcosa d'insopportabile, e cioè la vostra reticenza all'essere educate come perfette sissy. Quindi ha chiamato me per farvi capire cos'è una schiava sottomessa. Sappiate che da ora ogni vostra mancanza sarà punita da me in maniera dura ed esemplare, per far sì che il vostro addestramento sia completo e perfetto in ogni suo aspetto. Ora avete cinque minuti per decidere se andar via o restare, le prime non verranno biasimate, ma non potranno mai più rientrare in questa casa. Chi vorrà proseguire nel suo cammino sappia che non riceverà nessun premio, ma solo dolore e umiliazioni. Sono certa che Jessica mi avrà raccontato di come l’ho addestrata, e quindi sapete a quello a cui andrete incontro, quindi avete un paio di minuti per decidere della vostra vita futura.”
Le slave rimasero senza parole, cercando fra loro le risposte a chissà quali domande, solo Jessica era sicura di se, dietro ad un sorriso appena abbozzato, ma più che visibile.
“Allora froci bastardi ? Devo pensare che nessuno di voi voglia andarsene ?” dissi con voce chiara e decisa “Vorrà dire che inizieremo a presentarci. Io sono Miss Clara, vostra nuova insegnate di buone maniere e educazione all'antica. Donna Augusta rimarrà la vostra Signora e Padrona assoluta, mentre Jessica che è già stata mia allieva mi aiuterà pur rimanendo nel suo ruolo. Adesso fatemi sentire le vostre voci, iniziando con te.” conclusi rivolgendomi al primo della fila.
Le sissy cercarono di presentarsi con degli inchini e un certo rispetto, tranne l'ultima che provò ad allungare la mano per stringermela. L’aspirante sissy era forse la più brutta del gruppo, non solo era fin troppo visibilmente sovrappeso, ma si era truccata in modo esagerato, più da maschera di carnevale che da vera donna.
“Ma che cazzo combini pezzo d'idiota !” le urlai in faccia dandole un sonoro ceffone “Ecco chi subirà la mia prima punizione educativa, mettiti a pecora per terra e tirati su la gonna. Jessica tu vammi a prendere qualche grosso strap-on per iniziare a rompere il culo a questa merdaccia.”
“Subito Miss.” mi rispose Jessica tornando poco dopo con tre grossi falli dotati di cinghie.
Scelsi ovviamente il più grosso, che indossai dopo essermi sfilata la gonna e messo in mostra il mio fisico statuario, oltre che una lingerie molto ricercata.
“Come hai detto che ti chiami frocio ?” chiesi alla sissy che stavo per sodomizzare.
“Penelope mia Signora.” mi rispose con voce tremante.
“Allora Penelope allargati questo schifo di culo che ti ritrovi e vedi di non urlare, perchè ricorda che sentire gridare mi eccita e quindi divento più sadica.”
Quando poggiai la punta del fallo contro il buchetto della sissy, questa tremava dalla paura, ma non badai a ciò e spinsi con forza, infilando mezzo dildo nel culo di Penelope.
“Ahh che male, così mi spacchi in due.” protestò la sissy senza alcun rispetto nei miei confronti.
“Che cosa osi dire schifezza dell'umanità !” le risposi dopo aver sfilato qualche centimetro del fallo per poi spingerlo quasi tutto nel suo ano ormai dilatato “Primo devi sempre rivolgerti a me dandomi del lei, e solo quando ti permetto di farlo. Secondo sei una troia il cui unico scopo è soddisfare il mio volere, quindi se voglio romperti il culo lo faccio e come più mi piace, mentre tu devi solo ringraziarmi per averti usato, chiaro puttana che non sei altro ?”
“Si Padrona.” mi rispose la sissy con un gemito
Penelope dimostrò tutti i suoi limiti, non solo non riusciva a stare carponi, ma cadde a terra e rischiai di finire anch'io sul pavimento. Era fin troppo chiaro che sino a quel giorno era stata usata come un puttana qualsiasi, e non aveva avuto alcuna educazione per diventare una vera sissy. Mossa quindi da una più che comprensibile rabbia anche nei suoi confronti, decisi di legarla ad un tavolo per continuare a scoparla, sino a stancarmi di lei. Com’era facilmente prevedibile dopo un po’ Penelope iniziò a gemere di piacere, e per riportarla sulla retta via fui costretta a picchiarla sulle natiche fino a farle diventare quasi viola.
