La nuova vita di Claudua

Scritto da , il 2019-08-03, genere saffico




Ho ricevuto una mail da Claudia, una mia schiava protagonista di precedenti racconti che non mi scriveva da circa un anno in occasione di un incontro lesbico con la cugina Cristina.
Ha voluto raccontarmi di come la sua vita abbia subito una trasformazione radicali dopo un evento imprevisto, ecco cosa mi ha scritto:
Caro Gladius ero uscita con Sabrina la prima volta a Dicembre, quando lei mi propose di andare con lei in un centro commerciale per cercare regali da fare ad amici e parenti.
Purtroppo (o per fortuna) non eravamo state le sole ad avere quell'idea, e così l'unica via di accesso al centro commerciale si era trasformata in un lungo serpentone.
Ci mettemmo più di un'ora ad arrivare, e in tempo avemmo modo di raccontarci un po' di cose di noi, anche perché è vero che io e lei lavoravamo assieme da un paio di anni, ma allo stesso tempo non avevamo mai avuto modo di chiacchierare con calma.
Mi parlò del suo fidanzato molto possessivo e talvolta violento, dei mille controlli a cui era sottoposta, alla sensazione di aver compiuto una scelta sbagliata ma, allo stesso tempo, non avere il coraggio di cambiare le cose.
Anche io, a quel punto, mi ero trovata nella condizione psicologica di fare altrettanto, anche perché la mia situazione non era tanto diversa: fidanzato super geloso e molto sospettoso, a differenza del suo per fortuna non era mai stato violento.
Quando arriviamo finalmente al centro commerciale noto un atteggiamento diverso da parte sua, spesso mi prende la mano, sembrava molto più intima con me.
Questa intimità ha il suo culmine quando la riporto alla sua auto (eravamo andate con la mia), perché salutandola ci baciamo.
Un bel bacio sulle labbra, senza lingua ma intenso.
Tutto questo capitava di venerdì, e come puoi immaginare passai un week end piuttosto controverso, con mille pensieri per la testa.
Il lunedì la rivedo, lei dice di aver avuto un momento di debolezza ma di non essere pentita e che, anzi, avremmo potuto tornare a fare compere assieme il venerdì successivo visto che non avevamo comprato tutto.
Quella volta appena mi vede mi bacia, ma insinua la sua lingua nella mia bocca e io ricambio, decidiamo di andare a girare in centro per vetrine tenendoci per mano.
Ci fermiamo davanti ad un negozio di intimo che espone completi molto sexy, Sabrina me ne fa notare uno composto da un perizoma string e un reggiseno con le coppe che lasciano scoperti i capezzoli.
Prese da un impulso strano entriamo e ne comperiamo una a testa, io nero e lei rosso e decidiamo di andare a casa sua a provarli.
Arrivate a casa ci spogliamo e li indossiamo, ci ammiriamo l’un l’altra, siamo quasi nude, ci accarezziamo, baciamo e poi ci spogliamo e ci buttiamo sul letto.
Non era la prima volta che facevo sesso con una donna come sai bene, eri stato proprio tu qualche anno fa, mentre ero in vacanza al mare ad ordinarmi di andare a letto con Renata e poi ancor con mia cugina Cristina perciò non ero impreparata e anche Sabrina si è subito dimostrata esperta.
Ci siamo accarezzate su tutto il corpo continuando a baciarci, ci siamo leccate i capezzoli, poi messe a 69 le fighe ormai fradice.
Sabrina si è alzata dal letto e da un cassetto, nascosto sotto la biancheria ha estratto un grosso vibratore, l’ha acceso e me lo infilato nella figa masturbandomi sino a farmi godere, poi io ho ricambiato.
Soddisfatte abbiamo fatto la doccia insieme continuando ad insaponarci e toccarci.


