Cornelia - L’aria a palazzo

Scritto da , il 2019-07-17, genere etero

Un mese era passato da quando Cornelia era diventata la nuova concubina del Re. I giorni si ripetevano uguali uno all’altro, tutti conditi dal costante desiderio di accogliere dentro di sé la virilità del Sovrano. Ancora non aveva consumato alcun rapporto completo, su volontà specifica di Sua Maestà. Sembrava che volesse far accrescere la sua voglia, entrare nella sua testa come un chiodo fisso e non donarle pace, per poi godere appieno del suo organo riproduttivo al momento giusto.
Cornelia non sopportava questa attesa, ma al tempo stesso l’attesa non faceva altro che rendere più intenso il piacere che provava ogni volta che lui la toccava. E anche quando a farlo era lei. Ogni minuto di ogni giorno, il suo corpo richiamava attenzioni di ogni genere e lei non poteva fare altro che assecondare il suo bisogno ogni qualvolta si trovasse sola.
Ciò capitava, solitamente, poco prima di cena, quando Angelina la lasciava nella sua camera per aiutare gli altri servi nelle cucine. A volte, ma poche, capitava che il Re scegliesse un’altra concubina con cui passare la notte e Cornelia provava fin quasi gelosia, mentre le sue dita erano intente a coccolare la sua vulva.
Si stupiva del suo autocontrollo nel non masturbarsi vogliosa davanti alle altre concubine o davanti ad Angelina stessa, quando il desiderio si faceva palese.
Con Angelina aveva sviluppato un ottimo rapporto di amicizia, passavano la maggior parte del tempo insieme, chiacchierando e ridendo come due ragazzine spensierate.
Angelina la difendeva come meglio poteva dagli sguardi e commenti offensivi delle altre concubine, invidiose del fatto che lei fosse la preferita del Re. Ormai non si parlava d’altro che di quello, dell’ossessione che lui aveva sviluppato nei suoi confronti.
Anche la Regina era venuta al corrente di questo riguardo particolare e non ne era affatto felice. Non riusciva a comprendere perché quella contadinotta? Perché era così speciale?
Per questi dubbi, aveva deciso che avrebbe avuto occhi e orecchie del palazzo più attenti nei confronti di quella scialba ragazzina.
Ma non le sarebbero bastati. Non per ciò che stava accadendo realmente dentro quelle mura.

Continua

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