Rientrando a casa

Scritto da , il 2019-06-14, genere etero

Erano le due del pomeriggio.
Sudata e stanca, stava rimettendo a posto gli ultimi libri che erano stati spostati dai clienti durante quella insolita domenica di lavoro.
Lui intanto se ne stava a casa, sicuramente sul divano a guardarsi le partite mentre lei era lì che impilava libri nell'attesa che i turisti smettessero di tartassarla, indugiando spazientiti nei pressi della cassa.
Aveva dovuto sostituire la sua collega, che aveva avuto un imprevisto con i mezzi di trasporto, e la cosa non l'aveva fatta di certo felice, quando si era ritrovata i programmi della loro domenica annullati, nonostante la bella giornata di sole.
Dalle nove non aveva avuto nessuna pausa se non una mezz'oretta veloce in cui aveva divorato un panino in fretta e furia e ora aveva proprio bisogno di riposarsi, il caldo era diventato insopportabile. Mentre serviva un cliente tedesco, vide entrare tutta trafelata in negozio la sua collega, il viso sconvolto dal caldo e dalla corsa.
Le si fece incontro e, a voce eccessivamente alta e senza curarsi del cliente intento a pagare, si mise a scusarsi e a chiederle di perdonarla per l'imprevisto.
"Lo so che per te la domenica è sacra, che è l'unico giorno che hai per stare col tuo ragazzo, scusami!"
Lei, irritata tanto dalla situazione quanto dalle sue scuse, le disse di non preoccuparsi.
La sua collega, però, insistette per finire lei il turno, che sarebbe durato fino alle 15.30.
Non ci pensò due volte e, dopo averla ringraziata, si diresse in bagno per lavarsi il viso. Si guardò allo specchio e si trovò un po' trasandata ma molto sexy. Le gocce di acqua fredda sulla maglietta le avevano provocato dei brividi di piacere e il suo pensiero era subito andato a ciò che talvolta si ritrovava a fare in quel bagno. Si passò lentamente la mano sulla parte inferiore della pancia, che sentì sudata e calda.

Arrivata alla macchina, si affrettò ad aprirla e si diresse velocemente a casa. Non vedeva l'ora di tornare da lui. I loro programmi erano stati posticipati di qualche ora, ma si poteva ancora fare qualcosa.
Inserì le chiavi nel portone ed entrò nel loro appartamento, cercando di non farsi sentire per sorprenderlo.
Non trovandolo in salotto, si diresse verso la loro camera da letto. Nel farlo, sentì dei rumori provenire da dentro, ma non seppe dire cosa potesse essere.
Arrivata alla porta socchiusa della loro camera, buttò un occhio dentro e quello che vide la lasciò completamente senza parole.
Lui, seduto alla scrivania, era incantato ad osservare il computer con le cuffie alle orecchie; la sua mano era occupata a stringere il suo pene, che era completamente fuori dalle mutande, abbandonate alle sue caviglie insieme ai pantaloni, e a fare su e giù su di esso in una sega dal ritmo già abbastanza sostenuto.
Lei si ritrasse subito, senza farsi vedere, e si portò una mano al petto. Il cuore le stava battendo all'impazzata.
Il suo ragazzo si stava masturbando, probabilmente mentre guardava un porno, e i rumori che sentiva erano quelli della sua mano che si muoveva frenetica intorno al suo pene.
Non sapeva cosa fare, non sapeva se andare via o entrare, sentiva un forte imbarazzo, ma allo stesso tempo provò tenerezza mista ad una strana eccitazione che la portò a riaffacciarsi leggermente per guardare dentro la loro camera.
