Sposini dopo la luna di miele -17 - Orgia in canonica.

Scritto da , il 2019-06-04, genere tradimenti

Al mattino aveva trovato il prete ancora davanti al suo scompartimento ed insieme erano andati a fare colazione al vagone bar.

Intorno al giovane sacerdote,un nutrito gruppetto di signore,cercava di farsi spazio per ottenere le sue attenzioni ma lui,con fare da perfetto chierico,riusciva a tenerle lontane.

-Parlami di quell'esorcista in Liguria,ma davvero tu credi agli esorcismi?-

Aveva chiesto la ragazza mentre facevano colazione lontani da orecchi indiscreti.

-Ascolta,dopo quello che è successo stanotte e le cose che hai scoperto,è inutile che io continui a mentirti.

Vi sono veri esorcismi ed esorcismi fasulli.

Ai primi appartengono per lo più ragazze e donne invasate dall'autosuggestione e come tali,vanno trattate con metodi piuttosto spicci e dolorosi.

Solo così,solo attraverso una percepibile sofferenza fisica hanno la percezione materiale che il maligno abbia lasciato il loro corpo.

Poi vi sono quelle(per lo più sono donne sessualmente insoddisfatte e con una buona dose di perversione)che fingono di essere possedute per essere liberate dal demonio attraverso pratiche sessuali estreme.

L'esorcista del quale ti parlavo io,è specializzato in questo genere di terapia che pratica insieme ai suoi aiutanti.

In quel periodo in cui sono stato ospite di quel santuario,si era sparsa la voce ed aveva una lunga fila di mogli che,accompagnate dai mariti,venivano a farsi liberare nell'anima e riempire nel corpo.

Quasi sempre lasciavano laute mance e spesso ripartivano col ventre gonfio e benedetto dal seme del signore.

Le mogli invasate,gesticolanti e piene dei santi membri dei frati che l'avrebbero liberata dal demone della lussuria che le possedeva,urlavano e si scioglievano rilasciando insieme ai loro umori,il maligno che avevano in corpo.

Talvolta il trattamento richiedeva anche più d'una settimana ed in quei casi,i mariti tornavano al lavoro affidando le consorti alle esperte mani dell'esorcista.

Talvolta i mariti gioiosi tornavano insieme alle mogli per ringraziare del fatto che finalmente,dopo essersi liberata dal demonio che aveva dentro,erano finalmente riusciti a ingravidarla.

-Fratello,la volontà del signore non permette la nascita di una nuova vita in un ventre occupato dal maligno.

Questa è la volontà del signore ed è l'inizio di una famiglia numerosa e felice nel nome di Dio.-

-Che porci che siete!-

Giunti finalmente a destinazione,tutti i pellegrini,stanchi dal viaggio,sono stati accompagnati nei rispettivi alberghi.

Dopo le cose che lei aveva scoperto su sua madre,i loro rapporti erano un po cambiati e quelli che negli anni passati parevano atteggiamenti di fede,da quel momento,apparivano come smanie di voglie inconfessabili.

Già dalla prima sera la mamma si agitava nervosamente in cerca del prete che ad ogni incontro,inventava una scusa per poterla allontanare.

Dopo cena,la mamma aveva lasciato l'albergo ed in compagnia della figlia,come aveva sempre fatto,era andata alla ricerca di don Luigi per "organizzare"le giornate dei pellegrini nella grotta della Madonna,le varie funzioni religiose e le visite dei luoghi santi.

Don Luigi pareva essersi perso nel nulla.

Per contro avevano incrociato don Santo,un vecchio prete che lei conosceva molto bene e che in quel momento era in compagnia con un giovane sacerdote.

-Buona sera don Santo-

Aveva subito detto lei accennando un inchino e facendogli il bacia mano.

-Buona sera sorella.-

Aveva risposto lui.

-Don Santo sto cercando don Luigi e non riesco a trovarlo,non sa dov'è per caso?-

-Non lo puoi trovare stasera sorella perché l'ho mandato fuori sede per una commissione urgente.

Se vuoi,può accompagnarti don Carlo che conosce tutte le esigenze organizzative e pastorali delle buone pellegrine come te....accompagnati a lui e vedrai che saprà darti tutte le risposte di cui hai bisogno.

Nel frattempo,puoi lasciare tua figlia con me,so che si è appena sposata ed è una buona cattolica.-

-Grazie padre.-

Aveva detto sorridendo la donna e dopo un'altro inchino,aveva seguito il giovane prete.

-Vieni,io e te dobbiamo parlare...abbiamo tante cose da dirci.-

Il vecchio prete che rimanendo da solo con la giovane sposa aveva cambiato completamente espressione in volto,l'aveva presa per mano e facendola salire sulla sua automobile,l'aveva portata in una chiesa lontana dal centro di Lourdes.

Ad aspettarli in canonica vi era don Luigi in compagnia di una donna che lei aveva intravisto sul treno e nascosto in un angolino buio,vi era un'altro giovane sacerdote.

La canonica arredata con mobili scuri,aveva un vasto soggiorno con cinque grandi divani in pelle ed un lungo tavolo fratino.

La tenue luce che l'illuminava proveniva da un lampadario a gocce e quattro applique poste al centro della quattro mura.

Mentre erano tutti seduti sui divani come se dovessero conversare,il giovane che sino a quel momento era rimasto in ombra,si era presentato con un vassoio con 5 bicchierini una bottiglia di rosolio.

-Don Luigi mi ha parlato molto bene di te.

Mi ha detto che sei una brava figlia,una buona sposa ed una donna devota a Cristo.-

Le aveva detto il vecchio posandole una mano sul ginocchio.-

Mentre lui le parlava,il giovane che li aveva serviti era dietro di lui e gli massaggiava le spalle mentre l'altra donna gli si era inginocchiata davanti e gli sbottonava la tonaca.

La ragazza colta di sorpresa dall'evolvere della situazione,aveva cercato lo sguardo di don Luigi il quale,con un segno della mano ed un cenno di sorriso,aveva cercato di rassicurarla.

Quando la tonaca del vecchio prete era completamente sbottonata,era apparso un corpo adiposo,ricoperto da una rada peluria bianca e tra le gambe un piccolo grumo di carne che lei aveva avuto difficoltà a distinguere.

Dopo una lieve carezza tra le cosce del vecchio,la ragazza si era spostata davanti alla sposina sempre più incredula di quanto stesse avvenendo.

Il posto della ragazza a quel punto era stato occupato dal giovane prete il quale in ginocchio,aveva cominciato ad accarezzare il membro molle del vecchio ed a sfiorarlo con la lingua.

segue

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