Elena e Pietro - Cap. 1 - Shui

Scritto da , il 2019-05-12, genere trio

L'avvocato Pietro De Mascara era un uomo felice, titolare dell'omonimo studio legale era considerato uno dei migliori civilisti della città. Il denaro non era certo un problema per chi fatturava decine di migliaia d'euro al mese, e si poteva concedere ogni lusso. Ma era soprattutto la moglie Elena a riempire il suo cuore di gioia, una bellissima donna poco più piccola di lui, ma che nonostante il trascorrere degli anni, non aveva mai perso il suo immenso fascino. Con lei aveva oltrepassato il normale rapporto di coppia, senza mai scadere nel tradimento, ma vivendo ogni nuova esperienza in totale complicità.
Quando a metà pomeriggio aveva ricevuto un breve, ma significativo Mms dalla consorte, il suo pensiero era subito andato alla sera. Il testo era "Blu 20" e nel loro personalissimo codice voleva dire che a quell'ora l'aspettava a casa una sorpresa di chiaro stampo sessuale.
Un'ora prima d'arrivare alla sua villa, l'avvocato prese un Viagra per esser ancor più sicuro della sua futura prestazione, non che ne facesse un uso costante, ma in certe occasioni preferiva mettersi al sicuro. Quindi si preoccupò di chiudere la giornata lavorativa lasciando alla fidata segretaria il compito di chiudere lo studio, prese la sua Jaguar e si diresse verso casa.
Appena arrivò alla villa lasciò la macchina nel garage, si diresse di gran carriera verso il portone e suonò il campanello. Ad aprirgli non venne la moglie, ma una splendida ragazza asiatica coperta solo da un sottile grembiule da cameriera nero bordato di pizzo bianco, che lo lasciò quasi senza fiato.
"Buonasera avvocato." disse la ragazza "Se mi vuol seguire sua moglie la sta aspettando."
L’uomo non ebbe neanche il tempo di replicare che la ragazza si girò dirigendosi verso la scala che portava al piano superiore, mostrandogli un perfetto fondoschiena sul quale spiccava una farfalla tatuata in maniera molto sottile.
“Posso sapere il tuo nome.” chiese l’avvocato mentre saliva le scale senza mai staccare gli occhi del sedere della ragazza.
“Shui Signore.”
Una volta arrivati al piano superiore si diressero verso il salottino, luogo che normalmente era dedicato all’ascolto della musica classica. Il padrone di casa continuava a studiare il corpo della donna che lo precedeva, anche se portava dei tacchi alti non doveva esser di certo di bassa statura, e le sue forme erano di certo abbondanti pur senza alcuna esagerazione.
Una volta entrato nella stanza l’uomo vide finalmente la moglie, e non seppe trattenersi da un “Ohh.” di stupore. La donna era sistemata carponi davanti al divano, indossava un lungo vestito nero che però era risalito fino ai fianchi lasciando allo scoperto le natiche. Una benda di raso nero le impediva di vedere lasciandola così alla completa mercé del consorte e della ragazza.
“Se il Signore si vuole accomodare le porto gli strumenti scelti da sua moglie.” disse Shui indicando il divano.
“Certo certo.” rispose velocemente lui sedendosi nel mezzo.
Poco dopo Shui tornò nel salottino portando un cuscino rosso con entrambe le mani, sopra c'erano un frustino da equitazione e un dildo in vetro dalla vaga forma di S.
“Le ricordo che sua moglie non potrà parlare sino a quando non sarà lei a permetterglielo.” disse l'asiatica mentre poggiava il cuscino alla destra dell'uomo “Io rimarrò qui fuori in attesa di un vostro comando.”
“Sono certo che ti chiameremo ...ma adesso lasciami solo con lei.”
Come la ragazza fu fuori l'uomo prese in mano il frustino e cominciò a passarlo sulle natiche della consorte, accarezzandole con calma.
“Sai che ti scoperei subito.” iniziò a dire come se fosse solo nella stanza “Ma non credo tu voglia ciò, e del resto perchè sprecare tutto quello che hai preparato con tanta cura. Voglio invece che la tua bella fica diventi un fuoco e che sia tu a invocarmi di fotterti sbattendoti come una troia. Intano apri meglio le cosce perchè voglio vederti meglio la fica.”
Elena divaricò ancor di più le gambe e si trovò ben presto il frustino che le accarezzava il sesso. Non ci fu bisogno d'aprirle le labbra intime perchè queste si schiusero ai primi passaggi del frustino che con altrettanta velocità si bagnò con gli umori della donna. A quel punto Pietro le diede un colpetto sulla passera col frustino facendole uscire un piccolo gemito.
“E no ! Non puoi emettere suono mia cara.” la riprese il marito colpendola di nuovo nella stessa maniera, ma con un po' di forza “Credo proprio che tu meriti una punizione per questa mancanza.” L'uomo prese il dildo e cominciò a strusciarlo dentro lo spacco della fica della moglie senza mai forzarne l'entrata, e colpendola sia all'interno delle cosce, che sulle natiche. Poi poggiò il frustino sulla schiena della donna e la penetrò velocemente con due dita, che subito dopo portò alla bocca della moglie.