Lui stava continuando a toccarsi e a guardare il pc, sospirando forte di tanto in tanto. L'angolazione del computer non le permise di vedere quale fosse l'oggetto della sua masturbazione. La curiosità la fece vagare coi pensieri verso ciò che lui potesse aver trovato di tanto eccitante e iniziò a sentire un prurito nel basso ventre. Istintivamente, mentre guardava il pene gonfio di lui e ascoltava i suoi sospiri, si fece scivolare una mano sui pantaloncini, spingendo contro il proprio sesso e sentendosi calda e piena di voglia.
Il suo dito iniziò a premere contro la vagina attraverso gli indumenti. Nonostante il sudore, sapeva che la sensazione di umido che sentiva tra le cosce non era di certo dovuta al caldo.
In un attimo di lucidità, decise che stare lì appoggiata al muro a spiarlo e a toccarsi a sua volta non sarebbe stato giusto, sarebbe stata un'invasione della sua privacy. Doveva fare una scelta. Uscire e fare finta di nulla o entrare da lui.
Fattasi forza e vogliosa di stare con lui anche in quel momento, decise di entrare.
Aprì la porta e si fece avanti. Lui, a quel punto, non poté non accorgersi di lei e la guardò sorpreso e imbarazzato, cercando di tirarsi su le mutande il più velocemente possibile.
"Amore... Ma... Che ci fai già qui?"
"Sono uscita prima e volevo farti una sorpresa, ma, be'..."
Lui, completamente rosso in viso e sudato per via della situazione e di ciò che fino a quel momento era intento a fare, aveva smesso di guardarla e aveva abbassato lo sguardo. Il suo pene, ancora duro, spingeva contro le mutande, che lo fasciavano delineandone la forma.
"Mi dispiace, io..."
"Be', la sorpresa l'hai fatta tu a me e..."
"Scusami", la interruppe lui.
"Ed è stata una bella sorpresa, se devo dirti la verità."
Lui sembrava non capire. Così lei continuò.
"Devo dire che non me l'aspettavo, e che quando ti ho visto non sapevo che dire o che fare, ma poi non mi è dispiaciuto guardarti e ascoltarti."
"Mi hai guardato?"
"Sì, be', solo un attimo, il tempo di... Be', poi sono entrata."
"Il tempo di?"
"È stato bello vederti, inaspettato e un po' imbarazzante, ma poi ero curiosa di vedere cosa facessi e... Posso?"
Così dicendo, si avvicinò e buttò un occhio allo schermo del pc. Il video non era stato interrotto e ora due donne erano intente a toccarsi a vicenda, mentre le loro lingue si incrociavano in un bacio.
"Ti piace?"
"N...no, cioè, sì, però..."
"Shh, non devi giustificarti, è normale. Anzi, sono molto belle."
Lui non sapeva cosa dire, la guardava mentre lei era intenta ad osservare le due donne.
"Non ti andrebbe di continuare?", gli chiese lei.
"Come?"
"Sì, insomma, se ti piace, puoi guardarlo e continuare a toccarti. Se non ti disturba, però, mi piacerebbe stare qui con te..."
Lui sentiva forte l'imbarazzo e non sembrava credere a ciò che sentiva, così lei si piegò in avanti e lo baciò con passione. Mentre con una mano gli stringeva la nuca, spingendo la propria lingua nella bocca di lui, con l'altra afferrò l'elastico delle sue mutande e gliele abbassò di colpo, facendo uscire di nuovo il suo pene, che non aveva perso vigore.
Prese la mano di lui e gliela portò dov'era stata fino a prima che lei arrivasse. Lo guardò intensamente e gli disse: "Continua pure, io torno subito."
Detto ciò, uscì dalla loro stanza per rientrarne qualche istante dopo portando con sé una delle sedie della cucina, che posò al fianco di quella dove il suo lui, intento a massaggiarsi lentamente i testicoli, era seduto.
Una volta seduta, posizionò il computer di modo da avere una visuale migliore e staccò le cuffie.
"Perché le togli?", le chiese lui.
"Quando facciamo l'amore, io non trattengo i miei gemiti e tu non trattieni i tuoi. Perciò voglio poter sentire bene."
