Con il professore all'università

Scritto da , il 2015-09-16, genere etero

Questa che sto per raccontarvi è la mia prima esperienza grazie alla quale scoprii il magico mondo del sesso…
…il tutto è successo 3 anni fa, quando avevo 20 anni (forse un po’ tardino), a quel tempo ero molto pudica e timida, mi ero lasciata con il mio ultimo ragazzo, Daniele, da mesi, era più grande di me di un anno e il primo con cui ho voluto una storia seria, e ovviamente il primo con cui ho avuto rapporti intimi, fare l’amore con lui era diventata un’abitudine, solo perché le persone fidanzate a volte lo devono fare, una specie di obbligo; non eravamo per niente in sintonia, mi prendeva sempre nello stesso modo e dopo qualche spinta molto frettolosa era già tutto finito addormentandosi di fianco a me; non avendo mai avuto esperienze con altri uomini credevo che quello fosse il massimo che si potesse avere, tra l’altro non parlavo mai del sesso con le mie amiche e tanto meno mi davo piacere da sola, perciò per più di un anno e mezzo quella era stata la mia vita sessuale e ora che non avevo più rapporti non ne sentivo la mancanza, per fortuna ci siamo lasciati!
Forse complice anche il fatto di volermi concentrare solo sugli studi e non volere qualcuno con cui perdere tempo…
…ero al primo anno di ingegneria, dopo aver cambiato facoltà, e stavo studiando come non mai per dare i primi esami, ma come ogni studente c’era sempre una stramaledetta materia che non riuscivo a comprendere a pieno, nel mio caso era fisica.

Ero in aula ad ascoltare la lezione di fisica cercando di prendere più appunti possibile, -mi farò aiutare da qualcuno del secondo anno oggi in biblioteca- pensai con qualche speranza.
La lezione è finita, e come sempre sono l’ultima ad uscire dall’aula, questo perché ho sempre tutto fuori dalla borsa, mi dirigo verso la porta per andarmene quando il professore mi chiama
“Signorina volevo chiederle come vanno gli studi della mia materia, la vedo sempre molto concentrata a prendere appunti ma non interviene mai alle lezioni” mi disse con tono professionale
Mi voltai e gli andai incontro “Eeem non molto bene in realtà, non riesco a capire alcune cose per quanto mi sforzi, infatti oggi pomeriggio avevo in mente di chiedere a qualcuno di un altro anno di spiegarmele meglio” ammisi
“Mmmh, oggi resterò all’università fino alle 3 e se vuole posso aiutarla io” disse mettendo nella borsa alcuni fogli
“Non credo c’è ne sia bisogno grazie lo stesso, non voglio farle perdere tempo e sono sicura che ci sarà qualcuno disposto ad aiutarmi” risposi imbarazzata, sperando che mollasse rassegnato
“Non è un disturbo, è il mio lavoro, e non è la prima studentessa a cui concedo qualche ripasso. Ci vediamo nella stanza in fondo alla biblioteca, così da essere più tranquilli” disse con autorità e senza volere altre obiezioni
“Va bene grazie allora, a più tardi” dissi rassegnata uscendo dall’aula.
Era ora di andare a pranzo così mi incamminai verso il bar frequentato praticamente solo da universitari…ero in compagnia di alcuni amici; ci sedemmo ad un tavolo e iniziammo a mangiare e chiacchierare.
Intanto non potevo che pensare all’appuntamento del pomeriggio, non volevo che il professore mi desse altre lezioni, anche se dovevo ammettere che quella sarebbe stata una grande occasione da sfruttare per capire meglio fisica.
Di fianco al nostro tavolo era seduto un altro gruppo di ragazze, probabilmente del secondo anno, stavano parlando degli esami da dare e casualmente anche loro avevano alcune difficoltà con la mia stessa materia, stavano parlando di vari argomenti finché una di loro non iniziò a dire quanto fosse porco il professore di fisica, pronunciando il cognome capii che era lo stesso del mio corso…i miei amici continuarono a parlare tra loro e io ascoltai la conversazione delle ragazze…tutte continuavano ad affermare la frase dell’amica…finché una di loro iniziò a raccontare dell’anno prima, di quando l’aveva aiutata un pomeriggio e quando furono soli l’aveva obbligata a fargli un pompino. A quelle parole rimasi allibita, non potevo crederci, stavo per chiedergli perché quella ragazza non fosse andata a dire a qualcuno di quell’abuso poi la risposta arrivò da un’altra ragazza che raccontò anche lei la sua esperienza con il professore e aggiunse che agli esami aveva avuto il massimo dei voti.
