Un lavoro come un altro

Scritto da , il 2019-08-13, genere sadomaso

Non so perché, ma ogni volta, prima di entrare, mi soffermo a guardare l’insegna.
“Sexy shop & Fetish Bistrot”
Lavoro qui. Un lavoro come un altro.
Entro e saluto Richard, il proprietario nonché mio datore di lavoro. È francese, ma non gliene faccio una colpa, anzi mi è anche simpatico.
- ciao Risciàr …
- ciao Luci
- con chi sono stasera?
- con Sophie. È già di là.
- ottimo. Vado.
Sophie è la moglie di Richard. È la mia partner preferita. È francese anche lei e neanche a lei ne faccio una colpa. Ma ricordarmene mi aiuta a essere più cattivo quando la frusto.
Attraverso il negozio e accedo alla sala interna, al Bistrot. È vuoto ma i tavoli sono già in ordine. Vado nell’angolo dove c’è il piccolo palco e controllo che sia tutto al suo posto.
Richard ha avuto davvero una grande idea ad aprire questo locale nel retro del negozio. Un Fetish Bistrot per adulti dove mangiare, bere e ogni venerdì godersi uno spettacolino sado maso.
Imbocco il corridoio dei camerini. Eccola! Raggiante ed esuberante come sempre. Mi sorride e mi abbraccia, aggiungendoci un focoso bacio. Alla francese, certo.
- allora, Sophie, come ti senti stasera?
- in piena forma, Luci. Carica e forte. Stasera dacci dentro alla grande, li facciamo divertire.
- ci pagano per questo.
- certo, è il nostro lavoro …
- già, un lavoro … come un altro …
- hahaha …
Quando la sento ridere così me la scoperei anche qui nel corridoio e lei lo sa e provoca e ci starebbe pure. Ma non si può mischiare sesso e lavoro, anche se lavori col sesso.
Ci separiamo e andiamo a prepararci.
Mi spoglio, una bella doccia e poi un po’ di relax in poltrona. Guardo nel monitor la sala che si sta riempiendo. Tra un po’ inizia lo spettacolo, ma non siamo io e Sophie i primi.
Iniziano il maestro Tokiko San con Alice. Un giapponese maestro di shibari. Lo vedo che con grande meticolosità disegna con una morbida corda rossa una rete di rombi e triangoli sul corpo innaturalmente contorto di Alice.
Nel frattempo indosso il pantaloncino aderente di cuoio nero, gli stivaletti e la maschera cappuccio, anch’essa di cuoio nero. Infilo gli anelli ai capezzoli e attendo nella quinta.
Richard fa il conduttore della serata. Chiama l’applauso per Tokiko San e Alice e poi annuncia il prossimo numero.
- adesso, amici, vedremo Master Lucifero che punirà la sua schiava Sophie con cinquanta frustate.
Entro in scena e saluto. Sophie, nuda e incatenata viene condotta in scena da Alice. Sì, ci si aiuta tra noi.
Viene legata alla croce di Sant’Andrea, con la faccia verso i legni e la schiena esposta.
Faccio la solita scena, faccio fischiare più volte in aria la frusta vicino al suo corpo, facendole percepire lo schiocco e lo spostamento d’aria senza toccarla. Poi mi avvicino e le chiedo
- sei pronta schiava?
- sì, mio signore, la tua schiava è pronta.
Le prendo il viso con una mano e le stampo un lungo bacio sulla bocca. Poi inizio.
Schiena, culo e cosce. I primi venticinque li regge bene di solito, e io non esagero. La scaldo per benino.
Poi intensifico e, di solito, lei comincia a lamentarsi. Fa parte del numero, recita, lo so. Ma so accorgermi anche quando smette di recitare e soffre davvero.
Stasera regge molto bene tutti e cinquanta i colpi. Me lo aveva detto, è in forma.
Comunque abbiamo offerto lo spettacolo che il pubblico vuol vedere. Solo io e lei sappiamo che ha finto.
Mi avvicino e la bacio di nuovo. Sorride. Il suo sorriso malizioso convenzionale. Vuol concedere il bis.
Mi allontano e mi rivolgo al pubblico
- stasera voglio farle davvero male. Questa schiava merita altre venticinque frustate.
Ora esagero. Ora mi ricordo che è francese. Ora piange davvero e gode davvero.
Alla fine la libero e ringraziamo.
Come di consueto Richard si rivolge al pubblico
- come nostra usanza, vogliamo offrire, se qualcuna se la sente, la possibilità ad una volontaria di assaggiare la frusta di Master Lucifero
E scruta le facce. Un brusio, soprattutto da quelli che non sanno dell’usanza.
Io so già dove guardare. Le ho già adocchiate. Un gruppo di ragazze che hanno seguito eccitate il numero.
Incoraggiata dalle amiche una di loro si alza. Richard la invita sul palco.
Per prassi le chiede un documento e le fa compilare una liberatoria.
Mentre lei scrive e firma, Richard esclama
- Uh la la … Alessia! ma fai i disciotto (sì, lui dice così) anni proprio oggi!
Lei sorride emozionata.
- sì, era tanto che desideravo provarci e ho dovuto aspettare oggi.
Richard chiama un applauso che arriva puntuale.
Nel frattempo Sophie la sta già spogliando e legando alla croce.
Quando è pronta mi avvicino e le carezzo la schiena e il culo. Massaggio voluttuosamente. Un gesto erotico ma anche professionale. Devo saggiare la consistenza della sua pelle per poter dosare bene i colpi. La sento fremere al contatto.
Dal culo la mano scende a controllare la figa.
È fradicia. Le infilo due dita e le ritraggo lucide e gocciolanti. Gliele faccio leccare.
- sei già tutta bagnata, troietta!
Questa mi viene con soli tre colpi, penso. Devo andarci veramente cauto.
Mi avvicino e la bacio. Uno sguardo in quegli occhi vogliosi ma ansiosi al tempo stesso
- sei pronta, troietta?
- sì, papà. E grazie per questo bellissimo regalo.
È un lavoro come un altro … quasi sempre.

Questo racconto di è stato letto 2 7 4 2 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.

Online porn video at mobile phone