Sissification - Cap.3

Scritto da , il 2019-06-18, genere dominazione

Quando mi svegliai avevo ben chiaro cosa avrei dovuto fare, ma era mia intenzione far fremere la schiava uscendo dalla mia camera solo quando fui vestita e pronta a uscire.
“Allora stammi bene a sentire perchè non ho voglia di ripetere ciò che ti dirò.” dissi mentre mi serviva il caffè del mattino “Oggi uscire per fare spese, ti servono un paio di vestiti maschili fino a che non sarai pronta a uscire vestita da donna. So che ti sembrerà un controsenso ma non voglio che da casa mia esca una macchietta di donna, quindi aspetterai il mio nulla osta per divenire, almeno in apparenza, una femmina. Allo stesso tempo compreremo il tuo abbigliamento da sissy e qualche strumento per l’addestramento che non possiedo in casa e indosserai fra queste mura. Sono stata chiara ?”
“Quindi Padrona in casa sarà Jessica mentre fuori continuerò la mia vita ‘normale’.”
“Brava ! Vedo che hai capito alla lettera, ora vestiti che sarà una lunga giornata.”
“C’è una cosa che dovrebbe sapere mia Signora.” mi disse timidamente.
“E sarebbe ?” risposi secca.
“Il ferro da stiro è rotto, l’ho anche smontato per vedere il danno, ma ripararlo non sarebbe conveniente.”
“Però facciamo progressi almeno come donna di casa ! Vorrà dire che ne comprerò uno nuovo, anzi lo faremo insieme visto che ne capisci più di me.”
“Sarà un piacere consigliare la mia dea.”
“Adesso però vatti a vestire, in alto nell’armadio a muro ci sono alcuni abiti maschili, vedi se te ne va bene uno e indossalo.”
Dopo qualche minuto lo vidi tornare con un bel vestito, e insieme ci recammo da un sarto mio amico. Gli presi due abiti, di cui uno da sera, e alcune camice e cravatte che non avevano bisogno di grandi ritocchi, poi passammo in un negozio di scarpe per prenderne di nuove, quindi ci recammo in un ristorante per pranzare, e aspettai l’arrivo del caffè per iniziare a stuzzicare il mio nuovo schiavetto.
“Hai qualche preferenza per il tuo guardaroba da sissy ?” gli chiesi accendendomi una sigaretta.
“Veramente non saprei Signora.” mi rispose presa alla sprovvista “Non so, qualcosa di classico con qualche tocco da maialina.”
“Credo che ti ci voglia qualcosa per sbrigare le faccende domestiche e un paio di cosine per quando farai la troia sottomessa.” dissi con serenità e certezza di ciò che volevo “Certo poi dovrai esser sempre disponibile a soddisfare le mie voglie, e poco conta se sei occupata in altro. Poi ci saranno le occasioni speciali, quando ad esempio inviterò qualche amica o uno stallone di razza, in quei casi dovrà esser subito chiaro il tuo ruolo di puttana pronta a tutto pur di compiacere il mio volere. Tenendo presente che non sei male come fisico penso che la mini ti starà bene, ma che non copra troppo il tuo bel culetto e quel cazzetto che ti ritrovi.”
“Certo padrona come dice lei.”
Lo vidi perdere il sorriso mentre gli parlavo, ma in fondo era stato lui a offrirsi e ora doveva subire le conseguenze delle sue scelte.
Pagai e prendemmo di nuovo la macchina spiegando al mio slave che saremmo andati in un’altra città.
“Lì c’è un posticino dove troveremmo tutto quello che ci serve, è un piccolo porno-shop specializzato in fetish e BDSM, insomma un paradiso in miniatura.”
Il viaggio durò un’oretta durante il quale regnò il silenzio. Una volta giunti a destinazione la mia nuova sissy mi fece notare con molto garbo, che il negozio era chiuso.
“Stai tranquilla Jessica, ho già prenotato e sono una cliente a cui non si può dire di no.”
Scesi dalla macchina seguita dalla slave, suonai il campanello e poco dopo venne ad aprirmi Marzia, proprietaria del negozio e crudele Mistress molto famosa nel giro.
“Clara carissima, non sai la gioia nel rivederti, spero tu mi porti qualche buona notizia dato che è da molto che non ci si vede.”
“Buone notizie solo per le tue entrate.” le risposi, con bel sorriso e baciandole entrambe le guance “Ho quest’aspirante sissy sprovvista di un guardaroba degno anche della più infima delle serve.”
“Vedo che non hai perso il vizio per i novizi.” mi disse scrutando Jessica “Certo se una ha pazienza danno delle belle soddisfazioni, ma come sai io preferisco schiavi già ben addestrati da portare al limite.”
