Francesca la dottoressa sempre più nell'abisso va a a battere sulla statale

Scritto da , il 2019-07-09, genere dominazione

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Francesca era sempre più terrorizzata per quello che sarebbe stato il suo futuro e per la deriva verso il basso che aveva preso. Pensava di aver messo tutto l'impegno di cui si credeva capace, ma lo Zio era rimasto molto insoddisfatto dai suoi servigi, considerandola una pessima pompinara e la padrona Pamy era decisa a punirla severamente portandola a prostituirsi sulla statale, in modo che imparasse a dare piacere a un uomo con la bocca, con la lingua e non le facesse più fare di queste brutte figure.
l'appuntamento era per due giorni dopo, sarebbe stata portata sulla statale e avrebbe fatto pompini a pagamento come una qualsiasi prostituta statale. Avrebbe dovuta arrivare vestirsi con il completino che aveva comprato al sexy shop, tacchi alti, plug nel sederino e senza mutandine.
Il luogo di ritrovo era a casa dello Zio che prima di portarla in strada per ricordarle cosa era diventata le toglie e le rimette il plug che ha nel sedere con violenza, facendola sentire molto male, poi la costringe a fargli un pompino a cui segue una copiosa pisciata che è costretta ad ingoiare tutta. Lo zio vistosamente insoddisfatto del trattamento di Francesca le dice che ha proprio bisogno di essere portata in strada per imparare cosa significa fare un pompino.
Pamy fa di si col capo e le impartisce le regole: il tariffario sarà di 20 euro a pompino, ovviamente li farà col preservativo che porterà indietro piena di sborra che verrà riversata in una bottiglia che berrà interamente a fine nottata.
l'umiliazione per Francesca fu tremenda, una dottoressa come lei laureata a pieni voti come aveva fatto a finire ridotta in quel modo, fino a valere meno di una prostituta di strada che si faceva pagare almeno cinquanta euro, ma per la sua padrona Pamy non voleva nemmeno quelli. Il basso prezzo a cui si vendeva riscosse molto successo e le fece avere molti clienti un universo che toccava tutti gli strati sociali, dal vecchio bavoso, all'appena maggiorenne che voleva svuotarsi le palle.
Dopo i primi clienti, Francesca incominciò a frignare chiedendo, supplicando che fosse messa la parola fine a questo supplizio, ma Pamy si oppose in modo risoluto dicendo che aveva bisogno ancora di molto esercizio per diventare una brava pompinara e lo Zio incominciò a darle schiaffoni violenti sulle guance fino a farla cadere per terra facendola piangere, ma Pamy non si fece impietosire facendole presente che doveva tornare in strada che altri clienti la stavano aspettando, stava riscuotendo un certo successo ormai.
A fine nottata Francesca incassò duecento euro significa che aveva fatto sborrare dieci clienti e fu riportata a casa dello Zio. Qui c'era la bottiglia dove era stata riversata la sborra contenuta nei vari preservativi, ma Pamy decise che non era sufficiente come umiliazione per Francesca e disse allo Zio e a un suo amico ivi presente di andare a fare pipì, mettendola poi in un contenitore il cui contenuto sarebbe poi stato riversato sulla bottiglia.
Francesca iniziò a frignare piangendo, ma si rendeva benissimo conto che rifiutarsi avrebbe portato a una punizione sempre peggiore. E' vero che poteva tirarsi indietro quando voleva e che nessuno la stava costringendo, ma ormai godeva solo sentendosi umiliata, punita, degradata e non poteva fare a meno di essere schiava di Pamy.
Decise allora di bere da quella bottiglia: il contenuto era orribile, tanto schifoso che ebbe conati di vomito così fortu da espellere tutto il contenuto per terra. Pamy si arrabbiò molto dicendo che una schiava che trattava così il sacro nettare che le era stato gentilmente concesso dalla sua padrona di bere, doveva essere severamente punita.
Venne frustata con un cane fino a che il suo sedere fu ricoperto di piaghe, ogni colpo che Pamy mollava con il cane suscitava dolori indicibili in Francesca che tra l’altro veniva colpita appositamente sempre negli stessi punti per farle ancora più male.
Alla fine Francesca si accosciò per terra con Pamy che le disse per oggi è finita, ma se credi che la tua discesa verso l’abisso sia finita ti sbagli di grosso.

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