La mia padrona di casa è diventata la mia Mistress 2

Scritto da , il 2019-07-23, genere saffico

Salve a tutte e tutti, sono di nuovo qui a raccontarvi un altro episodio relativo alla mia relazione di sottomissione tra me e la mia padrona di casa ai tempi dell’Università. Come dicevo alla fine del primo racconto, l’accordo tra me e Claudia prevedeva una sessione di bdsm mensile in cambio del dimezzamento dell’affitto da pagare per la dependance in cui abitavo. Io accettai perché avevo bisogno di mettere da parte dei soldi e comunque devo dire che non mi dispiaceva affatto fare la schiava sottomessa di una bella donna come la mia bellissima Mistress.

Come vi dicevo, tornai a Pisa nel settembre del 2016 onorando il mio patto sin da subito al momento dell’erogazione della rata del primo mese come avvenne anche successivamente. Le sedute duravano sempre sulle 12 ore circa e prevedevano massaggi ai piedi, bacchettate, cera calda, insulti, sputi, frustate, prigionia, pissing e rapporti sessuali. Claudia era molto severa con me durante le sedute ma alla fine, dopo avere fatto il bagno assieme, spesso ci facevamo le coccole e lei era molto dolce nei miei confronti complimentandosi per il fatto che diventavo sempre più brava a suo dire. Essendo lei una ginecologa, mi ordinava di presentarmi al suo studio, ogni 3 mesi, per farmi un check-up completo e una visita fatta come si deve alle mie parti intime. Mi disse espressamente che voleva prendersi cura della sua schiava e assicurarsi sempre del fatto che io stessi bene. Tra i suoi ordini vi era anche quello di trovare il tempo per fare sport al fine di mantenermi in salute ed esibire un bel corpo da torturare per le sue sessioni di bdsm. Claudia era una donna raffinata amante del bello, la sua villa era arredata con mobili di pregio ed opere d’arte di buon gusto.

Arriva il mese di aprile 2017 e tutto procede bene. I miei voti sono sempre molto buoni, io e Daniele siamo sempre più affiatati, facciamo progetti per il futuro e anche con Claudia le cose procedono fluentemente. Una mattina, dopo avere passato la notte nella prigione della mia Mistress, feci il bagno assieme a lei e, a seguito di carezze e baci che ci siamo scambiate nella sua vasca, siamo finite a fare sesso sul suo letto. La sua camera era arredata con mobili in noce con delle incisioni fatte a mano e un bellissimo letto a baldacchino corredato di lenzuola di seta. Io adoravo quella camera da letto perché sembrava la stanza di una principessa.

‘Schiavetta mia, ti adoro! Sei bellissima’
‘Grazie Mistress’

Io la lasciavo fare, mi stesi sul letto e mi feci baciare dappertutto. Ricordo che in quell’occasione Claudia prese un tubetto di olio per massaggi e disse:

‘Ieri sono passata in erboristeria e ho preso quest’olio apposta per te’
‘Grazie Mistress, sei troppo buona’

Mi misi distesa a pancia in giù mentre Claudia mi accarezzava tutto il corpo utilizzando l’olio. Il massaggio continua e Claudia presta maggiori cure e delicatezza proprio dove mi ha colpito con la frusta

‘Ti ho frustata per bene ieri sera. Hai ancora dei bei segni rossi su tutto il corpo’
‘È stata dura ieri sera ma ho resistito come sempre, Mistress’
‘E tu come sempre sei stata bravissima. Sei una schiava devota e una prigioniera ubbidiente’
‘Sono al tuo servizio, Mistress’
‘Daniele come sta?’
‘Lui sta bene grazie, mi manca moltissimo. Tornerà tra un mese perché ora si trova all’estero per un addestramento con le altre forze NATO’
‘Non mi avevi detto che era andato via. Quando è partito?’
‘2 settimane fa. Mi manca davvero tanto anche se lo sento spesso. Tuttavia sono contenta per lui perché dice che è una bella esperienza’
‘Capisco. Senti ma, visto che il tuo fidanzato è via e non ci sono rischi di sue visite a sorpresa, potresti stare qui da me per qualche settimana ed essere la mia amante. Ti va?’

