Il Secondo Appuntamento

Scritto da , il 2019-08-11, genere orge

Quando arrivo a casa di Elena e Guido sono quasi le due.
Le ragazze ancora non sono rientrate (c’è da stupirsene?), ma gli altri sì, e da un bel pezzo... In realtà, anche se posso capire le preoccupazioni di Carla, non c’era nessun pericolo che suo marito ci scoprisse a letto insieme: quando rientro nell’appartamento, lui è ancora lì.
Ci sono tutti e tre nel lettone padronale, belli nudi e soddisfatti: Elena nel mezzo, con i suoi due maschi uno a destra e uno a sinistra. Lei è di fianco, con i capelli sfatti e sciolti sul cuscino, rivolta verso Piero che dorme sulla schiena fuori dal lenzuolo e con l’uccello moscio che pende sulla sinistra su una coscia grossa e pelosa. Guido è dall’altra parte anche lui, bocconi e con la faccia rivolta verso la schiena della moglie, con una mano sul fianco di lei.
Hanno tutta l’aria di essersi divertiti: il letto è praticamente devastato, vedo diverse macchie sulle lenzuola, ed Elena ha delle tracce piuttosto evidenti di sperma non ancora del tutto asciutto sulle labbra, sulle tette e perfino nei capelli. Devono aver concluso lavandole la faccia insieme... E la sudiciona ha sicuramente gradito.
Buon per lei, e meglio ancora per me: fra di noi sono sicura di essere quella che si è divertita di più.

Raggiungo la stanza degli ospiti e mi faccio una doccia.
Mentre sono sotto il getto dell’acqua sento del rumore da fuori; incuriosita, mi avvolgo dalle ascelle all’inguine in un accappatoio ed esco per dare un’occhiata dall’angolo del corridoio.
Giusto in tempo per vedere Piero sparire dalla porta d’ingresso con le sue cose sottobraccio e le ragazze che gli ridono dietro.
Bene: così non è stato lui a beccare sua moglie in flagrante, ma le ragazze a beccare lui mentre sgattaiolava via come un ladro... Divertente.
Torno nella mia camera mentre Giulia, Franci e Mara chiacchierano sottovoce fra loro ridacchiando e facendo lo stesso un baccano d’inferno, e mi metto a letto chiedendomi se la Giulia mi raggiungerà o se rimarrà con le sue coetanee per chiudere la notte in gloria anche lei...

***

Che domande!
Mi sveglio a mattina inoltrata, ancora nuda e assolutamente da sola nel letto quasi intonso.
Hmmm... Avrò anche dormito da sola, ma che notte! Era da parecchio che non mi gustavo tanto una lesbicata. Forse comincio ad apprezzare le mie coetanee più delle ninfette?
Chissà...

