Rivedersi

Scritto da , il 2019-08-12, genere etero

Chissà se stanotte dormirò di più... dicono che il sesso aiuta.
Stasera mi sono dilungata in ufficio poi ci siamo incontrati... non ci vedevamo da diversi anni.
Ci conoscemmo la prima volta che mi iscrissi sul quel sito, incontrandoci alcune volte, un’intesa immediata.
Ricordo la prima volta, mentre un po’ imbarazzata ti davo le spalle osservando fuori dalla finestra mi abbracciasti da dietro... le tue labbra sul collo, un brivido lungo la schiena, prolungato dalle tue mani che nel frattempo si era posate sul seno. Le tue dita avevano percorso il bordo della sottoveste. Mi abbassasti le spalline e mi voltasti, le labbra a cercarci...

Da qualche tempo hai ricominciato a scrivermi.
Hai la fantasia di farlo in modo estemporaneo, magari all’aperto o in tre, desideri coinvolgermi,
io rifiuto sempre.
Tu però non desisti e periodicamente continui a cercarmi ed io ne resto sempre stupita perché fisicamente siamo all’opposto: io morbida, abbondante, tu un fisico perfetto, scolpito dall’atletica prima e dalla corsa ora.
Mi attirano il tuo fisico, la tua mente, la tua cultura...è un piacere parlare con te.
Sono sempre i particolari a colpirmi di un uomo, in te le braccia muscolose e le tue mani.
Parli poco di te, parli molto poco mentre lo facciamo.
Io ho bisogno di programmare, di avere un luogo sicuro, tu vorresti cogliere l’attimo.
Stamattina mi ha scritto chiedendomi se per caso ero disponibile.
Di getto ti ho risposto affermativamente.
“Come vorrei farlo in un parco” mi hai scritto... Alla fine siamo andati in un hotel.
Ero fuori di casa dal mattino un po’ stropicciata e sudata, tu invece eri passato da casa, tutto profumato e perfettino.
Stasera ho deciso di mettere a tacere il mio lato giudicante ed insicuro. Se sei qui vuol dire che sono desiderabile, che suscito fantasie.

“Aspettami un attimo, ho bisogno di farmi una doccia” ti ho detto.
Mentre mi insaponavo, mi sono imposta di scollegare il cervello, di ascoltare il corpo, di sentire con la bocca, con la pelle, il seno, la figa...
Quando sono rientrata in stanza mi aspettavi, seduto sul letto vestito, io nuda, umida ed avvolta in un asciugamano.
Mi hai baciata e mi piace come lo fai.
Sfiorandomi con le labbra.
Mentre i baci si facevano più intensi la tua mano mi ha preso un seno.
Ho iniziato a slacciarti la camicia e ad accarezzarti, tu hai aperto l’asciugamano trovando i capezzoli turgidi.
Ti sei chinato a succhiarli.
Mi hai sdraiata delicatamente sul bordo del letto, aperto le gambe, mentre in ginocchio hai banchettato con la mia figa, a lungo.. leccate veloci alternate a più lente.
Il clitoride sempre più sensibile.
Mentre ascoltavo le mie sensazioni, le contrazioni che mi spingevano ad alzare il pube verso il tuo viso, desideravo fare altrettanto con il tuo sesso.
Finalmente mi hai penetrata.
Sentirti dentro... è bellissimo, mi fa impazzire quella sensazione di pienezza.
Quel lento movimento e la mia voglia di trattenerti.
Affondi lenti e veloci, appena accennati o profondi che mi bagnano sempre di più.
Le bocche che si cercano a zittire i sospiri, la tua mano che stringe il seno e mi stimola un capezzolo.
Mi piace accarezzare, sfiorare...
Hai un modo delicato ed intenso di prendermi...
Mi accarezzi il gluteo, sento un dito stimolarmi il fiorellino ed entrare.
Mi fai voltare e mi prendi da dietro, sono sempre più eccitata.
Mi volti di nuovo, affondi veloci, il mio orgasmo precede il tuo... c’è qualcosa di esaltante nel vederlo e sentirlo.

“Non facciamo passare così tanto tempo per rivederci” mi ha detto quando ci siamo lasciati.
È stato bello rivedersi.

Stanotte ho dormito.

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