Da signora matura insospettabile a troia sottomessa - capitolo 16

Scritto da , il 2019-07-08, genere dominazione

Lunedì, mentre mi pompava, avevo accennato a Mario di Mirian, facendogli notare che lei voleva solo cazzo, non era maso, lui ridendo disse che di cazzo gliene poteva trovar tanto, cominciando dal suo, se non era schizzinosa, per il resto c'ero io da usare.
Verificando che i fori ai capezzoli e su le labbra della figa ormai erano ok, cominciò a metterci pesi facendomi girar per casa con le mammelle oblunghe e le grandi labbra pendenti poi prendendo un grosso godemichè mi lavorò il culo a lungo dicendomi che se avese incontrato Miriam voleva farle vedere che razza di troia sfondata che ero.
Martedì andai dal giudice, con l'avvocato che mi aveva procurato Claudio dove trovammo il mio ex ed il suo amico-avvocato Gianmaria, dove, dopo il blando tentativo di rito, del giudice inteso alla riconcilliazione, firmammo le pratiche che sancivano ciò che avevamo sottoscritto nello studio pochi giorni prima, a lo stupore di Gianmaria su la velocità della cosa, il mio legale gli rispose che al suo studio neanche i giudici gradivano farlo attendere, ma che in quel caso aveva un pò velocizzato la cosa con qualche telefonata in "paradiso" tanto per sistemar la cosa visto i legami di conoscenza tra me ed alcuni (uno) dioscuri dello studio.
Nel pomeriggio Claudio passo per un altra trance del pagamento, come al solito levai, prima che li notasse tutti gli anelli, poi dopo, mentre si rilassava dopo avermi usata, provai ad accennargli a Miriam, ed al bel tomo del suo ex gigolò, quando gli feci il nome della promessa sposa, in particolare della famiglia di appartenenza, lui fece un balzo, erano suoi clienti, anche molto importanti, una vera potenza finanziaria, perciò mi disse di chiedere a Miriam di dargli dati più precisi sul bell'imbusto che avrebbe provato a mettere in azione l'ufficio investigativo che lo studio aveva, senza metterla in imbarazzo.
La mattina dopo chiamai Miriam e le dissi di venir a casa mia a pranzo che avevo da parlargli, poco prima delle 12 si presentò, lasciai libera la colf che aveva già preparato qualcosa di leggero ma fine da mangiare, e mentre gustavamo delle tartine innaffiate da dell'ottimo ferrari, lei accetto di parlar telefonicamente con Claudio, gli avevo detto che poi probabilmente avrebbe dovuto sdebitarsi come stavo facendo io per il divorzio e che non era propio un gentiluomo quando chiavava, ma a lei non importò; perciò lo chiamai, fortunatamente aveva qualche minuto da dedicarci, gli pasai Miriam a cui chiese cose specifiche, ma in particolare i dati del suo ex.
Stavamo bevendoci un caffe e pensavo magari ad un altro pomeriggio lesbo, quando mi chiamò Mario, dicendomi che tra 12 ora sarebbe stato a casa, libero ed di andar giù per divertirci un pò, con lui io non avrei, neanche volendo, potuto rifiutare, inoltre non ne avevo l'intenzione, perciò, appena messo giù il telefono, dissi a Miriam che dovevo veder Mario, poi le chiesi se era libera e voleva scender con me, lei sorrise e disse, perchè no!
All'ora stabilita scendemmo, io, come mi aveva detto lui l'ultima volta, indossavo una spece di tunica con niente sotto, lei le avevo fatto lasciar borsa ed altro sopra, ed era vestita in gonna e camicetta, però sotto intimo regolare.
Quando ci aprì la porta rimase leggermente perplesso nel vedere lei a fianco a me
"ciao, questa è Miriam, sai l'amica di cui ti avevo parlato, era a mangiar da me...."
Si riprese immediatamente, con un sorriso interessato, come un gatto che si prepara a mangiarsi il topolino, le cinse la vita
"ciao Miriam, sono Mario, spero ti abbia detto tutto di me vero??"