Trovo un paio di mutandine pulite e una maglietta blusante di Giulia, le indosso e barcollo ancora insonnolita verso la cucina, in cerca di un caffè.
Davanti ai fornelli trovo solo Guido, intento appunto ad armeggiare con la moka, così mi siedo con calma aspettando di essere servita.
Mando giù prima una tazzina di ristretto offerta dal padrone di casa, poi dopo averla mandata giù d’un fiato mi preparo con calma una tazzona di caffelatte.
Mentre lo sorseggio, Guido mi racconta della sera prima: dopo che Carla e io ci siamo defilate (e mi ringrazia di cuore per aver risolto il problema della moglie frigida), loro tre hanno preso il dessert e dopo hanno fatto una passeggiata a Brera dove hanno bevuto qualcos’altro e Piero ha finalmente acconsentito alle condizioni del contratto proposto dalla ditta di Guido, a condizione di proseguire la serata in camera da letto da loro, anche considerato che a quel punto probabilmente Carla era già in albergo e non avrebbe apprezzato troppo...
Elena si era piegata generosamente alle esigenze degli affari, e una volta in camera da letto il trio era andato alla grande. Come mi ero aspettata, Elena aveva giocato all’ape regina, e i due maschi si erano sfogati a più riprese sul suo bel corpo, fino allo sfinimento generale.
Si erano addormentati insieme, ma Piero doveva essersela filata durante la notte per raggiungere la moglie ed evitare di farla incazzare troppo.
Elena russava ancora beata, e le ragazze dovevano essere in camera perché avevano chiuso la porta a chiave...
E a me com’era andata?
Sorrido serafica, rivoltandomi la tazza del caffelatte fra le dita.
- È andata – rispondo semplicemente, ripensando al sapore della fica di Carla.
- Meno male che c’eri tu – sorride Guido, imburrandosi una fetta di pane prima di metterci la marmellata – La Carla era davvero un osso duro. Magari sarei riuscito a convincere il Piero lo stesso, ma Elena ci sarebbe davvero rimasta male a non scoparselo; e non ci sarebbe riuscita con la Carla fra i piedi. Che gatta morta!
- Già – faccio io – Lieta di essere stata utile. Ma a te davvero non disturba dividere Elena con un altro?
- No, non più – fa lui, tranquillo – Per ogni trio con un altro uomo, ce ne facciamo un altro con una donna o con una coppia con il lui contemplativo... Va bene così. Maglio che con lei che mi riempie di corna appena giro l’angolo.
Inarco un sopracciglio: ha una sua logica, certo.
E io? Mi sono fatta la gatta morta?
Ripenso alla scopatona in albergo con la Carla e sto per raccontargli tutto, poi mi ricordo che lei preferisce tenere la nostra storia segreta e scuoto le spalle: perché tradire la sua fiducia solo per vantarmi con un uomo che la considera una gatta morta? Anche se si tratta di un mio ex?
- Mah, niente: ci siamo fatte quattro chiacchiere davanti a un caffè e poi l’ho accompagnata in albergo. Mi devo essere fatta una dormita degna di una regina mentre voi ci davate dentro, perché non ho sentito niente.
Lui ridacchia soddisfatto: - Strano, perché abbiamo fatto davvero un gran casino... Elena strillava come una verginella mentre la prendevamo in due...
Cafone. Ti pare il modo di parlare di tua moglie? Uomini...
Lo osservo: quasi cinquanta, splendidamente portati. Intelligente, professionalmente brillante, aitante, molto ben fornito in mezzo alle gambe... Me l’ero scelto bene quando mi serviva un uomo, anni fa. Ora è un mio avanzo che ho generosamente concesso alla mia amica Elena a cui serviva un maschio decente e ben fornito, sia fra le gambe che nel portafogli; però è ancora un bel cazzo, indipendentemente dal modo in cui il suo portatore parla di sua moglie.
Con Elena e le ragazze che dormono ancora della grossa, potrei farmi dare una ripassata lì sul tavolo: ho avuto la mia razione di fica ultimamente, ma sono un po’ a corto di cazzo. La sveltina di ieri mi ha solo messo appetito, e probabilmente Guido si presterebbe volentieri a soddisfare i miei pruriti...
Niente da fare. La Giulia è già lì sulla porta della cucina, come me in slip e maglietta, tutta pimpante e pronta a godersi l’ultima giornata assieme alle sue amichette, che però sono ancora in letargo... Quindi è in cucina per fare colazione con noi che almeno ci alziamo ad un’ora decente.
Mi dimeno un po’ sulla sedia, irrequieta. Coperta dal tavolo, infilo una mano nelle mutandine e comincio a toccarmi con calma, pensandoci su.
Hmmm... Un trio con Guido e la Giulia? Sarebbe divertente. Sai come si incazzerebbe la Franci, se le toccassimo il paparino sotto il naso?
No, non mi sembra il caso di farmi sbattere dal mio ex assieme a mia figlia. Una questione di classe.
E poi lui deve preparare il contratto in studio per farlo vedere al Piero quando ci vedremo più tardi.
Cazzo, ma io ho voglia...
Magari una scopatina da sole, con la Giulia?
Maledizione. Ha già deciso di svegliare le altre dormiglione appena fatta colazione, per andare insieme in centro...
Ho già capito che me la farò a mano da sola, in bagno.
Provo a farle venire il dubbio: - Ma non credi che si arrabbieranno se le svegli? In fondo sono solo le nove, e voi avete fatto le tre...
Lei scrolla le spalle facendo ballonzolare deliziosamente i suoi seni a punta, liberi sotto la maglietta un po’ troppo trasparente: - Nah, sei ore bastano e avanzano alla nostra età. E non preoccuparti, non si arrabbieranno: sanno che potrebbero farsi male...
Ripenso allo strapon sporco di sangue e rabbrividisco un po’.
Io sono una sicura di me, ma mia figlia sembra che mi stia già superando anche in questo...

