L'apparenza inganna, ma il mio sesto senso per la gnocca difficilmente tradisce

Scritto da , il 2014-12-21, genere etero

L'apparenza inganna.
Nel paesotto in cui abito sostanzialmente ci si conosce quasi tutti.
Magari hai più consuetudine con alcuni e con altri meno, ma è ben difficile passare inosservati. Un paio di anni fa si trasferì dal capoluogo al mio paesotto (distante una dozzina di chilometri e metà di molti "cittadini" alla ricerca di abitazioni a buon mercato) una collega di mio padre, che si portò dietro la propria figlia. Il mio papy cercò in tutti i modi di rendere il meno traumatico possibile il distacco dalla "metropoli", facendo conoscere a tutto il nostro entourage le nuove arrivate. Parlo di nuove arrivate dal momento che la donna era separata dal marito e la figlia era stata affidata a lei. La ragazza, appunto. Beh, non voglio anticipare i retroscena ma trovo giusto parlarne. Io ho 37 anni e sono il classico maschio italiano medio sempre allupato e perennemente alla ricerca dell'ennesima preda da sventare. Abito nel mio mini appartamento non distante dai miei genitori e mi do un sacco da fare col gentil sesso. Non posso definirmi George clooney ma, con la simpatia e la mia parlantina, riesco a mietere i miei successi con le donne. Quella ragazzetta di primo acchito non mi aveva particolarmente impressionato, se devo essere sincero. Trattasi della classica ventiduenne universitaria secchiona, occhiali spessi, trucco zero, tutta acqua e sapone, non molto espansiva e sempre molto sulle sue. Non si poteva definire brutta, anzi; altezza media, bei boccoli castano chiari che scendono fon sotto le spalle, curve non mozzafiato ma neanche piatta come una tavola da surf. Comunque inizialmente la mia attrazione per lei rasenta lo zero termico. Ogni tanto madre e figlia vengono a cenare a casa dei miei e una sera, andandoli a trovare, faccio la loro conoscenza ufficiale. Per la prima volta ho l'opportunità, dopo alcuni fugaci incontri, di osservare da vicino quella ragazzetta fino allora tanto negletta. Dopo una attenta e scrupolosa diesamina, mi accorgo, con mia somma sorpresa, che costei in realtà non è per niente male. Assomiglia ad un diamante grezzo; intravedi grosse potenzialità ma urge una forte smussatura per correggere i suoi difetti. Infatti sotto alla pesante montatura e le spesse lenti, intravedo due bellissimi occhi azzurri nei quali mi perdo per tutta la serata (creandole anche parecchio imbararazzo suppongo, visto che spesso china il capo e arrosisce). La pelle del suo viso è liscia come la seta ed è dotata anche di un bellissimo sorriso, che purtroppo centellina con grande parsimonia. I jeans nascondono un bel sedere e le sue chiappe non devono essere niente male, mentre purtroppo il seno , diciamo, non può essere definito esplosivo. Tuttavia, nonostante la sua diabolica volontà di abbruttirsi e di non mettere per nulla in risalto la sua bellezza, mi rendo conto che si tratta di una ragazza parecchio carina. Io mi congedo e, durante il breve tratto di strada che separa la casa dei miei genitori alla mia abitazione, faccio strane elucubrazioni mentali su quella fanciulla. Una volta disteso sul mio letto, non posso fare a meno di lambiccarmi il cervello con quella ragazza e me la immagino nuda a cavalcare sopra di me. Corro i bagno e, sciacquandomi la faccia con acqua fredda, scuoto il capo e cerco di tornare in me, ma ogni tentativo è vano. Voglio conoscerla meglio e fare la sua amicizia. Da bravo agente segreto, con grande destrezza e cautela, riesco ad estorcere al mio vecchio preziose informazioni sui suoi studi e sulle sue abitudini e, incrociando i dati in mio possesso, mi faccio un quadro più preciso su di lei. Quando il tempo libero lo permette, studio i suoi spostamenti e mi accorgo che è molto metodica; mai ore piccole, sempre stesso tram, spesso vedo la luce di camera sua accesa. Quindi decido di pianificare una strategia di approccio che mi consenta di aprire una breccia nel muro. Ma, come sempre accade, tutti i miei piani vengono scompaginati dal destino cinico e baro quando meno me lo aspetto. Un pomeriggio, mentre sono in coda al supermercato per pagare la mia spesa, sento battere sulla mia spalla e mi giro stralunato. Chi è? Logicamente la mia nuova fiamma, che mi saluta tutta sorridente e mi manda nel più totale pallone. Adesso sono io sulla difensiva e mi trovo impreparato ad affrontare questa situazione inaspettata. Dopo un iniziale smarrimento, riordino le idee e comincio a rispondere a tono. Le sorrido e le dico che sono molto felice di vederla. Me la mangio con gli occhi e noto con piacere che le mie impressioni