Mia figlia sempre piena di sborra - 11 - La mia

Scritto da , il 2018-12-30, genere incesti

Anche se l'avevo già vista nuda ed aperta davanti a me,vogliosa di essere montata da suo padre per replicare le "gesta" della madre,in quel momento la vedevo con occhi diversi.

Vedevo una donna meravigliosa,con il seno gonfio e rigoglioso,la pelle liscia lievemente arrossata dalla recente abbronzatura,le cosce tornite ed un monte di venere invitante come panna montata.

Il suo sesso lievemente aperto,mostrava ai miei occhi,sotto un boschetto di peli ben curati,una riga rossa come una ferita aperta tra labbra carnose ed invitanti.

Era identica a sua madre quando nella sua cameretta all'università si offriva alla mia bocca per prepararla per l'amante di turno.

Stavolta era diverso.

L'avrei leccata e preparata solo per me ed alla fine della "tenzone"il caldo cocktail del nostro piacere mi sarebbe stato offerto come in una coppa di cristallo o come un frutto di mare dal gustoso sapore inebriante ed aspro.

Le sue cosce erano spalancate e le sue braccia erano tese verso di me in un invito inequivocabile,mentre dai suoi occhi sprizzavano lampi di libidine e dalle labbra vogliose un cenno di sorriso dolce ed amorevole.

Ero caduto tra le sue gambe come attirato da una calamita e come poli diversi le mie labbra si sono subito posate nel punto esatto del nostro desiderio.

L'avevo leccata come non era mai successo nelle volte precedenti e lei mi ricompensava esplodendo in violenti orgasmi che rilasciavano i suoi fluidi direttamente sulla mia lingua mentre le sue mani guidavano la mia testa ed i suoi gemiti e le sue sconnesse incitazioni risuonavano come musica per i miei orecchi.

La sua clitoride stimolata dalla mia lingua e dai miei piccoli morsi si era gonfiata ed arrossata come un piccolo frutto di bosco profumato e dalla incredibile sensibilità.

Io ero perfettamente cosciente del piacere che in quel momento stavo dando a mia figlia ed ero convinto che fosse lo stesso di quando lei o sua madre mi succhiavano il prepuzio e con la lingua mi titillavano il frenulo.

Per inciso devo ricordare che in vita mia non avevo mai avuto rapporti con una donna diversa da mia moglie e dunque,mia figlia,era davvero un dono del cielo per me.

Il nostro reciproco trasporto era talmente naturale e bello che,davvero stentavo a capire tutti i falsi moralismi che da sempre condannano l'incesto.

Certo,i rapporti imposti con la forza o in età prematura sono da condannare ma il nostro era un rapporto assolutamente cercato,consenziente ed improntato sull'amore puro.

Mentre con la mente divagavo,l'accarezzavo,la leccavo,la facevo godere e venivo coinvolto anche fisicamente dalle contrazione e dai singulti del suo corpo in orgasmo.

-Mi stai facendo morire papà....ora prendimi e scaldami col tuo seme,infiammami l'utero e fammi volare come solo il tuo cazzo può fare.

Eravamo entrambi madidi di sudore e sfiniti dalla fatica quando in un grido sordo mi sono scaricato in lei accasciandomi subito dopo sul suo caldo e accogliente corpo.

Non so esattamente quanto sia durato il mio stato di trance.

Ricordo però,che aprendo gli occhi mi sono ritrovato con le labbra della fica di mia figlia congiunte alle mie.

L'avevo fatta godere ancora mentre la ripulivo dal gustoso nettare scaturito dal nostro amplesso.

Quel giorno,mentre aspettavamo l'arrivo della mamma,avevamo fatto l'amore altre volte cercando sempre di riproporre posizioni e giochi che facevo con mia moglie e che mia figlia pareva conoscere a memoria.

Aveva voluto che le aprissi anche la rosellina ancora vergine che custodiva tra le carnose e gonfie natiche.

La mamma era rientrata verso le 20 quando era ancora giorno ed io e mia figlia eravamo impegnati in cucina a preparare la cena.

-Vieni Arturo...vieni che devo parlarti.-

Aveva subito detto mia moglie dopo aver salutato la figlia vicino ai fornelli.

Mentre disteso supino sul letto le leccavo la fica piena della sborra che aveva conservato per me mi raccontava della sua giornata in barca.

Come le aveva promesso Andrè,non erano soli in barca ma vi erano anche le mogli di quei cornuti di cui le aveva parlato.

Lui si era dimostrato davvero lo stallone infaticabile all'altezza della situazione e le aveva soddisfatte tutte e tre.

Nei momenti di riposo del maschio,le donne si dedicavano ai giochi lesbici nei quali in verità mia moglie non era molto esperta ma che,dopo quella esperienza,non vedeva l'ora di ripetere.

-Mmmmm....amore come mi fai godere con la lingua.....mmmm....ooooo....vengo...vengo....-

Dopo che aveva goduto ed io l'avevo ben ripulita,mi aveva detto:

-Amore....poi ti racconto tutti i dettagli ma adesso,mentre mi rassetto e faccio la doccia,aiuta tua figlia in cucina che ho una fame da lupi.

Sai,quel porco aveva portato in barca solo champagne ed un po di frutta e tutto quello che abbiamo potuto mangiare era stata la sua crema quando era il nostro turno per ciucciargliela direttamente dalla cannella o leccandoci a vicenda le fiche piene.

Senza quella risorsa energetica,avremmo avuto solo qualche pesca e un po di uva da mangiare.

A tavola naturalmente il racconto di mia moglie si era limitato alla descrizione della bellezza del mare e dalla gioia di poter prendere il sole integrale.

Anche il racconto di mia figlia si era limitata alla descrizione di una bella giornata in spiaggia "Insieme al mio paparino".

-Che hai Arturo.....non ti è piaciuto il regalo che ti ho portato oggi?-

-Perché dici così tesoro...sai che mi piacciono sempre i tuoi regalini!-

Ci eravamo detti io e mia moglie quando eravamo a letto e lei:

-A si...davvero ti è piaciuto?

Non sarai mica geloso?-

-Perché dici così amore?-

-Perché è la prima volta che non riesco a fartelo rizzare nonostante che ci stia provando in tutti i modi da più di mezz'ora.-

Io che ero davvero spompato dalle performances con mia figlia le avevo risposto che ero stanco e che forse avevo preso troppo sole.

-Be se è così,lasciamo stare la scopata ma almeno fammi godere ancora con la lingua che al pensiero di oggi sono ancora arrapata.-

Dopo averla leccata e fatta godere,prima di addormentarci e mentre eravamo abbracciati come sempre mi aveva detto:

-Amore,Andrè ci ha invitati ad andare con lui in un locale molto speciale a Cap D'Agde
domani sera.....io gli ho già detto di si....sei d'accordo?-

-Si!-

E ci siamo addormentati.

Il giorno dopo,quando mia figlia aveva saputo del nostro programma serale,aveva insistito per esserci anche lei ed alle perplessità mie e di sua madre aveva risposto:

-Papà....mamma....credo di essere abbastanza grande per certe cose e poi....sono anche sposata!-

-Proprio perché sei sposata.....-

Aveva cercato di ribattere mia moglie senza successo.

La sera puntualmente alle 22 Andrè era passato a prenderci con la sua macchina per portarci a cena in un locale in riva al mare e poi al club "Le Glamour" uno dei locali più trasgressivi dell'intera costa azzurra.

segue



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