In effetti, la dinamica del rapporto fra le tre ragazze è interessante.
Le osservo mentre si preparano velocemente (e in modo un po’ caotico) per uscire, lavandosi a pezzi e mangiando di corsa: la Giulia pungola le altre due, la Mara sbuffa, ridacchia e cerca scorciatoie, e la Franci scatta come una molla a ogni osservazione di mia figlia, quasi avesse soggezione di lei a dispetto della differenza di età. Beh, c’è da dire che la Giulia è sì la più giovane, ma anche la più alta e ben piantata. Direi che la strategia di Mara per rimettere al suo posto Franci usando l’esuberanza di mia figlia come arma stia dando i suoi frutti...
Scappano, vestite più da passeggio che da acchiappo: tutte e tre in jeans più o meno strappati e a vita bassa (slim-fit con stivali quelli di Giulia, loose con Converse quelli di Franci e regular con zeppe quelli di Mara, come da loro personalità) e con felpe di vario colore.
Con Guido in studio a lavorare, non mi resta che andare a svegliare Elena con il proposito di darle una bella ripassata: è da un po’ che noi due non...
No. Li ha presi tutti e due un po’ dappertutto: è sporca, appiccicosa e dolorante... Ha l’emicrania. Deve assolutamente farsi una doccia e mangiare qualcosa... E poi non mi è bastata la Carla?
Sì, ma...
No, adesso proprio no. Lesbo e basta proprio non le va. Magari stasera, nel mucchio...
Potrei violentarla. Alla fine cederebbe, ma la conosco: non opporrebbe resistenza fisica, solo passività, e non sarebbe divertente. Un po’ come stuprare una che si finge morta.
Che palle.
Vabbè, le faccio compagnia mentre fa colazione alle dieci passate da brava terrona, e così almeno ci raccontiamo le nostre porche storie della sera prima...
Elena è piuttosto soddisfatta di sé: il suo tramezzino è andato benone, Piero si è rivelato più o meno all’altezza delle sue aspettative, e le premesse per un secondo round ci sono tutte... È anche molto fiera di me: non solo le ho tolto di mezzo quella guastafeste della Carla, ma me la sono anche fatta a dispetto delle sue ritrosie! Magari adesso, la prossima volta ci sta anche lei... Cosa ne penso?
Può essere, vedremo.
Continuiamo a chiacchierare in déshabillé finché Elena non viene presa dal panico nel vedere che è quasi ora di pranzo e si tuffa in cucina per combattere la fame nel mondo.
Guido è sempre al lavoro, le ragazze sono via, Elena sta cucinando...
Vado a farmi una doccia fredda per calmarmi i bollori.