“Da domani vi chiuderò i vostri inutili cazzetti in appropriate cinture, in modo che dovrete chiedermi il permesso anche per farvi una sega, razza di froci impotenti che non siete altro. Vi chiamerete anche fra di voi usando i vostri nomi femminili, e qualunque vostra iniziativa dovrà avere il mio consenso o quello della vostra padrona. ” dissi al resto delle aspiranti slave spaventate da quella prova di forza “Mettetevi in testa che siete esseri inutili, buone solamente a soddisfare i desideri di qualche domina di buon cuore, che non vi usi solo come scopini da cesso.”
Lessi il terrore più puro negli occhi delle altre sissy, ma volli dar loro una dura lezione, coinvolgendole nelle punizioni.
“Tu grassa latrina.” dissi ad una di loro anche lei piuttosto rotondetta con una assurda parrucca rossa “Prendi un grosso fallo e continua a inculare la tua sorellina. Prima però dimmi come ti chiami perchè l'ho dimenticato.”
“Alessia mia Signora.” mi rispose mentre prendeva un grosso fallo nero.
Intimorita dalla paura di far male alla sua simile, Alessia sodomizzò Penelope con troppa delicatezza, facendomi infuriare all'istante.
“Ma che cazzo combini razza d'incapace “ urlai ad Alessia tirandola verso un altro tavolo posto lì vicino, e facendole appoggiare la pancia contro “Ora ti faccio vedere cosa succede a chi non mi ubbidisce.”
Afferrai un nerboruto bastone che trovai appoggiato al muro, e con quello colpii la sissy disobbediente almeno una decina di volte sulle chiappe, sino a lasciarla fisicamente distrutta accasciata sul pavimento.
“Tu, se non sbaglio ti chiami Heather non è vero ?” chiesi ad una altra sissy.
“Si mia Signora.” mi rispose quasi tremando.
Heather era chiaramente la più graziosa del gruppo, non solo aveva lineamenti del volto molto femminili, ma si era truccata in modo da nascondere quel poco di mascolinità che le era rimasta, e anche i capelli biondicci tagliati corti le stavano benissimo.
“Fammi vedere se hai capito la lezione, incula Penelope.”
Heather non commise l'errore di Alessia, e sodomizzò la sua sorellina quasi con rabbia, per poi fotterla con forza sempre più crescente.
“Ora basta, Heather vieni qua davanti a me.” ordinai alla schiavetta dopo alcuni minuti.
Come ebbi la sissy vicino a me, le diedi un lungo ed appassionato bacio in bocca, che lei ricambiò dopo qualche attimo di sorpresa.
“Con voi posso usare il bastone come la carota.” dissi alle sissy incredule di ciò che stavano vedendo “Starà a voi deciderlo, se imparerete in fretta il vostro ruolo ne trarrete anche molto piacere, in caso contrario soffrirete come non potete neanche immaginare possa accadere.
Per addestrare Jessica ho impiegato diversi mesi, inoltre avevo solamente lei cui badare, mentre da tutte voi esigo dei risultati nel giro di un paio di settimane. Quando sarete pronte verrete offerte a Mistress o Master che vi useranno nelle loro case per soddisfare ogni loro esigenza, ma senza mai dimenticare che per quanto spregevoli siete sempre esseri umani.”
“Mi perdoni mia Signora.” mi domandò timidamente un'aspirante slave “Ma davvero ci premierà se non commetteremo degli errori ?”
“Dovrei frustarti a sangue solo perchè metti in dubbio la mia parola !” dissi con tono aspro “Ma voglio dimostrarti quanto sbagli con la pratica. Heather mettiti in piedi davanti a me e tira fuori il tuo inutile cazzo.”
Heather obbedì mostrando a tutti un piccolo pene, peraltro già in erezione, che guardai con un disprezzo celato da un sorriso. Poggiai il cazzetto sul dorso della mia mano quasi per soppesarlo, prima di prenderlo in mano e segarlo per ben poco tempo, dato che la sissy ebbe subito un orgasmo.
“Ora pulisci la tua schifezza mezzasega.” ordinai a Heather ridacchiando che obbedì felicissima.
“Ricordatevi posso donarvi piacere o dolore, e sta a voi decidere cosa ricevere. Ora andate nelle vostre camerette, vi voglio pronte domattina alle nove vestite da vere sissy.” dissi prima di congedarmi da tutte loro e da Augusta “Tu Jessica accompagnami nelle mie stanze, con te il discorso sarà diverso, ma voglio affrontarlo dopo un bel bagno caldo.”
“Si Milady, sempre ai vostri ordini.” mi rispose Jessica con un gran sorriso.
La mia ex allieva non poteva certo immaginare cos'avevo in serbo per lei, ma certamente l'averla tolta dalle grinfie, anche se per poco, dell'ex moglie le dava molta sicurezza ed infinita gioia.


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