Io rimasi di stucco soprattutto per come mi ha definita: ‘amante’. Credo che Claudia sia davvero innamorata di me e che cerchi mettersi in mezzo tra me e Daniele. Il mio silenzio prolungato deve avere allarmato Claudia che mi chiede:

‘Qualcosa non va?’
‘No è solo che...... Voglio essere sincera con te perché ti rispetto come schiava e ti ammiro come donna, Mistress. Vedi, tu ed io abbiamo fatto un patto che ho intenzione di mantenere fino alla laurea: il mio corpo è tuo una volta al mese e tu puoi fare di me ciò che vuoi. Tuttavia mi hai definita: ‘amante’ il che implica un legame di tipo sentimentale tra noi che però non può esserci. Vedi, il mio corpo è a tua completa disposizione ogni mese, ma il mio cuore e la mia anima appartengono a Daniele e a nessun altro’

Io cercai di essere il più gentile possibile nel dire questa cosa perché non volevo offenderla. Claudia rimase in silenzio, io mi girai verso di lei che mi guardò negli occhi, mi sorrise dolcemente, mi accarezzò il volto e mi baciò teneramente.

‘Ti ringrazio per la sincerità, schiava. Sei una ragazza seria e questo mi piace’
‘Grazie per la comprensione, Mistress’

Il massaggio prosegue con l’aggiunta di altro olio e le sue mani si insinuano nelle mie parti intime con grande delizatezza

‘AAAAHHHHHH, grazie Mistress. Sei così gentile’
‘Dunque il tuo cuore appartiene a Daniele? Lo ami così tanto?’
‘Una volta laureata voglio sposarlo e dargli un figlio, Mistress’
‘Oooohhh, ma quanto sei dolce. Senti ma il culo non glielo hai ancora dato mi dicevi. Come mai?’
‘Lui mi ha già chiesto di fare sesso anale ma io ancora non me la sento’
‘Per via delle dimensioni del suo pene? Quanto misura?’

Io mi eccitai grazie al massaggio erotico di Claudia e assieme pensando al pene di Daniele

‘Sono 21 splendidi centimetri, Mistress. Ed è pure grosso’
‘Woooow! Stai con un vero e proprio stallone allora’
‘Si, Mistress’

Le sue mani si insinuarono sempre più in profondità facendomi eccitare a dismisura per poi abbassarsi con la bocca e baciarmi teneramente le natiche, leccarmi l’ano e masturbarmi con le dita la vagina fino a farmi venire

‘AAAAAAHHHHHHH, MISTRESS!!! AAAAAAHHHHHHH!!!! VENGOOOOO!!!!’

Ebbi un orgasmo intenso che inzuppò le mani di Claudia, mi girai ansimando e la vidi leccarsi le dita soddisfatta. Io le sorrisi e facemmo sesso ancora una volta prima di addormentarci profondamente.

Arriva il mese di maggio 2017 e stavolta mi sento più rilassata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente perché ho studiato in maniera più efficace e sono certa che passerò gli esami di giugno a pieni voti. Come ogni mese, mi presentai da Claudia per pagare l’affitto e sottopormi alla sessione mensile di bdsm. Ricordo che indossavo un paio di jeans chiari, una camicetta, scarpe da ginnastica, capelli raccolti e poco trucco come piaceva alla mia Mistress. Claudia mi aprì la porta indossando dei pantaloni attillati grigi che mettevano in risalto le sue gambe, una camicetta bianca e sandali di cuoio con tacco. Entrai in casa porgendole il denaro, Claudia mi sorrise e mi disse:

‘Finalmente è arrivato il mio giorno preferito del mese’
‘Grazie Mistress. Ci tengo ad onorare i miei impegni puntualmente’