***

Ci incontriamo con Carla e Piero verso le cinque del pomeriggio, nello stesso locale del giorno precedente. Guido e Piero si appartano brevemente per firmare i contratti, e noi ragazze ci facciamo un aperitivo analcolico.
Siamo vestite tutte e tre più o meno come la sera prima, però Carla in qualche modo appare molto più sexy e meno riservata nel suo abito appena sopra al ginocchio, e i suoi occhi più che dal trucco leggero sembrano illuminati da un tocco di malizia che prima non c’era.
Sembra contenta di rivedermi: evidentemente non ha avuto ripensamenti su quanto accaduto fra noi la sera prima. È meno espansiva con Elena, ma è comprensibile visto che si è fatta scopare da suo marito: in fondo, Carla non è una scambista; non più di quanto Elena sia bisessuale.
L’imbarazzo fra le due è abbastanza evidente, e rischia di rovinare la serata. Certo che un’artista un po’ radicale della svizzera italiana e una vajassa napoletana riciclata come arrivista milanese non hanno molto in comune fra loro; aggiungiamo che una è moralmente un po’ conservatrice e l’altra un puttanone rifatto, e capirete la mia difficoltà nel farle socializzare fra loro.
Fra l’altro, hanno anche idee diverse su come concludere la serata: Carla vorrebbe rimanere di nuovo sola con me, mentre Elena mira decisamente a farsi sbattere di nuovo da entrambi i maschi. Questo per me è un problema, perché alla fine le loro esigenze rischiano di convergere in una ripetizione della serata precedente, mentre io sono decisamente in fregola, e voglio ammucchiarmi con tutti.
Non sono socialmente abile come Eva, ma da lei ho imparato qualcosa, così cerco di darmi da fare.
L’unico spiraglio che vedo, è parlare bene di entrambi i loro mariti. Ora, a me non viene proprio congeniale tessere lodi in generale, figuriamoci quelle di due portatori di cazzo in particolare, ma faccio uno sforzo.
Nessuna delle due mi sembra molto convinta, ma entrambe si sentono in obbligo di aggiungere qualcosa sui rispettivi uomini, e ne escono alcuni aneddoti simpatici; alla fine il ghiaccio si incrina un po’ e quando i maschi tornano con noi la maretta fra le loro mogli sembra passata.
Li portiamo a visitare “L’ultima Cena”, e Carla da brava artista non può non apprezzare.
Finita la visita, quando Guido propone di passare la sera a casa loro, vedo che se Piero sembra felice di accettare, Carla esita ancora. Per vincere la sua resistenza io mi mostro entusiasta, e le esalto la pastiera napoletana di Elena. Per la verità io la pastiera non la posso sopportare (troppo pesante, ugh!), ma questo non solo solletica la gola di Carla, ma lusinga anche l’amor proprio e il campanilismo di Elena... Alla fine, tutti d’accordo e ci rechiamo insieme a casa Chiosa, tanto le ragazze faranno tardi.
Infatti quando arriviamo a casa loro sono tornate e già uscite di nuovo dopo essersi cambiate per la sera, e sicuramente non le rivedremo prima delle tre anche stanotte. La Giulia mi ha mandato un sms con un emoticon inequivocabile (ma dove li trova?), che suggerisce discoteca, sballo e sesso promiscuo.

Per fortuna, oltre alla pastiera c’è anche una macedonia di frutta con cui assorbire il prosecco di Guido... E sempre per fortuna è sempre lui a scegliere la musica di sottofondo, così ci risparmiamo il folklore napoletano.
Carla si è seduta subito accanto a me, un po’ per protezione e un po’ per altro... La vedo molto più rilassata della sera scorsa, come se avesse acquisito più sicurezza di sé, ma non sembra più bendisposta di prima all’idea di ammucchiarsi con Elena e Guido assieme a suo marito.
Loro tre, per parte loro, sembrano più che decisi a ripetere l’avventura del giorno prima, con l’aggiunta di me e Carla come condimento...
Anzi: Guido sembra considerarci più di un condimento, a giudicare da come ci guarda. Ha già avuto me ieri in cantina, e adesso sembra interessato a fare finalmente la conoscenza carnale della mogliettina di Piero, il quale evidentemente è libero fare quel che meglio crede con Elena; oppure, come alternativa, possono prendere nuovamente Elena in due con noi che guardiamo... O magari entrambe le cose?
Guido è un porcellone.
Gli lascio vedere un po’ di gambe, e lui apprezza. Poi mi muovo sul divano e scosto un istante le ginocchia, lasciandogli intravedere per un istante cosa ho sotto la minigonna... O meglio, cosa non ho: anche oggi ho lasciato le mutandine nel cassetto.
Deve riuscire ad avere una breve visione della mia fica, perché s’illumina un secondo.
Bene caro, ora che sai che sono disponibile, ti rimetto al tuo posto...
Mi volto nuovamente verso Carla, ignorandolo completamente: è lei che voglio, e naturalmente non disdegnerei di assaggiare anche il cazzo di suo marito, non fosse che perché piace a Elena.
Carla si è accorta delle mie manovre, e sembra contenta di vedere come la mia attenzione è tornata su di lei...
Ma non le basta. Vuole essere sicura che io la preferisca a Guido.
Così prende la sua prima iniziativa diretta da quando la conosco: si sporge leggermente in avanti, e mi sfiora le labbra con un bacio.
Così, davanti a tutti.
Non male per una novizia...