Questa risposta lo sorprese e sentì una scossa partirgli dalla base del pene e arrivargli fino alla punta.
Nel frattempo, una delle due ragazze era posizionata sulle ginocchia, il culo rivolto verso l'alto. L'altra era intenta a leccarle la vagina da dietro, mentre allungava una mano per stringerle i seni.
Vide lo sguardo di lui passare ritmicamente dallo schermo a lei, come se non volesse farsi vedere mentre guardava, o come se cercasse un qualche tipo di approvazione da parte sua. Invece ciò che trovò fu una domanda.
"Cosa ti piace?"
"Be', hanno dei bei corpi..."
"Tutto qui?"
"È bello vedere come giocano tra di loro, come si toccano..."
"Come si leccano", aggiunse lei, mentre i gemiti di una delle due stavano aumentando di ritmo e di volume, mentre veniva nella bocca e sulle dita dell'altra.
Ora le due ragazze si erano scambiate di posto e, dopo essersi baciate a lungo, la ragazza che prima aveva goduto aveva iniziato a scendere verso il basso, fino ad affondare il proprio viso tra le gambe dell'altra, che aveva iniziato a gemere, tenendola per i capelli.
Il suo ragazzo, intanto, aveva ripreso il ritmo che teneva quando lei lo stava spiando.
"A te piace?", le chiese, la voce rotta dall'eccitazione.
"Non è niente male, no."
"Cosa ti piace?"
"Mi piace la foga con cui si scambiano i baci, mi piace come i loro corpi si incrociano. E mi piace il tuo sguardo, come le guardi e come la tua mano risponde allo stimolo."
Quella risposta fece sussultare il suo pene, che prese a toccare con più decisione. Lei vide uscire dalla punta qualche goccia, che subito si infranse sulle dita di lui, aggiungendo al tutto un suono incredibilmente eccitante.
Quando sentì i suoi gemiti alzarsi di volume, perse ogni inibizione e in un attimo si abbassò su di lui, prendendoglielo in bocca e cogliendolo di sorpresa.
Succhiò forte intorno alla punta, mentre la mano di lui continuava a muoversi.
Lo sentì alzare ulteriormente la voce, colto di sorpresa, e sentì altre gocce del suo piacere bagnarle la lingua. Allungò una mano tra le proprie gambe e iniziò a sfiorarsi, presa dalla voglia che quel gesto e quella situazione avevano fatto crescere in lei.
Lui tolse la mano dal proprio pene e, dopo averle tirato su i capelli, iniziò a muoversi verso l'alto, tenendola ferma e scopandole di fatto la bocca.
Lei stette al gioco, era una cosa che le piaceva farsi fare, e fece scendere la propria mano dentro i pantaloncini, trovando le proprie mutande completamente madide di umori. Quando iniziò a toccarsi, non poté fare a meno di gemere forte, gemiti strozzati dal pene di lui che le riempiva la bocca.
Sentì che lui era quasi al limite, ma gli prese la mano, togliendola dai propri capelli, e sollevò la testa, lasciandolo completamente bagnato della sua saliva.
Tirata fuori la mano dai propri pantaloni, prese il computer e si mise a digitare. Il video precedente era terminato, anche se non si erano accorti di nulla, e ora toccava a lei.
Quando trovò ciò che cercava, riposò il pc sulla scrivania e si mise comoda, aspettando di vedere la reazione di lui.
Le immagini cominciarono a farsi nitide, dopo una breve sigla iniziale.
Un ragazzo, davanti al computer, stava parlando su Skype con una ragazza, quando questa, lentamente, aveva iniziato a togliersi i vestiti, rimanendo presto in intimo per poi sedersi, aprendo le gambe e appoggiandole sulla scrivania, perché lui potesse vederla. L'immagine era poi passata dal punto di vista di lei che, senza troppi mezzi termini, gli aveva chiesto di mostrarle il suo pene, confessandogli che le mancava vederlo.