Ci accomodammo in salotto dove io come sempre mi denudai, mi feci ammirare da Claudia la quale era comodamente seduta sulla sua poltrona di pelle

‘Cospargiti di olio, voglio ammirare il tuo corpo nel dettaglio’

Claudia mi passò la confezione di olio, io me ne porsi una discreta quantità sulle mani e cominciai a cospargermi tutto il corpo. Notai lo sguardo sempre più eccitato. Decisi di assecondare la sua voglia accarezzandomi in maniera più frequente il seno e i capezzoli con la punta delle dita, ansimando vogliosamente e facendole uno sguardo da porca

‘AAAHHHH, ti piace Mistress? Sono abbastanza unta d’olio?’
‘Hai un corpo ben allenato e l’olio mette in risalto la tua perfetta forma fisica. Io tutti i giorni visito ragazze della tua età, ma posso assicurarti che tu sei la più bella’

Io le sorrisi soddisfatta dei complimenti ricevuti e continuai a massaggiarmi tutto il corpo. Claudia si alzò dalla poltrona e mi mise come sempre le manette ai polsi e un altro paio di manette con una catena più lunga ai piedi e tornò a sedersi per guardare il mio corpo.

‘In ginocchio, detenuta. Toglimi le scarpe e fammi un massaggio ai piedi che sono molto stressata’
‘Si Mistress’

Io eseguii l’ordine come sempre praticandole un massaggio con grande delicatezza

‘Sei molto brava, schiava. I tuoi massaggi ogni mese migliorano’
‘È un onore servirti, Mistress’

Le massaggiai i piedi per diversi minuti fino a quando mi disse:

‘Andiamo, detenuta. È ora che tu subisca la tua punizione’

Andammo nel suo dungeon sotterraneo di cui orami ero un habitué, venni incatenata come sempre alla croce di Sant’Andrea esibendo la mia nudità e vulnerabilità. Claudia rimase ad osservarmi incatenata alla croce per qualche minuto per poi avvicinarsi, prendermi per il collo con una mano e cominciare a schiaffeggiarmi con l’altra colpendomi alternativamente con il dorso e con il palmo della mano aumentando, di colpo in colpo, la forza impiegata nella punizione. Io come al solito cercai di resistere il più possibile, fino a quando dalla mia bocca uscì qualche goccia di sangue a seguito delle quali Claudia smise di schiaffeggiarmi, prese le pinze per i capezzoli applicandomele al seno. Io strinsi i denti e ammirai Claudia mentre si allontanava per prendere la sua lunga frusta nera di cuoio che fece schioccare a terra più volte come un’abile domatrice da circo.

‘Sei pronta, schiava? Ho una gran voglia di punirti’

Io ero una schiava esperta ma questa volta avevo intuito che sarebbe stata più dura del solito

‘Si, Mistress’

Claudia cominciò a colpirmi l’addome, le cosce, gli stinchi, le braccia e il seno. I suoi colpi erano regolari, sparpagliati e soprattutto crudeli. Io resistetti stringendo i denti come sempre fino a quando cominciò a dirmi:

‘Allora? Di chi sono il tuo cuore e la tua anima?’

Io ero disorientata per via dei colpi ricevuti, non capivo.

‘Ti ho fatto una domanda, SCHIAVA!’

In quell’attimo mi tornò in mente ciò che le dissi il mese precedente. Credo che Claudia si sia offesa perché a livello sentimentale non provavo nulla per lei. Tuttavia feci una cosa stupida: scelsi di fare la coraggiosa anziché la furba con lei sfidando la sua frusta pur di non cedere. In quell’occasione imparai che non si deve mai sfidare qualcuno con il coltello dalla parte del manico o meglio: mai sfidare qualcuno che maneggia sapientemente una frusta mentre tu sei nuda e incatenata.

