Sposina dopo la luna di miele 26 - A letto col padre

Scritto da , il 2019-07-21, genere incesti

Per tutto il viaggio non aveva fatto altro che ripensare a quanto le era successo a Lourdes e quanto di incredibile aveva scoperto sulla condotta morale della madre.

I suoi sentimenti erano alquanto controversi nei confronti della sua perversa ed incredibile,inaspettata personalità.

A momenti di vera ira e profondo disgusto,seguivano riflessioni più misurate.

le tornava in mente tutto quello che lei stessa aveva fatto durante il viaggio di nozze e di quante volte aveva tradito lo sposo coinvolgendolo persino nei suoi momenti orgiastici.

Quei ricordi la inducevano a pensare e riflettere su quanto rapida fosse stata la sua trasformazione da ragazza vergine e fidanzata innamorata,in femmina senza più freni morali ed assolutamente irrispettosa del giuramento matrimoniale.

Nel giro di poche ore era dal giuramento in chiesa diventata una moglie infedele,una troia....una puttana esattamente come sua madre.

In qualche modo il fatto che sua madre fosse così "zoccola"la tranquillizzava facendola sentire vittima di un fenomeno genetico al quale anche se avesse voluto,non avrebbe potuto sottrarsi:Era puttana come la madre e da lei aveva ereditato tutte le peggiori perversioni.

Giunta a Milano,non aveva avvisato il suo sposo del suo precoce rientro ed era andata direttamente a casa dei suoi.

A quell'ora suo padre era al lavoro e la madre,naturalmente,era ancora a Lourdes a spassarsela con quei porci preti.

Essendo partita senza avvisare la madre,temeva che lei potesse telefonare al marito per chiedere informazioni di lei e dunque,volendo evitare quella eventualità,aveva chiamato lei stessa la madre:

-Pronto mamma.-

-Ciao....ma dove sei?-

Aveva risposto lei con la voce ansimante come se avesse ancora un maschio sopra il suo corpo.

-Sono tornata a Milano....non mi piaceva l'aria che si respirava li.-

-Perché non ti piaceva è così bello e spirituale qui!-

-Lascia perdere mamma,ho visto che tipo di spiritualità circola in quel posto.
Però,non ti ho chiamata per questo,non volevo disturbare i tuoi esercizi.....spirituali e neanche interrompere quello che stai facendo adesso.....ma volevo solo chiederti di non telefonare a mio marito e quando chiama lui,non dirgli che sono tornato a Milano,voglio rimanere un po da sola e riflettere su quanta "spiritualità"mi hanno versato in corpo e nello spirito i pervertiti di quella congregazione...mi capisci vero?-

-Si!-

Aveva risposto laconica la madre abbassando subito la cornetta del telefono.

Il padre sarebbe tornato dal lavoro non prima della 20 e dunque lei aveva avuto tutto il tempo per fare una doccia,rassettare la casa dal disordine causato dall'assenza della moglie,di cambiare il letto matrimoniale mettendo delle candide lenzuola di lino che non venivano mai usate,di cucinare ed apparecchiare la tavola a festa.

Nell'attesa lei aveva indossato una lunga tunica della madre di seta rossa ricamata con ghirigori orientaleggianti in oro e stretta in vita da una lunga cintura.

Sotto niente!

Quando il padre era rientrato,lei gli era corsa incontro ed avvolgendolo con le braccia al collo lo aveva stretto a se baciandolo sulle guance e sfiorandogli le labbra con le sue.

Il padre sorpreso da quella inattesa presenza,aveva balbettato qualcosa prima di chiedere dove fosse sua madre e poi,come mai fosse tornata da sola.

-Papà...sono tornata solo io e non l'ho detto neanche a mio marito perché dopo il matrimonio,mi è venuta voglia di trascorrere qualche giorno sola con te.....non vuoi?!-

-Certo che voglio...cosa vai a pensare?-

-Papà,adesso vai a fare la doccia e vestiti bene che ti voglio elegante a cena stasera.-

Dopo la cena svoltasi a lume di candela come se fossero due innamorati,si erano trasferiti in soggiorno a vedere la televisione.

Per tutto il tempo lei si era stretta al padre facendo le fusa come fosse una gatta.

Giunta l'ora di andare aletto,il padre si stava chinando sulla figlia per darle il bacio della buona notte ed a quel punto lei,afferrandogli la testa lo aveva tirato a se spingendo la bocca sulle sue labbra tentando al tempo stesso di forzarne l'apertura con la lingua.

In un attimo che era sembrato ad entrambi lungo come un'eternità,le labbra dell'uomo si sono dischiuse lasciando libero l'accesso alla sinuosa e umida lingua della figlia.

-Papà...voglio venire a letto con te...ti voglio dormire accanto stanotte!-

segue



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