Guido è sorpreso: non se l’aspettava. Elena non è meravigliata per niente: lei ne era praticamente sicura. Piero invece quasi quasi si strozza dalla sorpresa: immagino che vedere la sua mogliettina così morigerata esibirsi in un bacio lesbico in pubblico era l’ultima delle cose che si sarebbe aspettato da lei.
Apprezzo l’iniziativa della mia allieva, e ricambio il bacio. Solo che io spingo fuori la lingua.
Lei esita un istante: aveva pensato di rubare la mia attenzione e di lanciare un segnale a Guido (Pat è mia!) e a suo marito (non sei l’unico capace di divertirsi, sai?), non di fare esibizionismo.
Io però sono un’esibizionista cronica, e l’idea di spiazzare gli uomini mi eccita di brutto.
Anche Elena è colta di contropiede: pensava di dare lei l’inizio alle danze. Ma sono io a dirigere il gioco, ragazzi!
Sfioro con la lingua le labbra di Carla, e dopo un istante lei risponde offrendomi la sua: le nostre sensibili propaggini rosa si toccano in piena vista, per la delizia degli occhi di tutti.
Un bacio di lingua: tenero, provocatorio... Evocatore di promesse lascive.
Allungo una mano e la appoggio in grembo a Carla.
Lei si riscuote, e oltre a far roteare la lingua, mi mette una mano su una coscia nuda.
La mammina timida si è fatta audace.
Con la coda dell’occhio osservo l’effetto che la nostra esibizione ha sugli altri.
Lo spettacolo di due donne che si baciano, chissà perché, arrapa i maschi da pazzi. Elena ne è consapevole e ne approfitta, strofinandosi lascivamente su Piero fino a mettergli una mano sulla patta dei pantaloni: un istante, e ha la sua erezione nel pugno.
Bel cazzo. Lungo, liscio e già abbastanza duro. Guido ce l’ha più grosso, ma tutto sommato un bel cazzo. Più tardi voglio provarlo anch’io.
Guido si accorge che la moglie ha cominciato a segare il suo amante, e lo vedo incerto: si sente lasciato un po’ da parte, e non sa a chi unirsi... Chiaramente preferisce noi due, ma esita temendo di essere respinto, mentre sa che di essere più che benvenuto dall’altra parte. Dilemma, dilemma...
Beh, problemi suoi.
Sollevo la mano dal grembo di Carla fino a ghermirle un seno attraverso il vestito, e la sento sussultare.
Le infilo la lingua in bocca, e lei la accoglie con entusiasmo.
Ci baciamo appassionatamente davanti a tutti, mentre le mani frugano i nostri corpi alla ricerca della pelle nuda e delle zone erogene.

Ormai anche gli ultimi freni inibitori di Carla hanno ceduto, e lei si sta abbandonando completamente alla lussuria che ci avvince entrambe.
Abbasso la spallina del suo vestito senza smettere di baciarla a bocca aperta, e le stringo un seno sodo e polposo, ancora protetto da un reggi quasi inesistente.
La sento fremere di passione, e subito la sua mano sulla mia coscia comincia a muoversi e a farsi strada fin sotto la mia gonna... Si è fatta audace, la svizzerotta!
- Ti voglio – mi sussurra roca, in modo che anche gli altri possano sentire – Prendimi, ti prego!
Le abbasso velocemente la zip del vestito e le tiro giù le spalline scoprendola dalla vita in su, mentre lei continua a ravanare sotto la mia minigonna: sento le sue dita frugare nel pelo alla ricerca della spacca... Mi apro con un fremito di libidine, consapevole del fatto che le dita nervose di Carla si stanno bagnando dei miei umori.
Le sgancio il reggi, e lei comincia timidamente a farmi un grazioso ditalino.
- Hmmm...
Prendo in bocca un seno e succhio, strappandole un gemito prolungato. Il cazzo di Piero sussulta nella mano di Elena, ormai completamente eretto. La mia amica si piega e lo prende in bocca, golosa.
- Adesso spogliati – ordino a Carla con la voce roca di desiderio – Ti voglio nuda...
Lei obbedisce prontamente: si alza in piedi e sfila il vestito dalla testa mentre anche io mi libero della blusa asimmetrica. Come la sera precedente ho ancora la mini sollevata sui fianchi, ma quella è più facile lasciarla lì che sfilarla, e tanto non mi dà fastidio.
Mi alzo in piedi e abbraccio la mia nuova amica, poi mentre facciamo lingua in bocca le abbasso anche le mutandine, lasciandola completamente nuda: ha ancora solo le scarpe coi tacchi e la gioielleria varia che le impreziosisce il corpo.
Sul divano di fronte, Elena sta facendo un pompino a Piero, che intanto ammira la sua tenera mogliettina alle prese con una donna. Anche Guido non perde un movimento, ma intanto ha sollevato la gonna di Elena e le sta abbassando gli slip per accedere alle sue intimità mentre lei è occupata con quell’altro.
Bene, sembra che per ora siamo solo io e lei...