‘Il.... mio cuore...... e la mia anima appartengono a Daniele, Mistress’

Lei mi colpì ancora su tutto il corpo chiedendomi ancora:

‘Di chi sono il tuo cuore e la tua anima?’
‘Di Daniele, Mistress’

Andammo avanti così per altri 10 minuti, credo. Claudia si fermò, gettò a terra la frusta, si diresse verso di me con passo deciso, mi schiacciò un piede con decisione sotto il suo ripetendomi all’orecchio:

‘Di chi sono il tuo cuore e la tua anima?’
‘AAAAHHHHIIIIAAAAA!!!!!!! DI DANIELE, MISTRESS!!!!!!! AAAAAAHHHHIIIIIIIAAAAA!!!!!’

Claudia tolse il suo piede dal mio e mi diede un pugno nello stomaco. Mi lasciò finire di tossire per il colpo subito, mi tolse le pinze dai capezzoli e mi incatenò alla croce dandole la schiena, questa volta. Claudia riprese la frusta e cominciò a colpirmi la schiena, le spalle, le natiche e le gambe ripetendo, di tanto in tanto, sempre la stessa domanda alla quale io, stupidamente ma coraggiosamente, rispondevo sempre alla stessa maniera: il mio cuore e la mia anima appartengono al ragazzo più splendido che esista. Quello che mi ha sempre trattata come una principessa, che mi ascolta, che c’è sempre quando ho bisogno di lui. Quello che, quando mi abbraccia, tutto il dolore passa e non ho bisogno di altro. Il mio cuore non sarà mai di nessun altro se non di Daniele.

Claudia rimase in silenzio a contemplare il mio corpo interamente martoriato per le frustate, io cercai di riprendere fiato mentre sentivo ogni centimetro della mia pelle che bruciava tantissimo. Claudia mi liberò dalla croce e mi mise ancora una volta le manette alle caviglie alle quali ero ormai perfettamente abituata.

‘Ora ti porto alla gogna, lurida schiava. La punizione non finisce qui’
‘Si, Mistress’

Claudia mi imprigionò alla gogna e io mi misi a guardare ciò che faceva dallo specchio posizionato davanti ad essa. La vidi uscire dal dungeon per poi tornare qualche minuto dopo con una sacca blu di plastica piena di acqua e sapone collegata con un una cannula di gomma. Vidi Claudia appendere la sacca ad un palo porta flebo di quelli che si usano negli ospedali (del resto lei lavorava in una clinica).

‘Ora voglio farti un bel clistere, schiava’
‘Grazie, Mistress’

Claudia penetrò il mio ano con l’applicatore per poi aprire la valvola e fare partire il flusso di acqua e sapone che si insinuò nel mio intestino. Quando la sacca si svuotò, Claudia rimosse la cannula dal mio ano e disse:

‘Torno tra pochi minuti. Tra poco ti verrà lo stimolo di espellere la soluzione che ti ho appena iniettato nell’ano. Devi resistere e non buttare fuori nulla fino a quando non te lo dico io’
‘Si, Mistress’

Claudia uscì dal dungeon portandosi via l’attrezzatura appena usata lasciandomi da sola imprigionata alla gogna. Ricordo che passai quei minuti guardando, tramite lo specchio, i miei piedi incatenati con le cavigliere. Tuttavia i minuti passano e lo stimolo di espulsione si fa sempre più impellente. Nel frattempo Claudia ritorna con una grossa bacinella bianca che posiziona al centro del dungeon. Claudia si posiziona dietro di me e mi sculaccia

‘Ti prego Mistress! Stai attenta che me la faccio addosso! Non voglio sporcarti. Non me lo perdonerei mai se succedesse!’

La mia Mistress mi liberò dalla gogna per mettermi le manette ai polsi dietro la schiena e disse:

‘Devi buttare fuori tutto?’
‘Si, Mistress. Sono piena come un uovo!’
‘La vedi quella bacinella? Quello è il tuo cesso’

Io ero molto imbarazzata all’idea di evacuare di fronte a lei e dissi:

‘Posso avere un minuto di privacy?’ Nella mia cella c’è il mio solito secchio che uso per i miei bisogni’
‘Assolutamente no, schiava! Esegui l’ordine!’