"sì, tutto...."
Non le lasciò terminar le parole che l'aveva attirata a se, e le aveva ficcato la lingua in gola in un bacio possessivo a cui lei rispondeva con passione, intanto con la mano le aveva artigliato un natica, e cercava di far risalir la gonna per poterla palpare a "nature"; io ero rimasta lì a guardarli, eccitata, quasi a bocca aperta, quando lui mi notò e sbotto:
"cosa fai ancora vestita?? sei rinbecillita? spogliati e poi vieni in ginoccio a ciucciarlo così lo prepariamo per bene per la tua amica!!"
In un lampo fui nuda e poi subito a terra davanti al suo inguine ad aprirgli la patta facendo fuoriuscire quella meraviglia, qualche lappata poi lo imboccai facendo, come sempre il possibile per farne entrare in bocca e gola il più possibile, il tutto mentre loro continuavano a pomiciarsi, cercando di denudarsi reciprocamente, finchè furono entrambi nudi, mentre continuavo ad ingozzarmi di cazzo, sentii una mano che veniva a carezzare i coglioni di Mario, era lei, a cui cresceva la voglia che voleva saggiar la consistenza di quello che sapeva tra poco si sarebbe pappato, la sentii mormorare dei complimenti sul cazzo e lui senza troppi preamboli la spinze in ginocchio a fianco a me dicendomi di farle posto, poi mentre lei si era in pratica impossessata dello scetro, lui mi fece andar dietro a leccargli il culo, dandomi ordini a voce alta, anche per far vedere a Miriam come mi trattava.
Sentivo distintamente i risucchi che emetteva la bocca di Miriam intenta ad assaporarsi tutta il tronco di Mario, dopo un pò, smisi di lecare il buco del culo di lui e mi misi ad ammirare lei, in ginocchio, aveva artigliato le natiche di Mario e con un osceno risucchio "ssshhhllssoosshh" cercava di piantarsi il più possibile i 23 cm di Mario in gola, incurante de gli urti di rigetto che le venivano sù, con gli occhi che sembrava avesse pianto da lo sforzo che ci metteva, con lui che le spingeva la testa ad incitarla a fagocitarselo tutto, vedevo il poco di cazzo che rimaneva fuori coperto di una patina bianca di saliva pastosa che le colava anche su le tette senza che lei desistesse, un paio di affondi le fecero finire tutto il cazzo in gola, certo fino alle tonsille, vedevo il naso immerso nei peli pubici e solo le palle fuori da le labbra, anche se con grandi singulti che partivano da la gola, lei continuava a troieggiare
"anche tu sei una grandissima pompinara, siete propio un gruppo di troie vero?"
poi prima di non riuscir più a trattenersi, sì stacco da lei, la prese per un braccio e la trascinò in camera, la sbatte letteralmente sul letto di traverso, e si chinò nell'inforcatura leccandole la figà sbrodolosa, commentando di quanto fosse begnata, io mi precipitai prima a baciarla in bocca, era languida, eccitatissima, poi mi misi a ciucciarle alternativamente i capezzoli, mentre lei, a quel punto, mi arpionava gli anelli dei miei capezzoli, tirandoli e torcendoli facendomi arrivare stille di dolore in continuazione; Mario si rialzò, mi disse di tenerle le caviglie alte ed aperte, puntò la sua cappellona tra le pieghe del figone di Miriam e poi con decisione la infilò con lei che mandò un gemito "hhhhooooosssssììì" come di ringraziamento, a quel punto, senza fermarsi, cominciò a pomparla a grandi colpi, facendole arrivare la cappella sicuramente fino alla cervice, facendola sobbalsare ad ogni colpo e portandola a tutta una serie di orgasmi uno più intenso dell'altro finchè prese un moto frenetico, dando colpi ormai senza regola ed esplodendole finalmente una sborrata gigantesca nel ventre abbattendosi subito dopo su di lei.