- Sdraiati sul divano – sussurro a Carla smettendo un momento di baciarla in bocca – Mettiti comoda e allarga bene le gambe; voglio mangiarti tutta...
Carla si affretta a seguire le mie indicazioni. Siede vicino al bracciolo e spalanca le cosce, offrendomi la sua tenera patatina liscia e umida di voglia.
Io mi umetto le labbra, poi mi metto in ginocchio sulla moquette e tuffo la faccia fra le sue cosce spalancate, riempiendomi le narici dell’afrore profumato della sua fregna.
Poi la slinguo in profondità, facendola gridare.
- Aahhh! Aahhh... Aahhh... Stupendo...
Anche alle mie spalle avverto un mugolio di piacere, e ne deduco che Elena, sempre a bocca piena, è stata infilzata di tergo dal suo robusto maritino.
Bene: ci stiamo divertendo tutti e cinque...
Mi butto a leccare con foga, decisa a farla impazzire. Lei mi afferra per i capelli e comincia a dimenarsi e a contorcersi per il piacere, gemendo scompostamente ad ogni slinguata sul clito, mentre quelle dentro la spacca le strappano sospiri profondi e appassionati...
- Oddio, non ti fermare! – annaspa lei, sussultando sempre di più – Sto per godere...
Ha la venuta facile, la piccola: bene...
Le succhio il clito, grosso come un piccolo cazzo, e intanto le infilo due dita nella vagina per raddoppiare l’effetto, e lei salta in aria.
Letteralmente: sobbalza sul cuscino dimenandosi come un’ossessa, mi strappa i capelli, serra le cosce intorno alla mia testa fino quasi a soffocarmi, e urla impazzita: - AAH! AAARGHHHHH!!!
Bevo i suoi succhi, li succhio con forza, e il suo orgasmo si protrae ulteriormente, più rumoroso che mai.
Quando alla fine i fuochi artificiali si placano e le sue membra esauste si abbandonano inerti, io continuo a leccare con calma, raccogliendo con la lingua gli ultimi succhi del suo piacere.
Quando sollevo il capo dalla sua fichetta implume, spatasciata e fumante, lei pare morta: pallida, sfatta, con gli occhi chiusi e la bocca appena aperta e tremante...

Mi sollevo e raggiungo la mia amante sul divano per abbracciarla e confortarla. Lentamente il suo respiro ritorna normale, e la sento rilassarsi nelle mie braccia.
- Ti è piaciuto? – sussurro piano.
- È stato fantastico...
- Voglio dire: farlo davanti agli altri? Tuo marito sembra davvero apprezzare lo spettacolo.
Lei riapre gli occhi: davanti a noi, il trio MFM è in pieno svolgimento. Elena sta dando il meglio di sé, ciucciando il cazzo di Piero mentre si prende in pancia quello di Guido; mentre viene spompinato dalla padrona di casa, il marito di Carla non stacca lo sguardo stranito da sua moglie, che ha appena visto sborrare in faccia a un’altra donna.
Lei sorride, soddisfatta di sé.
Le chiedo se ha ancora voglia.
Carla sospira, un segnale che dice tutto.
- Cosa ne diresti di raggiungere gli altri sul loro divano?
Lei mi guarda sorpresa: - Non vorrai...
Annuisco, con un sorrisetto da monella: - Hmmm... Certo che sì! Cosa dici, mi presteresti tuo marito?
Lei mi guarda scioccata; per un istante mi prende il dubbio di avere esagerato. Forse Carla pensava di fare l’amore solo con me...
Poi vedo che sulle sue labbra si disegna un sorriso torbido, e mi rendo conto che la mia allieva ha appena raggiunto un altro livello... In termini di consapevolezza, e anche di perversione.
- Perché no? – mi fa, con un lampo negli occhi – Credi che la tua amica se ne avrà a male se io mi prendo il suo?

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