Ascoltando quella conversazioni decisi che non mi sarei presentata all’appuntamento del pomeriggio, non volevo fare la fine di quelle ragazze, però…ormai avevo detto che mi sarei presentata, così finito di mangiare e salutato i miei amici andai in segreteria chiedendo di poter avere il numero del professore spiegandogli di doverlo avvisare non potendo più andare all’appuntamento che avevamo stabilito per il ripasso, però la segretaria mi rispose che non poteva per privacy e che nemmeno loro potevano usufruire del contatto telefonico per avvisarlo.
Erano le 2.30 del pomeriggio e non sapendo cosa fare andai a sistemarmi su un tavolo in biblioteca per decidere quale argomento trattare con il professore, ormai mi ero rassegnata e avevo deciso di ripassare con lui, ma che se fosse successo qualcosa me ne sarei andata a gambe levate e avrei raccontato a qualcuno dell’accaduto.
Mancavano 10 minuti alle 3 così rimisi tutto nella borsa e tenendo i libri in mano andai in fondo alla biblioteca, la porta era aperta entrai e dentro c’erano vari tavolini circolari in cui intorno erano sistemati vari gruppi di ragazzi, per fortuna non saremmo stati soli pensai sospirando. Mi sistemai su un tavolino in un angolo della stanza così da non disturbarci reciprocamente con gli altri gruppi e iniziai a distribuire le cose sul tavolo; ormai erano le 3.05 e pensai che se ne fosse dimenticato, avrei aspettato altri 10 minuti e poi me ne sarei andata sperando vivamente che non si presentasse, ma poco dopo eccolo lì venirmi in contro con la sua 24 ore in una mano e un bicchiere con del caffè nell’altra; è un uomo sui 50’anni, sposato (fede al dito), capelli corti misti tra il castano e il bianco, occhiali, alto più di 1.70m, con un minimo di pancia e vestito in giacca e cravatta, insomma il classico professore universitario, forse le donne della sua età lo ritenevano un bel uomo ma per me, dopo quei commenti sentiti, lo vedevo come un porco, mi sentii un po’ in colpa nel pensarlo anche perché quelle chiacchiere potevano non essere vere, lo avrei scoperto da sola.
Si sedette di fianco a me e sorvolando sui saluti mi chiese da dove volessi cominciare….eravamo lì da un’ora e mezza e per tutto il tempo si era comportato da perfetto professore, iniziai a pensare che quelle ragazze stavano parlando a vanvera, poco dopo mi disse che sarebbe andato a prendere due caffè, uscì dalla stanza e mi accorsi che ormai i gruppi rimasti erano solo due e uno se ne stava andando, per sicurezza sperai che l’ultimo gruppo sarebbe rimasto fino alla fine, per evitare di non restare sola. Tornò sorseggiando il caffè e porgendomene uno, riprendemmo gli studi. Mezz’ora dopo anche l’ultimo gruppo se ne andò, lo guardai con sguardo quasi disperato, l’ultima cosa che volevo era restare sola con lui e ora lo eravamo, cercai di rilassarmi.
Avevamo quasi finito quando…
“Con quali voti vorresti uscire dal primo anno?” mi chiese guardandomi mentre finivo di leggere
“Ovviamente se riesco il massimo” risposi alzando lo sguardo e guardandolo, avevo un cattivo presentimento ma cercai di rilassarmi.
“Sei molto ambiziosa, però dovrai studiare molto e come sai la mia materia non è molto facile, in pochi riescono a raggiungere il massimo” disse avvicinandosi con il busto verso di me
“Allora vuol dire che mi impegnerò molto” ribattei allontanandomi e guardando l’orologio aggiunsi “ooh, ma è tardissimo, sono le 5 passate è meglio che vada adesso” con fare svelto iniziai a mettere le cose nella borsa e cercai di alzarmi, volevo andarmene subito da lì, ma lui mettendomi una mano sulla spalla e impedendomi di alzarmi si avvicinò ancora di più, quella sua disgustosa mano mi teneva stretta la spalla impedendomi di andarmene.
“Per favore, mi lasci andare, non dirò niente a nessuno, per favore voglio andarmene” dissi con un filo di voce, ero spaventata e la mia voce sembrava non volesse uscire, cercavo di non mettermi a piangere come una bambina, guardai dappertutto in cerca di qualcuno, ma la porta della stanza era chiusa, ero spacciata.