Dopo poco lui si sollevò, gli basto farmi un cenno che capii subito ciò che dovevo fare, mi inginocchiai tra le cosce di lei, misi la bocca su la sua figa colante e cominciai a leccare e ciucciare, la sborra di mario che colava fuori mista ad i succhi della mia amica che fuoriuscivano abbondanti saziandomi di un pasto dai sapori incredibili, intanto lui li era avvicinato al suo viso e lei che si stava riprendendo appena dalla spossatezza della cavalcata, aprì la bocca per ospitare il cazzo di mario, adesso non più rigidissimo e ripulirlo per bene.
Dopo alcuni minuti di rilassamento, quando Miriam cominciò a dar segno di tornar tra noi, Mario le disse:
"sai che la tua amica Elisabetta ha un culo sfondato dome una vecchia troia?"
"qualcosa mi sono accorta, ci ho giocato qualche giorno fà con un grosso godemichè"
"ma non hai visto ancora niente, adesso ci giochiamo un pò!"
Mi fece mettere in ginocchio sul leto, sempre vicino alla sponda, poi disse che dovevamo iniziare ad usare gli anelli, mi fece portar le mani dietro mettendomi una spece di maette con una lunga catenella tra le due, riuscivo quasi a tener le mani sui fianchi ma non potevo portarle davanti, poi prese delle catenelle con dei moschettoni le agganciò a gli anelli dei capezzoli poi tenendomi piegata quasi ad uovo me le applicò l'altro capo a gli anelli posti su le labbra della figa, la catenella era corta e mi costringeva a rimaner in quella posizione, in ginocchio col culo in alto e testa appoggiata al letto, se facevo per addrizzarmi od altro rischiavo di strapparmi i capezzoli o le grandi labbra, poi con le mani che dietro erano libere mi disse di tenermi le natiche allargate così da offrire il libero uso del mio buco, si mise a lubrificarmi in abbondanza, poi prese un grosso dildò, nuovo, sarà stato sui 28 cm con una circonferenza di 22cm, lo appoggio mi disse
"da brava, sai come fare, spingi in fuori che lo facciamo entrare"
Miriam era muta che osservava la scena, io spinsi, sentii l'anello rettale cedere, un flopp, e me lo sentii che si faceva strada tra le pareti rettali con un "hhhaaaa" mio ed un "HHOOO" di Miriam. Dopo un pò che mimava l'inculata con quel mostro Mario le disse:
"ti piace? Vuoi provar tu a pomparla??"
"Sì... dai fammi provare....mi piace spaccarla.."
"tieni dai, non esser delicata, vedi che entra tutto....."
"che culo che ha.....hai ragione, è propio una vacca, non me lo sarei mai immaginata, mi piace...."
"tiralo fuori, ecco, guarda che buco rotto....ecco dai rinfilalo di colpo, sì così!!"
"Sìì.... glielo spacco....tieni..."
Mi usciva completamente per rientrar di colpo con botte paurose, mi faceva sobbalzare, sollecitando non solo il buco del culo ma anche capezzoli e grandi labbra, che ad ogni mio movimento incolsulto me li sentivo tirare con il terrore di strapparmeli, ero un fascio di dolore ed eccitazione, impossibilitata a togliermi da quell'oscena posizione. Dopo un pò sentii Mario dirle di toglierlo per sentirmi avvicinare altro, era la mano guantata di lui, che in quella caverna ormai frollata non fece fatica a trovare strada.
"guarda la vacca, si prende tutta la mano, guarda supera il polso, dai mettiti i guanti così entri anche te"
"Sì, gli voglio rovistare dentro...."
"ecco dai prova, tu puoi entrare col pugno chiuso, hai le mano piccole..."
"mamma mia, che senzazione, che culo caldo, come è fondo...."
"esci fuori"
"perchè??"
"fai come dico, metti le mani giunte, dai spingile così"
"due insieme????"
"sì dai, spingi"
"sì, ecco, mamma mia, stanno entrando"
"hhhhaaaaaagggrrhhhhh"
"sì!sì! ci sono!! gli stò mettendo 2 mani in culo!!! che rotta in culo sei Eli!!"
