A casa della cliente 2

Scritto da , il 2019-03-28, genere feticismo

Ricevo una chiamata, maledetti smartphone, quando stai lavorando sono una rottura. Guardo chi è che sta chiamando e resto stupito. É la cliente dell'ultima "avventura piedosa". Sono passati due mesi e devo dire che a parte i primi giorni in cui guardavo ogni secondo lo schermo bramoso di una sua chiamata, adesso non dico che me ne ero dimenticato ma comunque non era più un pensiero così assillante. Rispondo un po' agitato. Salve mi dica.
"Salve avrei voglia di sistemare due cose da me".
Guardi è impossibile domani sono già pieno.
"Se non vuole casini domani pomeriggio alle 14:00 da me!"
E butta giù la comunicazione. Mi sento in panico. Non so come fare ma dopo un attimo di smarrimento, raccolgo le idee ed invento una scusa credibile per il cliente del giorno dopo il quale mi ricorda che sono già in ritardo di una settimana sulla conclusione del lavoro.
Gli prometto che sarò almeno alla mattina presente almeno da rabbonirlo un pochino. Il giorno seguente al mattino lavoro ma la mente va al pomeriggio e alle minacce neanche tanto velate della cliente. Non ho fame sono nervoso ed in un attimo sono le 13:50 ed io sono già sotto casa sua. Scosta la tenda mi vede, la vedo. Mi fa cenno di entrare. Scendo dal furgone prendo la borsa degli attrezzi e suono, apre immediatamente.
Buon giorno.
"Salve, anzi ciao, metti giù la borsa e seguimi."
Ah ci diamo del "tu"?
"Ma come ti permetti? Tu devi continuare a darmi del Lei. Io sono più grande di te devi rispettare le persone più grandi!"
Vede avevo capito che...
"Zitto ora." solo ora mi accorsi, mentre si accomodava sul divano, che nonostante il caldo già iniziato, indossava delle ciabatte chiuse ed i piedi erano avvolti in un nylon chiaro color carne. Mi disse di spogliarmi completamente e lo fece con voce imperiosa. Ubbidii, mi disse allora di stendermi davanti a lei con la testa in corrispondenza dei suoi piedi. Fatto.
"Adesso mi farai da poggiapiedi e poi.... Si vedrà."
Passò del tempo non so quanto, prima che si spazientisse perché aveva caldo ai piedi e così si tolse prima la ciabatta sinistra e mi poggiò il piede sul naso. Inutile dire che dato il nylon, la ciabatta chiusa ed il caldo che faceva in quella casa, il profumo che sentii fu molto intenso. Tolse anche l'altra e prima di mettere il nuovo piede sul mio naso, mi diede una sberla con il piede sinistro tra fronte e naso procurandomi un bel male. Anche il destro profumava un sacco. Passò altro tempo non so dire quanto, tutto, compreso il tempo, mi sembrava ovattato ma bellissimo. Tolse i piedi e si alzò a gambe larghe sopra di me, aveva delle autoreggenti e mai me lo sarei aspettato da una donna matura, la cosa mi eccitò, ma di più lo fece la visione delle sue mutande che effettivamente non c'erano. La sua vagina era quasi completamente glabra.... Bellissima da vedere! Solo due sottilissime strisce di peli "adornavano" quel bene immenso
"Cosa fai me la guardi di nascosto?"
No, non la stavo guardando...
Sbam! Sbam! Altri due calci in faccia....
"Cosa fai menti?"
Mi scusi non lo farò mai più!
Cominciavo ad essere terrorizzato ed indolenzito ma troppo eccitato al tempo stesso. Continua.....

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