“Succhiale e senti come sei bagnata. Ma non osare venire senza il mio permesso, o ti lego e mi scopo Shui lasciandoti a bocca asciutta.”
Dopo che sua moglie ripulì le dita, Pietro poggiò dildo e frustino vicino a se, portò il medio di una mano fra il buchetto e la fica e con questo cominciò a penetrare alternativamente gli ingressi del piacere della donna usando solo la parte finale del dito, mentre con l'altra mano le colpiva piano la passera.
Elena era ormai tutto un fremito e si mordeva le labbra per non gemere, pregna com'era d'eccitazione e di voglia del suo uomo. Da quando aveva scoperto il piacere della sottile dominazione, gioco nel quale le piaceva essere ora vittima ora carnefice, cercava di non farsi trascinare troppo in quei rapporti così diversi dalla norma, ma quando decideva d'averli esigeva sempre il massimo.
Quella sera però il primo a cedere fu il marito, il cui membro ormai sembrava quasi scoppiargli nelle mutande. Pietro si alzò per mettersi davanti alla moglie e s'abbassò per parlarle vicino all'orecchio.
“Allora dimmi cosa vuoi ora ?”
“Voglio il tuo cazzo !” rispose prontamente Elena “Lo voglio in bocca, nella fica, nel culo. Voglio godere e vederti godere fino a che non mi riempirai del tuo sperma, per poi fartelo tornare duro e riaverlo di nuovo.”
“E l'avrai” disse Pietro calandosi pantaloni e mutande prima di togliere la benda alla donna “Ma non da sola. Shui vieni dentro.”
La ragazza entrò con passo felino mentre l'uomo si sedeva sul divano tenendo Elena per la testa. “Shui lecca la fica di questa porcella mentre mi spompina, non vorrei si raffreddasse troppo la topa.”
“Con vero piacere Signore.”
Shui s'inginocchio dietro Elena e ,dopo averle le chiappe con le mani, cominciò a far passare la lingua dal buchetto sino all'inizio dello spacco, girando ogni volta molto lentamente intorno al clito, che si gonfiava sempre di più. Poi lasciò cadere un po' di saliva sull'entrata posteriore della donna, e la penetrò con un dito che spinse completamento dentro l'ano per sistemarsi in seguito sotto di lei e leccarle con foga la passera.
Ad Elena sembrava d'impazzire, da un lato c'era suo marito che la scopava in bocca senza darle la minima sosta, dall'altro la ragazza si stava dimostrando un'amante con i fiocchi in grado di tenere sempre la sua eccitazione al massimo, ma senza mai farla venire del tutto. Proprio mentre Shui la stava di nuovo portando verso il picco massimo del piacere, Pietro le tolse il cazzo dalla bocca sostituendolo con la sua lingua. Elena capì che poteva godere completamente, ma non si accontentava della lingua, se pur abile, dell'asiatica. Con un balzo salì sul marito e s'impalò sulla sua mazza, e bagnata com'era se lo ritrovò tutto dentro senza neanche dover spingere più di tanto. L'orgasmo arrivò all'istante bloccandola sul corpo del marito per alcuni istanti che a lei parvero lunghissimi, ma poi le bastò sentire le dita di Shui accarezzarle una chiappa che si riprese e cominciò a cavalcare selvaggiamente il suo uomo.
La ragazza allora bagnò il dildo con la sua saliva per poi sodomizzare Elena mentre le chiudeva la bocca con la sua.
“Si scopala anche tu che questa non vuole altro che cazzi !” disse Pietro che poteva osservare quello che succedeva dietro la moglie da uno specchio posto davanti a lui “E mentre te la fai strizzale le tette, non sai come le piace se a farlo è una donna.”
Shui sistemò il dildo in modo che entrasse nel culo di Elena insieme al cazzo del marito, poi le prese in mano un seno e cominciò a palparlo con una certa forza.
“Ti piace così bella signora ?” le disse mentre le dita le stringevano il capezzolo tirandoglielo un po' in avanti.
“Sii sto venendo di nuovo ..” urlò la donna mentre aveva un altro orgasmo ancor più violento del primo.
Elena continuò a cavalcare suo marito in maniera sempre più serrata, portandolo presto vicino al piacere totale, e quando sentì che Pietro stava per venire si sfilò da lui per inginocchiarsi e prendere il cazzo fra le labbra.
“Ti sborro in bocca puttana !” gridò l'uomo prima di riempirle il palato col suo sperma che Elena inghiottì con gioia.
Pietro si sarebbe aspettato un attimo di respiro, ed invece mentre la moglie continuava a succhiarglielo, Shui si avvicinò con la bocca ai suoi testicoli, che presto scomparvero fra le sue labbra.