Intanto da lo specchio vedevo mario ugersi il cazzone tornato duro e posizionarsi a le spalle di Miriam, sempre con lei che rovistava dolorosamente con le 2 mani nel mio culo la fece piegare un pò e gli appoggio la verga alle chiappe, la sentii immobilizzarsi ed irrigidirsi un po, poi un "hhaaaii" e se l'era preso in culo da Mario
"eccotelo in culo, non pensavi mica che mi accontentassi di quella fogna? Sei accogliente anche te, certo non come quella vacca"
"mmmm sì.. lo prendo in culo, ma tu lo hai grosso, quando entra lo sento..."
"meglio, ma continua a sfondare Eli, prova ogni tanto, quando sei ben dentro a cercar di allargar un pò le braccia a compasso vediamo cosa succede...he he he""
"noooo, haaaaaaaa, lo lacerate....hhhaaagg"
Andò avanti ancora almeno una ventina di minuto, Miriam nel frattempo ebbe almeno tre orgasmi, infine Mario cominciò a cavalcarla con furia avvicinandosi anche lui al punto di non ritorno,
"spero che ti sia fatta un clistere prima, perchè poi Elisabetta si dovrà succhiare la mia sborra dal tuo culo e tu mi dovrai ripulire il cazzo...."
Fortunatamente, che sapendolo, le avevo consigliato di farmi compagnia quando me lo facevo io prima di incontrarlo, le sborro in culo con vari colpi lunghi, dopo di chè, mi sganciò le manette e la catena dalle grandi labbra, in modo che mi potessi sdraiare in terra, sul tappeto, ci fece accomodare, accovacciata sul volto Miriam, col culo largo che colava la crema bianca dal buco ed io mi precipitai, con le labbra a cuore a ciucciargliela tutta con gioia, intanto che lui si metteva in piedi davanti a lei per farsi ripulire il cazzo.
Finito, intanto che loro si rimettevano sul letto ero rimasta sdraiata in terra, dolorante, il culo me lo sentivo spalancato, i muscoli rettali erano sfibrati, poi i capezzoli me li vedevo oblunghi rossi, infiammati, non sapevo come fossero le grandi labbra ma mi dolevano anche quelle, ad un certo punto Miriam disse che doveva andare in bagno:
"devi pisciare?"
"bè, sì, sai dopo tutta questa ginnastica....scusami.."
"fagliela in bocca ad Elisabetta, lei c'è abituata!"
Mi sentii sprofondare!
"tu gli pisci in bocca??"
"sì, spesso, ormai beve senza problemi, gli ci ho fatto pisciare anche da un altro amico, puoi farlo anche tu!"
"Mai fatto, dove andiamo in bagno, mi piace l'idea"
"no, anche quì, ma devi farla un poco alla volta, dalle il tempo di ingoiare, così non bagna in giro"
Si rimise come prima, accovacciata sul mio viso, ma adesso avevo la figa e non il culo su la bocca, sentii la sua concentrazione mentre stavo a bocca spalancata sfiorandole la figa ed infine un getto caldo, odore pungente, amarognolo, acido, mi si riversò in gola, si interruppe, ingoiai velocemente e fui nuovamente lì a bocca aperta per prendere il seguente getto, così finche non si fù svuotata la vescica, li gli leccai le labbra della figa dalle ultime gocce, appena si rialzò Mario mi disse," adesso vieni che devo farla io", mi inginocchiai e ricevetti tutta la sua, anche quella senza perderne una goccia. A quel punto Miriam disse:
"si fà un cocktail in pancia, la prossima volta magari le facciamo in un bicchiere e la guardiamo bere il mix!!"
"bella idea, mi sa che sei una bella stronza anche tu"
A quel punto cominciammo a rivestirci per accomiatarci, Mario le chiese se era disponibile per altri incontri anche per festini lunghi ed un pò lontani, lei gli rispose di sì, ma sottolineò che lei come ruolo non era assolutamente maso, anzi semmai al contrario, per Mario non c'era problema, tanto c'ero io da lavorare!


continua

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