Io ero in catene, nuda e con la pancia gonfia per via del clistere, che mi dimenavo per la stanza perché non ce la facevo più ma allo stesso tempo cercavo di resistere perché non volevo farla davanti a lei. La mia Mistress lo capì e disse:

‘È inutile che opponi resistenza. Io rimango qui fino a quando non ti accuccerai su quella bacinella e butterai fuori tutto’

Io mi arresi perché non ce la facevo più. Corsi alla bacinella, aprì le gambe fino a dove la catena delle cavigliere me lo consentì e buttai fuori tutto

‘AAAAAAAHHHHHHHH!!!!!!! SSSSSIIIIIIIIIII!!!!!!!!! CAZZZZOOOOOOOOO!!!!!!!’

Espulsi la soluzione di acqua e sapone mista alle mie feci e anche la mia vagina si unì di concerto all’ano facendo partire un copioso fiotto di urina. La mia pancia si sgonfiò e io rimasi in quella posizione per diversi minuti. Il silenzio nella stanza era interrotto solo dalla gocce che scendevano dalle mia parti intime che andavano a finire nel grosso catino. Claudia rimase impassibile, mi sorrise e mi portò in prigione dove mi ordinò di mettermi sulla branda alzandole il culo che esaminò con cura per poi prendere dallo scaffale del dungeon un plugg anale di colore viola che mi infilò nel culo dicendomi:

‘Bene schiava! Ora che hai il culo pulito posso procedere con il mio obiettivo: ti ricordi quello che mi hai detto il mese scorso e chi mi hai ribadito stasera, ossia che il tuo cuore e la tua anima appartengono a Daniele? Bene! Se non posso avere i tuoi sentimenti, come risarcimento voglio la tua verginità anale!’
‘Ti prego Mistress, te lo chiedo da donna a donna: lasciami la mia verginità anale. Voglio donarla a Daniele quando mi sentirò pronta!’
‘Da donna a donna? Ma che cazzo dici? Tu sei una schiava, una detenuta. Io sono una donna, non tu. Anzi, io sono molto di più: sono una Mistress. Quindi capisci bene che io e te non siamo e non saremo mai sullo stesso livello. Daniele si accontenterà del tuo amore, il resto lo voglio io. Lo hai detto anche tu, no? Quando ti sarai laureata sarai solo sua e gli darai un figlio. Fino ad allora abbiamo un patto e lo devi rispettare’

Io ero sconvolta per questa sua crudeltà accentuatasi nei miei confronti. Rimasi in silenzio distesa su un fianco sulla branda della mia cella di detenzione mentre lei mi guardava soddisfatta e aggiunse:

‘I casi sono due: o ti decidi a darmi il culo, oppure dico tutto a Daniele’
‘NOOOO!!!!! DANIELE NON DEVE SAPERE NULLA!!!! TI PREGO, NOOO!!!!!’

Claudia rimase esterrefatta perché pronunciai queste parole con una tale veemenza che stupì anche me

‘Sembri una schiava docile e remissiva ma quando nomino il tuo bel soldatino diventi una tigre scatenata.’

Ricordo che in quel momento provai un forte senso di rabbia nei suoi confronti e pensai:

‘Che cazzo vuoi saperne tu dell’amore, che passi il tuo tempo libero a frustare la gente e provi piacere solo nell’infliggere dolore e umiliazioni?’

‘Facciamo così: io ora vado a rilassarmi sul mio divano mentre tu rimarrai in prigione a riflettere sulla mia proposta. Pensaci bene, mi raccomando! HAHAHAHAHA!’