“Mm ma che bel trattamento.” sospirò l'uomo “Scommetto che anche la tua amica vuole provare il mio cazzone.”
“Certo che sì.” rispose Shui “Voglio godere di te e della tua donna.”
Elena non capì subito quelle parole, ma comprese tutto quando il pene del marito tornò duro e vigoroso. Shui la fece sdraiare sul tappeto per poi metterle la fica sulla faccia e le disse senza mezzi termini d'usare la lingua.
“Dai leccami la fica mentre lui me lo ficca nel culo, perchè non vedi l'ora di farmelo vero bell'uomo ?”
“Certo che lo voglio, te lo farò sentire fin dentro il cervello.” rispose Pietro mentre si muoveva per mettersi dietro di lei.
“Per i miei gusti parli troppo e fai poco.” continuò lei mentre si leccava lascivamente un dito “A me piacciono gli uomini che me lo sbattono dentro e poi m'inculino con tutta la forza di cui sono capaci.”
Sentendo quelle parole Pietro si affrettò ancor di più, le aprì le natiche con le mani e la sodomizzò spingendo forte il suo randello, mettendone più di metà dentro con un sol colpo di reni.
“Tieni troia che non sei altro !”
“Sii dammelo tutto, fammi godere ancora.”
Lui la teneva per i fianchi mentre la inculava in maniera selvaggia facendola sobbalzare a ogni penetrazione, mentre Elena beveva tutti i succhi che uscivano copiosi dalla passera della ragazza. Questa non sembrava mai sazia, incitava l'uomo ad esser ancor più virile nonostante lui stesse quasi sfidando le leggi della fisica.
Elena rimase stupita dalle voglie insaziabili della ragazza, pur non essendo certo una novellina nel sesso anale, non aveva mai visto nessuna non solo andare a quel ritmo forsennato, ma addirittura chiedere di più. E di certo l'asiatica stava godendo, altrimenti non le poteva riempire il volto con i suoi umori che non smettevano mai di colarle dalla passera.
Alla fine Shui venne urlando per tutta la stanza il suo orgasmo mentre Pietro rallentava la sua andatura per fermarsi un attimo in lei. Ma il padrone di casa subito dopo spinse Shui in avanti come a buttarla fuori dai piedi, prese la moglie che fece mettere al posto della ragazza e nella sua stessa posizione.
“Vediamo se sei ancora capace di prenderne due in culo insieme.” disse Pietro afferrando il dildo “Dai allargati le chiappe che sfondo anche te.”
Ad Elena tornò subito in mente quando durante una loro vacanza, fu sodomizzata da due ragazzi mentre il marito la guardava facendosi fare un pompino da una cameriera. E che quando il terzetto uscì dalla loro stanza, il marito l'avesse scopata per ore nonostante lei fosse distrutta.
“Mi vuoi più puttana di lei ?” disse Elena aprendosi il culo con le mani “Dai fammi vedere quanto val, per me non resisti più di due minuti.”
“Ah si ! Intanto prenditi questo.” rispose lui infilandole mezzo dildo nel buchetto “E poi beccati anche quello vero !”
L'uomo fece scivolare il suo pene sotto il fallo di vetro e li spinse entrambi dentro.
“Si che bello.” mugolò lei “Pensa se l'avresti così grosso come mi faresti godere di più.”
Pietro non rispose ma prese ad incularla come aveva fatto prima con Shui. Il suo fare era animalesco, grugniva a ogni affondo e questi erano sempre più rapidi e profondi. Era tanto preso a fottere il culo della moglie che non si accorse che Shui era dietro di lui e gli aveva messo una mano fra i testicoli ed il suo ano.
Shui fece poi passare il suo dito medio sulla passera di Elena, che lo ricoprì dei suoi umori in brevissimo tempo, per poi farlo girare intorno al buco del culo dell'uomo.
“Che vuoi fare ?” cercò di dire lui “Io non sono una checca !”
Ma Shui non lo ascoltò e con un gesto felino infilò due falangi dentro lo sfintere dell'uomo che venne subito dopo, inondando quello della moglie di sperma.
“Non sarai una checca, ma con un dito dietro sei venuto come un pivello.” disse ridacchiando l'asiatica.
Pietro finì sul tappeto esausto, vicino a lui si sdraiò la moglie anche lei allo stremo delle forze, mentre Shui si rivestiva con gli abiti che aveva lasciato nella stanza prima dell'arrivo dell'avvocato. Se ne andò senza dire nulla, ma baciando la coppia e lasciandola sola nella loro intimità.

Solo dopo qualche minuto Pietro ebbe la forza di parlare. “Posso chiederti il perchè di questa sorpresa così piacevole ?”
“Certo oggi è il tuo onomastico e non sapevo cosa regalarti amore mio, così ho chiamato Shui che lavora nel centro benessere dove vado io e le ho chiesto d'essere il mio regalo per te.”
“Credo che ci sia un altro San Pietro il mese prossimo.” rispose lui prima che entrambi scoppiassero a ridere.


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