“Aspetta aspetta, calmati, non c’è bisogno che ti agiti, non devi avere paura, non voglio farti del male, voglio solo fare un’accordo con te. Dopotutto sei una bella ragazza e potresti sfruttare questo punto a tuo favore. Hai detto che volevi avere il massimo dei voti e lascia che ti dica che con me poche persone arrivano al massimo, però potremmo metterci d’accordo…io ti aiuto ad avere il massimo agli esami però tu…dovrai fare un favore a me” aveva una voce che a sentirla mi faceva ribrezzo e intanto la sua mano era scesa a cingermi la vita, non volevo assolutamente far parte di quello schifo, però qualcosa dentro di me si mosse, non so cosa fosse, forse quella situazione mi stava un po’ eccitando? No non poteva essere, quell’uomo mi faceva ribrezzo per il semplice fatto che si approfittava delle studentesse ottenendo sesso in cambio di voti, contrastava ogni mio sano principio, però qualcosa in quella strana situazione mi eccitava, mi immaginai quell’uomo dentro di me e mi salì un senso di vomito
“No grazie, non voglio fare nessun accordo con lei, per favore mi lasci andare ora altrimenti mi metto ad urlare” era evidente che non ci sarei riuscita ero in preda al panico e la mia voce stava scomparendo
“E’ inutile che urli non ti sentirà nessuno, però potresti essere più carina con me e vedrai che arriverai al secondo anno senza problemi” stava ridendo mentre pronunciava quelle parole e intanto mi teneva con tutte e due le mani.
Mi stavo per rassegnare…mi passarono per la mente molte cose e tutte in fretta…molte donne usavano le loro doti seduttive per ottenere quello che volevano, fare sesso con un uomo di cinquant’anni per superare gli esami era disgustoso ma nessuno mi avrebbe giudicata, tranne me, mi sarei sentita una puttana per tutta la vita e probabilmente non sarei più riuscita a guardarmi allo specchio, però quella strana situazione mi disgustava e mi eccitava contemporaneamente…ero decisa, avrei fatto sesso con quell’uomo e avrei superato gli esami con il massimo dei voti
“Cosa vuole da me?” chiesi sperando nella cosa meno disgustosa, distruggendo così tutta la mia integrità morale che restava ancora aggrappata alla mia dignità.
Lui non rispose ma si spinse verso di me toccandomi dappertutto e stringendomi a se…mi prese una mano e se la posò sul pacco così da farmi sentire il suo membro che cresceva, io invece ero disgustata ma allo stesso tempo volevo continuare.
Non avendo molta esperienza a quel tempo, non sapevo cosa fare perciò lasciai che fosse lui a condurre il gioco. Mise una mano sotto al mio maglioncino fino a raggiungere i miei seni coperti solo dal reggiseno, l’altra invece continuava a tenerla sulla mia premendo sul suo membro, poi con tutte e due le mani si sbottonò i pantaloni e fece uscire il suo amico dall’apertura della cerniera, se lo toccò per un po’ per poi riportare la mia mano su di esso, era evidente cosa voleva, ma non sapevo come muovermi, lo presi in mano e lo agitai su e giù non molto veloce mentre lui continuava a toccare i miei seni e ansimava come un vecchio porco, mi faceva un po’ schifo toccarglielo però ormai era tardi per tirarsi indietro e il mio cervello aveva in mente una sola prospettiva: passare assolutamente gli esami…
Portò una mano alla mia testa e iniziò a spingermela giù, verso il suo cazzo ormai diventato tutto duro, ero in panico, non volevo prenderlo in bocca, non l’avevo mai fatto, immaginai un saporaccio in bocca, mi fermai e gli dissi che non avevo mai fatto un pompino, lui si mise a ridere e mi disse che dovevo solo metterlo in bocca e succhiare come fosse stato un calippo. Mi abbassai sempre di più, esitando, lo presi in bocca e….la prima cosa che pensai fu che per fortuna non aveva un saporaccio, iniziai a muovermi inesperta su quel cazzo, lo succhiavo piano per paura di fargli male con i denti, mentre lui gemeva e con la mano sui miei capelli accompagnava i miei movimenti. Continuai così per un po’ fin quando non mi disse di usare un po’ più di fantasia e di succhiare meglio altrimenti il nostro accordo sarebbe andato all’aria….cercai di fare il massimo e sembrò proprio così da come stava godendo
“Sisi…succhia così…oooooh più veloce…sei una troia…lo sapevo che lo avresti fatto…ooooh sii, sei una puttana” disse continuando ad accompagnare i miei movimenti con la sua mano, non mi piaceva che mi chiamasse puttana perché era proprio così che mi sentivo e non volevo ammetterlo a me stessa.