Quello del Venerdì diventa un appuntamento fisso, aiutato dalla fortunata combinazione che faceva sì che entrambi i nostri uomini avessero degli impegni il venerdì sera: il mio al lavoro, il suo con il calcetto.
Sabrina ha comperato un dildo a due testi che ci aiuta nei nostri giochi erotici sempre più accesi, lo infiliamo nelle due fighe e ci strofiniamo e ci scopiamo sino a raggiungere l’orgasmo.
Pur con diversi tira e molla, questa relazione dura fino a giugno, e - ovviamente - era un venerdì.
Erano da poco passate le diciotto, era nostra abitudine stare assieme fino alle 18.30, anche se il rientro dei nostri uomini avveniva sempre dopo le diciannove.
Un eccesso di prudenza che ci sembrava opportuno vista la vena sospettosa dei nostri partner.
Avevamo già terminato i nostri “giochini e goduto con pieno appagamento, in quel momento eravamo semplicemente sul letto nude a chiacchierare e farci due coccole, quando sentiamo un rumore in casa.
Io non ci faccio caso perché non abito lì e non conosco i rumori della casa, lei si irrigidisce immediatamente, non fa in tempo a reagire che Maurizio, il suo ragazzo, varca la soglia.
un attimo dopo sopraggiunge anche il mio.
Siamo nude sul letto, mentre stiamo cercando di elaborare qualche forma di difesa, seppur improbabile, Maurizio indica verso l'alto, e così entrambe vediamo una piccola telecamera incastrata tra i libri.
Qualche settimana prima Maurizio aveva trovato il letto malfatto, o comunque rifatto diversamente da come l'aveva lasciato al mattino, e aveva installato la microcamera, temendo che Sabrina lo tradisse con un altro uomo.
Ci aveva viste il venerdì precedente ed era rimasto sconvolto, aveva avvisato il mio compagno (si erano conosciuti ad un paio di cene) e avevano deciso di tenderci questa imboscata in cui eravamo cascate come due tordi.
Purtroppo avevano concordato anche come farcela pagare.
L’accordo era semplice: affinchè i due filmati in cui io e lei facevano sesso non venissero divulgati ad amici o, peggio ancora, online, dovevamo farci scopare da loro un'ultima volta, ma non ognuna di noi con il proprio partner, ma scambiandoceli.
“Vogliamo che facciate le troie, come fate tra di voi con i vostri giocattoli, dovete soddisfare tutte le nostre richieste.
La prima ad accettare fu proprio Sabrina, che mai avrei immaginato propensa ad una cosa del genere.
I due ragazzi si spogliarono nudi e ci fecero inginocchiare davanti a loro.
“Adesso fateci un bel pompino, e metteteci impegno, altrimenti sarà peggio per voi.
Flavio, il mio fidanzato mise il cazzo davanti al viso di Sabrina, che lo prese in mano, lo menò per un po’ poi cominciò a leccarlo. Mi stupii nel vedere la sua bravura, leccava e succhiava facendosi arrivare il cazzo sin in gola e poi facendolo uscire e Flavio sembrava gradire.
Dal canto mio presi in mano l’uccello di Maurizio e comincia a menarlo in fretta nella speranza di farlo subito eiaculare.
“Non fare la furba, prendilo in bocca e succhialo come si deve” il suo tono di voce era imperioso, sapevo che era un violento, la mia amica mi aveva confidato che in occasione dei loro litigi spesso alzava la mani su di lei.
A malincuore gli leccai la cappella e lo presi in bocca, lui mi afferrò la testa e cominciò a muoverla avanti in dietro, me lo faceva entrare tuto sino a quasi soffocarmi ed emisi un conato di vomito.
“Come pompinara non vali niente, vai sul letto e girati.
Nel frattempo Sabrina si era sdraiata sul letto e il mio fidanzato la stava scopando, sapevo che era molto bravo a farlo ed era uno dei motivi che mi permetteva di sopportare la sua gelosia.
La mia amica sembrava gradire e ben presto raggiunse l’orgasmo mugolando” vengo, ohhh, vengo”, Flavio uscì da lei e cercò di metterle l’uccello in bocca per sborrarle dentro ma lei richiuse le labbra e lui scaricò la sborra sul viso.
Io non ero altrettanto fortunata, Maurizio mi scopava alla pecorina con violenza continuando ad insultarci, ”Brutte puttane lesbiche siete delle troie, meritereste che tutti vedessero cosa fate a letto”.
Improvvisamente si ritrasse dalla figa, appoggiò il cazzo sul buchetto e mi inculò, non ero vergine di dietro ma la violenza dell’introduzione mi fece urlare.
Incurante delle mie grida e del mio pianto continuò per parecchi minuti, poi si sfilò, mi fece girare e mi sborrò anche lui sulla faccia.
“Adesso ripulitevi con la lingua, luride cagne”, così dicendo mi diede una sberla su una tetta poi si avvicinò alla sua ragazza a fece altrettanto.
Non ci restò che eseguire e quando fummo ripulite si rivestirono e se ne andarono senza smettere di minacciarci.
Rimaste sole ci abbracciamo strette e decidemmo che la nostra vita non avrebbe più potuto tornare indietro.
Quando comunicammo alle nostre famiglie le decisione di vivere insieme la presero molto male, ma non si opposero, gli ex fidanzati continuarono a mandarci mail e telefonate con insulti sino a quando trovarono nuove ragazze.
Adesso la nostra vita scorre tranquilla tra casa e lavoro e siamo contente della scelta fatta.
Grazie Gladius se vorrai scrivere il racconto per me.
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