sono giuste, visto che è proprio carina. Peccato per la sua sciatteria e trascuratezza incapaci di valorizzare uma fanciulla in realtà da sogno. Usciti dal supermercato, cominciamo a camminare affiancati e a chiacchierare del più e del meno. Snocciolo tutto il mio repertorio di fregnacce e lei risponde divertita ai miei lazzi. "Toglimi una curiosità; ma fai apposta ad imbruttirti in quel modo? Perché ci vuole del coraggio per sprecare tanto bendidio. Basterebbero un paio di correzioni e saresti uno schianto! Hai due occhi stupendi, un bel viso ed un bel corpo, perché non ci tieni un poco di più a te stessa?" le dissi con grande franchezza. Sulle prime arrossi' e boffonchio' balbettando qualcosa, mentre io me la divoravo con gli occhi in attesa della sua reazione. "Sono rimasta molto colpita dalla separazione dei miei e sono sempre triste. Avrei bisogno di confidarmi con qualcuno ma non trovo la persona giusta" mi disse quasi piangendo. Allora io le dissi che avevo un paio di ore libere e ls invitai a parlare con me nel parco cittadino. Ci sedemmo su di una panchina e cominciammo a dialogare per una buona ora. La ragazza svuoto' il sacco e parlò a ruota libera e io la ascoltai paziente. Mentre si sfogava me la mangiavo con gli occhi e, più la guardavo, più mi piaceva e mi arrapava. Me la sognavo nuda con me sul mio letto pronta per essere posseduta. Ci scambiamo i cellulari e ci aggiornammo per l'indomani pomeriggio alla stessa panchina. Simulai di arrivare un poco in ritardo e la guardavo seduto dalla mia auto mentre scalpitava e continuava a guardare l'orologio con impazienza. Capii che era interessata e ci teneva molto alla mia presenza. Quando mi materializzai al suo cospetto, mi regalò uno dei suoi sorrisi meravigliosi e poi guardo' come al suo solito per terra. Così io le alzai con dolcezza il mento e le tolsi gli occhiali dicendole "hai paura che io ti porti via questi due occhi stupendi?". Lei arrossi' come un peperone ed ebbe un sussulto "sei l'unica persona che mi stima e che parla con me, e questo mi piace molto; quando sono con te sono felice". Io contraccambiai e le dissi che la trovavo la più bella ragazza che conoscessi e che in testa non avevo in testa altro che lei. I nostri sguardi si incendiarono e le nostre bocche cominciarono ad attrarsi quasi magneticamente. Così, preso il coraggio a quattro mani, le strinsi il viso e la baciai sulla bocca. Ci scambiammo un lungo bacio appassionato con la lingua che mi fece quasi mancare il fiato. Poi le mie mani vogliose cominciarono a bramare la sua pelle e il contatto col suo corpo. Le tette non erano granché, ma le coscie non erano niente male. "Senti, odiami pure, ma te lo devo dire! Io ti voglio mia, adesso mandami pure a fanculo ma voglio stringerti nuda sul mio letto e voglio fare l'amore con te! Se ti garba, andiamo da me, sennò ci lasciamo perdere che è meglio". Lei non esitò un istante e in un attimo fummo nell'intimità del mio appartamento. La spogliai e dai suoi indumenti emerse un fisico stupendo con due belle coscie e un bel culo sodo. Mi avventai rspace su di lei e cominciai a baciarmela tutta. La mia bocca affamata scendeva lungo il collo e iniziai a leccarmela tutta fino alla punta dei piedi. Le leccavo i capezzoli e trovavo spaziale ciucciare le sue chiappe stupende. Lei era felice come una pasqua e ansimava per la goduria. Fatta sedere sul tavolo, le aprii le gambe e cominciai a leccarle la figa. La più bella ed illibata figa che avessi mai visto e non ero mai sazio di quella sublime pelle di seta. Ormai ogni remora era caduta e anche lei cominciò ad armeggiare col mio attrezzo, che stava lievitando nelle dimensioni. Le domandai se era vergine e la risposta fu negativa, così indossai il preservativo e cominciammo a fare sesso. I nostri corpi si avvinghiavano e non finivamo mai di esplorarci a vicenda. Ci scambiavamo spesso di posizione e spesso mi issavo su di lei; quando penetravo in lei, la ragazza si contorceva e gemeva di piacere con gli occhi chiusi. Poi lei mi cavalcava e la vedevo andare su e giù dal mio cazzo sempre più avida del mio attrezzo. Poi la misi a pecorina e li raggiungemmo il top del l'estasi. Io disponevo della mia amata e lei non era mai sazia di essere dominata. Dopo una quindicina di minuti eiaculai e mi sforzai per trattenere il mio urlo in gola. Anche lei ansimava e ci baciammo di nuovo a lungo. Ormsi ero perso nella sua dolcezza e fu logico concedere un bis appassionato. Non sapevo dire basta e anche lei non ne aveva abbastanza. Fu la più bella scopata da mesi a questa parte.

To be continued..

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