Dopo un po’ mi disse di togliermi, mi fece alzare, mi sbottonò i jeans togliendomeli insieme al maglioncino…mi fece sdraiare sul tavolo a pancia in su, mi allargò le gambe, ormai il nostro gioco era andato troppo oltre per fermarsi e stavo iniziando a bagnarmi e lui se ne accorse…mi tolse le mutandine scoprendo la mia intimità…mi vergognavo tantissimo…chiusi le gambe per nascondermi ma lui me le riaprii contemplando con occhi famelici la mia intimità ben curata, iniziò a massaggiarmi il clitoride per poi avvicinarsi sempre di più con il volto e…iniziò a leccarmela…appena iniziò a muovere la lingua iniziai ad ansimare di piacere, non potevo credere di poter godere con quel vecchio porco e come non mai tra l’altro…inarcai la schiena istintivamente e portai il bacino in dentro, per arrivare meglio lui mi spostò di peso verso il bordo del tavolo…stavo godendo e non volevo smettesse più…mentre mi leccava faceva entrare e uscire un dito dalla mia fighetta per poi passare a due…stavo provando così tanto piacere…come non mai…non avevo mai provato quel tipo di piacere…continuava così mentre stavo gemendo sempre più forte fin quando non ebbi il mio primo orgasmo della vita, gemevo sempre più forte….era un piacere che si diffondeva in ogni parte del corpo esplodendo sopratutto nella parte bassa del ventre, lui non aveva smesso di leccare e succhiare, leccò tutti i miei umori…poi si alzò si abbassò i pantaloni e mi palpò il seno ormai uscito dal reggiseno, dopo aver messo un preservativo preso dalla sua borsa, avvicinò il suo membro alla mia passerina…lo strusciò contro la mia figa per poi avvicinarsi al mio ingresso ed entrare lentamente fino ad arrivare alle palle…iniziò a muoversi dentro di me mentre io godevo come non mai…stavo davvero godendo con quel porco??
Mi scopò sempre più velocemente per alcuni minuti, poi fece uscire il suo cazzo dalla mia figa, mi fece scendere dal tavolo, mi girò e mi piegò a 90 contro il tavolo…entrò con una forte botta nella mia fighetta ormai tutta bagnata e scivolosa…entrava e usciva da me sempre più velocemente e sempre più forte, con le mani mi cingeva il bacino per dettare la velocità, poi una la portò al mio clitoride e iniziò a giocarci mentre faceva entrare e uscire il suo cazzo dalla mia figa, stavo impazzendo, godevamo tutti e due, non avevo mai scopato così, e tantomeno non avevo mai goduto così tanto.
Pochi minuti e venni di nuovo attorno al suo cazzo che continuava a fottermi senza pietà
“Sei una gran troia esattamente come tutte le altre, prima fate tutte le pudiche e poi godete come maiale quando vi scopo….dai muoviti anche tu fammi godere di più…senti il mio cazzo come ti scopa?? lo senti??” stava quasi urlando e io urlavo con lui, non dava pietà alla mia figa, continuò a scoparmi così per alcuni minuti sempre alla stessa velocità e senza dare tregua al mio clitoride
“Cazzo sei una troia. Mi piace il tuo culo…la prossima volta te lo sfondo…dai muoviti muvitiii… sto per sborrare…voglio sborrarti in bocca….si cosììì…cazzo muoviti…mi fai godere” diede ancora gli ultimi colpi, poi uscì da me, mi fece inginocchiare e mi disse di aprire la bocca, non ero molto convinta di voler il suo sperma in bocca, si tolse il preservativo che lanciò via, iniziò a menarsi il cazzo davanti ai miei occhi continuando a dirmi che ero una troia finché non mi arrivarono in bocca alcuni schizzi di sborra calda…mi disse di ingoiare tutto ma non ci riuscii…mi faceva schifo così sputai tutto per terra…lui si lasciò cadere sulla sedia e mi ordinò di ripulirgli il cazzo con ancora qualche goccia di sperma gocciolante, lo succhiai per un po’, sentivo che si stava afflosciando mentre lo succhiavo…quando ebbi finito presi gli indumenti posati sul tavolo, mi diressi verso l’unica porta in quella stanza, il bagno, lì mi ripulii il più accuratamente possibile, riasciugai e mi rivestii. Uscita dal bagno tornai al tavolo, lui era ancora seduto sulla sedia con i pantaloni abbassati e il cazzo ormai moscio in bella vista, mentre infilavo il più velocemente possibile le cose nella borsa lui mi palpava il sedere dicendomi “Sei stata brava, anche se da uomo ti consiglio di fare più pratica coi pompini. Non devi preoccuparti per gli esami, ormai siamo amici vero?”
Non risposi e uscii dalla stanza con passo deciso lasciandomi quell’uomo alle spalle, mi urlò dietro che ci saremmo visti agli esami…avevo fatto una cosa a dir poco stomachevole, però cavolo mi era piaciuto, e ripensandoci lo avrei rifatto 100 volte.
Ormai era fatta, avrei avuto il massimo agli esami (e così fu, non solo grazie al suo aiuto, avevo studiato facendogli vedere che avrei potuto farcela da sola), ancora incredula ripensai al fatto di aver avuto più orgasmi in 15 minuti che in un anno con quel coglione del mio ex…però il consiglio sui pompini l’ho sicuramente seguito!

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