“Lo so bene, ma ultimamente scarseggiano quelli seri. In giro ci sono buffoni buoni a nulla se non a far perdere tempo, ma lasciamo stare che è meglio. Piuttosto voglio almeno quattro divise da cameriera con calze e scarpe a tono, e qualche gioco nuovo per la baldracca.”
“Non c’è problema.” disse Marzia prima di rivolgersi alla sissy “Tu intanto spogliati e fai in fretta che non ho tempo da perdere.”
“Nudo ?” chiese stupita Jessica.
“Certo puttana che non sei altro ! O pensi di provare i tuoi nuovi vestiti senza spogliarti.” le dissi ridendole in faccia.
Mentre lei si spogliava Marzia prese alcuni completi che Jessica si provò uno dopo l’altro, sotto i nostri commenti ironici. La mia amica tenne per ultimo il suo pezzo forte, un bustino con una mini che non arrivava a coprire le chiappe in latex nero, abbinato a calze e sospensorio dello stesso materiale e colore.
“Così chiunque entri in casa capisce che razza di schifezza d’essere ha davanti.” disse Marzia mentre le metteva un collare in pelle con la scritta ‘Slave’ in brillantini “Solo credo che le cordicelle non stiano bene, dimmi che ne pensi di questa nuova cintura di castità, è leggera e pratica, ma soprattutto impedisce ogni tipo d’erezione, anzi vedrai che dolore proverà la serva come si eccita.”
Le mise quindi una piccola cintura di castità in plexi chiusa da lucchetto, l’oggetto teneva il pene rivolto verso il basso, e le sue dimensioni minime non permettevano realmente a questo d’aumentare di volume in nessuna maniera.
“Credo sia perfetta, solo bisognerebbe vedere se funziona bene come dici tu.” le dissi avvicinandomi a lei.
Marzia era sì un gran Mistress, ma anche una lesbica capace di dare piacere come poche altre donne, e non vedevo l’ora di farmela davanti alla slave.
“Penso ci sia solo un modo per farlo.” mi rispose prima di baciarmi con passione “Tu merdaccia inginocchiati davanti a noi e mani dietro alla schiena” disse poi rivolgendosi a Jessica.
Ci spogliammo a vicenda senza quasi mai staccare le labbra l’una dall’altra sino a ritrovarci completamente nude eccezione fatta per calze e scarpe. Quando il nostro sguardo cadde su Jessica entrambe capimmo quanto stesse soffrendo al solo guardarci, col suo pene imprigionato e senza la possibilità di alcuna erezione.
“Scommetto che se ti liberassi il cazzo non lasceresti passare un secondo per farti una bella sega vero piccola troia ?” dissi tenendola per i capelli “E invece farai tanto l’abitudine a vedermi nuda o fare sesso che alla fine il tuo insignificante cazzetto non s’alzerà più, e godrai solamente facendoti sfondare il culo e solo col mio consenso, sino a quando dovrò incularti con tutto il braccio per vederti avere un orgasmo.”
“Non desidero altro che servire la mia Padrona.” mi rispose stringendo un po’ i denti.
“Vediamo s’è vero quel che dici.” intervenne Marzia spingendola a terra “Inizia a leccarmi il culo mentre mi gusto la fica della tua Signora.” concluse mettendosi a cavalcioni su di lei.
Io non persi tempo e offrii la mia passera alle dolci attenzioni della mia amica, la quale cominciò a succhiarmi il clito mentre mi penetrava con un dito, facendomi presto gemere di piacere.
“Mm Marzia come lecchi bene ! Spero tanto che la troietta diventi brava quanto te. Ma dimmi com’è la sua lingua, ti fa godere ?”
“Per essere una principiante non c’è male, almeno sa che deve metterla dentro.” mi rispose lei “Certo deve fare tanta pratica per saper soddisfare una vera donna.”
“Hai ragione, quando mi ha leccata ieri sera ho goduto più nel vederla all’opera che per quello che faceva. Però a costo di spellarla viva diventerà una brava schiava, ma ora fammi venire.”
Marzia mi fece avere un orgasmo sconvolgente alternando succhiate all’uso delle dita sempre più numerose, per poi bere tutti i miei liquidi in maniera quasi avida.
“Ora tocca a te. Ma non ti muovere, ho un’idea che ti piacerà.”
“Le tue sorprese mi piacciono sempre e lo sai.” mi rispose languidamente.
“Però calati un pochino in modo che Jessica possa arrivare alla tua bella fica,e tu serva non ti limitare a penetrarla, ma succhiala con devozione.”
Come si furono sistemate mi chinai dietro il culo di Marzia e feci cadere un po’ di saliva sul suo buchetto, lei capì subito cosa volevo fare e s’allargò le chiappe con le mani.
“Si fammi sentire le due dita dietro.” mugolò la donna “Che poi ci divertiamo con questa baldracca.”