Se ne andò via chiudendo la porta di ferro della mia cella sghignazzando soddisfatta. Io rimasi distesa sulla branda a pensare alla sua proposta. Mi trovavo nuda, ammanettata, piena di segni rossi su tutto il corpo frutto delle sue crudeli frustate e con un plugg ficcato su per il culo. Ricordo che piansi e, mentre singhiozzavo dissi tra le lacrime:

‘Ti prego Daniele! Perdonami! Io ti amo ma lo devo fare!’

Cercai di trovare la forza per resistere, smisi di piangere e mi rilassai. Nel frattempo sono passate alcune ore. Sento i passi della mia Mistress scendere le scale, la porta della mia cella si apre e vedo Claudia completamente nuda con addosso soltanto dei sandali di cuoio con il tacco, in mano teneva un tubetto di gel lubrificante durex e al posto delle mutandine indossava uno strap on duo(strap on fatto per stimolare l’interno della vagina di chi lo indossa mentre penetra un’altra persona)

‘Allora schiava? Hai intenzione di farti sodomizzare?’

Io rimasi in silenzio qualche istante e dissi:

‘Va bene, Mistress. Mi farò sodomizzare da te’

Claudia sorrise soddisfatta e si diede da fare alzandomi il bacino, rimosse il plugg lasciandomi ammanettata e mi stimolò la vulva con le dita per farmi rilassare dicendo:

‘Bene schiava! Ci siamo! Ora ti inculo!’

Claudia mi lubrificò e posizionò il suo grosso cazzo sul mio orefizio anale, fece una leggera pressione entrando con la cappella e disse:

‘Il tuo culo è mio, schiava’

Io strinsi i denti e resistetti. Claudia continuava a sculacciarmi proprio sulle piaghe da frusta che avevo sulle natiche mentre scendeva sempre più in profondità.

‘Pietà, Mistress! Abbi pietà! Ti prego!’
‘OOOOOHHHHHHH!!!!!! Scoparti il culo mi stimola benissimo la vagina!!!!! AAAAAHHHHHH!!!!!!! SSSSIIIIIIII!!!!!! COME GODOOOOOOO!!!!!!!!’

Lei godeva, io subivo. Le sue spinte si fanno sempre più profonde e dolorose fino a quando sento il suo bacino che si appoggia sulle mia natiche e mi dice:

‘OOOOOHHHHH!!!!! SSSSIIIIII SCHIAVA! SONO ENTRATA FINO IN FONDO!!!!!!!!’

Claudia continuò a scoparmi ed ebbe vari orgasmi. Io rimasi in silenzio mentre il mio culo veniva violato dal suo fallo enorme che mi bruciava parecchio. Ebbi a malapena la forza di dire:

‘Ti...... pre.....go Mi.....Mistre......ss......metti.....mi......ancora.......un....pò.......di....gel.......bruciaaaaa......’

Claudia si mise a ridere e mi accontentò per poi tornare a fottermi. Ad ogni affondo io mi concentravo sul tintinnio delle manette che avevo ai polsi e alle caviglie. Claudia andò avanti a scoparmi il culo per ore fino a quando ebbe un ultimo, ennesimo orgasmo e si tolse da me ansimando. Era esausta ma felice, mi mise di nuovo il plugg nel culo e se ne andò ancora una volta. Io nel frattempo persi i sensi e mi risvegliai qualche ora dopo perché Claudia mi estrasse il plugg

‘Svegliati, schiava’

Claudia era completamente nuda, aveva portato in cella il kit per il clistere che aveva utilizzato precedentemente, allargò le gambe aprendo la sacca sotto la sua vulva e ci urinò dentro. Finito di pisciare vi aggiunse parecchi sputi e mi infilò ancora una volta la cannula nel culo aprendo la valvola e facendovi affluire la sua urina mista al suo sputo. Quando la sacca di svuotò, mi estrasse la cannula e mi rimise il plugg. Si stese al mio fianco sulla mia branda, mi baciò e mi accarezzò mentre ero ancora in manette.