Lui sembrava non aspettare altro e, alzatosi in piedi, si era tolto le mutande e aveva iniziato a menarselo davanti alla telecamera.
Lei, a quel punto, aveva allungato la mano verso il cassetto, dal quale aveva estratto un piccolo vibratore, che aveva subito acceso e appoggiato sulle proprie mutande.
La scena poi era cambiata di nuovo. Ora gli stessi due ragazzi erano su un letto e, sdraiati uno accanto all'altra, si stavano baciando, masturbandosi a vicenda.
"Wow, che ricerca precisa."
"Diciamo che conosco qualche canale..."
Dicendo questo, si era sfilata in una volta pantaloni e mutande, e ora le sue dita si stavano lentamente muovendo tra le labbra della sua vagina, ormai gonfie di piacere e bagnatissime, appesantendo il suo respiro e placando finalmente la sua eccitazione e il suo bisogno di contatto.
"Quindi anche tu..."
"Be', certo, a volte anche io ho bisogno di qualche immagine. Queste sono abbastanza leggere."
Mentre lo diceva, il ragazzo del video aveva iniziato a prendere la ragazza da dietro, con colpi profondi e decisi.
"Diciamo così...", la schernì lui, rompendo finalmente la tensione con una risata che coinvolse anche lei.
Ripresero a guardare il video, entrambi concentrati su ciò che vedevano e sulle reazioni l'uno dell'altra. Lei aveva iniziato a penetrarsi con due dita, gemendo forte e stringendosi con l'altra mano un seno, che aveva liberato dalla canottiera.
Lui si massaggiava i testicoli con la mano sinistra, mentre con la destra aveva aumentato il ritmo sul proprio pene, stringendolo forte.
Quando nel video i due ragazzi avevano cambiato posizione, esibendosi in un magnifico missionario pieno di passione, lei aveva iniziato ad accelerare il movimento della sua mano sul proprio clitoride, mentre con l'altra continuava a spingere dentro di sé. Stava per venire e lui se ne accorse. Per un attimo il loro sguardo si incrociò.
Lui aumentò il ritmo per cercare di venire insieme a lei. Lei si alzò dalla sedia, trovando non si sa dove la forza di interrompersi. Gli si fece davanti e gli salì sopra e in men che non si dica lui si ritrovò completamente dentro di lei. Era caldissima, caldissima e fradicia. Prese a muoversi con foga, guardandolo negli occhi.
"Scopami più forte che puoi, fammi venire."
L'immagine nello schermo continuava a cambiare. In un momento i due ragazzi stavano facendo l'amore, subito dopo l'immagine li raffigurava ognuno seduto davanti al proprio pc, intento a toccarsi e a gemere senza controllarsi più.
Ma loro non li sentivano. Lui si mise a spingere con forza dal basso, lei scendeva su di lui, tenendosi con le mani allo schienale della sedia. Esistevano solo loro.
I movimenti si fecero più veloci e i due iniziarono ad urlare il loro piacere. Lei venne, tremando e riempiendogli il ventre dei propri umori caldi. Lui, sentendola stringersi per via dell'orgasmo, non seppe trattenersi e la riempì col proprio.
Quando ebbero ripreso fiato, si guardarono e, ancora l'uno dentro all'altra, si abbracciarono con forza, scambiandosi un ti amo silenzioso.
Nel frattempo, nello schermo, il ragazzo stava ansimando, la mano e la pancia piene del proprio sperma. Lei, dall'altra parte, aveva sfilato il vibratore dalla propria vagina, lasciandolo sulla scrivania, leggermente macchiato di bianco, mentre continuava ad accarezzarsi piano, coccolandosi dopo l'orgasmo.
L'abbraccio si sciolse, i battiti si regolarizzarono, ma i tasti del computer erano ancora lucidi della voglia di lei.

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