Così la penetrai prima con un dito, a cui ne seguì a breve un altro, e cominciai a farle scorrere dentro e fuori roteandole per quanto m’era possibile. Lei trattenne a lungo l’orgasmo, che esplose quando le presi fra le dita dell’altra mano il clito per massaggiarlo con garbo.
Marzia schizzò letteralmente in faccia a Jessica il suo piacere, che cercò di schivarlo credendo fosse urina.
“Che cazzo fai cretina !” le inveii contro “Non sai riconoscere il piacere dal piscio ?”
“Non avevo mai visto una donna godere così Padrona.” cerco di difendersi la serva.
“E ci credo che tua moglie ti ha fatto prima cornuto e poi buttato fuori di casa, si vede che come uomo non vali un cazzo !” le risposi ridendole in faccia. “Adesso ho proprio voglia di scoparti almeno impari a usare il culo. Marzia dammi uno strap-on e bello grosso.”
“Ho qualcosa di meglio del solito cazzone in gomma.” mi disse dopo essersi alzata e avvicinata a un armadio “Questi sono fantastici, non hanno cinghie e fanno godere parecchio chi li usa.”
Mi ritrovai così in mano l’ultimo tipo di strap-on uscito sul mercato, la cui particolarità era che una parte andava inserita nella passera della donna, lasciando fuori un discreto pene in silicone.
“Ma non è che poi mi scappa via ?” chiesi un po’ dubbiosa sull’attrezzo.
“Stai tranquilla che rimarrà al suo posto.” mi rispose inserendomelo dentro “Ora fattelo succhiare e quando la scopi inserisci la vibrazione da qui sotto e vedrai come godi.”
Feci mettere Jessica a pecora contro un tavolo per poi iniziare a farla spompinare, ma visto che era piuttosto lenta decisi di scoparla subito in bocca ricoprendola d’insulti.
“Come uomo fai schifo e come donna non sei neanche capace a fare un pompino degno di questo nome. E vedi d’imparare in fretta che ti voglio vedere presto con un cazzo vero in bocca, e non posso certo fare una brutta figura perché sei un’incapace.”
A un certo punto le ficcai sino in fondo il dildo tappandole nel contempo il naso per impedirle di respirare liberamente, in poco tempo iniziò a sbavare in modo incontrollato suscitando la nostra ilarità.
“Guardala, ha tanta paura che le faccia male quando me la scoperò che cerca di ricoprire questo cazzo con la sua saliva !”
“Per me è solo una cagna buona a nulla.” mi fece eco Marzia “Forse faresti meglio a mandarla a battere che perder tempo per cercarne di farne una vera schiavetta.”
Nel viso di Jessica lessi il terrore di finire davvero in mezzo ad una strada, e quella sua paura non fece altro che eccitarmi ancor di più.
“Vediamo se sei almeno buona come vacca da monta.” dissi mentre mi dirigevo con calma dietro di lei “Forse era meglio se ti lasciavo il plug dentro, vorrà dire che ti farò semplicemente più male.”
Le aprì il più possibile l’ano con i pollici e feci entrare giusto la punta del fallo, poi le afferrai i capelli per tirarla verso di me mentre nel contempo spingevo in avanti con tutta la forza che avevo.
“Ahh mi spacchi !” urlò Jessica trovandosi tutto lo strap-on dentro.
Non diedi nessuna importanza ai suoi lamenti, anzi presi a scoparla con maggior foga mentre Marzia indossava un grosso strap-on.
“Succhia cagna.” le disse la mia amica ficcandole il fallo in bocca “Almeno non ti sento gemere.”
Jessica si trovò così in mezzo a noi due che la fottevamo trattandola come una puttana, ed insultandola in continuazione. Ma forse quello che la faceva più soffrire era l’impossibilità di dar sfogo al suo piacere col cazzo ben imprigionato nella cintura di castità, perchè dopo un po’ era evidente che stava godendo.
La parte dello strap-on che mi vibrava dentro la fica mi faceva godere moltissimo, ma il vedere Jessica in mezzo a me e Marzia era qualcosa di unico. L’uomo arrogante e sicuro di se che conoscevo un tempo, era ora tra le grinfie di due sadiche che lo scopavano senza sosta, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Quando capii che stavo venendo diedi il cambio a Marzia dopo essermi tolta il dildone dalla passera e aver inserito ben dentro la parte più grande.
“Fottila pura come meglio credi, basta che le lasci un po’ di fiato per leccarmela.” dissi strizzando l’occhio alla mia amica.
Lei fu ancor più brutale di me, all’inizio inculava a fonda la sissy per poi tirar fuori la mazza di gomma e rimetterla dentro con forza sempre maggiore. Quando poi decise che era giunto il momento di scoparla lo fece prendendola a manate sulle chiappe, sempre senza far mancare una dose più che abbondante d’insulti.