‘Sei stata fantastica, schiava. Ti ho inculata per bene. È stato bellissimo!’

Lei era entusiasta per ciò che mi aveva fatto, sorrideva, era felice. Io ero ancora mezza svenuta ma trovai la forza di sussurrare:

‘Mistress? Mi brucia il culo’
‘Lo so tesoro, è per via del mio piscio’
‘Mi aiuti, per favore?’

Claudia mi aiutò ad alzarmi e mi misi sul secchio. Espulsi quel clistere di urina e saliva che avevo nel culo, bruciava parecchio.

‘AAAAAHHHHHH!!!! BRUCIAAAAA!!!!!!’

Dopo avere espulso quella roba guardai nel secchio e Claudia disse:

‘Hai visto? Ti ho sborrato nel culo!’

E si mise a ridere soddisfatta mentre io rimasi di sasso. Mi liberò dalle manette e andammo a farci il bagno come sempre e la seduta finì. Passai i giorni successivi a studiare per gli esami e a prepararmi per il ritorno di Daniele dall’esercitazione che aveva appena concluso. Andai in un sexy shop e acquistai un plugg anale e del gel lubrificante adatto al sesso anale. Daniele venne a trovarmi finalmente, lo stinsi con tutte le mie forze e lo baciai intensamente

‘Amore mio? Ti sono mancato così tanto?’
‘Tu mi manchi sempre, lo sai!’

Entrammo nel mio appartamento, cenammo assieme e finimmo a letto assieme. Ricordo che, dopo essere rimasta solo con le mutandine addosso, mi misi a pecorina e gli dissi:

‘Amore toglimi le mutandine che ho una sorpresa per te’

Lui me le tolse piano, piano e rimase di stucco nel vedere quel plugg spuntare dal mio culo rimanendo in silenzio. Io ruppi gli indugi dicendo:

‘Amore stasera voglio darti il culo, per questo avevo bisogno di allargarmi un pochino prima di accogliere il tuo grosso cazzo dentro di me’
‘Amore mio, sei sicura?’
‘Ho aspettato anche troppo’

Daniele mi coccolò trattandomi da principessa riservandomi tutte le sue più sincere attenzioni, mi tolse il plugg, mi lubrificò e mi penetrò l’ano con grande delicatezza facendomi provare molto piacere. Fu un’esperienza romantica e molto dolce, Daniele mi inculò in varie posizioni godendo come un toro per almeno un’ora fino a quando disse:

‘Amore? Sto per venire!’

Io mi tolsi immediatamente, mi misi in ginocchio sul pavimento e cominciai a succhiargli il cazzo che aveva il sapore del mio culo. Daniele era eccitatissimo:

‘Lisa? Ma quanto sei porca? Sei una gran troia!’

Io all’epoca (come tutt’ora) adoravo essere la sua troia e mi misi a leccargli le palle e a fargli una sega dicendo:

‘AAAAHHHHH! Siiiii amore mio! Sono la tua troia! Tu sei il mio stallone! Dai, fai il tuo dovere!!!!!! Te lo ordino!!!!!! Sborrami in faccia!!!!!!

Non feci in tempo a finire la frase che Daniele eruttò il suo seme sulla mia faccia con un orgasmo potente. Io avevo la faccia piena di sperma che gocciolava sul mio seno. Daniele cadde all’indietro sul letto ansimando e perdendo i sensi. Io passai i minuti successivi a baciargli il pene e i testicoli, mi pulii il viso e mi strinsi a lui. Quando Daniele riprese coscienza ci facemmo le coccole e mi disse:

‘Amore? Cosa è successo?’

Io sorrisi, lo accarezzai dolcemente e gli dissi:

‘Amore mio, sei solo andato in paradiso. Ma ora sei tornato da me’
‘Non è vero che sono tornato. In paradiso ci sono ancora visto che sono qui con te’

Passammo la notte nudi sul mio letto a stringerci e baciarci con amore.

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