Jessica che non era certo abituata a un trattamento del genere, cercò di leccarmi la fica come meglio poteva, ma era forse troppo impegnata a rimanere ferma per non cadere a terra. Così per avere il mio orgasmo presi a masturbarmi usano il fallo del mio strap-on, e ciò mi fece un po’ arrabbiare anche se non lo diedi a vedere subito.
Alla fine sia io che Marzia godemmo in maniera completa e lasciammo Jessica per terra.
“Credo che ti ci vorrà molto lavoro per trasformarla in una vera sissy.” mi disse Marzia con tono preoccupato “Va bene solo se la fotti, ma quello è il meno.”
“Hai ragione. Ma sai che mi piacciono le sfide difficili, mettici anche che le aspiranti sissy serie mancano e che quindi ho tutto il tempo che voglio. Ora però Jessica rivestiti che torniamo a casa, ci sono alcuni punti che bisogna rivedere.”
Salutai Marzia dopo aver pagato tutto ciò che avevo preso ed avendo come regalo quello starno strap-on senza cinghie. Jessica portò tutti i sacchetti in macchina e si mise alla guida visto che io ero stanca.
Una volta a casa le feci mettere un vestitino da sissy e con quello preparò la cena, ed anche se non era abituata ai tacchi alti non ebbe nessun serio problema d’equilibrio. Quando finii di mangiare e dopo aver aspettato che pulisse la cucina, la feci arrivare in sala,dove l’aspettai con un frustino in mano.
“Allora oggi sei stata una capra ! Non solo succhi come una verginella, ma non mi hai neanche fatto godere leccandomela, quindi sarai punita con dieci frustate sul culo. Dopo ogni colpo dovrai dire il suo numero e ringraziarmi perchè ti sto educando, ora mettiti contro il tavolo, tira su la gonna e giù le mutande.”
“Ma Padrona io ho cercato di fare del mio meglio.” cercò flebilmente di protestare.
“Il tuo meglio è merda ! E siccome hai parlato senza autorizzazione le frustate saranno venti.”
Jessica capì che per lei era meglio il silenzio e si sistemò come le avevo ordinato, e le diedi la prima frustata sul culo.
“Uno, grazie Padrona.”
La punizione fu per lei molto lunga e dolorosa, ma la subì senza dire altro che ciò che le avevo ordinato. Alla fine le misi un po’ di crema sulle chiappe segnate di rosso e la mandai a dormire, non prima d’averla catechizzata per il giorno seguente.
“Da domani s’inizia sul serio e ti dico subito che non tollererò alcuno sbaglio. I tuoi compiti li sai quindi vedi di non fare errori o m’incazzo e per te sono solo guai.”
“Si Signora, vedrai che non ti deluderò.”
Mi chiusi nella mia stanza e mi preparai per la notte indossando un baby-doll, ma come mi sdraiai mi tornò alla mente quello che era successo da Marzia, e la mano fece presto capolino dentro lo slippino sino a che non ebbi un nuovo meraviglioso orgasmo.

La mattina seguente trovai la colazione già pronta e Jessica che stava pulendo la cucina.
“Buongiorno piccola mia.” le dissi dandole un bacetto vicino alla bocca “Vedo che hai già preparato tutto, spero solo che sia buono.”
“Buongiorno Padrona.” mi rispose abbassando il capo “Lo spero anch’io, se non altro perchè ho fatto del mio meglio.”
La colazione era ottima, anzi per certi aspetti eccessiva, ma lei non conosceva a fondo i miei gusti, quindi aveva preparato di tutto un po’.
Quando ebbi finito aspettai che sparacchiasse, quindi la feci inginocchiare al mio fianco per spiegarle quanto avrei fatto nei giorni a seguire.
“Stammi bene a sentire e fermami se ti sfugge qualche passaggio. Da oggi inizierà per te la parte più ‘noiosa’ dell’addestramento, tanto per capirci quella che metterà a dura prova la tua volontà di diventarlo. Inizierò col toglierti dalla testa d’avere un cazzo e di poter goder con quello, d’ora in poi sarà il tuo clito ed il tuo culo la fichetta. Per arrivare a ciò userò semplici strumenti di coercizione fisica, oltre a fotterti il cervello. Fra tre settimane vedrò a che punto sei, e se non avrai fatto dei progressi cominceremo di nuovo da zero, sino a quando non sarai come dico io.”
Jessica mi guardava con un volto in cui estasi e paura la facevano da padrone, ma non disse nulla se non per ringraziarmi quando ebbi finito.
Le misi quindi un anello metallico, rivestito internamente di morbido cotone, alla base del pene, per impedirle ogni tipo d’erezione, e le feci una lunga lista d’incombenze domestiche che doveva svolgere ogni giorno.


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